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Luca 11 maggio 2005 00:00
La laurea in Scienze della Comunicazione è notoriamente una monnezza. Invenzione di Umberto Eco, brillante e intelligente docente che, pero', dimentica troppo spesso di essere pagato da una università per fare didattica e non per supportare la sua varia pubblicistica, consiste nello studio...della fama altrui. Il cio' si inserisce molto bene nella logica di una società che predilige la sostanza all'apparenza ma e' anche molto triste. Ho avuto modo di leggere la tesina di un ragazzo di Scienze delle Comunicazioni: in bibliografia aveva 9 titoli di numero, articoli compresi. Il brillante personaggio lavora a Mediaset ed e' pagato a peso d'oro per fare agli altri quello che io ho fatto con la sua tesi, cioe' correggerla. Contenti loro...
Giuseppe P. 11 maggio 2005 00:00
Da studente di Scienze della Comunicazione, questo è l'ennesimo episodio che rende questa laurea una bolla d'aria.
Già aveva dato il proprio contributo Costanzo a invitare spesso come "pubblico parlante" chissà perche lo chiamano cosi, quasi come oggetti inanimati al pari delle bambole - bambole parlanti) quelli che dovrebbere essere i "miei colleghi": vennero fuori delle becerate del tipo "se tu non guardi il grande frateeeello, sei finito, non vivi in questa società, sei out". Bravi, ci volevano questi a raccontarcelo, a dover dare una parvenza di "intellettualizzazione" ai programmi fatti per vendere gli assorbenti e i "prodotti usati nella casa del grande fratello, firmati Grande Frateello!". Questi mie colleghi imbeccati... in quel momento ho provato molta vergogna per la mia categoria.

Vorrei solo chiarire a scanso di equivoci che Scienze della Comunicazione non ha solo l'indirizzo di comunicazione di massa (dove almeno a qui a Roma imperversa il monopolio Morcellini-Costanzo - basato sulla teoria del GF come grande fenomeno "cul"turale) - ma anche Comunicazione Istituzionale e di Impresa.
Manar 12 maggio 2005 00:00
Hai ragione margie, questo è il segno della decadenza della nostra cultura, PURTROPPO
gerundio 12 maggio 2005 00:00
se hanno dato il nobel a Fo ......ci sta anche la laurea a.h. anche a Vasco
40 anni fa il prof. Borzellino soleva dire " In Italia una laurea e una sigaretta, non si negano a nessuno...."
Pasquino 20 maggio 2005 00:00
Stò seriamente pensando di stracciare i miei titoli accademici, conquistati con fatica, impegno e sacrifici, tanto per quello che servono, eppoi non me la sento di essere equiparato culturalmente ad un certo Sig. Rossi.
Mario 21 maggio 2005 00:00
se per avere una laurea è utile essere un cannaiolo alcolizzato.... sai quanti altri laureati abbiamo in italia?
na marea!
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