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francescodeleo 20 agosto 2012 10:36
Alcune molte mi chiedo: ma a che serve la religione? La storia dell'uomo è piena di violenze ed eccidi praticati nel nome della religione, da qualsiasi religione. E non sto parlando della sola religione islamica, ma di tutte, cristianesimo compreso. Ancora oggi capita di leggere di violenze coompiute dai cristiani in nome di 'dio'. Eppure tutte parlano di non violenza, di pacifica convivenza, di aiuto reciproco. Il problema quindi non sono gli insegnamenti delle religioni, ma è il potere che gli uomini si attribuiscono nel nome della religione.
Questa ragazza ha bruciato alcune pagine del corano, e immediatamente sono sorte violenze, partite quasi certamente da chi ne fà della religione la propria fonte di potere. Forse a nulla servirà dimostrare che quella ragazza, di undici anni, ha dei problemi che non le permette di decidere in completa autonomia, forse gli stessi problemi che non le consentono di scegliere con completa autonomia tra religione cattolica e islam. Capita di leggere ogni tanto di notizie di ragazzi 'diversi' a cui la 'chiesa' ha negato loro i sacramenti perchè affetti da quella malattia. In Italia, non in qualche paese sperduto dall'altra parte del mondo. Ma sia lì che qui i seguaci sono molto legati ai simboli che non al significato degli stessi. Lì il corano è il simbolo della loro religione (sinceramente non conosco la religione islamica) e un atto contro il mezzo che lo ospita è considerato un attentato contro i principi religiosi. Cavolo, un libro lo si ricompra! Ma anche da noi la situazione non è molto diversa. Il crocifisso è il simbolo principale della religione cattolica. Poi ce ne sono altri, per esempio in ogni chiesa ci sono statue di cristo e di santi sparsi un po' dovunque. Il culto di questi simboli mi fà pensare che l'idolatria è ancora ben presente in noi. E non può che non essere così: gli insegnamenti della religione cattolica sono ben chiari, ma si va in chiesa la domenica solo perchè si è sempre fatto così. Alla stessa maniera un tifoso di calcio va a vedere la partita la domenica. Si è convinti che l'eseguire questo dovere sia sufficiente per farci guadagnare il regno dei cieli. Non solo, si è convinti che qualsiasi peccato noi commettiamo possa essere rimesso con una semplice confessione. Cavolo, si va dal prete, si spiffera (non proprio) tutto e si ritorna a casa tutti allegri forse pensando 'anche questa è fatta'. La confessione, istituo inventato dagli uomini, non funziona così. Il prete non è lo strumento di remissione, non sono le sue parole con cui ci comunica la remissione dei peccati a purificarci dalle impurità, ma dovrebbe essere il tramite che dovrebbe legare il credente direttamente a 'dio'. Il prete non è nemmeno necessario a ciò, ci si potrebbe confessare anche senza di loro, se il credente si pone in maniera positiva e attiva e soprattutto sincera di fronte a 'lui'. Se non c'è sincero pentimento dei propri peccati, non c'è nemmeno l'assoluzione, sia se ci si serve di un prete, sia se lo facciamo direttamente. Il prete è lo strumento con cui la chiesa cerca di mantenere il proprio potere temporale, il potere di una organizzazione che da sempre si è preoccupata di altro che non di salvare le anime. Ma purtroppo anche qui da noi non è possibile bruciare il crocifisso senza che qualche ignorante della religione cattolica manifesti violentemente il diritto di supremazia del potere materiale della chiesa su tutti gli altri.
Adriana... 20 agosto 2012 14:02
Io credo che dietro questo fatto un poco beffardo, ci sia molta manipolazione da parte mediatica per portare in evidenza qualcosa di islamico ..per far si ' che venga spesso nominato. Personalmente, il gesto della bimba non mi sembra una coincidenza:perché ha giocato con un libro sacro che immagino sia carente di grafica, quando invece non ha stropicciato un romanzo rosa,che pure esisteranno nei paesi islamici?
francescodeleo 20 agosto 2012 17:20
Non sarebbe però la prima volta, è già successo in passato. Non so se sarenno in grado di capire che un gesto del genere sarebbe da considerersi solo incosciente perchè commesso da una bambina di undici anni. A ciò si aggiunge la malattia.
Adriana... 27 agosto 2012 20:16
Sbaglio, o già non se ne parla più? Tanto rumore per nulla?
francescodeleo 28 agosto 2012 16:04
Forse perchè non ci sono nuove notizie.
francescomangascia 29 agosto 2012 13:17
francescodeleo, e Adriana, la bimba è ancora in carcere, e se non se ne parla più è perché sennò si offendono. Oggi come oggi, il parlare di questi abominii, viene considerato come un esempio di intolleranza. Altro che zombies..
Adriana... 29 agosto 2012 14:12
Speriamo ,almeno, che in carcere la trattino bene...
francescodeleo 29 agosto 2012 16:26
O potrebbe essere come dice Adriana e non importa più niente a nessuno.
francescomangascia 29 agosto 2012 19:39
francescodeleo, parli degli editori quando dici che non interessa? o dei cittadini, perché nel primo dei casi il disinteresse o meglio l'interesse a non parlarne, è dimostrabile dai silenzi dei quotidiani,mentre se intendi nel secondo ciò è tutto da dimostrare.
francescodeleo 29 agosto 2012 20:48
Non ho la pretesa di sapere i discorsi che fà la gente di tutto il mondo. Del resto i problemi sono tanti e quello che sta accadendo a quella ragazzina è uno dei tanti avvenimenti che ascoltiamo e ci scordiamo. Per quanto riguarda i quotidiani sembra che non ne parlino più.
francescomangascia 29 agosto 2012 21:10
francescodeleo, mi hi frainteso, comunque metti il nome, Rimsha Masih, su google, e vedi che qualoosa trovi,molto in inglese e anche di pakistani, questo è un link,
http://pakistanisforpeace.files.wordpress.com/2012/08/end-blasphemy-laws.jpg, se lèggi i commenti ne trovi parecchi anche di musulmani che con certe bestiacce immonde oltranziste, non meritano di essere cconfusi. Il tutto mentre qui si tace.
francescodeleo 30 agosto 2012 12:23
No, non ti ho frainteso, si stava solo discutendo pacatamente.
francescomangascia 31 agosto 2012 18:35
Pakistan:bimba 'blasfema' resta carcere
(ANSA) - ISLAMABAD, 31 AGO - Il giudice pachistano che istruisce la causa nei confronti di Rimsha Masih, la bambina cristiana accusata di blasfemia, ha disposto oggi per lei altri 14 giorni di custodia giudiziaria. Lo ha appreso l'ANSA a Islamabad. Durante una breve udienza, a cui non erano presenti ne' l'avvocato della piccola ne' i famigliari, un ufficiale di polizia ha detto che le indagini non sono ancora concluse chiedendo, ed ottenendo, la proroga della carcerazione.
Adriana... 31 agosto 2012 19:09
Una sola parola: assurdo!
francescomangascia 31 agosto 2012 21:30
Assurdo? e il resto come si può definire, visto
di ciò si sa pochissimo. Per una premeditata, quanto omertosa e complice disinformazione..
2012-08-24
ASIA/PAKISTAN - La lunga scia dei bambini cristiani violentati o uccisi
Lahore (Agenzia Fides) – L’ultimo caso, segnalato all’Agenzia Fides, è avvenuto alcuni giorni fa ad Islamabad: il 14enne cristiano Waiz Masih è stato ucciso da giovani musulmani, dopo una “discussione sulla religione”. Il ragazzo è stato selvaggiamente picchiato e poi gettato, incosciente, in un canale. Insieme a questa, spiccano le storie emerse sulle cronache internazionali: il caso di Sunil Yaqoob Masih, 14enne orfano cattolico di Faisalabad, il cui cadavere è stato ritrovato mutilato e senza alcuni organi interni, e quello di Rimsha Masih, 11enne cristiana arrestata per false accuse di blasfemia.
E’ lunga la scia dei bambini cristiani uccisi, per motivi diversi: odio verso le minoranze, tentativi di conversione all’islam (oltre 700 ragazze l’anno), traffico di organi o di esseri umani, riduzione in schiavitù. Tutti i delitti hanno un denominatore comune: i bambini cristiani sono considerati “merce” e privati della loro dignità.
L’Agenzia Fides ricorda i casi più clamorosi degli ultimi anni:
- Amaria Masih, l8enne cattolica, violentata e uccisa il 27 novembre 2011 nel villaggio di Samundari (Punjab) dal giovane musulmano Arif Gujjar, che voleva sposarla e convertirla. E’ stata definita la “Maria Goretti pakistana” (vedi Fides 2/12/2011). La famiglia ha perdonato l’omicida.
- Sabir Bashir, un teenager cristiano, torturato e ucciso nell'ottobre 2011 nel territorio del distretto di Khanewal District (Punjab), da musulmani per una questione di “land grabbing”: i criminali volevano appropriarsi della terra dei cristiani e per questo hanno attaccato i bambini. Altri bambini sono rimasti feriti nell'assalto.
- Anna (nome di fantasia), bambina cristiana di 12 anni, figlia di Arif Masih, spazzino a Shahdra, cittadina nei pressi di Lahore (Punjab): rapita e stuprata ripetutamente, per otto mesi, da una banda di militanti islamici. Annichilita e traumatizzata, è stata convertita e costretta al matrimonio islamico (Fides 11/10/2011).
- Quattro bambini cristiani uccisi nel 2011, con la loro madre nei pressi di Jehlum (Punjab) perché rifiutavano di abbandonare un villaggio in prevalenza musulmano.
- Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita, costretta a un matrimonio forzato e alla conversione all’islam nella città di Rahim Yar Khan, in Punjab. Alcune Organizzazioni non governative, in Pakistan e fuori dal paese, hanno portato ufficialmente il caso all’attenzione delle Nazioni Unite (Fides 22/08/2011).
- Rebbecca Masih e Saima Masih, due ragazze cristiane rapite da un gruppo di musulmani nel distretto di Jhung, nell’area di Faisalabad (in Punjab), e costrette a convertirsi all’islam, per contrarre matrimonio forzato con un ricco imprenditore locale (Fides 27/5/2011).
- Shazia Bashir, ragazza cristiana di 12 anni, stuprata e uccisa nel gennaio 2010 (Fides 8/2/2010). Chaudhry Naeem, il ricco avvocato musulmano, responsabile del delitto, è stato assolto. Dietro il caso c’è un losco giro di vendita, traffico e riduzione in schiavitù di minori.
- Lubna Masih, 12 anni, violentata e uccisa da un gruppo di musulmani a Rawalpindi (Fides 13/10/2010).
- Kiran George, ragazza di Sheikhupura (Lahore) morta il 10 marzo 2010 per le ustioni riportate su tutto il corpo, dopo che il musulmano Ahmad Raza, funzionario di polizia, l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. La giovane era stata schiavizzata da una donna, Sama, mercante di giovani da vendere come prostitute o schiave a famiglie musulmane agiate (Fides 22/3/2010).
(PA) (Agenzia Fides 24/8/2012)
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=39692&lan=ita
Adriana... 01 settembre 2012 18:48
Purtroppo, Francesco, tutto ciò è uno scandalo ed una vergogna: purtroppo noi non possiamo fare nulla di pratico, all'infuori della divulgazione delle notizie a cui reagiamo, per forza di cosa, inermi...
Non so se è stato meglio nascere in Italia; sotto molti punti di vista, forse sì; ma ogni paese ha le sue vergogne, i suoi orrori. I nostri italiani, chissà quali saranno agli occhi dei musulmani????
Chissà un musulmano come vede il fatto che se un povero pensionato va all'ufficio postale, si vede rifilare una bella polizza...
francescodeleo 02 settembre 2012 10:02
E' stato arrestato colui che ha accusato la bambina di aver bruciato alcune pagine del corano. Sembra che costui abbia manipolato le prove contro la ragazzina.
lucillafiaccola1796 24 settembre 2012 18:46
è volato un'asino! lo dice la cnn e pure al jazzira e pure fox trot e pure il menzognero e pure il cocchiere della sega .....
minotauro5801 25 settembre 2012 01:52
bentornata fiaccolalucillata...........
france', facce pure l'elenco de li palestinesi torturati e imprigionati, senza processo, da anni nelle galere israeliane o de quelli trucidaii dal mossad e potrei seguita' pe tanto ancora, ma proprio nun me va.
lucillafiaccola1796 26 settembre 2012 19:39
ho trovato sta Fulvio Grimal...data e te la dedico Mino Tauro
FALSARI SBUGIARDATI: AGGHIACCIANTE TERRORISMO DI STATO IN EUROPA, TERRORISMO DI IMPERO IN SIRIA
Politici e pannolini dovrebbero essere cambiati frequentemente, entrambi per le stesse ragioni. (José Maria de Eca de Queiroz)
Photoshop all’epoca del terrorismo mediatico: sconvolgenti falsificazioni
In Siria, più la situazione delle forze e delle strategie in campo si va chiarendo, più traspare la verità del complotto sion-imperial-salafita, a volte con il vanto delle stesse centrali della cospirazione, come il Mossad e la Cia, a volte con gole profonde eterodosse delle amministrazioni, con le ammissioni di settori di stampa sopraffatti dall’evidenza, con la cattura di comandanti turchi delle svariate e rivaleggianti bande di mercenari salafiti, o con la scoperta di spedizioni d’armi e di contractors sia occidentali (anche italiani, sul modello dei delinquenti alla Quattrocchi), sia trasferiti in massa da scenari insanguinati da Nato-Al Qaida in Afghanistan, Cecenia, Libia, Iraq, Pakistan, Yemen. La Siria, il suo popolo, le sue forze armate, alla difesa dell’ultima casamatta libera, sovrana, indomita della nazione araba, continuano a vincere il confronto militare: cittadini soldati in difesa della patria, della dignità, della vita, della libertà, contro gli sgherri al soldo della globalizzazione cannibalica, a nome di tutti noi. Attentati stragisti, pulizia etnica di centri abitati, spesso cristiani, come ieri al confine con il Libano (e il Papa salmodia contro Assad!), massacri di donne e bambini da attribuire al governo, sono diventati la risposta di Washington, Bruxelles, Tel Aviv e dei despoti del Golfo, alla sconfitta militare. Con il terrorismo reso endemico, alimentato a bassi costi dagli esperti dell’11 settembre e degli assassinii mirati Cia-Mossad e di difficilissimo contenimento da parte di chi si rifiuta di reagire con gli stessi metodi, la vicenda siriana dovrebbe essere destinata a incancrenirsi e assicurare nel tempo, se non la conquista del paese e il rovesciamento delle sue istituzioni, la loro perenne destabilizzazione, il caos, la cancellazione del ruolo sociale, politico, geostrategico della Siria. Un ostacolo di meno alla marcia degli stivali nazisionisti sull’Iran. E su questo sfondo che il lavoro di smantellamento del gigantesco menzognificio operato per giustificare lo Staticidio in Siria, diventa un’arma irrinunciabile e, nel tempo, decisiva perché si lacerino nebbie accecanti e popoli e classi prendano coscienza e si muovano. Come ai tempi delle vittorie sul primo colonialismo. A Damasco, come a Belgrado, a Baghdad, a Tripoli, il terrore della verità giustiziera impone l’obiettivo dell’annientamento dell’informazione dell’aggredito: bombe su centri televisivi, assassinio di giornalisti non venduti ad Al Jazira e Al Arabiya, cancellazione delle emittenti siriane dai satelliti. Ma, inesorabilmente, la forza delle cose apre delle crepe. Chi legge queste mie righe su FB, per vedere i documenti fotografici vada su www.fulviogrimaldicontroblog.info. Agghiacciante esempio della deontologia di chi, su un set cinematografico del Qatar, aveva già costruito e poi diffuso nel mondo una Piazza Verde di Tripoli “conquistata dai ribelli”. Goebbels, con i suoi finti soldati polacchi che sparano sui tedeschi e provocano la Seconda Guerra Mondiale, era a livello di sorpresine Kinder. Il materiale che vedrete, perlopiù prodotto e diffuso da emittenti del Golfo è stato sistematicamente, acriticamente e volenterosamente recepito e ridiffuso dai media occidentali, quelli del mondo della democrazia e della libertà d’informazione.
Vittime di Gaza “trasferite” in Siria
francescomangascia 05 ottobre 2012 13:10
Rimsha Masih, la bambina cristiana disabile di undici anni falsamente accusata di avere bruciato un Corano e arrestata il 16 agosto scorso dopo che una folla inferocita aveva cercato di linciarla cospargendola di benzina e bruciandola viva, è ancora in pericolo, e non va dato per scontato che il processo in programma il prossimo 17 ottobre costituisca la fine del suo calvario. Lo afferma il coordinatore dell'Osservatorio della Libertà Religiosa promosso dal Ministero degli Esteri, il sociologo Massimo Introvigne, il quale ricorda che «Rimsha è tecnicamente in stato di libertà provvisoria sotto cauzione, e nell'attesa del processo è tenuta nascosta con i genitori dalla polizia per prevenire altri più che possibili tentativi di linciaggio».

E questo paradossalmente, spiega Introvigne, «benché l'imam ultra-fondamentalista Khalid Jadoon, che è alle origini delle false accuse, sia stato a sua volta denunciato, accusato di avere strappato due pagine da un Corano e di averle aggiunte alla borsa dove un negoziante, Malik Ammad, aveva conservato i resti di due opuscoli bruciacchiati che si era fatto consegnare dalla ragazzina che stava andando a buttarli nella spazzatura». Non è chiaro chi avesse detto alla ragazzina di buttare via gli opuscoli, «che però sono manualetti d'introduzione all'islam - prosegue il sociologo - e non sono il Corano. La circostanza è decisiva perché secondo l'articolo 295-B della legge pakistana sulla blasfemia chi dissacra o brucia una copia del Corano è punito con l'ergastolo, mentre chi diffama l'islam, il Corano o Muhammad è condannato a morte».

«Di per sè - aggiunge ancora Introvigne - l'articolo 295-B non cita libri diversi dal Corano, ma include quelli che chiama "estratti" dal Corano, così che il tribunale potrebbe ancora condannare la piccola Rimsha sostenendo che i due manualetti bruciati contenevano citazioni del Corano così ampie da potere essere considerate "estratti". Ma anche se non sarà condannata dal tribunale, Rimsha rischia comunque la vita a causa della campagna contro di lei promossa dagli estremisti. Per sopravvivere dovrà probabilmente cambiare nome e trasferirsi all'estero con la sua famiglia».

«Dobbiamo aiutare Rimsha a salvare la pelle, vigilando sul processo del 17 ottobre che si è complicato dopo che gli accusatori dell'imam Jadoon hanno a loro volta ritrattato - conclude Introvigne -, ma dobbiamo anche chiedere al Pakistan l'abolizione della legge sulla blasfemia, appoggiando la richiesta in tal senso già formulata da Papa Benedetto XVI. Rimsha non è un caso isolato, come non lo è Asia Bibi. Negli ultimi venticinque anni in Pakistan ci sono stati 1.800 processi per blasfemia. La legge contro la blasfemia è diventata un'arma di distruzione di massa per colpire soprattutto la minoranza cristiana».
http://www.lastampa.it/2012/10/05/blogs/san-pietro-e-dintorni/rimsha-ancora-in-pericolo-316zWdUnaZXIheHYA0HgBN/index.html
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