minotauro5801
14 maggio 2011 16:06
E' utile solo ai notai, categoria inutile;a volte fanno degli impicci da non credere, uno di loro ha effettuato una vendita dove il mio affittuario si vendeva la proprieta'!!! Sono 16 anni che sto in causa per avere cio' che e' mio e, il notaio? non gli e' successo nulla ed e' ancora li.
lucillafiaccola1796
14 maggio 2011 19:14
e poi dicono dei "cravattari"... che differenza c'è fra loro e tutti gli altri papp ones? infatti se malauguratamente si dovesse effettuare qualche acquisto mmobiliare, è bene andare da sé al catasto e controllare tutto... io l'ho fatto tempo fa, perché era capitato un impiccio ad una collega, ed ho sventato, guardando la planimetria, l'acquisto di un'altra casetta anziché di quella in questione.... chi fa da sé.....
comunque molto ben fatto complimenti a dino b
Arturosonoio
15 maggio 2011 16:28
Spero che si inizi a diffondere anche un pochino di cultura e non solo interventi alquanto sconvolgenti. Vi riporto questo intervento a beneficio della verità che si ignora.
Allora...
visto che siete curiosi, state per ricevere una notizia che equivale a quella di rivelare ad un bambino che Babbo Natale non esiste.
Ma siccome siete adulti, vaccinati, consenzienti, cittadini italiani e pure "consumatori", ritengo che certe cose le dobbiate proprio sapere.
Poi, dopo, potrete anche continuarla a pensarla come prima, ma almeno sarete più informati.
Vi avverto che - come tutti i discorsi complessi - non è possibile essere brevi. Per cui, vi è richiesto un minimo di impegno nel leggere quanto segue.
Ma vi assicuro che ne varrà la pena ;-)
Piccola premessa: occorre fissare dei postulati, altrimenti il discorso non avrebbe né capo né coda.
Primo postulato: il notaio non esiste solo in Italia.
Secondo postulato: il mondo si divide in due grandi ordinamenti giuridici:
- quello di Civil Law, basato sul diritto codificato (al quale apparteniamo noi);
- e quello di Common Law, basato sulle decisioni giurisprudenziali, sui "precedenti", e non sui codici (al quale appartengono i Paesi anglosassoni).
Terzo postulato: esistono al mondo DUE tipi di notai: quello latino (che opera nei paesi di Civil Law, come il nostro) e quello anglosassone, detto anche Pubblic Notary (che opera nei paesi di Common Law).
Il notaio latino, così come lo conosciamo noi, esiste ed opera in 76 Paesi del mondo, Paesi dove vive il 52% della popolazione mondiale (quindi, la maggioranza).
Le prove di quanto fin qui scritto, sono facili da rinvenire sol che si legga: http://it.wikipedia.org/wiki/Notaio
Quarto postulato: le tariffe delle prestazioni notarili (onorari), in tutti i Paesi di Civil Law, non sono lasciate al libero mercato, MA SONO FISSATE PER LEGGE DA OGNI SINGOLO STATO.
In questi Paesi, infatti, gli Stati PRETENDONO che i cittadini si avvalgano del notaio quando stipulano determinati atti, perché questi atti devono essere scritti in un certo modo, avere un certo contenuto, fornire certe garanzie, sia alle parti che allo stesso Stato, esseri trascritti o iscritti in determinati Pubblici Registri. E si vuole pure che questi Registri siano assolutamente e graniticamente affidabili: chiunque li voglia andare a leggere DEVE trovarci dati giusti e corretti. Contratti validi ed efficaci, senza nessuna possibilità alcuna che possano essere annullati o dichiarati nulli o invalidi.
Senza se e senza ma.
Ed è per questo che il medesimo Stato fissa e stabilisce il costo di questo servizio, ovviamente calmierato rispetto a quello che costerebbe se fosse invece lasciato al libero mercato.
Facciamo qualche esempio.
Supponiamo di voler comprare casa in Italia, a Milano, da un privato, pagandola 300.000.
Quanto sarebbe l'onorario del notaio milanese (abbiamo visto che le imposte e tasse sono un altro discorso, e vanno allo Stato, per cui non stiamo più a ripetere quella cosa)?
Facile: basta andare sul sito dei notai di Milano, e farsi fare un preventivo.
Si veda qui: http://www.comprarca...hi.it/home.html
Risposta: circa 1.800 euro + IVA, pari allo 0,60% del prezzo di vendita.
E se volessimo fare la stessa cosa, per esempio, a Parigi?
Ancora più facile: basterebbe andare sul sito dei notai parigini e farsi ripetere il preventivo.
Si veda qui: http://www.paris.not..._mut_ecran1.php
Risposta: circa 3.554 euro + IVA (pari all'1,18% del prezzo di vendita.
Capperi! Che sorpresa!! Sono pure più cari di quelli italiani!! :-)))
Sì, vabbé, ma cosa fanno i notai milanesi e parigini, per quei soldi, quando voi comprate casa?
Beh, senza voler entrare eccessivamente nei dettagli, sennò vi annoierei, praticamente tutto.
Non c'è bisogno di rivolgersi a nessun altro professionista: nNei Paesi di Civil Law si va da notaio, e si occupa lui di tutto. Ma proprio tutto, tutto
E negli USA?
Beh, lì non c'è il notaio latino e non c'è bisogno di intermediari qualificati per stipulare un atto di vendita.
Questo in teoria.
Nella pratica, le esigenze di garanzia, consulenza legale e fiscale, predisposizione di documenti e gestione di formalità che da noi sono tutte soddisfatte dal notaio, non vengono certo meno, ma vengono ripartite tra una serie di figure professionali che occupano il "vuoto notarile", fornendo servizi similari, perché, come ovvio, si tratta di esigenze che, indipendentemente dal luogo dove si compra casa, accompagnano qualsiasi transazione che porta un cittadino ad investire una fetta consistente del proprio patrimonio o ad indebitarsi per un lungo periodo.
Negli USA, dunque, è il mercato che si preoccupa di fornire i servizi che in Italia chiameremmo "notarili" e che, sebbene non obbligatori, sono di fatto presenti nella quasi totalità delle contrattazioni.
Gli Stati Uniti sono però un grande paese con notevoli differenze economiche, sociali e culturali al suo interno e questo si ripercuote anche sui costi e sulle modalità di transazione, che variano molto da zona a zona: l'analisi dei costi, quindi, non può prescindere da questo dato.
Cominciamo dunque a fare conoscenza dei closing costs americani e, in primo luogo parliamo delle closing agencies.
La "closing agency", chiamata anche "closing company" o "closing and title company" è, come dice la parola stessa, una agenzia che si occupa di tutte le questioni connesse al closing, ossia alla conclusione del contratto.
Questa "agenzia", che è spesso collegata all'agente immobiliare o al broker finanziario che vende il mutuo, gestisce tutto il processo pre e post contrattuale, vale a dire la preparazione dei documenti, la registrazione del contratto presso i pubblici registri locali, il pagamento delle tasse ecc.
La closing company fa una parte di quello che fa il notaio latino.
Altro servizio essenziale venduto dalla closing company è la title insurance. Si tratta di una assicurazione che garantisce l'acquirente in ordine alla titolarità in capo al venditore del bene venduto, all'inesistenza di ipoteche o altre formalità pregiudizievoli e così via.
Esistono due tipi di title insurance:
- la owner's insurance che garantisce l'acquirente
- la lender's insurance, che è invece rilasciata a garanzia della banca che concede il mutuo.
Con tutta evidenza, la title insurance ha la medesima funzione assolta dal notaio latino, quando verifica e garantisce personalmente che il venditore ha la piena titolarità e libera disponibilità del diritto ceduto.
Per la verità, le due funzioni non sono propriamente identiche.
In base al costante orientamento giurisprudenziale della Cassazione, il notaio garantisce l'acquirente sulla base del valore di mercato dell'immobile, indipendentemente dal prezzo pagato, quindi se io oggi compro casa a euro . 100.000,00 e tra cinque anni - quando il valore del bene è diventato euro . 150.000,00 - si scopre l'esistenza di un pignoramento o una nullità del contratto, il notaio risarcirà il danno per euro . 150.000,00.
La title insurance, invece, assicura solo il prezzo di acquisto o, nel caso di mutuo, la somma mutuata.
L'attività di consulenza legale (anch'essa svolta dal notaio latino) è invece svolta negli Stati Uniti dagli avvocati (attorney o real estate attorney), i quali sono spesso collegati con le closing agencies o, in alcuni stati (come New York o Illinois) si sostituiscono alle closing agencies e curano direttamente l'intera procedura del closing, tranne il rilascio delle title insurance, come ovvio.
Per quanto riguarda l'attività di certificazione, va detto che, sebbene negli USA essa non sia sempre obbligatoria, nella maggior parte delle transazioni le parti (soprattutto se ci sono di mezzo le banche, perché si acquista facendo un mutuo), richiedono che le firme dei contraenti siano autenticate da un Public Notary.
Il public notary statunitense non ha però nulla a che vedere con il notaio di tipo latino: è un semplice certificatore di firma ed il suo unico compito è di attestare che chi ha firmato è il signor Tizio e non il signor Caio, non assume nessuna responsabilità in relazione all'atto per cui autentica le firme, così come non è tenuto a controllare la legittimità dei firmatari o i loro poteri di firma (nel caso di società, minori ecc.).
Quanto costa tutto ciò?
La risposta giusta è "dipende".
Dipende innanzi tutto dallo stato dove si sta stipulando l'atto, se alla compravendita è collegato o meno un mutuo, se la title insurance acquistata è solo la lender's o anche la owner's e così via.
In generale, il costo principale è rappresentato dalla title insurance
(si veda qui: http://en.wikipedia....e_United_States),
che può variare tra lo 0,40% e lo 0,80% del prezzo di vendita o dell'importo del mutuo.
Cioé, solo questa costa di più di quanto costa tutto il notaio latino, a Milano.
E' degno di nota che in molti Stati, le tariffe per queste assicurazioni sono fissate per legge e non sono negoziabili.
Come si legge da questo sito (http://www.westontitle.com/) di una title company della Florida: "Title Insurance rules in Florida are highly regulated. Therefore, your selection of a title company will usually be based on the company's reputation for service as opposed to price".
Per i non anglofoni: "le regole per la title insurance in Florida sono altamente regolate. Pertanto la vostra selezione di una title company sarà usualmente basata sulla reputazione della società per il servizio, piuttosto che per il prezzo."
E' ancora degno di nota che il mercato USA della title insurance è un mercato oligopolistico, perchè, sebbene le polizze vengano vendute sul territorio da una miriade di soggetti (le title companies), a rilasciare il 90% delle polizze sono non più di cinque compagnie di assicurazione.
Per avere una conferma dei costi, vedete qui per quelli del Texas: http://www.alamotitle-austin.com/
In Florida, dal medesimo sito di cui sopra, apprendiamo che
The Florida Promulgated Rate for an owner's title policy is as follows:
- $5.75 per $1,000 of value up to $100,000 (or $575 for $100,000 of property value);
- $5.00 per $1,000 of value up to $1,000,000 (or $500 for every 100,000 of property value)
**Above $1 million, please call us.
La lender's insurance è indispensabile quando si richiede un mutuo.
Non è la legge a richiederla, ma il mercato, dato che nessuna banca presta soldi se non c'è l'assicurazione: no insurance-no loan.
La owner's insurance non è invece obbligatoria e quindi si tratta di un costo opzionale, che viene però comunemente assunto per garantire l'investimento ed in alcuni stati (per esempio in California) viene pagata dal venditore.
I costi per il closing non si esauriscono però solo nella title insurance, dato che si paga un fee (commissione) anche per altre prestazioni.
Ecco un elenco dei più comuni closing costs:
- settlement/closing,
è la commissione pagata per la predisposizione di quella che in Italia chiameremmo la stipula, ossia la predisposizione dei documenti legali, l'incontro in campo neutro presso la sede della closing company per la sottoscrizione dell'atto e così via. Normalmente questo costo si aggira intorno ai 200/500 dollari e in molti casi, oltre che dall'acquirente è pagato anche dal venditore.
- document preparation,
cioè la preparazione dei documenti. In alcuni casi è un costo incluso tra i settlement fees, in altri no. Nei preventivi che si possono chiedere via internet si scopre che viene applicato, nel 60% dei casi, un costo tra i 200 e i 400 dollari.
- title examination/title search,
vale a dire l'indagine circa la validità del titolo, quelle che in Italia chiameremmo le visure. Il costo oscilla tra i 150/400 dollari.
- wire transfer/shipping/delivery,
è il costo per la trasmissione dei documenti ai vari uffici, oscilla tra i 30 e i 100 dollari.
- lender's attoney,
è il costo per la consulenza legale del lender, cioè - normalmente - il broker che "vende" il mutuo. In alcuni Stati questa consulenza è praticamente obbligatoria. Come si legge su questo sito (https://www.quickenl...-fees-explained): "this fee is paid to the lender's attorney for preparing and reviewing all of the closing documents on behalf of the lender". Detto in italiano, "questa prestazione è pagata all'avvocato del lender per preparare e rivedere tutti i documenti per la stipula nell'interesse del lender". Il costo - a carico del mutuatario - è tra i 150/400 dollari.
- buyer'attorney,
cioè il costo per la consulenza legale in favore dell'acquirente. Non è obbligatoria dappertutto, ma è richiesta in alcuni stati e va dai 400 dollari in su.
- public notary,
le tariffe del public notary, nella maggior parte degli stati, sono fissate per legge e sono collegate al numero di firme da autenticare, quindi quanto più è lungo il documento tanto più si paga il public notary. In generale il costo andrà dai 25 ai 150 dollari.
- escrow,
si tratta di una commissione pagata in relazione al fatto che alcuni documenti o somme di danaro per un certo periodo di tempo rimangono depositate in garanzia presso l'escrow agent (spesso la stessa closing company), sino a quando determinate attività non vengono eseguite.
Un esempio sono le somme lasciate in escrow per il pagamento delle tasse sull'immobile per il primo anno del mutuo. Il costo di questo servizio varia tra i 50 e i 150 dollari.
I costi e le tariffe sopra indicati sono facili da reperire andando un po' in giro su internet e per avere poi una buona valutazione complessiva - stato per stato - dei costi di closing per un mutuo di $. 200.000,00 si può vedere qui: http://www.bankrate....sts_map_a1.asp.
Chi ha poi voglia di perdere ancora un po' più di tempo on line, può farsi fare anche dei preventivi.
Su alcuni siti di closing companies, ipotizzando l'acquisto di una casa negli states, da finanziare con un mutuo, si possono ricevere i seguenti preventivi: da una closing company in Florida, per una compravendita di $ 200.000,00 con mutuo di $ 150.000,00 si viene informati che si paga $. 1.975,00, oltre però il costo per l'attoney (non quantificato); una title agent della Virginia, per una compravendita di $. 300.000,00 con mutuo di $. 250.000,00, richiede $. 2.507,50 oltre a $ 172,00 di recording fee, mentre un attorney dell'Illinois, per comprare una casa a Chicago di $ 200.000,00 chiede $. 650,00 di sola assistenza legale, perchè la title insurance è a carico del venditore, mentre se si vuole anche il mutuo si pagano altri $ 800 di assistenza legale, più la lender's insurance (non quantificata) ed i fee per title examination, escrow e lender's attorney (non quantificati).
Per la verità, sempre in rete, navigando sui forum dedicati al real estate, si scopre che spesso al momento del closing vengono fuori alcune commissioni non preventivate, chiamate non a caso junk fees (commissioni spazzatura) che incrementano mediamente i costi di almeno altri 2/300 dollari.
Non considerando le junk fees, perchè non è facile trovare in rete riscontri oggettivi, da tutto quanto sopra si ricava che il costo medio di un atto di compravendita, in base a preventivi e valutazioni sempre ricavabili dalla rete, NON è sicuramente inferiore al costo che si sosterrebbe da un notaio milanese, e probabilmente anche parigino (che abbiamo visto essere più caro).
Anzi ;-)
Nel caso in cui oltre all'atto di acquisto si stipuli anche un mutuo, il costo viene incrementato dalla lender's insurance e da un modesto incremento dei costi di closing sopra riportati.
Naturalmente l'acquirente può rinunciare alla garanzia della owner's insurance e pagare la sola lender's, che è obbligatoriamente richiesta dalla banca: in questo caso, a fronte di una minore garanzia, avrà ovviamente costi ridotti.
Ecco, questo è (quasi) tutto.
Dite la verità, Luttwak non è stato molto corretto, a Ballarò.
minotauro5801
15 maggio 2011 17:12
Hai dimenticato di dire che se un notaio latino o che si voglia ti procura un danno, gli fanno un culo come una ora di notte, ovvero buio e' profondo.
I notai in questo paese, fanno certe topiche e creano tali danni che ad un serio professionista dovrebbero levare il dito dal grilletto per evitargli il suicidio.Basta leggersi qualcuna delle nefandezze commesse da notai, senza che abbiano mai pagato ne loro e ne la loro pseudo assicurazione.Poi, se qualcuno li vuole difendere, faccia pure, per me o e' notaio o figlio di notai.
dino b
16 maggio 2011 15:26
Quelle di “Arturosonoio” sono le solite argomentazioni che ci si sente raccontare tutte le volte che si affronta l’argomento dei costi dei notai italiani. Andate sul sito www.notariato.it oppure sul sito www.notaicomoelecco.it (oppure sulle homepage degli studi notarili) e ci ritroverete la stessa solfa …
In ogni caso, per chiarezza di chi segue la discussione, i dati non sono riportati in modo corretto.
Il sito dei notai di como e lecco (consultabile da tutti: www.notaicomolecco.it) a fronte di una compravendita da 300.000 € riporta una tariffa di 2675,15 €, ben più alta dei 1800 € citati. Sono esclusi, ovviamente, imposte di registro, bolli, emolumenti conservatoria, tassa archivio, visure ipo-catastali ed iva al 20%...
Se poi siete un povero cristo che deve fare un mutuo da 100.000 € l’onorario sale a 3735,52 €, il doppio dei 1800 € citati da Arturo.
Vogliamo parlare della cessione di una quota da 500.000 € di una SRL? Dai notai secondo il suddetto sito costa 1388, 95 €. Beh, sappiate che il vostro commercialista ve la farà gratis (non perché sia una Onlus ma semplicemente perché essendo voi già suoi clienti non gli costa nulla farvela).
Ah, dimenticavo, queste tariffe sono puramente indicative. La rivista Altroconsumo proprio il mese scorso ha svolto una inchiesta pubblicata sul numero di maggio presso 22 notai di ogni parte d'Italia (i nomi sono citati),a cui hanno finto di chiedere un preventivo per l'acquisto di una casa, in contanti e senza mutuo: da tale inchiesta è venuto fuori che 14 sui 22 notai richiesti hanno applicato tariffe di centinaia (ed in un paio di casi, entrambi a Roma ed entrambi citati, anche migliaia) di euro superiori ai massimi tariffari. C'è anche chi ha chiesto qualche decina di euro persino per fare il preventivo...
Il CNN (correttamente contattato dall'autore dell'articolo),di fronte a tali dati ha risposto:“In generale, il compenso del notaio deve tenere necessariamente conto dell’articolo 30 (della legge sulla tariffa, ndr) in considerazione del notevole sviluppo e aggravio di attività imposte dall’attuale normativa rispetto a 36 anni fa, il 1975, epoca a cui risale il testo dell’art. 30 e la tariffa”.
A fronte di questa “precisazione” del CNN va fatto presente che questa è un’eventualità prevista per casi complessi,ed inoltre la tariffa è del 2001 e non del 1975 (che strano, vero, che al CNN non sappiano che l’ultima revisione tariffaria risale al 2001… che distratti, vero?)
Come vedete, le argomentazioni di Arturo (che probabilmente è notaio o aspirante tale oppure “figlio di”) alla luce dei fatti si sciolgono come neve al sole, anche se è comprensibile il suo tentativo di difendere la rendita di posizione. Così come è più che comprensibile il nostro tentativo di rendere più “umane” le tariffe notarili. Con 327000 € di reddito 2009 “cadanotaio”, di margine per scendere con i costi ce n’è in abbondanza…. Non dimentichiamo che la pianta organica del ministero prevede 6200 notai (anche se i notai hanno fatto prontamente ricorso al TAR contro l'aumento delle sedi vincendolo parzialmente) mentre ad oggi quelli effettivamente in attività sono solo 4700.
dino b
17 maggio 2011 07:01
STRANE COINCIDENZE, STRANE STATISTICHE
In base alla legge il concorso notarile dovrebbe avere cadenza annuale, in realtà è da almeno 15 anni che viene bandito ogni 2 anni. I tempi delle correzioni sono biblici e durano quasi sempre più di 24 mesi. Le sedi notarili scoperte sono più di 1500 (le 6200 previste dalla pianta organica del Ministero della Giustizia meno i 4700 notai attualmente in attività), però i concorsi non mettono mai in palio più di 200 - 300 posti (chissà perché).
La cadenza biennale e la limitatezza del numero dei posti messi a concorso (nonché dei vincitori) fa sì che in media siano ammessi ad esercitare la professione non più di 100 neo notai all’anno, quantità curiosamente uguale al numero dei notai che vanno in pensione ogni anno, ragion per cui da decenni il numero dei notai rimane inchiodato ai fatidici 4700. Coincidenza o calcolo?
Curioso poi quanto accaduto tra il 2007 ed il 2011. Nel 2007 si sono tenuti gli scritti del DDG 2006 (230 posti messi al bando). Le correzioni sono state così lunghe che nel marzo 2009 si sono tenuti gli scritto del DDG 2008 senza che fossero noti i risultati del concorso precedente, ragion per cui quasi tutti i partecipanti del 2007 hanno sostenuto gli scritti anche nel 2009. Nel luglio 2009 sono stati resi noti gli idonei del 2007 (320), tutti passati all’orale tranne uno. Sarebbe più che logico ipotizzare che tutti e 319 (od almeno una grande maggioranza di essi) sarebbero risultati idonei anche nel concorso del 2009, invece…
Nel gennaio 2011 vengono resi noti i risultati del 2009 e, sorpresa delle sorprese, solo 82 candidati del 2007 sono stati riconfermati idonei, in pratica 1 su 4.
Detto in altri termini, 3 notai su 4 nominati con il concorso 2007 sono stati considerati “non idonei” nel concorso successivo (nonostate due anni in più di preparazione). Al che viene da chiedersi: ma se nel 2009 la loro preparazione non era più sufficiente per l'esercizio della professione, come fa ad esserlo negli anni sucessivi quando inizieranno effettivamente ad esercitare???
Ed oltre a questo, viene anche da chiedersi se si stia parlando di un concorso volto ad accertare la reale preparazione ed idoneità dei candidati od un terno al lotto che ha come scopo primario quello di limitare al minimo sindacale gli ammessi all'esercizio della professione (non dimentichiamolo, pochi notai significa più guadagni per tutti e nessuna concorrenza).
E poi, che credibilità ha un metodo di selezione che in 3 casi su 4 non dà lo stesso risultato? A voi l’ardua sentenza…
Ma non è finita. Un’altra strana “coincidenza” del concorso notarile è che storicamente è sempre stato ammesso un numero di notai inferiore al numero dei posti messi al bando. Nel concorso 2007 c’erano in palio 230 posti eppure sono passati in 320, con un aumento di 90 unità rispetto al programmato. Ah, dimenticavo, il concorso 2007 è stato il primo avvenuto dopo la eliminazione della preselezione informatica (preselezione che, come dice il nome stesso, avviene senza intervento umano dato che è effettuata da un computer).
Nel 2009 c’erano in palio 350 posti (probabilmente qualcuno al Ministero ha provato a forzare la mano sul numero dei posti messi a concorso) però sono passati in 292 di cui 82 “bisnotai” (quindi in realtà sono passati in 210, ben 140 in meno dei posti messi a concorso), riequilibrando magicamente il conto ed evitando un ulteriore aumento del numero dei notai. Anche qui, semplice coincidenza?
raspadura
19 maggio 2011 07:06
Tratto dal libro "La Casta" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella:
"[...] pesa su tutta la nostra società la carenza a volte drammatica di notai. La pianta organiza fissata dal ministero è di 5312 posti (n.d.r.: questa era la pianita organica "pre-revisione", adesso la pianta prevede 6226 posti) . Pochi, se è vero che che ne servirebbero almeno 6000. Ma quelli in attività sono ancora meno: 4645. Eppure non solo i criteri della pianta organica non sono mai stati aggiornati dal 1966 ma il ricambio è un calvario. Le prove scritte dell'ultimo concorso, indetto nel settembre 2004, si sono svolte nel novembre del 2005 ed i risultati sono stati resi noti a metà marzo 2007: un anno e mezzo per correggere i compiti di 1948 candidati ed ammetterne agli orali 187, 13 in meno del previsto. Con una coda: un'inchiesta della magistratura per la denuncia di irregolarità di vario tipo.
[...]
Un notaio di Alassio, Elpidio Valentino, ha denunciato all'Antitrust "strane" ispezioni a causa dell'eccesso quantitativo delle sue prestazioni. Direte: ma non fa parte delle libertà costituzionali che una carrozzeria, un falegname od un'impresa edile cerchino di soffiare i clienti alla concorrenza facendo prezzi più bassi e lavorando bene ma più in fretta? Insomma: se comunque viene garantito il risultato finale, non dovrebbe venire prima il diritto dei cittadini-clienti? Certo, ma non se ci sono di mezzo gli ordini."
Aggiunta personale: quello dei notai è l'unico ordine che continua ad operare in condizioni di totale assenza di concorrenza. Se sul fronte degli altri ordini "privilegiati" (farmacisti, dentisti) qualcosa comincia a muoversi, quella dei notai rimane una foresta pietrificata che fonda il proprio potere e al propria rendita di posizione (i cui costi vengono alla fine scaricati sulle spalle della collettività) su una legge del 1913.
Ne ho abbastanza di questi privilegi. Se dobbiamo essere tutti soggetti alle leggi del mercato, che queste leggi valgano anche per lorsignori notai. Se liberi preofessionisti devono essere, che abbiano le palle per esserlo fino in fondo (confronto con il mercato compreso), altrimenti facciano i dipendenti pubblici.
E' significativo che tutte le volte che si confrontano con il mercato (commercialisti, agenzie di pratiche automobilistiche) ne escano con le ossa rotte.
minotauro5801
19 maggio 2011 11:31
Non e' che pesa la carenza, pesa proprio la PRESENZA.
raspadura
19 maggio 2011 17:55
:-)
Per onestà intellettuale va riportata una notizia (pag. 143 dell’Espresso di questa settimana): la amministrazione americana ha incaricato una commissione di studiare il sistema notarile italiano allo scopo di prendere spunti per rinforzare il loro sistema di garanzie.
Questo è un implicito riconoscimento alla qualità della funzione notarile (ed è corretto ammetterlo, e d’altronde nessuno ha mai messo in discussione la “utilità” della funzione notarile) ma non sposta di un millimetro le questioni sollevate da Dino su cui sono totalmente d’accordo:
- La funzione notarile è utile ma non è di per sé “non necessaria” (è un po’ come l’ABS per una automobile, la rende più sicura ma se ne può benissimo fare a meno)
- La gestione della funzione notarile in Italia ha come priorità principale la difesa della rendita di posizione economica indipendentemente da qualunque considerazione di efficienza e di accettabilità sociale. Su questo secondo punto mi riferisco a:
o Costi osceni se proporzionati al “contenuto” del lavoro (diciamolo chiaramente, si tratta di fare dei controlli standard e di metterci una firma, e che sarà mai… )
o Redditi altrettanto osceni (che sono conseguenza dei costi)
oMancanza di concorrenza (sono o non sono "liberi" professionisti? O sono come i maiali di Orwell, più "uguali" degli altri????
o Sfruttamento industriale della funzione di pubblico ufficiale (mi riferisco agli “attifici”, che non sono di per sé illegali ma che sono sicuramente molto disdicevoli)
o Numero delle sedi notarili scoperte (più del 25%, ben 1 su 4)
o Gestione del concorso palesemente volta più a limitare l’accesso alla professione che a garantire equità e parità di trattamento (non si spiegherebbe altrimenti il “flop” citato da Dino che ha portato a bocciare nel 2011 il 75% dei vincitori del concorso precedente…)
o Accesso alla professione di fatto riservato a ragazzotti di buona famiglia in grado di farsi mantenere agli studi fino ai 35 anni suonati (al di là della facciata del notariato “aperto a tutti”)
Tutti i punti citati sopra sono collegati tra loro. E’ come una catena, se si dovesse spezzare un anello tutto il sistema cambierebbe ed avremo finalmente un notariato più allineato all’Europa (sarà mica un caso se quelli del Trentino Alto Adige vanno tutti in Austria a farsi fare i rogiti, no?)
raspadura
19 maggio 2011 17:55
:-)
Per onestà intellettuale va riportata una notizia (pag. 143 dell’Espresso di questa settimana): la amministrazione americana ha incaricato una commissione di studiare il sistema notarile italiano allo scopo di prendere spunti per rinforzare il loro sistema di garanzie.
Questo è un implicito riconoscimento alla qualità della funzione notarile (ed è corretto ammetterlo, e d’altronde nessuno ha mai messo in discussione la “utilità” della funzione notarile) ma non sposta di un millimetro le questioni sollevate da Dino su cui sono totalmente d’accordo:
- La funzione notarile è utile ma non è di per sé “non necessaria” (è un po’ come l’ABS per una automobile, la rende più sicura ma se ne può benissimo fare a meno)
- La gestione della funzione notarile in Italia ha come priorità principale la difesa della rendita di posizione economica indipendentemente da qualunque considerazione di efficienza e di accettabilità sociale. Su questo secondo punto mi riferisco a:
o Costi osceni se proporzionati al “contenuto” del lavoro (diciamolo chiaramente, si tratta di fare dei controlli standard e di metterci una firma, e che sarà mai… )
o Redditi altrettanto osceni (che sono conseguenza dei costi)
oMancanza di concorrenza (sono o non sono "liberi" professionisti? O sono come i maiali di Orwell, più "uguali" degli altri????
o Sfruttamento industriale della funzione di pubblico ufficiale (mi riferisco agli “attifici”, che non sono di per sé illegali ma che sono sicuramente molto disdicevoli)
o Numero delle sedi notarili scoperte (più del 25%, ben 1 su 4)
o Gestione del concorso palesemente volta più a limitare l’accesso alla professione che a garantire equità e parità di trattamento (non si spiegherebbe altrimenti il “flop” citato da Dino che ha portato a bocciare nel 2011 il 75% dei vincitori del concorso precedente…)
o Accesso alla professione di fatto riservato a ragazzotti di buona famiglia in grado di farsi mantenere agli studi fino ai 35 anni suonati (al di là della facciata del notariato “aperto a tutti”)
Tutti i punti citati sopra sono collegati tra loro. E’ come una catena, se si dovesse spezzare un anello tutto il sistema cambierebbe ed avremo finalmente un notariato più allineato all’Europa (sarà mica un caso se quelli del Trentino Alto Adige vanno tutti in Austria a farsi fare i rogiti, no?)
lucillafiaccola1796
19 maggio 2011 19:04
mino tauro.... come sempre... conciso ed efficace ed anche mooolto spiritoso!
dino b
28 maggio 2011 17:19
Dal CNN notizie del 2 maggio u.s.
"Oggetto: Commissione Accesso e Scuole.
Il Presidente invita il consigliere Pesce Mattioli, coordinatore della commissione di cui in oggetto a riferire dello stato dei lavori.
Il Consigliere incaricato riferisce che la Commissione si avvale ad hoc di contributi di altri colleghi i quali sono portatori di esperienze diverse sul tema del concorso. Ha elaborato alcune proposte, che devono essere oggetto di discussione in seduta consiliare, perapportare modifiche a tutte le fasi del concorso: l’accesso, lo svolgimento, la conclusione.
Il problema più sentito è quello dei ricorsi e la commissione ha individuato una soluzione per limitarne la portata e più specificatamente, si potrebbero sostituire i giudizi dei commissari con una votazione espressa solo numericamente. Da fonti ministeriali è stato chiarito che ciò sarebbe possibile solo con l’adozione di una legge.
Altri argomenti di discussione sono stati la retribuzione dei commissari; l’aumento del numero dei commissari; il ruolo ed il valore delle Scuole Notarili. In generale, sul tema delle Scuole Notarili osserva che sarebbe opportuno svolgere alcune osservazioni di più ampio respiro che servano a dare la giusta collocazione ad esse nell’ambito del concorso. In particolare, si potrebbe immaginare di dare un riconoscimento ufficiale alla partecipazione alle stesse quale condizione per la partecipazione al concorso, limitando notevolmente, in tal modo, l’impatto anche economico delle scuole private. Si apre quindi un dibattito sul punto specifico nonchè sulle possibili strategie atte a limitare la prassi dei ricorsi, devastante per l’operatività delle commissioni, soprattutto quando presentati a fini strumentali.
Il Presidente interviene per proporre il neo consigliere eletto Paolo Pasqualis quale nuovo membro della Commissione Accesso e Scuole, stante la sua lunga esperienza di Direttore della Scuola Notarile del Triveneto, con sede in Padova.
Un Consigliere chiarisce che in seno alla Commissione e d’intesa con il Presidente è stato finora elaborato un pacchetto minimo di proposte per snellire il concorso e per assicurarne il regolare svolgimento: aggiunge che effettivamente l’unico strumento utile ad arginare il fenomeno dei ricorsi è quello del cambiamento del metodo per l’espressione del risultato finale della correzione, passando dal giudizio al voto numerico.
Da parte di alcuni Consiglieri emerge un giudizio critico sulle scuole private e taluno ritiene che si potrebbe dare fin da subito un segnale di attenzione del CNN al fenomeno, elaborando norme deontologiche in materia che perseguono a livello disciplinare eventuali condotte scorrette dei colleghi in materia. Da parte di altri si precisa comunque che le stesse scuole notarili istituzionali debbano lavorare forse di più e meglio, migliorando l’offerta formativa, potendo solo in tal modo attirare nuovi e maggiori iscritti.
Da non dimenticare neppure il problema dell’approccio alla pratica notarile. Vi sono notai che hanno un approccio distante da quello espresso nella legge istitutiva ed i praticanti recepiscono in realtà tali comportamenti. Si sostiene che vada incrementata la cultura ed il valore del praticantato, con una maggiore assiduità dei praticanti negli studi, un maggior rigore etico e morale da parte dei colleghi.
Viene evidenziato anche il ruolo deleterio per la credibilità del concorso svolto in alcuni casi dalla attività del TAR che ha spesso accolto acriticamente sistematici ricorsi alle bocciature.
Viene quindi nominata la delegazione che studierà e attiverà con il Ministero le proposte per accesso e concorso.
Il Presidente pone, quindi in votazione la seguente composizione della delegazione ministeriale ecc. ecc."
Forti ‘sti notai…
Leggete bene questo verbale. I problemi del concorso non sono i tempi (tra bando e nomina dei notai passano 5 anni), il mancato rispetto della legge (il concorso dovrebbe essere annuale ed invece è biennale), la aleatorietà (il 75% dei vincitori del 2009 sono stati bocciati due anni dopo allo stesso concorso), l’illogicamente basso numero di sedi messe a concorso (200 – 300 contro ben 1600 sedi notarili scoperte), scelte assurde quali la eliminazione della pre-selezione informatica (unico “cancello” della selezione notarile che non è possibile gestire “ad personam”, guarda caso eliminato) e lo scandalo che li ha travolti nell’ottobre 2010 (quando le prove scritte sono state sospese per palesi irregolarità)
No, il problema del concorso notarile sono i ricorsi, le scuole e (ovviamente) la retribuzione dei commissari notai..
Alcuni commenti:
- La percentuale dei ricorsisti che vengono proclamati vincitori sfiora il 50%. Se non sapete come funziona ve lo spiego io. Se un candidato ritiene ingiusta la sua bocciatura e soprattutto se ha i mezzi economici per farlo può fare ricorso. In questo caso il suo compito, rigorosamente anonimo, viene ricorretto insieme ad altri 9 estratti a caso. Beh, sapete quale è la percentuale dei promossi? Sfiora il 50%. Questo significa che la bocciatura in 1 caso su 2 risulta essere immotivata. La cosa ridicola è che invece di farsi un esame di coscienza circa la totale inattendibilità dimostrata dai criteri di selezione del concorso, i notai danno la colpa alla “acriticità” del TAR.
- Quando il Ministero ha decretato l’aumento delle sedi notarili da 5545 a 6226 sapete cosa hanno fatto i notai? Ironia della sorte, hanno fatto ricorso al TAR, quel TAR che quando accoglie i ricorsi è “acritico”… Signori notai, a che gioco giochiamo?
- Alla luce dei risultati dei ricorsi e della dimostrata inattendibilità in sede di promozione (risultante dal confronto tra i risultati dei concorsi 2007 e 2009, nel quale il 75% dei vincitori del 2007 è stato poi bocciato due anni dopo), si rinforzano i dubbi circa l’uso il vero scopo del concorso. Non strumento di selezione oggettiva ed attendibile ma mezzo attraverso il quale mantenere basso il numero degli operatori (non dimentichiamolo, pochi notai significa nessuna concorrenza e lauti guadagni per tutti i fortunati che sono dentro al sistema).
- Relativamente alle scuole, va precisato questo. Nella preparazione al concorso notarile non sono tutti uguali. I figli dei notai godono di un evidentissimo vantaggio, dato che hanno la possibilità di farsi mantenere regolarmente assunti (e con contributi pagati) nello studio paterno (o materno) fino a 40 anni suonati senza nessun’altra preoccupazione che non sia quella di studiare, respirando atti notarili tutti i giorni. Gli altri non godono di questo tipo di vantaggio. I “figli di un dio minore”, se non vanno a scuola, non hanno la possibilità di mangiare pane e notariato tutti i giorni. Le scuole servono per livellare almeno parzialmente questa disparità di trattamento. E cosa vuole fare il CNN? Vuole introdurre delle “limitazioni”…
A voi giudicare…
dino b
28 maggio 2011 18:16
Riporto questo intervento di tale Auden dal sito di aspiranti notai www.romoloromani.it
(http://www.romoloromani.it/foro/index.php?/topic/47094-notaio-e-notaio/)
"Oggi, per l'ennesima volta, è capitato in studio che un cliente migrasse, dopo l'istruzione della pratica già avvenuta, ad altro notaio.
La motivazione è stata che il notaio x percepisce, per lo stesso atto, quasi 2000 euro in meno e quindi: "Perchè mai dovrei fare l'atto lì da voi?! Per spendere di più?"
Il mio Notaio è una persona colta, di classe; cura gli atti nel minimo particolare, visure accuratissime, collaziona ogni atto (anche le procure)spiega l'atto passo per passo al cliente, gli stringe la mano quando se ne va.
Nel Distretto è noto per la sua bravura; a lui si affidano le persone che hanno atti particolari, che temono errori.
Tutto questo non serve a niente; passa quasi per ladro perchè applica la tariffa, perchè segue la legge.
Le persone, incosapevolemente, scelgono il notaio meno caro e non sanno:
- che le visure magari sono un aggiornamento;
- che alcuni si fanno mandare le relazioni bancarie fatte dal mio Notaio prima e poi le aggiornano;
- che chiudono un occhio sulle difformità planimetriche;
- che se manca una concessione... e che sarà mai!
- che li ricevono in canottiera!
- che gli danno del tu anche se hanno 90 anni;
- che fanno finta di niente se il mediatore c'è ma si fa pagare in nero;
- che danno le mazzette agli agenti immobiliari;
- che fanno gli atti gratis al costruttore;
- che mandano i regali a Tizio e caio in cambio di atti!!
E basta! "
E' evidente l'operazione di denigrazione nei confronti di chi, da notaio, regolarmente accreditato dallo stato, si azzarda ad introdurre banalissimi concetti di efficienza (soprattutto sui costi) e concorrenza che in altri settori sono conosciuti ed accettati da anni....
Credo che ogni commento sia superfluo....
minotauro5801
28 maggio 2011 21:47
Il notaio che si becca 2000 euro in piu' per fare quello che e' il suo NORMALE lavoro non mi sembra proprio figura da pubblicizzare, anzi, bisognerebbe metterlo sotto accusa...insieme agli altri azzeccagarbuglii che, pur beccandosi una onerosa parcella, non fanno il lavoro per il quale sono pagati.
dino b
01 giugno 2011 22:40
Qualche buontempone ha copiato ed incollato il mio intervento “Il sistema notarile italiano” sul sito degli aspiranti notai “romoloromani”. Potete immaginare le reazioni…
Tra gli interventi riporto quello del futuro (glielo auguro) notaio A.P.(http://www.romoloromani.it/foro/index.php?/topic/46891-il-sistema-notarile-italiano/)
“Domando un'analisi concreta della figura dei solicitors anglosassoni. Ai buffoni che osano dire che il notaio sia utile ma non indispensabile. Se fossi un malato terminale e mio figlio avesse scelto architettura, auspicherei che tali buffoni sperimentassero 20 anni privi della figura notarile.”
Come vedete a critiche espresse in modo civile si risponde con un insulto. Anche se alla fine qualche dubbio su chi veramente fa la figura del buffone viene…
D’altronde è più facile metterla sul piano della rissa che ammettere con onestà intellettuale che forse qualche problema di costi nel sistema notarile italiano c’è.
La cosa non deve stupire più di tanto. La categoria non è propriamente nota per la modestia e per spirito auto-critico, e non stupisce trovare un simile soggetto tra i futuri rappresentanti della stessa.
In fondo il signor P. ha solo confermato quello che molti cittadini pensano da anni: i notai sono nemici di qualunque discussione che possa portare ad una revisione dello status quo, uno status quo che garantisce loro redditi del tutto sproporzionati alla reale importanza e responsabilità del loro lavoro e che si basa fondamentalmente sullo sfruttamento di un monopolio; quel monopolio che è universalmente considerato nemico della efficienza e del contenimento dei prezzi e che in altri settori economici l’Europa (non l’Italia, ma l’Europa) combatte tenacemente tramite apposite authority antitrust.
Authority antitrust che già più di una volta ha messo sotto la lente di ingrandimento, guarda guarda, il sistema notarile italiano…
Quanto al vivere senza notaio per 20 anni, penso che la stragrande maggioranza di noi non se ne accorgerebbe neppure, anzi… Non abbiamo sentito la vostra mancanza per i passaggi di proprietà automobilistici, non sentiremmo la vostra mancanza neppure per le compravendite immobiliari.
Fattevene una ragione, signori notai, non siete indispensabili, siete solo imposti dalla legge. Per ora…
raspadura
02 giugno 2011 08:45
Mi ha colpito quanto ha dichiarato Giuliano Ferrara a Radio 24 qualche giorno fa.
Riporto l'intervento: "Ci sono riforme economiche a costo zero (leggi liberalizzazioni, ndr) che non vengono fatte. Se la politica economica del governo si limita a difendere gli interessi di notai, tassisti e farmacisti qui non andiamo da nessuna parte".
Questo Giuliano Ferrara che di sicuro non è nè un bersaniano nè un bolscevico.
Quanto a Bersani, beh, sappiamo quello che pensa sulla materia (è l'unico politico italiano ad aver tentato una seria politica di liberalizzazioni).
Il vento sta cambiando, anche alla luce dei risultati delle ultime amministrative...
P.S.: sapevate che il marito del ministro Prestigiacomo è un notaio? E che in Parlamento ci sono 4 notai?
minotauro5801
02 giugno 2011 11:44
Il parlamento e' pieno di brutta gente, non solo notai.
raspadura
07 giugno 2011 17:41
Per chi vuole farsi quattro (amare) risate ecco alcune frasi estratte dal sito dei notai...
(http://www.notariato.it/it/notariato/chi-siamo/chi-e-notaio.html)
"Nel sentire dell’opinione pubblica vi è la percezione di due elementi essenziali del ruolo del notaio....
Il primo è costituito dalla fiducia, che poggia sulla imparzialità (tutte le parti del contratto sono tutelate), su una preparazione giuridico-fiscale di alto livello (a seguito del concorso più severo in assoluto), sulla sua natura di pubblico ufficiale (che lo rende garante della veridicità e della legalità degli atti).
Il secondo consiste nel fatto che il notaio esercita la sua funzione non da dipendente dello Stato, ma con una organizzazione libero professionale, che consente buoni guadagni, a fronte di altrettanta efficienza ed affidabilità. "
Già qui emerge la caratteristica principale dei notai, la MODESTIA: concorso più severo in assoluto, organizzazione efficiente, affidabilità... Mapperfavore!!!!
" I notai, oltre alle successioni, nelle quali sono forse i maggiori esperti, sono impegnati in due campi fondamentali: quello della circolazione dei beni immobili (case, uffici, terreni, capannoni, beni essenziali per le singole persone e per gli imprenditori) e nei passaggi più rilevanti dell’attività societaria.
In ambedue i casi il ricorso al notaio è imposto dalla legge..."
Ah, ecco. Il ricorso al notaio è imposto dalla legge, se no chi ci andrebbe a farsi spennare???????
"Poiché l’intervento del notaio è obbligatorio, le tariffe sono fissate dallo Stato, a tutto vantaggio del cittadino. "
A tutto vantaggio del cittadino.... UHAUHAUHAUHAUHA!!!
" Il numero programmato sul territorio è sinonimo di qualità ..."
UHAUHAUHAUHAUHAUHA!!!
Il numero chiuso (pardon, programmato....) è sinonimo di nessuna concorrenza e lauti guadagni per i notai, altro che balle!!!!
"... poiché i notai giungono alla professione dopo studi estremamente rigorosi e sono riconosciuti tra gli operatori del diritto più qualificati e con altissime responsabilità."
Altissime responsabilità???? Per firmare quattro carte???? Ma se le successioni le fanno perfino i geometri ed i passaggi degli autoveicoli persino quelli con la terza media!!!!
" solo il 17,5% dei notai italiani (percentuale più bassa di tutto il panorama professionale) hanno un famigliare dedito alla medesima professione."
Questa è la madre di tutte le c.... Perchè, vedete, questo 17.5% non si è mai capito da dove salta fuori.
dino b
08 giugno 2011 07:20
Che coraggio! Cosa non si fa per difendere la propria rendita di posizione....
Il riferimento ai "buoni" guadagni è esilarante... I "buoni guadagni" significano 408.000 € l'anno di reddito medio nel 2008. Ditemo voi quale altra categoria professionale può godere di un reddito simile...
Chi paga? Noi, naturalmente.
IL segreto? Ma il numero chiuso (pardon... programmato), naturalmente. Tolto quello, la professione notarile diventerebbe una professione uguale a tutte le altre.
dino b
26 giugno 2011 18:59
CONOSCI CLAUDIO?
Conoscete Claudio? Beh, se non lo conoscete ve lo presento io. Claudio è un notaio, anzi, un neo notaio. Nell’ambiente degli aspiranti (notai, si intende) è un personaggio. La sua fama e la sua celebrità dipendono da una indiscussa preparazione e da una lunghissima frequentazione dell’ambiente. Nonché da frasi passate alla storia, del tipo “ma se anche ci mettessi 10 anni a diventare notaio, che cosa ho di meglio da fare?”.
Beh, Claudio non ce ne ha messi 10, ce ne ha messi 15, ma non se ne è fatto un problema. Quando frequenti lo studio notarile di tua mamma in qualità di “figlio di” (con stipendio regolare e contributi pagati, si intende, echeccazzo, mica siamo alla Cayenna) te la puoi anche prendere comoda. Con calma, senza fretta, tanto c’è chi ti passa la paghetta. E se poi diventi economicamente indipendente a 42 anni, una età in cui i migliori laureati hanno già quasi 20 anni di lavoro alle spalle, chi se ne frega, tanto c’è stata mammà a pensare a te e nei prossimi 10 anni guadagnerai così tanto da recuperare il terreno perduto, i clienti mica possono scappare.
Beh, provateci voi, cari aspiranti notai figli di n.n., a farvi pagare stipendio e contributi dal notaio presso cui fare pratica. Riceverete in cambio una pernacchia che al confronto quelle di Totò sembrerà una sinfonia. Questo sta diventando, tra le tante altre cose, la professione notarile.
Salvo rarissime eccezioni, una professione cui possono accedere solo bamboccioni di buona famiglia con alle spalle genitori in grado di mantenerli fino ai 35-40 anni.
E quando sul sito del notariato leggo “Terminato il periodo di pratica e di studio, potrai partecipare al concorso, che è sì molto impegnativo, ma premia il merito”, sapendo anche quanto è successo nell’ottobre 2010, non so se sia più appropriato rispondere con una sonora risata o con una altrettanto sonora (ma più appropriata) scoreggia.
lucillafiaccola1796
26 giugno 2011 19:19
ecco perché poi se non controlli con i tuoi occhioni blu, ti vendono non la casa per cui hai contrattato e pagato, ma qualcun'altra che chi sa cosa è... esperienza di collega che mi ha impedito di fare una cazzata, evitata controllando la cartina planimetrica della bicocchetta!