margie
09 maggio 2005 00:00
Ti consiglio vivamente di esporre reclamo all'Isvap e di fare un esposto ai carabinieri : le compagnie assicurative hanno l'obbligo di rispondere entro 60 gg. dalla denuncia del sinistro. Lascia perdere i fax : non hanno alcun valore legale. A questo punto, utilizza solo raccomandate con ricevute di ritorno.
Per esperienza, posso dirti che l'Isvap non serve a niente : ti risponderanno che hanno svolto indagini, bla bla bla. IN concreto : multe zero alla compagnia inadempiente.
Otterrai invece qualcosa con l'esposto ai carabinieri (saranno loro a dire se serve una denuncia formale).
Non demordere, sei nel tuo pieno diritto.
Romano
10 maggio 2005 00:00
Grazie Margie per l'intervento. Mi hanno anche parlato di "messa in mora". Quali sono i reali risvolti giuridici di questa iniziativa? Chi mi puo' aiutare?
margie
10 maggio 2005 00:00
La messa in mora è l'atto formale con cui si chiede al debitore inadempiente di assolvere la propria obligazione : in questo caso, la compagnia di assicurazione.
Con la messa in mora, si ha diritto anche di addebitare interessi passivi che iniziano a decorrere da una data di scadenza del debito.
La materia però è complessa : nel credito in senso lato, la recente riforma legislativa ha abolito la necessità di "costituire in mora" il debitore. Tuttavia, non sono certa che il caso della compagnia assicurativa rientri in questa tipologia.
Prova ad inviare il quesito alla sezione "SOS on line" di questo sito.
Ciao, in bocca al lupo.
FABRIZIO
11 maggio 2005 00:00
Gentile sig. Romano,
mi permetto di risponderle in quanto, pur non essendo un assicuratore, ho una buona esperienza di polizze RC casa.
Temo che la sua sia una guerra persa in partenza in quanto, da come leggo il suo messaggio, il problema da lei lamentato solitamente non rientra nelle garanzie di tali polizze (che si assomigliano tutte), e precisamente per i seguenti motivi:
1) Se si tratta di una tubazione progettata male e quindi non garantente il funzionamento, trattasi di cattiva progettazione e l'assicurazione non risponde.
2) Se si tratta di una tubazione che necessita di mautenzione (accumulo sporcizia, fuliggine, ecc) e questa non viene effettuata, l'assicurazione non risponde (cattiva manutenzione)
3) se si tratta di un problema successivo a modifiche strutturali, queste sarebbe sempre consiglaibile segnalarle all'assicurazione e comunque, se non fatte a regola d'arte, risponde casomai chi le ha fatte, ma non l'assicurazione.
Ma allora, dirà lei, quando risponde l'assicurazione ?
Quando il danno proviene dalla rottura accidentale o da un guasto di un dispositivo che o era cottettamente manutenuto ( e va dimostrato) o che non era materialmente possibile manutenere (un tubo dell'acqua che si rompe sotto il pavimento non é manutenibile).
La clausola cui lei fa riferimento é appunto questa, ma se lei legge bene, da qualche parte ci sarà scritto che l'assicurazione non risponde in caso di cattiva manutenzione e in ogni caso, solitamente non risponde di apparecchi esterni (lavatrici, frogoriferi, ecc,) che DEVONO essere sempre manutenuti.
Queste almeno sono le polizze standard, a meno che lei ne abbia una personalizzata.
Le auguro buona fortuna !
E.
11 maggio 2005 00:00
Caro Romano, lascia stare la messa in mora, anche perchè quella di cui parla margie riguarda un'obbligazione pecuniaria, e non è questo il caso. Lascia stare pure la denuncia ai carabinieri; segui piuttosto il consiglio di Margie e manda una bella racc a/r, avvertendoli che in mancanza di un loro pronto riscontro entro 10 giorni, adirai le vie più opportune per la tutela dei tuoi diritti. In bocca al lupo!
Romano
11 maggio 2005 00:00
Sig. Fabrizio, grazie per le preziose indicazioni. Quanto sostiene, sulla base degli elementi che ho fornito, potrebbe essere valido. Peraltro ho dimostrato al perito che le manutenzioni sono state effettuate come da norma (revisione periodica della caldaia con tutte le prove previste). Capisco che il mio è un caso limite perchè non riguarda il classico tubo di piombo che cessa di vivere, allagando la cucina. Ma allora, perchè inserire in polizza l'articolo sui gas e vapori che fuoriescono? Nella mia situazione avrei dovuto dire che era uscito del fumo nero e che questo aveva imbrattato le tende della cucina rovinandole. Presentavo pertanto alla compagnia la fattura per nuovi tendaggi e quella sarebbe stata la prova del danno subìto?!?! e l'ossido di carbonio eventualmente rientrato in appartamento ??
-:(
FABRIZIO
12 maggio 2005 00:00
La clausola che prevede la copertura nel caso di una fuoriuscita di gas e vapori é normale che ci sia, come é altrettanto normale che ci sia quella che prevede l'allagamento di un appartamento.
Il problema sta non tanto nel dimostrare il danno ma dimostrare che é successo nonostante la corretta manutenzione e che era in quanto tale "imprevedibile".
Non conoscendo nel dettaglio quanto successo non posso esprimere un parere esauriente, ma posso dire che almeno la mia assicurazione, quando si verificano casi dubbi, ha sempre comunque garantito una cifra standar a copertura delle spese per la "ricerca del danno" (sempre garantite), riservandosi poi di liquidare (o no) anche i danni a terzi e/o conseguenti al guasto.
Ritengo, in questo caso, essere importante definire assieme al perito, che cosa effettivamente sia successo per scriverne la dinamica.
Credo comunque che anche la vostra polizza preveda (lo fanno tutte) la "ricerca" del danno, e solitamente, sono cifre che vanno dalle 500.000 al milione di vecchie lire.
Se il perito é un amico (di solito lo si conosce) potrebbe utilizzare questa franchigia a vostro favore per fare figurare una "ricerca" (che magari non c'é stata) per liquidare il danno vero.
Infine, ritengo comunque che la compagnia debba rispondere comunque ed in ogni caso.
Forse, una telefonatina che gli annunci una sua visita ed un abboccamento personale potrebbero "sciogliere" il gelo ?
Auguri !
Romano
26 maggio 2005 00:00
Ebbene alla fine la compagnia assicuratrice ha risposto con lettera raccomandata. Purtroppo, secondo la perizia in loro possesso, non sussistono obblighi di rimborso in quanto non si è verificato un "sinistro" ma "un semplice intervento di messa a norma dell'impianto di riscaldamento". Nei prossimi giorni andrè a parlare con il liquidatore, anche per capire come si possa definire "semplice" un insieme di lavori e materiali (caldaia compresa) per oltre 5.000 euro di spesa. Di conseguenza, neppure la ricerca guasti è stata contemplata. A questo punto il quesito sorge spontaneo: a che serve una polizza individuale casa quando già esiste quella condominiale?
Grazie per l'attenzione e saluti.
FABRIZIO
27 maggio 2005 00:00
Mio caro Sig. Romano,
mi sono riletto bene la tua relazione, ed in effetti, temo che mi tocca trovarmi sostanzialmente d'accordo com la compagnia.
Gli impianti di tiraggio di una volta, ammesso che fossero ben fatti (non conosco l'età del tuo) erano calibrati per le stufe a tiraggio naturale di una certa potenza calorifica.
Ad esempio, nel mio condominio, costruito negli anni 60 e dotato di stufe a circolazione d'acqua naturale, negli anni 70, 80 ed a seguire, molti hanno sostituito le caldaie con altre a circolazione forzata, con pruduzione anche di acqua calda e con potenze calorifiche almeno doppie o triple rispetto all'originale.
Alcuni di essi hanno lamentato le tue stesse problematiche (tiraggio insufficiente ecc.) e qualcuno ha dovuto ri-incamiciare (come hai fatto tu) lo scarico dovendo anche montare caldaie a tiraggio forzato (o turbo come la chiami tu) con relativa presa d'aria esterna forzata.
Tutto questo in effetti, stravolgendo il progetto originario, é spesso la causa dei disfunzionamenti come quelli da te denunciati.
Appare oviio che un intervento di adeguamento, ancorché obbligato dalla tristemente famosa legge 46/90, non possa essere inteso come un guasto.
Infatti, guasto é la conseguente interruzione parziale o totale del funzionamento di un dispositivo che appunto si rompe, e la sua riparazione dovrebbe, di norma, consistere al ripristino della condizione ante guasto.
Un tubo dell'acqua che si rompe e che viene sostituito é un guasto.
Un sistema di tiraggio che va modificato perché non più a norma non é un guasto.
Per questo motivo penso che l'atteggiamento della tua assicurazione, pur se spiacevole, credo sia ammissibile.
Tu ti chiedi a cosa serva allora un'assicurazione, beh, a tante altre cose, come a ripagarti dai danni che ti potrebbe procurare la rottura dello scarico dei gabinetti del tuo vicino di sopra (anche se ti auguro che non ti capiti mai) !
O sollevarti dalla responsabilità di danni da te cagionati al vicino di sotto !
Un'ultima considerazione:
Spesso, queste polizze, prevedono indennizzi danni R.C. verso terzi, il che significa che ti coprono solo per i danni che tu, le tue cose, i tuoi familiari, o la tua proprietà, possano causare a terzi.
Orbene, sappi che se ti fai un danno da solo, a te stesso, non essendo tu un terzo di te stesso, non potrai avere alcuna copertura !
Verifica bene se la tua polizza comprende anche la rifusione di danni causati alla tua proprietà da un danno causato da te stesso.
Un saluto
Romano
27 maggio 2005 00:00
Gentile Fabrizio, grazie prima di tutto per le risposte fornite ai vari quesiti. In questo modo un forum diventa interessante ed utile per tutti gli utenti. Qualche ultima considerazione, a chiusura di questo "tormentone" che, forse, avrà annoiato qualcuno. Tra l'altro comincia a fare caldo e le caldaie sono a riposo.
Il mio condominio non è anziano, risale al 1993. La canna fumaria ha sempre funzionato bene, come dimostrano tutte le certificazioni a mie mani.
Mi sono rivolto alla compagnia dopo aver constatato che erano intervenuti fattori nuovi che hanno compromesso il tiraggio e pertanto l'impianto si è - a mio avviso - guastato, rotto, compromesso in maniera imprevedibile. Certo l'assicurazione non ritiene tale circostanza un sinistro ma pensa che io abbia voluto chiedere un risarcimento a fronte di "semplici lavori" di manutenzione. E' sbagliato, perchè soltanto dopo che la videoispezione alla canna fumaria ha trovato condense acide nella camera di smaltimento vapori tali da far pensare ad un ridotto funzionamento, il sottoscritto ha deciso di modificare l'impianto. Non era proprio possibile tornare indietro con una caldaia tradizionale perchè rischiavo un'ispezione dell'ASL.
E resta inoltre il dubbio sulla clausola contrattuale che tratta in maniera specifica le fughe di gas e sostanze incombuste dagli impianti di riscaldamento: la canna fumaria non è forse parte sostanziale dell'impianto medesimo?
Grazie a tutti per l'attenzione.
FABRIZIO
30 maggio 2005 00:00
Gentile Sig. Romano,
ringrazio per i gentili apprezzamenti, e vorrei aggiungere quanto segue:
Se la casa é del 93, é post legge 46/90 per cui la canna dovrebbe essere fatta a regola d'arte.
Se, come leggo, per anni ha funzionato perfettamente, resta da capire cosa ha causato il mutamento nel funzionamento.
Se il mutamento è identificabile in una rottura o una fuoriuscita causata da un disassestamento delle condutture, questo dovrebbe essee facilmente dimostrabile con una semplice ispezione a mezzo telecamera all'interno della canna.
In questo caso, la compagnia, dovrebbe prendere atto della causa e rifonderne i danni causanti e causati.
Se invece, come temo, si sono verificate delle mutazioni che hanno compromesso un funzionamento che , forse, e sottolineo forse, era al limite della funzionalità richiesta, si potrebbe pensare ad una cattiva progettazione e/o realizzazione.
Un sistema di tiraggio, se é ben fatto, non ha motivo di smettere di funzionare, a meno che non intervengano radicali ed evidenti cambiamenti.
A casa mia le cappe funzionano dal 1960 e non hanno mai dato alcun problema.
Conosco invece dei casi di condomini costruiti negli anni 80 che, alle prime sostituzioni dei gruppi caldaia, hanno dato grossi problemi di tiraggio.
Solitamente si tratta di sistemi multiutenza dove, per ovvi motivi di economia, si infilano tutte le utenze sovrapposte nella stessa canna e con dei dispositivi deflettori ad ogni piano che impediscano in riflusso dei gas.
So per esperienza che in questi casi ci sono stati parecchi problemi, specie a causa di caldaie prima poste a pavimento e poi sostituite con altre pensili (il deflettore non funzionava più bene).
Non conosco il suo caso, ma mi sembra strano che una canna che ha sempre tirato, smetta di tirare se non intervengono fatti concreti ed apprezzabili.
E' chiaro che il fatto di aver evitato di affrontare il problema, bypassandolo con una nuova tubazione, non ha permesso di appurare quale che fosse stata la vera causa, né di andare fino alla sua soluzione.
Ribadisco che, temo, sarà dura con l'assicurazione, in quanto potrebbero sostenere che l'impianto non garantiva un corretto funzionamento.
Per quanto riguarda la clausola cui ella fa riferimento sulle perdite di fumi, e fluidi, é evidente che si riferisce a fuoriuscite causate da rotture evidenti.
Nel suo caso, la rottura, era evidente ?
Se si, la si poteva evidenziare e riparare ?
In caso negativo ........sa cosa intendo dire !