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Paolo 14 maggio 2005 00:00
Si'. non credo proprio che ce la raccontino giusta.
Intanto gli stipendi cinesi: dicono che sono molto piu' bassi dei nostri, ma a volte dicono 30 volte minori, a volte 20, a volte 10, insomma questi esimi economisti ci stanno prendendo in giro.
Poi il costo della manodopera e' solo uno dei fattori di costo, ci sono anche le macchine (e proprio perche' si usano le macchine e non si fa tutto a mano il costo della manodopera non conta piu' che tanto) che magari comprano da noi, ci sono le materie prime e il petrolio (e se li importano, i prezzi internazionali sono uguali per tutti), e per esportare da noi ci sono rilevanti costi di trasporto.
Qualche giorno fa a Zapping uno che c'e' dentro ha fatto un sondaggio tra gli industrialie pare che un prodotto se fatto in Cina viene a costare, come prezzo all'uscita dalla fabbrica, i 4/5 di quello che costerebbe in Italia (quindi di meno, ma non tanto di meno), poi pero' i Cinesi hanno il costo del trasporto, mentre la roba prodotta qui nel passare dalla fabbrica al negozio al dettaglio aumenta del 300%; a me questa valutazione sembra plausibile. Un modo di fregarli: GAS (gruppi di acquisto solidali, in pratica cento famiglie di un condominio che acquistano tutti insieme all'ingrosso direttamente dai produttori) che imparino anche a importare dalla Cina o da dove convenga di piu' (banane, cellulari, etc), senza farsi menare per il naso dai no global o dai fautori del commercio equo e solidale, altrimenti alla fine si finisce col pagare di piu' che andando in un normale negozio dei nostri, quello fanno leva sul buon cuore per svuotare i portafogli.
Sulle imitazioni e l'innovazione: se copiare e' davvero cosi' facile, vuol dire che il "contenuto di innovazione" che c'era dentro non era poi gran che (provate voi a copiare un caccia F 16 o una bomba atomica dopo averla vista al cinema!), anche li' insomma si tratta di scuse pietose.
Non mi pronuncio sulla qualita' delle merci cinesi, ma in vari negozi e ambulanti cinesi di Parma i prezzi non sono inferiori ai prezzi piu' bassi che si potevano trovare gia' prima in negozi italiani, forse si tratta di una loro politica commerciale per non suscitare troppe reazioni di rigetto, o forse i loro costi di produzione e trasporto non sono cosi' bassi come alcuni vorrebbero farci credere, per cui acquistare cinese (o estero, in analoghe condizioni di prezzo) potrebbe avere senso solo in quanto sarebbe un modo di colpire ed esercitare pressioni sui produttori e commercianti italiani, che fanno appello al patriottismo economico quando si tratta di farci comprare le loro merci, ma poi se ne infischiano di noi quando c'e' da delocalizzare produzioni all'estero o assumere immigrati lasciando noi senza lavoro. Puo' darsi che queste frottole sui bassi costi cinesi servano anche a far accettare licenziamenti, riduzioni di stipendio, precarieta', etc in nome della concorrenza, del libero mercato etc.
Paolo
Giuseppe P. 15 maggio 2005 00:00
Artù... mi ha tolto il pensiero dalla mente... campeggiava nel mio cervello da tempo... bravo, perfetta osservazione.
FABRIZIO 16 maggio 2005 00:00
Il discorso Cina, che ormai tiene banco in Italia, ma non solo, non é così semplice da potersi liquidare con poche affermazioni come molti fanno.

La Cina é attualmente in fortissima crescita, grazie, e si spera, sopratutto, ad una grossa necessità di autoalimentarsi.

Un paese di 1,5 miliardi di persone che devono ancora potersi comprare tutto é il più grosso mercato per se stessi e per coloro che oggi hanno la fotuna di guadagnare 100 dollari al mese, mentre 1 anni fa ne guadagnavano 80.

La Cina sta crescendo a ritmi di italia del dopoguerra anni 50-60 e speriamo non si fermi.

Sinceramente mi auguro che brucino le tappe che anche noi abbiamo bruciato 50 anni fa, e anche più rapidamente.

Ovvio che la loro produzione trovi innanzi tutto sbocco in occidente.

Credo però che occorra fare 2 distinzioni:

1) Dalla Cina importiamo prodotti al elevatissima tecnologia, i cosidetti hi-tech che, da anni, nessuno più produce in nessuna parte dell'occidente e che se dovessero essere prodotti qui da noi, ci farebbero ritornare ai tempi degli anni 50 quando comprare un televisore significava firmare cambiali per 2 anni !

Se vedete un DVD marcato Italiano o tedesco, non illudetevi, solo la scatola é fatta da noi, il contenuto arriva dalla Cina, e non potrebbe essere altrimenti.

2) ci sono poi invece i prodotti che io chiamo "tarocchi" e che sono sopratutto imitazioni, spesso scadenti, di prodotti occidentali:

Chiavi a bussola che costano 3 euro la serie quando una chiave sola ne costa 6.
Trapani che costano un decimo di altri europei.
Articoli del fai da te che costano un decimo o un quinto di altri europei.

Ne avete comprato qualcuno ?
Ne avete usato per un pò qualcuno ?
Beh, come diciamo dalle mia parti:
"i can cula luganga, ia liga azzoi" !!

Se questi utensili avessero la consistenza dei nostri, costerebbero un pò di più, anche se costerebbero sempre meno dei nostri, questo é vero.

La Cina é una grossa sfida e sinceramente sono convinto che debba essere combattuta ad armi pari.
Oggi non é così, ma mi auguro che presto possa essere possibile farlo !

Un saluto
Giuseppe P. 17 maggio 2005 00:00
Scusa Fabrizio,
la qualità del prodotto è un'altra cosa, e sono i consumatori a considerare il rapporto qualità/prezzo. In un mercato libero accade questo.

Ovviamente la Cina va bene solo quando si deve sfruttare la manodopera.
Come la giriamo la faccenda, gli occidentali stanno sempre nella parte della ragione?

Il problema non è solo qualitativo.
Altrimenti stai tranquillo che le nostre aziende non avrebbero reagito in questa maniera.
Se la gente, cioè il mercato desidera oggetti scadenti e mediocri, se è vero questo allora le aziende occidentali dovrebbero adeguarsi alla mediocrità, se non riescono a fare emergere/dimostrare la "diversità" e qualità dei loro prodotti.
Se io voglio un trapano, lo voglio buono, e da consumatore accorto saprò fare la mia ricerca.

Vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca.

Se si stabiliscono le regole del gioco, e in base a queste regole si stabilisce che il liberalismo è la migliore via, in opposizione al fallito comunismo... beh queste regole non possono essere cambiate quando si gioca. Troppo comodo.
Abbiamo voluto la bicicletta. Ora pedaliamo.
Alberto 04 giugno 2005 00:00
Noi i prodotti tecnologici cinesi li acquistiamo ed abbiamo trovato che, cercando bene, si trovano prodotti di elevatissima qualità.
Credo che propaganda che disprezza la qualità 'cinese' avrà presto fine. Me lo auguro.
Ettore 04 giugno 2005 00:00
Ho letto quanto dice l'autore Artù ed i Vostri interventi.

Sono OTTIMI!!

C'è ben poco da aggiungere.

Ribadisco che gli Industriali di casa nostra "cercano" di prenderci per i fondelli!!
antonio lucenti 05 giugno 2005 00:00
mi pare che nessuno accenni ai costi sociali, che da noi sono tutt'altra cosa....
Ernesto 06 giugno 2005 00:00
Ecco alcune ragioni per cui lievitano i prezzi in italia ed in cina no.Non ci siamo mai chiesti se saremo disposti a lavorare tante ore quante ne lavorano i cinesi?.Abbiamo mai pensato di ridurre le pause di lavoro (loro non ne hanno) ?.Abbiamo mai pensato che i nostri dirigenti non controllano l&#39;operato dei lavoratori ,se sono presenti ,se per il lavoro da eseguire è giusto il personale preposto?(alle volte 2 lavorano e 6 guardano)specie nelle grandi aziende ,ministeri,regioni,comuni,, ecc.Abbiamo mai pensato di fare realmente il nostro lavoro tenendo cura dell&#39;operato come fosse nostro?(la maggior parte ragiona cosi<tanto non è mio>.Abbiamo mai pensato che un semplice assessore guadagna oltre 12.000 euro al mese ? e i deputati al governo il doppio?+ voci extra ,i cinesi guadagnano uguale?Abbiamo mai pensato che le autorità preposte abbiamo bloccato sul nascere il controllo <cambio lira - euro >?lo sanno ma taciono,più alto è il prezzo del prodotto e più alta è l&#39;IVA(mica scemi,perchè controllare quando gli altri ti fanno il tuo guadagno)Avete mai calcolato su un semplice prodotto raddoppiato con l&#39;euro cosa incamera più il governo,i comuni ,e regioni ecc.? Guardate se hanno levato le acise sulla benzina ?dio me ne guardi, altrimenti caleberre l&#39;IVA.Avete mai sentito che sia stato colto in fragrante l&#39;intermediario dei prodotti che all&#39;origine costano 10 e al prezzo finale 100 se non 200? la logica direbbe che se il prodotto non aumentasse cosi in dismisura i cinesi si attaccherebbero al tram.Avete mai visto il prezzo dei blue jeans? oltre 100 euro è solo stoffa fatta in serie,lo credo che i cinesi vendono la loro con imitazione perfetta alla nostra.Dobbiamo darci una regolata e ridurre il costo della mano d&#39;opera e chi addetto al controllo che il prodotto non venga triplicato alla resa finale.Con alcuni di questi accorgimenti forse il prodotto italiano potrebbe combattere la concorrenza,saremo capaci?
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