Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
giuseppe 28 ottobre 2011 11:18
Dino è è un uomo autentico,
Dino è un amico,
Dino è un uomo fragile,
Dino è un poeta
... e tutto quel che volete.
Dal suo diario...
Ecco...
questa sera rimango qui da solo a scriverti senza alternative possibili qui nella mia stanzetta di fuga come amo chiamare il mio mondo perfetto anche se ci vuole fantasia a definirlo tale adesso e potrei aggiungere per rendere misteriosa la faccenda che non so nemmeno dove mi trovo e invece lo so fin troppo bene che sono qui (dove lo si capirà man mano che scrivo questi miei pensieri) a rimuginare avvenimenti che appesantiscono le mie velleità di umano affossato che manifesta scoramento e so che così non va bene non servirà a scuotermi rimuginare avvenimenti trascorsi compito immane che mi inquieta e che pure mi hanno imposto per districare pensieri pesanti goffi pensieri e inutili perché in fondo sono un teatrante ecco sono solo un teatrante neanche tanto provetto un insignificante burattino qui nelle grinfie di una iena questo è il mio guaio ora e dire ora è un eufemismo e sospetto anzi so che sarà piuttosto per sempre e così accade che qui adesso ricomincio a struggermi d'amore per te amore
basterebbe che ci pensassi per arrivare a credere che nulla di quel che mi circonda è vero e nulla di quel che ho dentro e che mi monta in cuore nulla di quel che qui penso e scrivo nulla di nulla come a dire che è stata cancellata ogni cellula grigia e rimane un pover'uomo in preda alla pazzia ch'è comune come il banale raffreddore e al pari d'una rinite è praticamente incurabile ma mentre quella in tre giorni scompare follia rimane indelebile a segnare materia cerebrale qui nel mio nido perduto che ora s'è trasformato in un covo di complicati malati
io sbalzato da un nido caldo a un covo malato qui scrivo dopo aver vezzosamente stabilito che le virgole sono delle pause idiote che non sopporto più e che non mi soccorrono così come i punti che preferivo un tempo e ora fuggo come peste al pari dell'imposizione di scrivere da parte di terza persona che mi ha colto alla sprovvista
una richiesta di ieri della iena con volo sfiorante e pure imperioso come d'avvoltoio uno strizzacervelli misto di mammifero e uccello che con le mie lenti spesse ho stentato sulle prime a mettere a fuoco ma il suo volo mi è ora indifferente e la realtà è ben diversa la realtà è che questa sera io da me ho deciso di posare parole qui
ecco l'ho detto è una decisione mia in fondo e questa che mi appresto ad affrontare è un'altra delle finzioni un'altra delle bugie che sofferenza mi chiede dopo un anno dal nostro primo incontro dopo un anno di vita insieme dopo un anno trascorso sera dopo sera a fianco a fianco nello stesso letto è giunto il momento di scrivere e interpretare un senso la storia mia con te amore e sospetto che sarà questa una trascrizione di pensieri disordinati
la mia mente è piena di pensieri i neuroni stanchi il cielo stanco e stanca la terra desolata originatasi da filiformi elaborazioni del cervello che rischiano di mescolarsi e confondersi con l'irrealtà nel punto preciso in cui muore un arcobaleno solo immaginato
utopia può definire il mio discorrere con te creatura inconsueta e so che non è appropriato definirti tale perché inconsueta sei solo per i distratti per quelli che vivono senza sognare gli uomini perduti più di me che da te voglio essere inteso
amore tu puoi farlo tu hai imparato tu sei sveglia e sai che io riesco a comunicare col tuo pensiero ed equivale a dire che tu pensi con i miei pensieri e io attingo i miei pensieri dai tuoi in una sorta di mistero banale dal momento che il genere umano tutto pensa per pensieri comuni i pensieri primi
...
sugar magnolia 28 ottobre 2011 14:42
DINO = GIUSEPPE
giuseppe 02 novembre 2011 09:33
Ecco...
come vedi sono incapace di uscire dalle grandi metafore ed ecco una prima sentenza già si affaccia una sentenza nera come un corvo
giudizio ingrato morte certa mia dipendenza da te è ineliminabile una sorta di stato leggero di incoscienza accettato come spunto vitale e paradosso inspiegato accettato come un atto definitivo
la parola fine che tutti ci sovrasta un titolo di coda enorme che copre tutto quel che è stato e lo rende leggero quasi impalpabile ma non insignificante...
(dal diario di Dino)
giuseppe 03 novembre 2011 15:13
Ecco...
tutto in una notte perché è questo il nostro ultimo atto d'amore giocato sulla memoria come attimo presente con te che sei ora l'amore della mia vita (altro banale belare che trasuda dall'ennesima fiction) tu sei la passione sfrenata lo sfogo di quella bestia resa docile per cura da molecole brevettate e sono io una bestia mascherata di perbenismo mio antico vezzo sopito ma quel che provo voglio scriverlo forte in grassetto tondo perché non è un compitino il mio e me ne importa poco di quel che esige la iena entrata da poco nella mia vita ed è come fosse da sempre un macigno che pesa sullo stomaco...
(dal diario di Dino)
Zamolxis 06 novembre 2011 18:10
http://pantarei-nino.blogspot.com/2008/09/tramonto-rosso.html
Rosso del tramonto mi inspira sofferenza etrema della luce che si adormenta nel buio dà dov'è arivata.
Il sole non solo non riesce sconfiggere il buio,
Lui, non fà altro che aumenta il dolore nel aspirazione notturna dell'anima.
Più invecchio, più sento il pesso; non solo della la mia vita ,ma anche della la mia morte...
giuseppe 07 novembre 2011 09:43
Ecco...
pur non essendo il tempo delle lamentazioni voglio scrivere quel che percepisco in lontananza come un profumo nell'aria che odoro assaporandolo nel calice di un fiore di bosco il calice dolceamaro di questa mia vita straviata che ogni cosa vede in volo alla stessa maniera del falco pellegrino alla stregua di un sogno che descrivo perché rimanga in eterno (un'ombra di megalomania che subito rinnego) su queste paginette di quaderno a quadretti ed eterno cos'è in fondo?
(dal diario di Dino)
giuseppe 08 novembre 2011 13:46
Ecco...
d'eterno mi circondo per non morire e in realtà son già morto su questi piccoli quadretti per pensieri espressi in frammenti su un quadernetto comperato per l'impresa di una notte sola impresa snervante impresa di eventi impressioni facezie che annoto fin che fuori piove una pioggerella leggera io che sono un contadino della parola in questa notte calda d'estate notte umida con te che sei posata di là sul nostro letto costretta violentata
(dal diario di Dino)
giuseppe 10 novembre 2011 08:36
Ecco...
un temporale si preannuncia brontolando raschiandosi la gola pronto a spaventare una pioggia giovane innaturale come fossero lacrime un pianto del cielo un pianto d'angeli disperati venuti ad annunciare una storia la nostra che è solo un'altra delle piccole storie ignobili cantate del mondo una storia scivolata da una penna a sfera in un orgasmo prolungato della memoria inchiostro a fiotti come il sangue delle vene che un giorno ho tagliato cercando di prosciugarmi senza riuscirci
(dal diario di Dino)
giuseppe 11 novembre 2011 08:28
Ecco...
questo sfogo non metterà freno al caotico mio discorrere con la coscienza un discorrere di te e di me
disquisire sul bene e sul male che mi circonda ordinandoli innaturalmente come lo potrebbe fare chi ama il caos organizzato ed ecco una prima contraddizione che presta il fianco al sorriso e pure necessaria per rendere un concetto privo di logica come la nostra vita
(dal diario di Dino)
Adriana... 12 novembre 2011 21:04
Io, invece, penso che tu Joker, o il gianni, o chiunque tu sia, tu abbia seri problemi di psiche atrofizzata...
JOKER 12 novembre 2011 21:11
Adrianaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mannaggia a te, mannaggia...
Ma sei sempre qui ad attendere al varco qualcuno???
Anche tu sei "un'allocco"...infatti sei la fan di IVAN.
Come si dice? Dio li fa e poi li accoppia?
AH AH AH AH AH AH
Adriana... 12 novembre 2011 21:30
Nooo, io non sono una fan di Ivan, perchè Ivan neanche lo conosco...In due anni di forum ci avrò scambiato sì e no ...due periodi scritti... @-@
Adriana... 12 novembre 2011 21:30
A te joker ti conosco abbastanza...già dai tempi di due calzini: per questo manifestavo preoccupazione per una possibile artrosi della tua psiche...
giuseppe 14 novembre 2011 08:41
Ecco...
l'insensata esistenza di cui rendo conto primariamente alla mia cara coscienza e a nessun altro perché nessuno conta oltre me e te in questa notte di inventario di consuntivo e spremitura e mi perdoneranno se non sarò un esempio additato da quelli della crusca i professoroni del bello scrivere che sa di stantio mentre frusciami di parole sono i miei non leziosità un fragore di fronda non uno stormire di foglie perché qui si vive la vita non un sogno leggiadro e anche quel che è sembrato divertente era in fondo una tragedia
(dal diario di Dino)
sugar magnolia 14 novembre 2011 18:04
GIUSEPPE
a leggere poi bene tra le righe questo Dino altro non fa che un esercizio retorico di italiano, sono tutte frasi ad effetto ma nessuna rispcchia un'immagine una storia reale, sembrano come una sorta di aforisma, salvo poi irrompere in un inaspettato :
" ......i professoroni del bello scrivere che sa di stantio ....."
ecco, forse questo concetto dello "stantio" ben si sposa con questo stile cosi' artificioso e contorto, ....pero' non me ne voglia il buon Dino, e' solo un piccolo parere che vale meno che zero ok ??
senza rancore x nessuno (almeno spero .....)
giuseppe 15 novembre 2011 13:31
Dino non si lamenterà di nulla, perché Dino non c'è più.
Questo suo lascito scritto, a me che sono stato il suo più vicino amico, lo sto centellinando, perché è a mio avviso una chicca estrema, un fiore non colto, una storia inverosimile e pure così vera...
giuseppe 17 novembre 2011 11:01
Ecco...
ricordo il prete che è venuto a benedire la casa una scena da ridere da riderci in due come abbiamo fatto io e te di quel pover'uomo scombussolato rimasto di sasso una tonaca nera impietrita fin che ti fissava
e mi chiedo a chi interessa sapere di me e di te che sei una bambola gonfiabile dell'ultima generazione di me che sono preda dei miei pensieri che mi opprimono come una piovra fa con la sua vittima ma anche liberandomi ed è quello che dovrebbe avvenire qui questa notte a ondate successive che vengono e vanno creando risacche e la vita illudendosi di nuovo non capisce che è finita
(dal diario di Dino)
Adriana... 17 novembre 2011 18:39
Joker, quanto sei noiosoooo!!!!
giuseppe 21 novembre 2011 13:44
Ecco...
la vita incamera sconfitte e produce illusioni e questo capita anche alle creature fastidiose che si esaltano per una puntina di sangue e poi muoiono in fretta trasformate in crema com'è avvenuto di quella zanzara che l'altra sera tormentava me e tormentava te che sei di pelle artificiale un verosimile artificio umano ingannevole anche per il piccolo insetto che ho osservato fin che ronzava alla cerca della carne calda fonte del rosso plasma e l'ho vista dubitare solo un istante amore mio e dopo il pensiero assolto di una scelta definitiva l'ho ammirata posarsi leggera sul tuo avambraccio immobile e famelica pungerti fin che nell'estasi l'ha colta un pensiero funesto una sorta di paralisi totale e dopo aver agitato frenetica protuberanze sottili s'è messa di traverso come ubriaca ha tentato invano il decollo ma è rimasta lì sulla tua pelle artificale in attesa della fine del sonno tranquillo che l'ha presa quasi subito lasciandola io credo beata nella dolce e putrefatta morte
(dal diario di Dino)
giuseppe 22 novembre 2011 14:07
Ecco...
oh meravigliosa e terribile morte che cogli i viventi nell'attimo di un respiro e sei tanto parca di gentilezze oh è così che va e dovrei aver imparato da un pezzo che non val la pena di crucciarsi perché la vita va avanti e crea situazioni nuove innamoramenti per esempio e lo sai bene amore mio quante volte te l'ho detto quante te l'ho sussurrato che mi sono innamorato di te fin dalla prima volta che ti ho vista come avviene nelle storie d'amore più banali un innamoramento veloce al ritmo del respiro
(dal diario di Dino)
giuseppe 24 novembre 2011 14:10
Ecco...
dicevo di quando alla porta s'è presentato quell'uomo di Dio tu eri nuda seduta sul sofà come una gran dama in posizione naturalissima per niente erotica e nulla del tuo sesso traspariva a parte il seno prorompente balcone invitante che osservavo da ore in profonda ammirazione...
non osavo toccarti per libera scelta frutto di una morale barbina che sentivo di avere una morale di grana sottile che ha radici nel sentimento più che nei dogmi e intanto quel prete suonava alla porta e io gli aprivo fin che si qualificava dicendo sono il curato della parrocchia sono venuto a benedire la casa sa anche lei che il quartiere è grande i condomini sono alti e noi preti siamo solo in due e solo adesso io e don Gaspare il parroco siamo arrivati in questa zona una zona popolosa con brava gente di periferia non le dispiace vero? Ha aggiunto gentile e io oh si figuri ho sussurrato utilizzando uno stereotipo di linguaggio fin che si giustificava ancora...
(dal diario di Dino)
giuseppe 29 novembre 2011 15:54
Ecco...
sono qui per benedire le mura ha precisato il prete guardandosi intorno pacioccone sudaticcio pressione alta e colesterolo al limite e quando ti ha vista è rimasto impietrito immobile come una statua inanimato più di te che sei inanimata per natura...
(dal diario di Dino)
giuseppe 13 dicembre 2011 08:50
Ecco...
perdonami amore mio che ho pensato di te una malignità perché tu non sei inanimata brutta parola che ho scritto ma a ricordare la faccia di don Gaetano la prima reazione è stata quella di fare questo paragone che in fondo era più inanimato lui di te e la scena possedeva una carica di grottesco pesante misto a imbarazzo che rendeva due uomini uno accanto all'altro distanti
(dal diario di Dino)
giuseppe 16 dicembre 2011 14:35
Ecco...
quella sera eravamo noi due nel nostro nido nascosti al mondo rinchiusi in noi stessi e arriva questo pretino inaspettato quasi caduto dal cielo (un uomo di Dio da dove altro può cadere?) con la tonaca nera come si usava un tempo tutta bottoni da cima a fondo scomoda di sicuro e non è per trovare una giustificazione ma se devo trovarla la trovo è lui ch'è entrato non sono stato io a invitarlo e lo so che lui compiva solo il suo dovere e per questo era giustificato il dovere di un uomo del Signore benedire le mura e i loro abitanti nel nome del padre del figlio e dello spirito santo così gli ho detto a bruciapelo benedica anche lei padre che è la mia donna
un coraggio leonino o solo idiota mi ha spinto a dire quelle parole irridenti in realtà solo irresponsabili e lui a questa mia richiesta ha balbettato parole in una lingua sconosciuta che sembrava latino ma ti ha gettato addosso un gesto veloce quasi un esorcismo una sorta di richiamo a Dio perché mi liberasse e subito è uscito di corsa sbattendo maldestramente contro gli stipiti della porta ondeggiando come un ubriaco smarrito insomma uno che ha visto l'inferno in anticipo poveretto che pena
quante cose ci sono accadute amore mio tante che stento a ricordarle immagini frammentate che mi ritornano in mente come quando ti ho vista per la prima volta
ricordi lontani e dispersi ne ho e sono crudi taglienti del tipo il papà che piange la mamma che ride di me la nonna morta distesa sul letto quando avevo due anni ma anche la prima ragazza che ho desiderato nell'autoerotismo esasperato e vorrei che il passato non contasse e intanto il mio presente è già passato nel momento stesso in cui comincio a pensarlo
(dal diario di Dino)
giuseppe 20 dicembre 2011 14:02
Ecco...
qualche tempo fa tutto accadde come in una novella irrilevante una storia azzeccata per piccoli romantici senza pretese tu esistevi vivevi dimoravi ti mostravi sulle pagine di quel sito trovato per caso così ho sempre sostenuto e non era vero ora te lo confesso che galeotta fu una notizia trovata su un quotidiano locale che raccontava delle meraviglie di quel regno virtuale e tu eri una di queste a grandezza naturale e bellissima per gente strana come me un frutto stupendo della tecnologia che l'articolista aveva reso accattivante con mestiere strillone moderno che grida donne finte meglio attrezzate di quelle vere e so che dire attrezzate è poco consono a definirti e offensivo ma conta rendere l'idea quella di esseri di genere femminile in grado di stupire e di soddisfare libidini esseri come te difficili da immaginare ma assai gradevoli da immaginare mamma che idea balzana donne artificiali che prendono il posto di quelle naturali
(dal diario di Dino)
⚠ segnala contenuto inappropriato