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Alex
3 luglio 2005 0:00
Mario, peccato che ormai Fini abbia di fatto rinnegato tutte le sue tesi di quando faceva ancora politica per la destra sociale. Ad oggi fa un'accanita concorrenza a Casini e Follini.
Mattia
2 luglio 2005 0:00
Che la pena di morte non serve a nulla l'aveva capito Cesare Beccaria 200 anni fa...
Mario
2 luglio 2005 0:00
Siamo arrivati al punto delle leggende metropolitane.

I nostri moralisti/perbenisti dicono che la pena di morte è incivile, l'ergastolo è incivile, la castrazione chimica è incivile.

Personalmente, richiamanomi alle leggende metropolitane, credo che quando "certi elementi" vanno in carcere per motivi come quelli del "Branco di Milano" e non ne escono più, dovremmo chiederci il perchè!
Forse perchè vi è una giustizia fatta da chi va meno per il sottile che colpisce e punisce come merita questi elementi ?
un pedofilo o uno stupratore che finisce in carcere difficilmente ne esce fuori vivo. Almeno li dentro non ci sono perbenisti e moralisti di una civiltà che non esiste.

Saluti

Mario.
Ugo Di Carlo
2 luglio 2005 0:00
chi uccide puo uscire dal carcere e uccidere di nuovo, cosa faresti a quei giudici che lo hanno rimesso libero se la vittima fosse tuo figlio.
Pasquino
12 giugno 2005 0:00
E' ormai universalmente provato che la pena di morte non serve a nulla, oltre che essere una istituzione barbara, incivile e retrograda come chi la applica.
Per quanto riguarda il caso in questione sarebbe opportuno applicare in modo ferreo le leggi in merito senza sconti di alcun tipo verso i responsabili di questi misfatti.
Persone simili sono molto pericolose per la società civile e vanno isolate.
Ripensando al fatto è umana la reazione di giustizia, anche forte; viene in mente come si potrebbe punire l'autore di certi misfatti, ma siamo persone civili e coma tali dobbiamo comportarci anche se molti di noi vorrebbero ricorrere ad altro tipo di punizione, come ventilato da qualcuno che introdurrebbe addirittura la castrazione.
Riflettiamoci:
margie
11 giugno 2005 0:00
Il reato di stupro non è sufficientemente penalizzato. Questo è il punto.
Sono contraria alla pena di morte, penso sempre al film "Il miglio", però ci sono casi come questo in cui la legge del taglione mi viene in mente sempre più spesso.
Alex
9 giugno 2005 0:00
Ettore, e invece uno stato ha il diritto di rinchiudere una persona a vita in carcere? E' una questione di punti di vista.
E' vero, lo stato forse non ha diritto di uccidere.. ma chi ha calpestato la legge dello stato uccidendo altre persone può ancora accampare dei diritti? Chi pretende i diritti deve rispettare quelli altrui, se li calpesta non devono esistere più nemmeno i suoi. Non può ricordarsene solo quando sono in discussione i suoi di diritti. Certe bestie non meritano più alcun diritto.
Diciamo che io sono tecnicamente a favore della pena di morte, ma credo che sia inapplicabile visto che non c'è modo di definire dei criteri incontrovertibili che attribuiscano la certezza della colpevolezza.
E poi noi con la nostra giustizia (anni per processi civili, uso smodato della carcerazione preventiva, gente innocente morta in carcere, fuga di notizie, avviso di garanzia che diventa una condanna, ecc ecc) non possiamo proprio andare a fare la morale dagli altri (USA o chiunque sia).

Non è un problema solo di politica, ma di giustizia lenta e "ingiusta": chi ha un buon avvocato (leggasi:se lo può permettere) se la cava col minimo della pena e tutte le attenuanti (grazie ai ben noti cavilli burocratici, magari riesce addirittura a non essere condannato per un reato che ha commesso), chi non se lo può permettere si becca pene severe per reati che magari non ha commesso.

A seguito di quanto è successo le reazioni sono più che comprensibili, non è pensabile che non si possa più nemmeno passeggiare nella propria città. Perchè certa gente è ancora in giro? Ah sì hanno l'attenuante perchè sono nomadi.... (nel senso che li manteniamo noi, non hanno un lavoro e non pagano le tasse....)
Jacopo
9 giugno 2005 0:00
x Ettore:
Pur non accettando la pena di morte (eventualmente), l’applicazione della legge dovrebbe essere però FERREA, non permettere dopo TOT anni che criminali riconosciuti siano rimessi in libertà e possano compiere gli stessi crimini. Se sono stati condannati, un motivo c'era, mi viene sempre il dubbio a pensare a persecuzioni da parte di una certa classe politico/economica. Gli arresti domiciliari e/o il permesso di uscire durante il giorno per lavorare, concessi dopo tot anni trascorsi in prigione, sono corretti? La prigione (teoricamente) avrebbe lo scopo di correggere l'individuo, non per questo i criminali vanno in prigione e non come una volta direttamente nei manicomi, ma per certi crimini come si può dire: "ora può uscire".

Mi viene da dire che il caos che c'è in Italia (e che riguarda tanti settori), venga, aimè, anche applicato in un settore MOLTO dedicato, quello penale, creando un certo senso di non sicurezza nei cittadini, il che, considerato che i servizi di polizia (ma quanti sono i poliziotti?), i giudici, le prigioni noi li paghiamo (con le tasse), mi potrebbe far inca**are! (ho sbagliato, elimina potrebbe)

L'Italia potrà mai cambiare? Sfortunatamente lo ritengo impossibile, siamo troppo abituati ad una certa accondicenenza con noi stessi, è TANTO più comodo fare come vogliamo noi che non quanto richiederebbe lo stato. Alcuni affermano che sia un riflesso del fatto che lo Stato in primis richieda troppo dai cittadini... Uhm, però qui mi sa che andiamo a finire in un discorso TROPPO lungo e ampio (e anche OT).

Termino/Sintetizzo: Far rispettare la legge, rivedendo le leggi sulle regola di buona condotta et simili, soprattutto nei crimini penali, questa sarebbe la soluzione corretta.
Ettore
8 giugno 2005 0:00
Al branco di Milano e a tutti quelli che in passato, nel presente e nel futuro, hanno compiuto, compiono e compiranno simili misfatti la Giustizia deve comminare le pene più appropriate che il codice prevede.

Se per una qualunque ragione il nostro codice penale non sanziona adeguatamente tali reati è compito di una classe politica NON latitante intervenire con la massima celerità.

La pena di morte NO! NO! NO! per qualunque tipo di reato!

NESSUNA Giustizia ha il diritto, in nome del popolo a cui appartiene, di ergersi a giudice supremo e togliere la vita!

Personalmente non ritengo società civile qualunque Nazione le cui leggi contemplino la Pena di Morte!

Posso arrivare a comprendere l'ergastolo a vita senza nessuna possibilità di deroga, ma.... la pena di morte non può appartenere alla Giustizia umana.

Non è il parametro della ricchezza e/o quanto sia alto il tenore di vita di una Nazione a renderla civile ma..... La Sua Giustizia!

Almeno in questo molti Stati Europei possono insegnare civiltà a chi non l'ha,
Stati Uniti in primis!
Mario
8 giugno 2005 0:00
Jacopo immagino che lui si riferisse alla legge del taglione nella peggiore delle ipotesi ed alla condanna a morte nella migliore.

purtroppo la condanna a morte per certi crimini ce l'hanno ancora solo pochi stati.
Jacopo
8 giugno 2005 0:00
"Fini in una sua campagna elettorale diceva:" cosa faresti a chi uccide tuo figlio? noi lo sappiamo!", oggi ho capito a cosa si riferiva ed ho capito che aveva ragione."

Aveva ragione? Ragione in cosa? Se era una battuta ironica non l'ho capita... anche perchè tu prima dici che quelli (e mi sembra tutti rumeni) se la caveranno con poco, mi pare con una leggera nota critica. Sarò un cattivo catolico, ma per me il perdono non è sempre un diritto. Mi viene tristezza qualche volta quando sento qualche genitore di una persona uccisa dire "Perdono il suo assassino"; fortunatamente altri non lo fanno. Secondo me (e vado un po' ot), lo stupro è il peggiore dei crimini, ancor più dell'omicidio e della tortura.
Ma mi viene da "ridere" a pensare che forse si rischino pene più severe a maltrattare un animale che non un essere umano...
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