Giuseppe P
30 aprile 2005 00:00
Ma quale ingiustizia, volete appendervi ai cavilli per pagare un portatile 285 euro? Quando è evidente che si sia trattato di un errore? Se avessi avuto dinanzi l'offerta, mi sarei di certo insospettito e avrei chiesto chiarimenti, non mi sarei precipitato a fare l'ordine.
Diverso se il prezzo sarebbe stato di 1400 euro invece di 2.415 - allora lì poteva anche essere avvertita una "puzza".
Ormai i sistemi sono automatici, i listini sono trasmessi in modo automatico. Sarà successo questo: in toshiba ci sarà stato l'errore umano di inserimento. Quel prezzo è passato nei database dei rivenditori, che hanno praticato il loro personale prezzo espresso, ricarico in %. Si spiegano cosi quindi, anche i diversi prezzi dei diversi operatori (il prezzo oscillava da 239 a 248 euro).
Mimmo
30 aprile 2005 00:00
La messa in mora e' un atto individuale, se il testo e' concordato puo' essere un'agevolazione, ma rimane il singolo a pretendere un diritto. In merito all'errore materiale, che chiaramente e' sempre possibile, non ci risulta che un'azienda sia pronta a dire "annulleremo immediatamente il contratto, visto che avete sbagliato l'ordine". E poi il comportamento dell'azienda non e' coerente. Prima parla di errore, in seguito sui attacca all'articolo 6 della legge 185/99 che prevede la possibilita' di recesso nel caso siano finite le scorte del prodotto.
Avvocato di contrabbando
30 aprile 2005 00:00
Si tratta di un evidente errore materiale, quindi gli acquirenti non possono pretendere nulla. Inoltre, se notate, nelle condizioni di vendita ci sarà certamente scritto "salvo errori ed omissioni" o simile.
Quosmio
01 maggio 2005 00:00
Gentili signori, togati e non, qui siamo di fronte ad un vero e proprio sopruso portato in essere dal solito gigante commerciale che non ha ritegno alcuno nel dimostrare la sua avidità indiscriminate con manovre assolutamente arbitrarie alle spalle dei soliti consumatori che, muniti di buona fede e non, hanno SEMPLICEMENTE osservato una o piu vetrine online.. ed acquistato un bene che ritenevano adatto ai loro desideri e le loro possibilita'. Se questo caso fosse accaduto in un qualsiasi esercizio commerciale, l'acquirente avrebbe potuto pretenedere LEGALMENTE la vendita di quel portatile dal prezzo "interessante" senza dubbio alcuno sulla legittimita' della sua pretesa. Qualcuno degli azzeccagarbugli che si permette di fare una sorta di moralismo legale sulla cosa, mi sa dire perche' mai in un caso simile dove "l'esercizio commerciale fisico" e' sostituito da un "esercizio automatizzato" dovrebbe esserci questa DIFFERENZA di fondo e cambiare le carte in gioco? Perche' un'azienda che si puo' permettere di vendere 24h su 24h senza nemmeno pagare un cristo di dipendente a star dietro al database nn si puo' permettere di far fronte ad un ERRORE o MANOVRA PUBBLICITARIA (per acuisizione iscritti al sito) senza calpestare i nostri diritti? Perche' nessuno ha ricevuto uno straccio di raccomandata come la legge prevede in questi casi? Perche' si parla con tanta sicurezza di ERRORE RICONOSCIBILE quando anche un cliente attento ha potuto fare il raffronto di quel prezzo in diversi siti, avendo la certezza che si trattasse di una corsa al ribasso o di un'offerta per quel particolare prodotto che hai piu nn rappresentava che un "portatile"?? Non vi pare che la questione oramai abbia piu il sapore di una questione di principio in quanto si vedono palesemente calpestati i normali diritti di noi consumatori.. che per una volta hanno effettivamente e in normale regime di concorrenza potuto usufruire di una promozione VERA?
La determinazione che gli interessati metteranno in questo caso... la loro intenzione ad arrivare ad una soluzione soddisfacente sara' direttamente proporzionale al loro rifiuto morale di essere schiacciati nei loro diritti dal solito strapotere di chi costantemente inflaziona il mercato con prezzi che sono al limite del furto. Ora un gigante del commercio online che nn ferma i suoi profitti nemmeno per le feste, sbaglia e non e' giusto che si assuma la responsabilita' di questa perpetrata avidita'??? A voi lettori la sentenza.... Per quanto mi riguarda andro' infondo alla questione pretendendo sino all'ultimo dei 4 ordini che mi spettano di diritto, e in nessun caso pieghero' la testa a questa forma di buonismo che pervade chi quell'offerta non ha potuto nemmeno prenderla in considerazione.
Saluto tutti e faccio un grosso in bocca al lupo a chi come me sente un fuoco di giustizia dentro che nn è cosi' facile spegnere.
Avvocato di contrabbando
01 maggio 2005 00:00
>>>>>non ci risulta che un'azienda sia pronta a dire "annulleremo immediatamente il contratto, visto che avete sbagliato l'ordine".<<<<<
Nelle vendite a distanza c'è il diritto di recesso che, se utilizzato, non deve nemmeno essere motivato.
La situazione, comunque, è chiarissima: c'è stato un errore materiale e loro vorrebbero marciarci. Se avessero sbagliato loro e qualcuno accampasse ciò che loro chiedono, invece, lo definirebbero uno sciacallo.
Anzi, un simile evento potrebbe essere considerato come incauto acquisto, per via della spropositata differenza tra prezzo di acquisto e valore commerciale del bene.
Ecco perché, ad esempio, la merce rubata trova sempre compratori.
Avvocato di contrabbando
01 maggio 2005 00:00
>>>>>Se questo caso fosse accaduto in un qualsiasi esercizio commerciale, l'acquirente avrebbe potuto pretenedere LEGALMENTE la vendita di quel portatile dal prezzo "interessante" senza dubbio alcuno sulla legittimita' della sua pretesa<<<<<
Falso. Se un commerciante dimentica uno zero sul cartellino del prezzo mica deve per forza vendere a quel prezzo.
Senza contare l'ipotesi di incauto acquisto. Un conto è un prezzo "interessante", come lo definisce, un altro conto è un prezzo fuori mercato.
Larsen
01 maggio 2005 00:00
Per avere un'idea piu' precisa del motus operandi dell'azienda date un'occhiata qui:
http://www.wakai.it/forum/index.php?showtopic=598
dopodiche' fare le vostre debite conclusioni
Giuseppe P.
01 maggio 2005 00:00
Una battaglia furba e da sciacalli.
Non vi vergognate? Invece di "diritto ai consumatori", dovreste parlare di "abuso dei consumatori".
E al di là dei cavilli delle leggi, esiste il buonsenso per comprendere la vicenda.
Mah forse ci sono avvocati che vogliono mangiarci o farsi pubblicità.