dorlando
08 maggio 2013 17:28
Premetto subito che sono un notaio in esercizio. La notizia -come al solito- è in malafede e strizza l'occhio al solito luogo comune che la nostra professione è ereditaria. FALSO da un indagina fatta con metodo serio (depurando le mere omonimie) solo il 17% dei notai è figlio di notaio (percentuale tra le più basse in qualsiasi attività). Con il mio cognome attualmente in erercizio siamo in 9 e, non solo non siamo neanche lontani parenti, ma non ci conosciamo nemmeno. Su un numero complessivo di 5000 professionisti le banali omonimie come la mia possono alterare sensibilmente il dato statistico. Ma certo per chi cerca un facile consenso e vuole montare la polemica è più semplice sparare a caso.
minotauro5801
08 maggio 2013 19:15
Spara puro a caso, tanto ndo coj coj, coj bene.
raspadura
09 maggio 2013 09:20
La notizia non è in malafede (piano con le parole, notaio), è un dato di fatto (può verificarlo anche lei, se ne ha voglia, sono pronto a qualunque contraddittorio).
Il dato è quello, poi ognuno è libero di interpretarlo come ritiene più opportuno.
Faccio presente che a questa indagine statistica (l'unica che l'"uomo della strada" con i suoi poveri mezzi può permettersi) sfuggono i neononotai figli di una mammina notaio che ha mantenuto il cognome da nubile (i loro cognomi, per ovvie ragioni, non coincidono).
Quanto al 17% sarebbe utile sapere chi e con quali criteri ha condotto questa indagine statistica.
Fermo restando che il 17% (dato per scontato che l'indagine che ha dato questo risultato abbia basi metodologiche serie) è comunque una percentuale che conferma certe distorsioni nell'accesso alla pofessione notarile.
Statistiche alla mano, se è vero il 17% (non dico che sia falso ma vorrei capire come è stato calcolato) il figlio di notaio ha 1 probabilità su 6 di diventare notaio mentre il comune mortale ne ha in media 1 su 15. Il che, visto che parliamo di una libera professione a numero chiuso che basa la sua ragion d'essere sull'esercizio "privatizzato" di una pubblica funzione, a qualcuno può non piacere.
A me, per esempio.
Mi è concesso avere una opinione sull'argomento?
raspadura
13 maggio 2013 19:09
Prendo atto del fatto che tutte le volte che chiedo chiarimenti circa la fantomatica percentuale del 17% di notai figli di notai l'interlocutore sparisce (non è la prima volta che mi capita).
Non dico che non sia vero, dico che non sono riuscito a trovare traccia di supporto scientifico a questo dato: chi ha condotto questa indagine statistica, con quali modalità, su quale campione. Ad oggi questa è una affermazione unilaterale non suffragata scientificamente. Rimango comunque disponibile a ricredermi di fronte a fatti e fonti inconfutabili.
minotauro5801
14 maggio 2013 14:02
Una delle categorie più inutili e costose che operano in italia.
raspadura
02 giugno 2013 08:12
Inutile, non c'è verso.Tutte le volte che chiedo spiegazioni sulla fatidica percentuale del 17% (chi ha fatto il rilievo statistico, con quali metodologie, su quale campione) l'interlocutore si dilegua....
La percentuale sulla omonimia no, quella è chiarissima, ed è sotto gli occhi di tutti (basta incrociare i due elenchi).
Secondo voi, se prendo un gruppo di 5000 Cittadini italiani a caso, ed un altro gruppo (sempre a caso) di 182, la percentuale di omonimia sarà del 52%.