lucillafiaccola1796
03 giugno 2011 20:17
03 giugno 2011
Filippo Bovo ha detto... Pare che in queste ore per le strade di Bengasi ci siano nuove manifestazioni popolari che chiedono la fine del Consiglio Nazionale Transitorio. Non oso immaginare in che modo i "ribelli" staranno cercando di reprimerle. L'escalation è cominciata ieri dopo l'esplosione di una bomba davanti all'Hotel Tibesti, quindi ve ne sono state altre che hanno mandato all'altro mondo un po' di consiglieri militari francesi, inglesi e tedeschi. Domani è venerdì e dopo la preghiera sono sicuro che lo scontro si farà ancora più feroce. I libici non ne possono davvero più del governo dei ribelli e dei suoi spalleggiatori d'Occidente. La storia c'insegna come finirono le Crociate: ammazzarono un sacco di gente per stabilire dei regni cristiani che pian piano, uno alla volta, caddero tutti sotto la spinta della popolazione ostile al dominio straniero. Sarà così anche stavolta, perchè sempre di una Crociata si tratta. Allora bisognava impadronirsi delle rotte commerciali con la scusa del Santo Sepolcro, oggi del petrolio con la scusa dei diritti umani, ma non c'è differenza. E i libici, contrariamente a quanto credono nell'emisfero occidentale, non sono fessi.
davide ha detto... più che al petrolio,tema superficiale anche se giusto,credo che tutte queste rivoluzioni colorate e made cia,mossad e compagnia bella siano indirizzate a indebolire la Cina. Visto che i buoni,liberi,umani,democratici non dimenticano come la nazione abbia reagito contro le quinte colonne e i soliti dissidenti pagati dal colonialismo euroatlantista in quel di Tien a men. Auguro a questi criminali schifosamente ipocriti di essere inceneriti dal Drago di Pechino
lucillafiaccola1796
10 giugno 2011 19:59
2a puntata:
FG venerdì 10 giugno 2011 "il manifesto" o "Il Popolo d'Italia"? Mi arriva un comunicato da Tripoli. Auspico che qualche avvocato perbene se ne occupi. Sono finiti sotto inchiesta, incostituzionalmente e vergognosamente, anche gli studenti libici che hanno manifestato contro gli stragisti Nato e la loro marmaglia bengasiana a Perugia. Buongiorno a tutti, come ben sapete qui in Libia ci sono i Pro Gheddafi (bandiera verde) e i Contro Gheddafi (bandiera nera). Ormai sono due partiti politici ben definiti e come tali devono essere considerati entrambi, con i loro pregi e difetti. Bene, dovete sapere che un ragazzo Pro Gheddafi che vive in Italia e' stato arrestato in quanto era molto arrabbiato del cambiamento della bandiera all'Ambasciata libica a Roma e voleva faer una manifestazione davanti all'Ambasciata. Fatto sta che nemmeno ha organizzato la manifestazione che appena arrivato a Roma da Milano, e' stato arrestato, secondo me perché il suo telefono e' sotto controllo. Sembra sia stato accusato di voler mettere una bomba all'Ambasciata! Ma quando mai! Io lo conosco, e' venuto con me una volta alla Conferenza Stampa di Milano organizzata da Paolo Sensini e mi sembra una ragazzo a modo, con le proprie idee politiche assolutamente non pericolose ma legittime. E' in prigione a Roma da una settimana (io l'ho saputo solo ora!) , potete dargli una mano in qualche modo, magari mettendo a conoscenza i media di questa cosa? IL Suo nome e': ADEL SALEM ABDULHADI NATO IL 1977 A TRIPOLI - LIBIA. Noi cercheremo di trovare dei soldi e trovargli un avvocato!
F ha detto... 10 giugno 2011 09:41 Hai colto un aspetto fondamentale nelle motivazioni per l'aggressione alla Libia: se Gheddafi avesse accettato la macelleria sociale della globalizzazione sarebbe ancora lì, onorato più dei satrapi del Golfo. Questo però avrebbe comportato anche altre subordinazioni cui l'aggresssore ambisce: la rinuncia a una geopolitica fuori dai binari dell'imperialismo. Infine, all'aggressore non servono governanti corretti e giusti (ma quale dittatore!, siamo in Africa!), amati e sostenuti dal loro popolo: corrono il rischio di avvalersi di tale forza per essere indipendenti. Servono piuttosto farabutti corrotti ladri, assassini, ricattabili alla Tadic, Karzai, Maliki, Abu Mazen, Berlusconi. Non per nulla la Libia si chiama Jamahiriya: Repubblica Socialista Popolare delle Masse
Anonimo ha detto 09 giugno 2011 15:52...io pensavo che gheddafi fosse un castigamatti in libia; invece leggendo le info di fulvio e le bugie mediatiche sulle varie stragi fasulle mi sono fatto un opinione diversa. in ogni caso dunque, se anche gheddafi fosse il dittatore che dipingono qui in occidente egli ha fatto della libia un paese indipendente dalle lobby internazionali; i fuoriusciti gli danno apposta contro, altrimenti che fuoriusciti sarebbero? i ribelli sono evidentemente al soldo occidentale e con ragione, la loro, perché così potranno finalmente mettere le mani sulle ricchezze della libia con la scusa della libertà. insomma, un po’ come quei partigiani italiani foraggiati degli americani che lo erano in funzioine anticomunista. la storia insegna che qualsiasi movimento o governo che abbia solo una parvenza di socialismo viene sistematicamente osteggiato e possibilmente distrutto. quindi il vero mostro non è gheddafi, ma il socialismo, forse quel poco, che incarna il suo governo. la reazione è sempre diretta alla distruzione di tutto ciò che è improntato alla socialità, al socialismo, vedi cuba come sta smantellando pian piano il socialismo per evitare di soccombere alla pressione mondiale. Saluti alberto
alex1 ha detto 09 giugno 2011 19:23... Volevo che si parlasse dell'arresto dello studente libico facente parte della Lega studenti, colpevole, secondo la digos, di stare per preparare l'occupazione della sede diplomatica dei golpisti libici. Lo studente gestiva i rapporti con le università italiane. Si potrebbe tornare al climain cui gli studenti libici nelle università potrebbero essere espulsi o addirittura arrestati se manifestassero contro la guerra Nato o se sostenessero la repubblica libica. Una volta, un militante di Lotta Comunista, mi raccontò che ai tempi del regime dei colonnelli in Grecia, (altri golpisti come quelli di Bengasi) s'erano infiltrati e schedavano gli studenti iscritti a gruppi della sinistra extraparlamentare partecipando alle loro manifestazioni. Alcuni di loro furono imprigionati ed uccisi al loro ritorno in Patria, e chi si accorgeva di essere stato spiato non tornava più in Grecia. Cosa ne sarebbe di quelli che si dichiarassero contro i golpisti ed a favore del legittimo governo di Libia se fossero espulsi?
Fha detto 10 giugno 2011 09:41 Hai colto un aspetto fondamentale nelle motivazioni per l'aggressione alla Libia: se Gheddafi avesse accettato la macelleria sociale della globalizzazione sarebbe ancora lì, onorato più dei satrapi del Golfo. Questo però avrebbe comportato anche altre subordinazioni cui l'aggresssore ambisce: la rinuncia a una geopolitica fuori dai binari dell'imperialismo. Infine, all'aggressore non servono governanti corretti e giusti (ma quale dittatore!, siamo in Africa!), amati e sostenuti dal loro popolo: corrono il rischio di avvalersi di tale forza per essere indipendenti. Servono piuttosto farabutti corrotti ladri, assassini, ricattabili alla Tadic, Karzai, Maliki, Abu Mazen, Berlusconi. Non per nulla la Libia si chiama
Jamahiriya: Repubblica Socialista Popolare delle Masse
lucillafiaccola1796
12 giugno 2011 19:44
la Verità è che gesù cristo per sua fortuna non è mai nato e quindi non nè mai morto... ma i suoi sedicenti adoratori insistono nel tenerelo sulla croce, malgrado dicano che è risuscitato, copiaincollando dall'antichità, per dimostrare il loro necrofilo potere addirittua sul loro d'io! che schifo! se ci fosse veramente, altro che mazzate nel tempio... gliele darebbe in cielo in terra in ogni luogo ah ah ah ah
dire che la Verità non esiste, è una provolonata... che non convicne nessuno che abbia un briciolo di logica!