savpg8801
27 febbraio 2013 16:10
Che kazzidee!!
24 ore su 24 la gente va alle urne,a votare tutta la vita ed io pago.
Ma l'avete la capoccia per ragionare?
francescomangascia
28 febbraio 2013 17:41
E' Proprio perché abbiamo una testa che diciamo basta!
savpg8801
28 febbraio 2013 18:34
Personalmente sono insoddisfatto di quello che chiamano "democrazia"cioè potere del popolo che ,costituzionalmente, a quanto hanno scritto in un libretto i Padri della Patria dopo la dittatura, e riconducendosi a plebiscito, perchè in senso pratico il Popolo non conta proprio nulla con i sistemi attuali di attribuzione dei poteri e, quindi, delle decisioni per governare.
Non è democrazia quel fenomeno che si fabbrica da solo, o, meglio, che si fabbrica a tavolino da parte di pochi, un'oligarchia di spintonatori opportunisti che si spartiscono seggette in giochetti per smania di arrivismo e di denaro pubblico.
Il Popolo, per contentino (un po' come un detentore di una azione di una S.p.A. facente parte di un parco soci in assemblea perenne e maggioritaria in cui ognuno detenga un'azione-sai che bello per decidere le strategie aziendali!), viene chiamato ad esercitare un voto che altro non è che dare ad ognuno dei cittadini una parvenza decisionale che dovrebbe farlo felice e contento.
Felice di aver regalato il potere a coloro che vengono chiamati suoi "rappresentanti" percettori di decine di migliaia di € al mese, che ringraziano sentitamente e che si passano il tempo sgridacchiando ed accusandosi minuto per minuto. E tutto a scapito della reale conduzione di uno Stato, da buon padre di famiglia.
E il cittadino è contento di aver avuto il privilegio e l'onore di dare a qualcuno(chissà chi) il proprio contributo, ma poi si pente. Se ci fossi io farei.......tutto il contrario di quello che hanno fatto quelli che c'erano.
Ecco che, dato il pentimento di aver fatto la famosa crocetta, declama ...ewwiwa il referendum...anzi "referenda", anzi, per ogni legge, ogni decisione, ogni regolamento, ogni calamità, ogni pisciatina di cane....aleee il referendum...decine di migliaia di referendum; ma poi a che servirebbe alfine? Di nuovo a metter su uno al posto di un altro,un paltoniere al posto di un altro, o un "grande" al posto di un altro con infinite perdite di tempo e danaro pubblico. Gestiremmo le emergenze con migliaia di referenda?
Ognuno ha la propria testa, certo!
La testa fisica si vede anche da fuori, salvo burka, ma dentro?
francescomangascia
28 febbraio 2013 19:13
E che vorresti, che una decisione più chiara di quella di un referendum, non venisse manco proposta, per farti risparmiare 5 euro? qui stanno partendo centinaia di miliardi di euro, nel nome della finanza!
savpg8801
28 febbraio 2013 20:37
Se sei dunque così impagliato per i referendum (a parte che per costituzione il referendum ammissibile e soggetto ad approvazione è solo abrogativo e neppure può esserlo in materia fiscale) ne faresti uno (non ammissibile) per abrogare la COSTITUZIONE per prima cosa?
Per seconda finirebbe tutto perchè una nuova "costituzione" te la farebbe un DITTATORE (tu forse?)per forza di cose.
E per bontà mi fermo, ma vorrei solo sapere se ho ben capito quello che vorresti comunicare con sta storia dei "referendum" non affatto chiara.
Please, un buon elenco dei titoli referendari, cioè delle proposte abrogative; un buon elenco dei milioni di cosette da abrogare, perchè solo qualcuna non basta mica, sai.
Un buon elenco di edifici, scuole, ecc. da chiudere per permettere fisicamente, tutto l'anno di espletare questa favola, magari gratis nel campetto della parrocchia di periferia!
Un buon elenco dei miliardi da pagare a chi li deve fare, agli scrutatori, alle forze di polizia e controllo, alle propagande, alle Istituzioni demandate per l'ammissibilità(magari da abrogare pure queste), alla rottura di palle dei cittadini che, anzichè andare a lavorare(per chi ce l'ha) stazionerebbero permanentemente nei seggi.
Un buon elenco dei paesi del mondo che fanno referendum e in tal quantità come qualche piccolo sognatore utopista stranamente ascoltato, qui in Italia propone come un piccolo gioco con posta ticket di 5 euro.
francescomangascia
01 marzo 2013 10:52
savpg8801, sei guercio? leggi bene, se non capisci non è colpa mia,Referendum sull’uscita dall’Euro.
Adriana...
01 marzo 2013 18:22
...so che non c'entra: ma il redditometro, entrerà in funzione o no???? Io mi auguro di no! Non è giusto!
francescomangascia
13 marzo 2013 12:56
Grillo: l’Italia de facto già fuori dall’euro
Il leader Cinque Stelle al quotidiano tedesco “Handelsblatt”: voglio
soltanto un piano B per l’Europa
L’Italia è «de facto già fuori dall’euro». A dirlo è Beppe Grillo, leader del M5s, al quotidiano tedesco `Handelsblatt´. Secondo Grillo, i Governi dei Paesi nordeuropei manterranno Roma entro l’Eurozona «fino a che non riavranno gli investimenti effettuati dalle loro banche sui titoli di Stato italiani. Dopo di che ci lasceranno cadere come una patata bollente».
Grillo ha anche menzionato nell’intervista la possibilità di un referendum popolare sull’euro: un abbandono dell’euro non sarebbe, ha detto, una decisione «che prendo io da solo», ma con un referendum online esattamente come per il Trattato di Lisbona, «tutti temi - dice Grillo - sui quali non si è tenuto conto della Costituzione». Dopo aver definito l’ex premier, Mario Monti, «un amministratore fallimentare per conto delle banche», Grillo dice che l’Europa «non deve avere paura» del M5s. È necessaria, però, una netta svolta e «più democrazia». Secondo Grillo, il M5s «è come la Rivoluzione Francese, ma senza ghigliottina» e l’Europa ha, comunque, bisogno di «un piano B». «Perché - si chiede Grillo - non abbiamo una politica comune sul fisco o sull’immigrazione? Perché si è arricchita solo la Germania?».
Beppe Grillo rilancia la sua `sfida´ all’Europa anche se a al quotidiano economico tedesco Handelsblatt , spiega di non essere contro l’Ue ma di volere solo «un piano B per l’Europa». Il leader del Movimento 5 Stelle ribadisce la sua richiesta di «un referendum online (uno vero è escluso dalla costituzione italiana, ndr) sull’Euro, così come sulla direttiva Bolkestein, sul Trattato di Lisbona». Per Grillo questi sono passi necessari per ottenere un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale europeo.
Grillo ritiene che ci, «dobbiamo ancora chiedere cosa è successo in Europa. Perché non abbiamo una comune politica sull’informazione, una politica fiscale comune, una politica d’immigrazione comune e perché solo la Germania si è arricchita?». Da ultimo Grillo avverte che il Nord Europa sosterrà l’Italia solo per il tempo necessario «a recuperare gli investimenti delle loro banche nei titoli del debito pubblico», italiano”, per poi, «lasciarci cadere come una patata bollente».
http://www.lastampa.it/2013/03/13/italia/politica/grillo-l-italia-de-facto-gia-fuori-dall-euro-ILlr2ASkiir44PSLRxIroM/pagina.html