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dettofatto 06 dicembre 2013 13:44
mi aggiungo al post-quesito.
mi sembra opportuno chiarire (come probabilmente le varie leggi o interpretazioni NON fanno!) se, dove e perchè debbano essere richiesti i vari documenti di identità...
Poste Italiane non è più alle totali dipendenze statali, ed effettuare una ricarica PostePay non dovrebbe equivalere ad un versamento come un bonifico bancario o un pagamento a mezzo carta di credito (altrimenti chi riceve la ricarica non dovrebbe emettere SEMPRE ricevuta o fattura?!).
savpg8801 06 dicembre 2013 20:36
A furia di "dagli al lupo" il lupo colpisce veramente.
A forza di evocare la privacy per i desideri di farsi ognuno quel che gli pare senza pensare di essere controllato, redarguito, incriminato, seguito, spiato...., ne è uscito proprio il contrario!
Chi non ha mai firmato qualcosa in banca, nelle assicurazioni, nella sanità, in qualsiasi luogo di lavoro, nel pubblico e nel privato, addirittura sul web, senza sentirsi dire che, senza le varie firme sui moduli all'uopo predisposti della faccenda agognata non se ne fa nulla?
Dalla padella nella brace. Allora le telecamere (per individuare i malfattori), le individuazioni di identità per "tutelarci", le dichiarazioni obbligatorie ecc.
Sappiamo da tempo che sono state promulgate leggi e disposizioni contro i riciclaggi, i sequestri, i giri di capitali mafiosi, le speculazioni, gli abusivismi, e ci meravigliamo che ci chiedano l'identificazione.
Anch'io, pochi giorni fa, ebbi occasione di fare un pagamento(di cui al soggetto del presente thread) alla posta per incarico di un parente.
consegnato il foglietto con tutti i dati, compreso quelli dell'ordinante e del percipiente, hanno segnato anche, come disponente l'operazione, il sottoscritto che, riluttante, diceva all'impiegata che non c'entrava nulla, ma ne era solo un intermediario, quindi non voleva dare la propria carta d'identità.
Nulla da fare.
A pensarci bene, dura lex sed lex, forse sarei potuto essere un complice in un giro di droga o di armi o di danaro o che altro di sporco, perchè il pacco recapitato al percipiente(mio parente) non mi ha detto cosa contenesse.
Mettiamo il caso che si stesse seguendo la pista giudiziaria del mittente, poi del percipiente, poi dell'ignaro(o complice?) operante finale(io), l'autorità potrebbe giustamente essere facilitata nel seguire la trafila del tutto.
Dunque, la tracciabilità.
Come per la bistecca, le sacrosante(?) etichette, i grandi fratelli, le spese pazze o i nostri risparmi inseriti in Serpico, i nostri acquisti di Viagra in internet, gli assegni che emettiamo, i pagamenti oltre un certo limite che effettuiamo, i bonifici, i pagamenti al dentista o all'idraulico per evitare i lavori in nero, ed ancora le carità certificate con possibilità di detrazione fiscale, la sanità quando firmiamo di tutto e di più per scagionare gli sbagli degli operatori, ecc.
Chi più ne ha, più ne scriva.
Eppoi, dopo aver richiesto di essere lasciati in pace, ci troviamo invece osservati, seguiti, pedinati, individuati, bombardati da pubblicità e richieste di acquisti o, peggio, da operatori (anche qui in ADUC se ne parla) che ti incastrano con contratti in cui basta dire un "si" e tutto viene registrato come un assenso capestro.
Abbiamo telefonini, smartpones, tablet? Siamo seguiti passo passo e i nostri dati possono essere dominio di altri senza che ne sappiamo qualcosa (recenti clamorose faccende sono a conoscenza di tutti circa le intercettazioni).
Ogni ID a monte ha una identificazione.
Sappiamo che tutto il materiale che noi firmiamo viene spesso ceduto e venduto a individui o imprese che ne fanno uso illegale.
Abbiamo cercato di difendere la nostra vita privata e ci ritroviamo esattamente al contrario.
Ringraziamo chi non conscio dei guai futuri che avrebbe provocato, ha caldeggiato ed approvato questa faccenda della privacy.
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