FABRIZIO
31 maggio 2005 00:00
sarebbe interessante fare un confronto tra l'italiano medio degli anni fine 50 inizio 60 e quello di oggi.
l'italiano di allora era ottimista, era uscito dalla più grossa guerra che il globo aveva dovuto sostenere, ed aveva portato a casa la pelle.
Di lavoro non ce n'era, gli stipendi erano bassi, circa 50-70 mila lire e la benzina costava 130 lire.
Con uno stipendio si compravano meno di 500 litri di benzina (mentre oggi, nonostante tutto, se ne comprano ancora circa 750-800, ci avete mai pensato ?)
Un televisore costava 150-200 mila lire (3-4 stipendi) e un frigorifero altrettanto.
la 600 costava appunto 600 mila lire e la 500 ne costava 500 mila.
Gli italiani, senza un soldo in tasca, firmarono pacchi di cambiali e, con le "farfalle" si comprarono di tutto:
Auto, moto, televisore, frigor, vacanze, ecc. ecc.
Il mercato tirava, la gente chiedeva solo di lavorare e quando andava a cercare un posto di lavoro chiedeva solo "se e quando", non "quanto" !
L'italia degli anni 60 vinse il premio mondiale per la moneta più stabile e la lira fu premiata a livello mondiale raccogliendo consensi a 360 gradi.
In italia si stabilirono multinazionali come la TEXAS, la IBM, la ITT, la Philips, la Grundig, e tanti altri colossi mondiali che iniziarono ad aprire i loro stabilimenti nel nostro paese.
L'economia tirava, la gente spendeva quanto e anche più di quello che guadagnava.
Non esisteva l'IRPEF, non esisteva l'ICI, l'Ilor, L'irap, L'IVA ecc. ecc.
Eppure, quel paese, 15 anni dopo la fine della guerra, con le macerie e le città rase al suolo, aveva già una rete autostradale, stradale e ferroviaria ai primi posti in europa, tanto che i tedeschi vennero a vedere come avevamo fatto a superare gli appennini sulla Bologna Firenze e la maestosità dei viadotti ad unica arcata.
Alla fine degli anni 50 primi anni 60 quasi tutte le famiglie avevano almeno una 500, molti avevano la 600 e i più benestanti avevano la 1100.
Poi c'erano i ricchi che avevano la 1300 o la 1500 e i ricchissimi che avevano dalla 1800 in su (tutte auto Fiat).
Naturalmente tra i ricchi e ricchissime c'erano anche gli alfisti e i lancisti, e qualche ferrarista o maseratista.
Questa é l'italia che la mia giovinezza ricorda.
Dove sono finiti quegli italiani ?
Nella prossima, se vuoi, ti racconterò come sono gli italiani di oggi, anche se non penso ce ne sia bisogno, basta gardarsi attorno !
Forse che far loro tirare fuori i co...ni ci vorrebbe un'altra guerra ?
Silvano
01 giugno 2005 00:00
L'impressione è che i consumi non siano ancora in crisi, o meglio siamo solo alle prime avvisaglie. Forse oggi è ancora solo una limitata percentuale di persone a preoccuparsene e a regolarsi di conseguenza, vuoi perchè costrette, loro malgrado, vuoi perchè sensibili e previdenti oltre la media. Il peggio, arriverà più avanti, gradualmente, per grosse fasce di popolazione.
In crisi stanno andando i bilanci di molte famiglie (e imprese), il che è diverso oltre che irreversibile (prima di tutto per l'ormai consolidato duplice valore attribuito all'euro: 1000 Lire sul fronte degli acquisti e spese in genere, 1936,27 Lire sul fronte degli stipendi ed entrate in genere)
Effetto euro a parte, intendo dire che, abituati a consumare a certi livelli e standard, vuoi per inerzia vuoi perchè contenere i consumi comporta uno sforzo e un sacrificio notevole, al momento si continua, grosso modo, sui livelli di prima. Le sirene e gli stimoli a procedere come se niente fosse ci sono:
> prestiti (da restituire con interessi)per ogni tipo di consumi (ieri per i beni durevoli, oggi per la spesa giornaliera e per la settimana di vacanza ...);
> mercati inondati di prodotti, ossia eccesso di offerta che, se per un verso comporta il contenimento dei prezzi, dall'altro non stimola certo il contenimento dei consumi; per motivi di lavoro, mi trovo a frequentare il porto di Genova: arrivano bastimenti dall'Asia (Cina soprattutto) in continuazione; a Napoli molti di più: tutta merce che si riversa sui mercati; qui da me c'è una distesa infinita di nuove auto che, sempre a bastimenti, arrivano dalla Corea ... Tenete conto che questo commercio fa comodo non solo a Cina e Corea ma a un mondo di altri soggetti (multinazionali, fabbricanti fuori porta, importatori, grossisti, vettori, ecc., ecc.,): mostro a tante teste difficile da dominare...
Quindi, se ancora non si avverte un apprezzabile calo dei consumi (al quale dovrebbe corrispondere, tra i parametri facilmente riscontrabili, una contrazione del traffico commerciale che appare ancora sostenuto, si avvertono eccome le prime difficoltà sul fronte dei pagamenti, tanto a livello familiare quanto, riferito dagli addetti ai lavori, a livello di imprese.
Con dei presupposti di questo genere, non mi pare difficile fare previsioni sull'evolversi della situazione ...
In bocca al lupo per la tua tesi,
Silvano
massimo
01 giugno 2005 00:00
..ti ricordi anche quanto costasse l'affitto in relazione allo stipendio ? pressione demografica e caro-affitto tolgono molto potere d'acquisto. Mi sembra che negli anni passati fosse l'equo canone e si costruisse a rotta di collo.
Poi sta menata che allora la gente avesse più coglioni di adesso la vorrei proprio sfatare : guardala dalla mia parte , non ho la tua età e deve adesso rimetterci di mio per pagare gli sbagli di questa "mitica" generazione del boom. Generazione che ora della fine ha guadagnato 1 e speso 3 !
1) speso tutti i soldi del fisco in opere a volte ottime, spesso sprechi,senza progettualità ambientale e demografica
2)generato enorme debito
3)e infine, invece di pagarsi i debiti, pretendono pensioni pagate da noi che non abbiamo tutte le possibilità che loro (voi)anno avuto
Guardala un po' dalla mia parte e dimmi se non ti sembri anche ate di avere alle spalle una generazione di cavallette.. perlomeno di cicale!
La contrazione dei consumi è anche il prodotto dei debiti e sbagli che ci hanno tramandato
ulisse
01 giugno 2005 00:00
vedi la crisi non è derivata dallo scarso stipendio degli operai,ma dal rialzo dei prezzi che hanno attuato indiscriminatamente i commercianti e le industrie,specie con l'entrata in esercizio dell'EURO,che non è stato controllato subito il valore del cambio lira/ euro sui prodotti.Ti porto un esempio ,noi siamo una copia di coniugi e al sabato o domenica andavo a prendere 2 pizze da asporto da mangiasi a casa,ebbene con le vecchie lire spendevo 10.000 lire ,mentre con l'euro stesse pizze 10 euro (non è forse raddoppiato) altro esempio il mese di novembre ho comprato un paio di scarpe Frau 104.000 delle vecchie lire,trovandole comode l'anno successivo (entrata in vigore la moneta euro)ho voluto acquistarne un altro paio,ebbene le stesse scarpe stesso negozio 114.euro alla mia rimostranza ha asserito che era altro pellame e più ben rifinite,senza contare i blue jeans che da 35.000 / 50.000 sono passati a 50/70 euro ora ce ne vogliono almeno 100.Poi il governo Amato 1992 della sinistra ha inventato le odiose tasse <ici-irpef-addizionali regionali -addizionali comunali-addizionali sia regionali che comunali sulle utenze-gas-luce-telefono-ecc-raddoppio delle bollete delle seconde case, collaudo dopo 4 anni contro i 10 precedenti,bollino blu ogni anno -aumento indiscriminato delle assicurazioni auto -Ecco delle motivazioni della crisi dei consumi,se in una famiglia entra 100 e ne esce 200 il gioco è bello che fatto devi ridurre dei consumi,é inutile che i commercianti si lamentano ,provate a ridurre i prezzi vedrete che i consumi riprenderanno(ora ci pensano i cinesi (come mai il loro mercato tira?)io sono diventato un loro acquirente e non me ne pento.E un'altra motivazione della crisi dei consumi è dirivata dal fatto che sono stati tagliati gli straordinari,gli incentivi che ti spronavano a qualche spesa extra(ora abolita) e poi senza contare il lavoro nero (sbagliato) ma era quello che faceva superare la crisi dei consumi (pensa quanti imbianchini-tappezzieri,idraulici,falegnami ,meccanici ecc,davano lavoro extra alle industrie),alle volte comprando del superfluo.Ora questo è fatto dagli extracommunitari i quali i soldi guadagnati li spediscono all'estero invece di reinvestirli in Italia (ecco altra motivazione )I servizi pubblici il prezzo del biglietto ad 1 euro con tempo di percorrenza ad 1,30 minuti potrebbe andare bene,solo che hanno diminuito i mezzi e quando ti tocca usare 2 biglietti,uno non basta più(altro raddoppio) considera una famiglia di 4 persone che alla domenica decide di andare al cinema usando i mezzi pubblici -4 euro andata e 4 ritorno e se c'è un intoppo del traffico ?la spesa aumenta + il biglietti di ingresso almeno 10 euro cad.(il conto è presto fatto)e quindi riduci altri consumi per quadrare il bilancio.Il guaio è che è un processo irreversibile ,più comodità vuoi e più devi pagare e se le entrate sono poche e le uscite sono tante qualche cosa devi ridurre per pareggiare il bilancio e il gioco del gatto che si mangia la coda.Auguri per la tua tesi ,ci sarebbe da dire su come eravamo e come siamo ,ma lo spazio è limitato.Io ero felice 50 anni fà e mi gustavo la vita e la libertà ,ora non più ,anche se forse hai qualche lira in più che devi conservare per gli eventuali ricoveri ospedalieri,altro argomento di riflessione(ticket vari).
Sara
02 giugno 2005 00:00
Volevo solo far notare che ieri l'indagine di Censis ha sentenziato che le famiglie italiane sono sempre più ricche, ma che l'insicurezza sul futuro (lavoro, pensioni) porta a un clima di attesa e di attenzione a quanto e come si spende. Oggi il motto non è spendere poco, ma "spendere bene".
Andrea
03 giugno 2005 00:00
Il rapporto annuale di Bankitalia ha evidenziato una flessione delle spese per alimentari dello 0,4%, mentre registra un aumento del 19.1% per spese telefoniche edun aumento del 3.4% per computers, telefonini e fotocamere digitali. Questi dati danno un quadro preciso della situazione del nostro paese. E' innanzitutto un problema antropologico. L'Italia ha subito lo sviluppo industriale, molto più repentinamente (circa in 30 anni), degli agli altri paesi europei, senza che l'italiano ne avesse sviluppato gli anticorpi. Mentre in Inghilterra all'inizi del secolo scorso si compiva la rivoluzione industriale, l'italiano era ancora dedito all'agricoltura a mezzadria, sotto lo sfruttamento del padrone. Avete presente un cane che viene sciolto dopo essere stato legato per una settimana ad un pagliaio? Così a fatto l'italiano, si è buttato a capofitto nella civiltà dei consumi. Il consumismo lo ha corrotto. Il futile diventa necessario, apparire è più importante di essere.
Romano
04 giugno 2005 00:00
E' sicuramente vero quanto sostiene Andrea sulle abitudini di noi Italiani che troppo spesso ci innamoriamo di cose futili (telefonini ultimo modello, abbigliamento firmato, da ultimo le fotocamere digitali anche se siamo un Paese con una modesta cultura e pratica fotografica).
L'esempio della Gran Bretagna è azzeccato: da loro girano più soldi ma i British sono più attaccati al centesimo (o penny) e spendono di meno in frivolezze (vds. abbigliamento, sempre essenziale).
Tuttavia i prezzi in questi ultimi tempi sono saliti notevolmente e soprattutto i servizi costano una follia. In questo sito si parla spesso di assicurazioni e queste ultime, con le loro tariffe assurde, sono l'esempio lampante.
Potremmo metterci anche le autostrade che lo scorso anno sono aumentate notevolmente. Anche i prodotti alimentari di qualità sono rincarati; se vai all'ipermercato e vedi il prosciutto crudo "estero" a 10 euro sei tentato ad acquistarlo, ma come si fa poi a mangiare un panino al "cloruro di sodio" ??
Se invece scegli un Parma o San Daniele, come è naturale che sia, ti tocca spendere.
Pertanto le considerazioni sarebbero moltissime e toccano abitudini, vizi e caratteristiche di una nazione.
Buon lavoro per chi deve compilare questa Tesi. Ne avrà da scrivere!!
Paolo
11 giugno 2005 00:00
Poiche' da anni alterno lavori stagionali e precari a periodi di disoccupazione, non faccio testo, a meno di non volermi vedere come uno dei primi precari nella storia dell'economia italiana. Sono abituato a non fare spese inutili. A volte il non fare certi acquisti serve a far abbassare i prezzi. Se si va ai saldi non all'inizio, ma alla fine, nella fortunata ipotesi che quello che serviva non sia gia' sparito, spesso si nota che lo sconto e' aumentato. Negli Ipercoop verso l'ora di chiusura le paste le offrono con uno sconto, altrimenti dovrebbero buttarle via; idem da certi fruttivendoli. Non mi faccio scrupolo di entrare in un negozio con prodotti acquistati altrove, cosi' vedono che li ho presi dove costavano meno che da loro, e magari abbassano il prezzo. Certi lavoretti me li faccio da solo, senza pagare artigiani, ad esempio mi tinteggio le pareti da solo, e per di piu' non ogni anno, ma diciamo ogni dieci: il risparmio e' evidente. Uso i vestiti fin che sono da buttare, e anche oltre, la moda non so cosa sia. Uso al meglio le offerte speciali, stando attendo ad acquistare ogni cosa dove costa di meno, senza lasciarmi trarre in inganno dai prezzi civetta. Etc etc.
Parliamo quindi degli altri. Abito in una citta', Parma, dove tradizionalmente tutti si sentono in obbligo di apparire dei gran signori, anche quando stanno per essere sepolti dai debiti. E' quindi particolarmente significativo che anche gente ben vestita si rechi a far la spesa nei discount, e se non trova cercte offerte speciali publicizzate invece di ripiegare su articoli piu' costosi chiedano informazioni alle cassiere, senza vergognarsi che tutti i presenti li sentano, e se la risposta e' "il tal articolo non ci e' arrivato" prendono la porta ed escono. Sui giornalini con annunci vendo-compro si leggono per mesi e mesi inserzioni di gente che non riesce a vendere oggetti da pochi euro, si vede che pochi hanno da spendere. Credo che in generale i mass media per una volta tanto siano stati relativamente onesti nel riconoscere che ci sono stati forti aumenti dei prezzi (di quasi tutti), dubbie riduzioni di imposte, stipendi che non crescono in proporzione (la scala mobile fu abolita nel 1993 mi pare) o che addirittura diminuiscono (lo nota soprattutto chi cambia lavoro, ammesso che riesca a trovarne un altro), e' ovvio che qualcuno e' riuscito addirittura ad aumentare le sue ricchezze ( e non solo Berlusconi), ma ad occhio e croce dalla societa' dei due terzi del 1990 (due terzi chee stavano bene e un terzo male) saremo ad un terzo che sta bene e due terzi male, con un impoverimento anche di parte della classe media, non sempre tutto cio' si riflette nei consumi, perche' c'e' gente che si sta mangiando i risparmi e magari fa debiti, a volte dagli usurai, insomma l'impoverimento e' progressivo, e a quanto pare c'e' anche, ma non solo, una generalizzata sfiducia nel futuro, che spinge, quando e' possibile, a risparmiare invece che a spendere (lo smantellamento dello stato sociale, il pericolo di non avere una pensione, il doversi pagare le spese mediche se si ha un ISEE appena decente, per cui per pagarsi un'operazione si deve vendere la casa e mangiarsi i risparmi, la precarieta' nel lavoro, con periodi di disoccupazione per i quali raramente si riceve una indennita', visto che prima occorre aver lavorato parecchio, e molti disoccupati non raggiungono nemmeno il minimo di 78 giornate di lavoro regolare per avere la disoccupazione a requisiti ridotti, grazie al perverso meccanismo dell'ISEE (indicatore della situazione economica, allo slogan "aiutare solo i veri poveri") chi abbia risparmi per 16.000 euro non puo' nemmeno far domanda per la casa popolare, come se con 15.000 euro ci si potesse comprare un appartamento), e cosi' via.
Nel 1945 tutto era distrutto, ma forse proprio per questo, e perche' gli USA mostravano di voler inviare aiuti per conquistarsi le simpatie degli Italiani ed evitare che diventassero tutti comunisti, allora era razionale sperare che le cose sarebbero migliorate. Invece ora il vedere una UE che scimiotta gli USA con conseguente aumento della distanza tra ricchi e poveri, aumento dei barboni (dai 15000 del 1997 ai forse 200.000 di oggi, in Italia), carceri stracolme, etc etc non induce certo a pensieri particolarmente rosei. Saremmo noi a dover imporre ad Americani e Cinesi il modello svedese (diffuso in passato in tutta la Scandinavia, Danimarca e Germania ed Austria), magari alleandoci con l'opposizione sociale presente in USA (in certi periodi anche negli USA c'erano sindacati attivi, minimi sindacali per le retribuzioni, sussidi di vario genere, anche li' la storia e' tutto un su e giu', a volte le cose migliorano, a volte peggiorano, comunque e' un dato di fatto che anche i capitalisti USA quando messi sotto pressione hanno dovuto concedere parecchio) e sfruttando la generale disillusione sulle mancate promesse del neoliberismo stile anni 90.
Paolo
Pigiesse
11 giugno 2005 00:00
I consumi stagnano perchè abbiamo tutto, troppo nelle nostre case. Abbiamo accumulato beni(specie le persone più avanti negli anni)che dovremmo smaltire buttandoli ancora nuovi e funzionanti. In casa ho tre televisori; oggi abbiamo spostato-con l'aiuto di mio figlio-un TV color buono, pesantissimo, ma vecchio. Lui mi ha detto che dovrei acquistare un TV al plasma, o meglio, un proiettore con lo schermo fluttuante visibile da recto e verso. Insomma dovrei buttare sul piatto tre o quattromila euro, per favorire i consumi. Ma tutta questa roba viene da Taiwan, dalla Cina, o più in generale da paesi dove la mano d'opera costa un decimo . Favorirei un importatore italiano(pardon..multinazionale- tipo Comet, Trony, ecc.e un produttore cinese o giù di lì. E a noi resterebbe un pò di IVA e basta, perchè gli utili poi spariscono all'estero o nei meandri globali della speculazione finanziaria internazionale. L'argentina(col minuscolo) mi ha ciurlato 70 milioni di lire, La GM altra perdita, di azionario non ne parliamo, i fondi mi hanno segato un 30%, quasi tutto costa il doppio (l'euro è solo un pretesto) come negli anni '72'73 all'introduzione dell'IVA tutti operavano come se fosse ancora il meccanismo dell'IGE con traslazione di imposta (ige 4-5% , iva 12%) e i prezzi salivano pagando imposta su imposta- ) ora la scusa degli operatori ecomomici è quella dell'euro. Ma tutti tentano di fare bilanci sempre piu grassi.
Allora io metto da parte quello che posso perchè il domani è incerto. Se dovessi rimanere invalido, una "badante" mi costerebbe 2 mila euro al mese più vitto-alloggio-telefono-ecc.ecc.e 2giorni liberi a settimana che dovrei sopperire con altra persona. A fine anno spenderei 30/35 mila euro e se campo ancora dieci anni? La pensione che ho non basta neppure per sostenere me stesso, allora cosa dovrei consumare ??? Sarà meglio che io risparmi e che LORO(i bravi economisti, i bravi sputasentenze di politici, i bravi sindacalisti, ecc.) che si tolgano dalla testa che offrendo qualche euro in più o togliendolo dalle tasse(??) si ritorni a consumare, ma cosa? Il nostro fegato.!!
Ettore
12 giugno 2005 00:00
BRAVO FABRIZIO
Analisi perfetta!!
La gente è solo preoccupata di non poter continuare a mantenere l'alto tenore di vita che conduce.
MAI la gente "in passato" ha potuto godere di tanti beni.
Smettiamola di lamentarci è vergognoso!
Pier Giorgio
12 giugno 2005 00:00
Forum di Sere -----Caro Fabrizio, la tua analisi retrospettiva mi ricorda la mia adolescenza(sono un anteguerra e antiguerra). Una cosa da dire: Tutti cercavano di darsi da fare e i passi venivano calcolati con meno spigliatezza di adesso. Le generazioni cambiano, e cambiano pure i comportamenti. Adesso i passi falsi non si pagano quasi più. Le pene non esistono, le ripercussioni negative sulla propria vita, nel mal operare, si sono azzerate. Un tempo ci si preoccupava di far bella figura, di riuscire a crearsi un proprio benessere con il sudore lavorando e studiando, di non entrare nel bollettino dei protesti, di onorare gli impegni e le obbligazioni, di formare una famiglia ed una cerchia di amici che ti ammirassero per l'onestà, non per gli sballi in discoteca, o le corse in auto o il possesso di cellulari , o la carriera politica ecc. Non da ultimo, la stragrande maggioranza della popolazione non possedeva NULLA ( per questo i consumi si presentavano con andamenti esponenziali) ! Si proveniva da una grande e micidiale guerra che aveva appiattito al ribasso tutta l'economia, ma aveva ridato slancio a certi valori che le successive generazioni non si sognano neppure di ipotizzare. Non ne sarebbero capaci anche studiandole su testi. E c'era una voglia di vivere, di conquistare, di progredire, di creare con il proprio ingegno. Ci si vergognava, sul lavoro, di non riuscire a capire al volo qualche problema o risolvere qualche difficoltà. Ora i più giovani scuotono le spalle e dicono:"" questo non me l'hai detto"" oppure:"" vedrai che si risolve da solo"" oppure, ""pensa a goderti la vita"" o ""non mi rompere"" , tanto i quattrini me li passano mamma e papà. Fine dei valori. E se non ci sono valori e vere motivazioni il mondo va come adesso e peggio sarà. Una bella gatta da pelare per --Sere--autore di questo forum, che spero trarrà qualche vantaggio , con molta attenzione nell'analisi, da quanto scaturito da questi interventi. Auguri.
Chivalà
13 giugno 2005 00:00
I consumi calano eccome!!!!
Io quest'anno non riuscirò a cambiare la mia BMW che ha già 2 anni.
Dovrò tenermi il cellulare vecchio di 6 mesi.
Non riuscirò a comperarmi il nuovo TV LCD della Panasonic per colpa del prezzo della benzina... e sì che la mia vecchia BMW consuma solo 1 litro ogni 8 km....
Mi toccherà girare con la Land Rover a gasolio anche in città per risparmiare qualcosa.
Da quando anche il prezzo della pizza è raddoppiato i ristoratori LADRI hanno anche aumentato il prezzo del pesce e specialmente dei molluschi...aragoste ecc, ecc.
Dovremo accontertarci e ridurre le cene fuori casa a solo 4-5 volte la settimana.
Pazienza..... fine settimana lo passerò nella mia casa al mare e ci accontenteremo di una spaghettata fra amici.
Governo LADRO và a finire che dovremo anche rinunciare a qualche capo griffato e comperare CINESE..... siamo proprio nella cacca peggio di così non può proprio andare la situazione stà diventando INSOSTENIBILE.... ieri ai miei piccoli 9 e 10 anni ho dovuto dire......rinunciate ai nuovi telefonini per almeno 5 mesi..... poveri piccoli se adesso mi si stressano avrò anche la spesa dello psicologo.
L'Italia ha bisogno di un nuovo lancio di nuove energie.... dovremo lavorare molto di più ma........ sopratutto gli altri perchè io SONO STUFO di DOVER FARE TUTTO DA SOLO!!!!
Silvano
14 giugno 2005 00:00
Bravo Chivalà! Ogni problema va analizzato un pò da tutti i punti di vista e, perchè no, con qualche provocazione. Non solo, va dato spazio anche al detto che non tutti i mali vengon per nuocere. Consideriamo un effetto positivo che la crisi potrebbe avere: siccome siamo un paese di gente sempre più obesa, con rischio in aumento a causa della crescente pressione al consumo e diseducazione, la crisi economica potrebbe favorire la ricerca forzata della linea fisica (ricordate gli albanesi un pò di anni fa?). I 2/3 della popolazione (quelli che finiranno, loro malgrado, in difficoltà economiche) potrebbero essere favoriti rispetto al terzo agiato ... A meno che lo stress psicologico non induca i primi ad abbuffarsi come e più degli altri, indebitandosi.
Saluti, Silvano
Alex
14 giugno 2005 00:00
Chivalà... certo che se le cose in Italia vanno male è anche per colpa di persone come te.
Sei solo un egoista che pensa solo al proprio portafoglio... non ti vergogni di aver tolto il caviale dalla prima colazione??? Ci credo che poi i consumi calano!!
FABRIZIO
14 giugno 2005 00:00
Ottima analisi quella di Piergiorgio !
La sintetizzerei in un semplice pensiero:
L'uomo é un essere strano :
Quando é nella "cacca" tira fuori il meglio di se.
Quando sta bene ...... tira fuori il peggio !!!!
Forse ci vorrà un'altra guerra mondiale per farci tirare fuori io meglio che si è assopito in noi ?
Chivalà
14 giugno 2005 00:00
X Alex
Si vede che sei ignorante in quanto IGNORI!!
L'ho tolto il Caviale dalla 1a colazione perchè mi hanno proposto il Lompo di uova rosse o nere.....
Vabbè che siamo nella cacca ma non sino al punto di sostituire il Caviale al Lompo!!!!!!
Dovremo giocoforza rinunciare (in parte) al Caviale sin che la Russia non entra nella Comunità Europea.... speriamo prima della scomparsa degli STORIONI SELVAGGI....quelli di allevamento non danno lo stesso Caviale.
Quante rinunce con l'Euro...
Mi vien da piangere!!!!!!!!!!!!!!!!
Pier Giorgio
23 giugno 2005 00:00
Mi sono stufato di cambiare sempre elettrodomestici, anzi l'ultimo che ho eliminato è la lavastoviglie che alla fin fine, senza contare il consumo annuo di tanta acqua, elettricità(pur facendo i famigerati programmi basso calore e bassissima durata, detersivo, brillantante(eliminato)anticalcare, asciugatura, carica e scarica, ammolli perchè col caldo le stoviglie puzzano, rotture varie, saltano sempre le valvole per il troppo wattaggio, ecc.; insomma li lavo a mano!!faccio prima, consumo quasi zero, e non ho un baraccone sporco, intasato, occupaspazio, mangia soldi, ecc.
In casa ho (provate a contarli anche voi) decine e decine di elettrodomestici che consumano un sacco. Ferri da stiro(un tempo erano a 400 watt ora dopo gli 800 sono a 1600 !; arricciacapelli, phon sempre più potenti per far sempre più presto, lampade solari, computer vari, stereo, home theatre, tv varie, trapani,elettroutensili vari, robots,boiler, saldatrici, caricabatterie, lampade(anche se a basso consumo, ma ne mettiamo di più, tanto consumano meno!) per avere sempre più luce, idropulitrici, tagliasiepi, tagliaerba, tritarifiuti, lavatrici e asciugatrici di panni, giardini illuminati, stufe elettriche, condizionatori ecc... ripeto, provate a contarli e vi accorgerete che non finirete più.( abbiamo tutto, troppo e poi ci lamentiamo che la corrente che ci danno(normalmente 3 kw) è poca ed aumentare costa un casino! I consumi del mese di aprile sono crollati del 4% rispetto a marzo, ed un economista stamattina ha detto che la colpa è dei salari troppo bassi(che stupidata) che frenano i consumi (si è visto che bel rilancio ha favorito la riduzione dell'Irpef!!)e d'altra parte si dice che non siamo competitivi perchè la nostra mano d'opera è troppo costosa( d'accordo che ci sono le tasse ed i contributi), Billè dà sempre la colpa al Governo perchè non favorisce il commercio( già ladro), Montezemolo dà la colpa al Governo perchè non favorisce l'industria con sgravi, promozioni, tagliando tasse, iva, balzelli ed accise varie. Un altro dice che l'unico settore che ora tira è l'edilizia, ma so che si sta costruendo tantissimo e a prezzi da capogiro, ma quanto durerà?(appena la tendenza avvertirà un'inversione, esperienza insegna che ci sarà un crollo; tanto più che il bene "mattone" è fine a se stesso.E' un bene che non produce più niente nel prossimo futuro, salva qualche piccola riparazione!! E tutti gli addetti ora al settore, che faranno poi (fra poco), in quanto molti sono stranieri, spesso clandestini e in nero. Dopo li dovremo mantenere, ricollocare, sopportare, curare, arrestare, MA COME? E ne arrivano ottocento al giorno.
paolo
24 giugno 2005 00:00
Ma che razza di esempi andate scrivendo?
Il dopoguerra il bisogno i coglioni....
Tutti addosso ai giovani d'oggi...
Io trovo molto più coraggioso un giovane d'oggi:prima almeno uno stipendio c'era e pure sicuro, Il mercato era tutto da riempire creando aziende e benessere per chi aveva voglia di fare.
Oggi i nostri ragazzi pagano i nostri errori.
Vi siete mai chiesto come diavolo possono prendere degli impegni,anche economici, formare una famiglia, pagare un'affitto e tutte le spese che comporta, con un lavoro precario a termine e insicuro?
Sono trattati malissimo, minacciati continuamente,eppure tengono duro : hanno anche loro i sogni nel cassetto. (non generalizziamo sempre!) La pensione la vedranno con il binocolo e dovranno lavorare fino a quanto campano (salute permettendo:vietato ammalarsi se no perdono lo sraccio di posto che hanno.(mia figlia va a lavorare con la febbre)
Belle analisi le vostre ma con il culo coperto e al caldo!
Come mi piacerebbe vedervi al loro posto!!
Cosi da vedere se avete i coglioni come dite.
Mario
24 giugno 2005 00:00
per me sono saliti i prezzi e non sono stati adeguati gli stipendi.
più semplice di così...
Saluti.
Pier Giorgio
24 giugno 2005 00:00
Anch'io, negli anni cinquanta e successivi andavo al lavoro con la febbre o con una gamba steccata (ora non si può più) il mobbing ed altro c'erano anche allora(sotto altri italiani nomi, come calunnie, dicerie, invidie, ecc. Anche allora si facevano anni di precariato e di assunzioni a tempo determinato e appena finiva il periodo di tre mesi ti lasciavano a casa senza sapere se o non ti avrebbero ripreso, e questo poteva durare anni.Molti non ti pagavano neppure lo stipendio o i contributi, Ma come si fa a dire che quarant'anni fà era tutto oro e adesso è piombo? Ma come si fa a sentenziare che la colpa è tutta nostra(dei più anziani) per aver messo i giovani nelle condizioni in cui molti si ritrovano ora? Si fa presto a rifugiarsi nell'alibi che la colpa l'hanno solo quelli che ormai non contano più nulla. Certo, c'è anche questo problema, ma allora ce n'erano altri ! I genitori(spesso unico a lavorare era il padre)e non avendo tempo, modo, danaro per mantenere nel bambagio i figli li obbligava ad arrangiarsi e la necessità crea virtù. E ai nostri tempi se volevi creare qualcosa la cinghia, ripeto..LA CINGHIA la dovevi tirare sul serio, privandoti praticamente di tutto, ma non col concetto moderno che il tutto di allora sia il tutto di adesso...Ma non stiamo ad elencare; se uno vuol capire....
Alex
24 giugno 2005 00:00
La realtà è che il tenore di vita è decisamente migliorato anche negli ultimi anni.
Per molti basterebbe eliminare il superfluo e fare qualche sacrificio come si usava fare anni fa. Oggi tutti si lamentano ma i sacrifici non li fa nessuno, basta vedere il livello di consumismo raggiunto e le cifre spese per le vacanze estive (una volta se ne faceva anche a meno) e costosissimi weekend sulla neve (una volta non si sapeva nemmeno cosa fossero). Certo non per tutti la situazione è uguale, anche perchè al giorno d'oggi la situazione lavorativa è più precaria, ma credo che sia l'unico elemento di peggioramento degli ultimi anni. Se aumentano di continuo le vendite di prodotti elettronici non possiamo certo definirci in miseria!
paolo
25 giugno 2005 00:00
Per Alex:
Dati istat vendite al dettaglio:
Nord-est -4,3
Nord-ovest -1,7
Centro -1,4
Sud e isole -8,2
Media -3,9
I prodotti:
Alimentari -3,6
Farmaceutici -3,1
Abbigliamento -4,3
Calzature -4,6
Elettrodomestici -5,7
Informatica -3,6
Libri e riviste -4,0
Giocattoli,sport e campaggio -5,5
Supporti magnetici -6,3
Non siamo in miseria ma siamo sulla buona strada.
paolo
25 giugno 2005 00:00
Ho dimenticato il periodo di riferimento:
Aprile 2004 - Aprile 2005
Fresco fresco.
paolo
25 giugno 2005 00:00
Calunnie, dicerie e invidie non fanno perdere il posto di lavoro.
Mobbing?
Non sapevate neanche che esistesse:al primo scorreggio andavate a piangere dal primo delegato sindacale!
Assunzioni a tempo determinato?
Ma se vi sposavate con l'azienda che vi assumeva e vi portava dritto dritto alla pensione.(anticipata)
Ho conosciuto gente che faceva intere stagioni nei campi in mutua!!
Forse è anche per questo che le cose sono andate male?
Ora (con il culo al caldo e una bella pensione, percepita da molti anni)sparate a zero sui vostri figli e nipoti,come se fosse loro la colpa di tutti i mali.
Bye
Ciribiribì
25 giugno 2005 00:00
I prodotti:
Alimentari -3,6 MEGLIO!!! meno obesità e meno diabete.
Farmaceutici -3,1 MEGLIO!!! vuol dire che siamo più sani.
Abbigliamento -4,3 MEGLIO!!! vuol dire che ingrassando meno non dobbiamo cambiare taglia.
Calzature -4,6 MEGLIO!!! vita più comoda si corre di meno per guadagnarci il pane quotidiano.
Elettrodomestici -5,7 MEGLIO!!! finalmente ci si rivolge ad elettrodomestici più utili e pertanto quelli in casa sono più che sufficienti.
Informatica -3,6 MEGLIO!!! finalmente abbiamo capito che è inutile cambiare PC ogni anno.
Libri e riviste -4,0 MEGLIO!!! risparmiamo carta e perciò ALBERI!
Giocattoli,sport e campaggio -5,5 MEGLIO!!! stà diminuendo un po' di superfluo.
Supporti magnetici -6,3 MEGLIO!!! La pirateria è un reato.
Non siamo in miseria ma siamo sulla buona strada.
Meglio!!! visto che la miseria non c'entra un TUBO con i prodotti sopra menzionati!!!
Alex
25 giugno 2005 00:00
Paolo, ovviamente i dati Istat vengono considerati solo quando fanno comodo (non mi riferisco a te ma alle varie associazioni di categoria e i politici).
Io li ritengo sempre validi, a meno che non ci siano altri dati rilevati in maniera seria e con basi scientifiche.
Nessuno mette in dubbio che ci sia una contrazione dei consumi in alcuni settori (d'altronde nessuno nega che siamo in stagnazione/recessione), ma bisognerebbe anche considerare un periodo più lungo (cioè l'evoluzione e la tendenza) e comunque il fatto che in alcuni settori (tipo elettronica) i prezzi siano calati ma non le vendite come quantità. Negli ultimi anni è anche venuto meno l'aumento demografico che ha sempre accompagnato nei decenni scorsi l'aumento dei consumi.
Io guardo anche a quello che avviene intorno, perchè poi le statistiche ufficiali non tengono conto in maniera doverosa di altri fattori, tipo il sommerso. E insisto nel dire che il tenore di vita è elevato, quindi nessun disfattismo.