Max
13 giugno 2005 00:00
Esistono organi competententi che fanno questo lavoro.
TU NON SEI NESSUNO!!!
stai solo rosicando...
robi
13 giugno 2005 00:00
se vuole c'è il sito della Lega che le da l'opportunita di cancellarsi
FABRIZIO
13 giugno 2005 00:00
Una volta era stato instituito il 117 che era il numero della Guardia Finanza e che qualcuno ha ribattezzato "il numero per fare la spia" !
Se proprio vuoi puoi provare a fare una denuncia, in fin dei conti, chi non paga una tassa dovuta, commette un reato (in questo caso è un reato amministrativo) e chi commette un reato danneggia i cittadini che pagano di più per effetto di chi evade.
Il cittadino che é a conoscenza di un reato, non solo é facoltizzato a denunciarlo, ma, sempre in teoria, ne é compiacente se lo conosce e non lo denuncia.
Sinceramente ho grossi dubbi che una telefonata al 117 possa risolvere qualcosa, così come ho grosse perplessità che da tutto ciò si scateni una caccia alle streghe.
Forse quello che ci manca in Italia, più che le spie, é il senso civico:
Se una tassa non mi piace, o la ritengo ingiusta, prima la pago e poi mi batto per farla cambiare (ammesso di riuscirci).
Fare "i furbi" ci fa solo appioppare la solita nomea di "popolo poco affidabile" che da decenni ci distingue.
Alex
13 giugno 2005 00:00
Anche dagli interventi si evince che il senso civico in Italia è sotto le scarpe, quindi non lamentiamoci quando i politici rubano, dopo tutto ci rappresentano in tutto e per tutto!
Giuseppe P.
13 giugno 2005 00:00
Per la denuncia ci deve essere l'interesse soggettivo mi pare.
Come Fabrizio ha detto, sicuramente chi non paga le tasse lede chi invece le paga...
Quoto in pieno
"Se una tassa non mi piace, o la ritengo ingiusta, prima la pago e poi mi batto per farla cambiare (ammesso di riuscirci)"
Ogni governo dovrebbe avere come priorità la lotta all'evasione fiscale, insieme alla lotta all'abusivismo edilizio.
E' ammirevole quello che hanno fatto molti comuni. Ho letto che hanno affidato il censimento degli immobili a società specializzate, per poi recuperare l'ici non versato da anni e anni.
Mi sono proprio rallegrato alla notizia.
Non devono sistere cittadini di serie A o di serie B.
Pasquale
14 giugno 2005 00:00
Ma che paese viviamo,qui abbiamo qualcuno che ancora definisce il balzello del canone Rai una tassa,ma ci rendiamo conto che solo in Italia per parlare al telefono si è costretti a pagare un canone a vita ad un signore con i capelli brizzolati,che per acquistare un auto usata bisogna versare centinaia di euro mantre nel resto dell'Europa basta una raccomandata.
Fare la spia ,vergognatevi invece di unirvi e chiedere tutti insieme l'abolizione di questa ridicola tassa,visto che di servizio pubblico la Rai ne fa poco o nulla.
Che popolo di caproni che siamo.
Alex
14 giugno 2005 00:00
Pasquale, un conto è cercare di cambiare le cose, un conto fare pagare ad altri quello che dovresti pagare anche tu.
Riguardo ai telefoni, quelli che hanno tanto sbandierato l'unbunding poi in realtà non hanno nessuna intenzione di gestire il cosiddetto "ultimo miglio". Tante belle promesse ma nei fatti niente.
FABRIZIO
14 giugno 2005 00:00
Ringrazio Giuseppe che mostra apprezzamento per le mie parole, ma aggiungo subito, per tranquillizzare Pasquale, che a nessuno, tantomeno a me, piace pagare le tasse, specie quando si ha la senzazione di pagarne più del dovuto.
Resta però un fatto indiscutibile e cioé che oggi, qualunque tassa si possa immaginare di togliere, significherebbe una diminuizione del gettito che, (il gettito), andrebbe quindi recuperato da un'altra parte.
Un paese come la Germania, che ha quasi il doppio degli nostri abitanti, ma ha la metà dei nostri dipendenti della pubblica amministrazione, non mi pare che sia un paese retrogrado o con servizi pubblici scadenti, anzi !
E' chiaro che dimezzare il personale significa in primis dimezzare le spese per l'amministrazione del paese.
Allora io dico a tutti voi:
Da dove volete cominciare a licenziare ?
Dagli impegati comunali ?
Dagli impiegati delle province?
Da quelli delle regioni ?
Dai Ministeri ?
E non mi si venga dire che la soluzione sarebbe quella di dimezzare gli stipendi dei parlamentari; non dimentichiamo che sono "solo" 650 contro i 10 milioni di dipendenti dello stato, di cui almeno 3 milioni della pubblica amministrazione.
Pasquale, giustamente si lamenta perché un trapasso gli costa 400 euro.
Basterebbe abolire il PRA e L'ACI (cosa che da anni molti sostengono) ma, ai dipendenti ACI e PRA, cosa gli possiamo dare in alternativa ?
Potremo abolire le regioni, i consigli di quartiere, le commisioni temporaneee che diventano poi "eterne", gli enti "inutili", ecc. ecc. ma resta il discorso:
E ai dipendenti di questi enti, cosa facciamo fare ?
E' pronto il paese a scaricare 3 milioni di persone su un mercato del lavoro che non riesce neppure a mentenere l'occupato ?
Quali tensioni sociali sapremmo sostenere?
Ormai il danno é fatto !
Negli ultimi 30 anni i governi che si sono susseguiti (e guarda caso tutti di centrosinistra) hanno "inventato" posti di lavoro per giustificare assunzioni degli "amici degli amici" !
E a quanto pare questo vizio é lungi dallo sparire.
C'é da chiedersi:
Per quanto tempo la macchina produttiva del paese (cioé industria, agricoltura, turismo, terziario avanzato ecc.) potranno sostenere l'altra parte del paese che non produce nulla ma é sostanzialmente al servizio della prima ?
Vi racconto un aneddoto:
Un mio caro amico che faceva l'egente di vendita di una grossa azienda di macchinari, tempo fa, mentre traversava una remota regione della Cina, prettamente agricola, fu colpito dal vedere che in alcuni campi, i contadini, facevano il passamano per passarsi i secchi d'acqua per irrigare le piantine.
Stupito, disse alla guida, perché non si fossero attrezzati con delle motopompe.
La guida, con aria anche un pò tra lo stupito ed il seccato (come dire: ci hai presi per scemi?), rispose che sapevano bene che si sarebbero potute usare le pompe ma poi.....
...... chi lo avrebbe detto alle persone che non sarebbero più servite a nulla ?
Termino:
Oggi, pensare di levare una qualunque tassa é realisticamente impossibile a meno di non introdurne altre.
Chi non capisce questo semplice concetto non é neppure in grado di sostenere un discorso sereno sul nostro fabbisogno di cassa.
Per ridurre la spesa pubblica occorrono fare scelte dolorose, impopolari e che, non solo farebbero cadere qualunque governo le adottasse, ma porterebbero milioni di persone in piazza !
Chi non riesce a capire che ormai il barile é vuoto, o é stupido o é in malafede e nulla vi è di più pericoloso di chi manifesta con arroganza sia essa frutto di stupidà che di malafede !
Se invece di buttare nel "cesso" 450 miliardi di vecchie lire (tanto ne é costato questo inutile referendum) si fossero usati i soldi per costruire 2 o 3 ospedali o degli asili o delle case per anziani, non sarebbestato meglio ?
ma probabilmente la misura non é ancora colma e così noi siamo quelli che, mentre l'orchestra suonava, ballavano e bridavano, vestiti col loro abito migliore, sul ponte del ..... Titanic, mentre, la nave, inesorabilmente affondava nonostante le assicurazioni di chi diceva che era ... inaffondabile !!!
Povera Italia !
Alex
14 giugno 2005 00:00
Giuseppe, riguardo all'abusivismo edilizio, quello che più mi preoccupa è che proprio i comuni hanno per anni fatto finta di non vedere, quando invece le opere abusive sono sotto gli occhi di tutti ed il sindaco ha l'autorità per fare chiudere il cantiere! In questo caso le colpe vengono dal basso, non dall'alto.
Certo, è anche più comodo prendersela con il patrimonio immobiliare, visto che con la lotta all'evasione fiscale si fanno solo brutte figure. I soldi si prendono sempre alle stesse persone e se li pappano altri.
Lobster
15 giugno 2005 00:00
Fabrizio, che storia e' che se non facessimo inutili referendum potremmo avere
piu' ospedali?
E quanti ospedali avremmo potuto costruire se non si fossero puliti "li'" con il
referendum che aboliva il finanziamento pubblico ai partiti? Quanti ospedali
costruiremmo se vincesse un referendum per la cancellazione della legge che regala
l'8 per mille dell'IRPEF a chiese e chiesette?
Sai meglio di me, mi pare tu sia un imprenditore, che non tutti i soldi che escono
dal borsellino sono semplici "spese", ci sono pure gli "investimenti". Io penso che
i soldi spesi in un referendum come questo siano stato un buon investimento. Certo,
se poi la gente se ne fotte e non va a votare... ma allora aboliamo anche le elezioni
politiche, perche' quelle costano ancora di piu' e non mi pare portino risultati
tanto migliori.
Saluti,
Lobster
Alex
15 giugno 2005 00:00
Lobster, io no credo che si possa bollare la gente con i termini "se ne fotte", quella di non votare è comunque una scelta, per varie ragioni.
Anche boicottare lo strumento referendiario è una scelta, piuttosto dovrebbero preoccuparsi le persone che da anni ci "impongono" tanti referendum, spesso inutili e per questioni marginali, che hanno fatto spendere (spesso sperperare) una valanga di denaro pubblico.
Le elezioni politiche, a differenza del referendum abrogativo, sono NECESSARIE per eleggere il parlamento o i vari organi amministrativi locali.
disgraziatoitaliano
16 giugno 2005 00:00
io non paghero' mai un servizio offerto da degli squallidi ladroni.per non parlare dei programmi,un offesa alla pubblica decenza e' la tv peggiore del mondo e io la dovrei pagare.e ci avete pure perso tutto questo tempo.veramente nn avete nulla da fare in italietta.ma venite in svizzera a vivere .anzi no chi vi vuole.
italo
16 giugno 2005 00:00
luigi salerno tu non sei affatto normale sai???? hai gravi problemi di analfabetismo e ignoranza.quelli come te ci stanno portando alla malora.
FABRIZIO
16 giugno 2005 00:00
Caro Lobster,
Innnanzi tutto, ti chiarisco che NON sono un imprenditore ma un lavoratore dipendente dell'industria privata, se vuoi, un metalmeccanico.
E se anche non mi lamento del mio stato economico, raggiunto dopo oltre 30 anni di duro lavoro ed molte diverse esperienze, anch'io come tutti voi, devo fare i conti col mio stipendio (fisso), che con l'avvento dell'euro, si é dimezzato, e non solo come numero indicato in basso a destra sulla busta paga !
Detto questo, mi unisco volentieri a quanto ha sintetizzato in poche righe Alex e che io non sarei stato capace di dire meglio.
Infatti, a diferenza delle elezioni politiche che sono necessarie affinché noi si elegga coloro che per 5 anni ci devono governare e che se non si eleggessero, vi sarebbe un vuoto di potere, i referendum degli ultimi anni sono solo stati pozzi dove si sono buttati soldi per niente.
Non dimentichiamo che il cammino delle nostre leggi é piuttosto impervio dato che, come tu sai, queste devono essere proposte sotto forma di disegni di legge, approvate alla camera, passate ed approvate al senato, ritornare alla camera per la definitiva approvazione, passate al Presidente (che può respingerle) e su tutto ciò, l'occhio vigile della corte costituzionale, che può ributtare per aria ed azzerare tutto !
Nonostente ciò, a quanto pare, c'é chi non accetta questo cammino legislativo e, in spregio a tutto ciò, ritiene di potersi arrogare il diritto di interpellare il popolo su ogni argomento che non gli aggrada.
Pur riconoscendo a costoro il pieno diritto di farlo e di indire referendum (so bene che le leggi vanno rispettate e, se non piacciono, casomai cambiate, ma non infrante), ritengo che ormai lo strumento sia stato stravolto e trasformato in una sorta di ruote di scorta per chi non é disposto ad accettare il cammino parlamentare.
Questo i cittadini l'hanno capito benissimo, tanté che negli ultimi anni e nelle ultime consultazioni referendarie, hanno sempre punito i referendari disertando le urne.
Quindi non se ne dolgano i fautori se la gente non va a votare e sopratutto, aggiungo, che mi viene freddo alla schiena quando sento (e leggo) proprio su queste righe persone che scrivono frasi tipo:
- Togliamo il voto a chi non va a votare dopo X volte
- Togliamo il voto a chi non vota i referendum
- ecc. ecc.
Chi dice così, oggi vi toglierebbe il voto per la motivazione citata, domani..... ve lo toglierebbe e ..... basta !!
Brutta cosa ........ !!!!
Ricordiamoci che la democrazia é il peggior modo di governare perché lascia tutti scontenti !
Ma, proprio per questo..... é l'unico praticabile.
Pasquale
16 giugno 2005 00:00
X Fabrizio,ho capito che per te la cosa si riduce al dire che noi tutti siamo costretti a pagare gabelle come la tassa sulla Rai o il canone telecom e con esso ADSL più cara d'Europa,le polizze care mndo solo perchè cosi solo riusciamo a mantenere un esercito di nullafacenti.
Personalmente inizieri a far andare con le pezze al culo i nostri parlamentari eliminando di ufficio tutti i privilegi,incominciando dal fatto che sti signori si beccano la pensione dopo una sola legislatura mentre un artigiano deve versare 35 anni di contributi per vedersi
riconoscere una pensione da fame.
Poi passerei alle regioni autonome Sicilia in primis che con il loro parlamentino
tra politici eletti e numero di uscieri
spendono milioni di euro ogni anno lasciando la Sicilia con i soliti problemi acqua trasporti e quant'altro.
Poi passerei alla sanità un bel calcio alle cattive gestioni del danaro pubblico,
galera vera per chi ruba ed efficienza massima del servizio sanitario ospedaliero.
Insomma manderei la guardia di Finanza a gestire gli ospedali.
Ritornando alla tassa sulla Rai ritengo sia inutile mantenere TRE reti nè basta una senza alcun passaggio pubblicitario
con un piccolo contributo annuo 12.00 circa
Tv.con una impostazione lontani anni luce da quella attuale.
Per quanto riguarda le altre due reti visto l'enorme pubblicità che trasmettono possono tranquillamente operare sul mercato se nè hanno la forza senza come accade adesso chiedere soldi allo stato italiano quando sforano i costi di gestione facendo pagare per la seconda volta il canone ai cittadini italiani.
FABRIZIO
16 giugno 2005 00:00
Se non ricordo male, anni fa, noi tutti dicevamo che se la pubblica amministrazione fosse stata gestita ed amministrata come una impresa privata, le cose sarebbero andate molto meglio e si sarebbero eliminati gli sprechi ecc. ecc.
Poi, qualche anno dopo, si affacciò alla politica un certo signore che, già da giovane imprenditore, aveva già messo in piedi un impero finanziario, imprenditoriale e televisivo da far invidia ai più grossi imprenditori mondiali, comprese banche, villaggi turistici, 3 televisioni, tutte gratis e finanziate solo con la pubblicità, ecc. ecc.
Molti di noi (confesso che lo auspicai anch'io) videro in lui l'uomo della provvidenza che avrebbe stravolto e trasformato (così disse anche lui) il nostro paese.
Tutti (o molti) lo acclamarono come l'uomo dela provvidenza e lo chiamarono a governare il paese.
A pochi mesi ormai dalla fine del mandato di governo, non mi pare che il paese sia cambiato rispetto a 5 anni fa (anzi).
Per cui, delle 4:
o questo paese é ormai in-cambiabile...
o lui non é stato capace di cambiarlo...
o non glielo hanno permesso...
o......
....... qualunque cosa si voglia fare per cambiare il paese, toccheremmo interessi e/o diritti acquisiti che nessuno é disposto a rimettere in discussione senza che si scateni la rivoluzione !!!
Forse é venuto il momento di dire che .....
.... non esistono diritti acquisiti ?
Proviamo a pensarci tutti, anche voi.
Chi di noi, per il bene del paese, é disposto a rinunciare almeno a una parte dei propri diritti acquisiti ?
Nessuno ?
Beh, allora ci siamo risposti da soli !
Alex
16 giugno 2005 00:00
Fabrizio.... sì, ti sei risposto da solo. Ottima analisi, senza pregiudizi politici o spirito di parte. Bravo, questi sono gli interventi che ammiro di più (non conto niente ma mi piace far sentire anche la mia opinione).
Giuseppe P.
17 giugno 2005 00:00
Non ci vedo nulla di male nella perdita dei diritti di voto per chi non esercita il voto "almeno nelle politiche" dopo... che ne so, 20 anni. O almeno una condanna a frequentare un corso di educazione civica e relativo esame.
Pensiamo sempre che tutto sia un diritto, ma votare (parlo delle politiche) è anche un DOVERE. Non ti garba nessuno schieramento? Bene, andrai al seggio annullando segretamente la scheda per esprimere il dissenso
E poi... qualcuno parla di persone che propinano i referendum. Se questi ci sono, è perche sono state legalmente raccolte le firme necessarie, e il quesito è passato al vaglio della legittimità costituzionale.
Magari possiamo discutere di riformare il referendum, di alzare il numero di firme o altre migliorie.
Poi qui si ci si indegna con chi vuole fare la spia... come se stiamo dicendo che il canone è una cosa giusta.
Prima si paga la tassa, poi con la coscienza pulita, si fa pressione per eliminarla.
FABRIZIO
17 giugno 2005 00:00
caro Giuseppe,
dato che nelle elezioni politiche e amministrative, non ci sono quorum, chi non vota, al massimo, danneggia se stesso, in quanto non esprime alcun parere (e quindi non potrà lamentarsi se le cose non gli aggradano).
Non vedo quindi alcuna necessità di privare di un diritto basilare (quale il voto é) chi per qualunque legittima ragione ritiene di non avvalersi di tale diritto se non a suo piacimento.
Se costui non vota, chi voterà, lo farà anche per lui !
Sono invece d'accordo sull'elevare il numero di firme per poter promuovere un referendum.
Ma non solo, proprio per evitare i giochetti del tipo:
"... volete voi,abrogare, la riga x, limitatamente alla parola "AAA" dalla virgola della seconda riga al punto della ecc. ecc."
stabilirei che un referendum possa semplicemente abrogare una legge, in tutto e per tutto e basta !
Diversamente, sarà sempre uno strumento ambiguo di potenziale legislazione (e non di abrogazione)in mano a chi, molto sapientemente, piazzasse virgole, punti e apostrofi già in partenza, col preciso disegno di poterne poi stravolgere il senso a proprio piacimento, (come di fatto sta avvenendo in tutti gli ultimi referendum).
Se vogliamo che la gente si riavvicini ala politica, occorre che la politica sia più "comprensibile".
........ ma poi.....
non eravamo partiti dal canome della televisione ?
Mah !!!
Giuseppe P.
19 giugno 2005 00:00
Fabrizio, ci riempiamo sempre la bocca con "ho diritto a fare" e non pensiamo che forse forse il diritto di voto è anche un DOVERE.
Il cittadini ha diritti/doveri.
Se prende solo i diritti che gli convengono, non è un vero cittadino.
FABRIZIO
20 giugno 2005 00:00
Il voto é un DIRITTO costituzionale e come tale é, e deve essere, tutelato e garantito a tutti e per tutti.
Poi, se vogliamo, é anche un DOVERE morale, ma non per questo obbligatorio in quanto la morale non é citata sulle leggi costituzionali.
Chi non vota, semplicemente preferisce non esprimersi, oppure esprime accondiscendenza allo status quo, dipende dai punti di vista.
Moralmente, se non voto, non dovrei neppure permettermi di criticare ciò che altri hanno votato, é vero, ma solo moralmente.
La morale non fa giurispudenza !
"Il cittadini ha diritti/doveri.
Se prende solo i diritti che gli convengono, non è un vero cittadino."
I doveri solo ben altri e non certo l'andare a votare un referendum ritenuto (da molti, anzi dal 75%) inutile, incomprensibile, inopportuno.
Continuo a non capire tutto questo accanimento che si é scatenato verso quel 75% che ha ritenuto di non ascoltare le richieste dell'altro 25%.
Perché non si vuole accettare la sconfitta ?
Tanto accanimento mi fa solo temere brutti presentimenti !
Giuseppe P.
21 giugno 2005 00:00
"I doveri solo ben altri e non certo l'andare a votare un referendum ritenuto (da molti, anzi dal 75%) inutile, incomprensibile, inopportuno." (Fabrizio)
Fabrizio se tu fossi stato attento, ti saresti accorto che non parlavo certamente di diritto/dovere al voto per il referendum.
Ho omesso anche le amministrive.
Parlavo di politiche.
"Poi, se vogliamo, é anche un DOVERE morale, ma non per questo obbligatorio in quanto la morale non é citata sulle leggi costituzionali."
Inesattezza. Mi meraviglio come tu non sappia che il dovere di votare è esplicitato nella nostra Costituzione.
Art 48 comma 2 della Costituzione Italiana
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
Il voto dunque è tuo, di Fabrizio e non di Giuseppe; uguale a quello di Giuseppe come peso; scegli in libertà cosa votare, anche esprimere il dissenso scarabocchiando la scheda; segreto.
Ma parlando di doveri che secondo te non possono essere rispettati, perche morali (e come morali non dovrebbero essere presenti nel testo supremo):
Art 54
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
(è un optional in questo caso? il dovere di osservare costituzione e leggi?)
Art 4 comma 2
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
(certo puoi sempre scegliere di fare il nullafacente o il mafioso chiaro)
Alex
21 giugno 2005 00:00
Io continuo a non capire perchè CHI HA PRESO UNA BATOSTA TREMENDA con questi referendum continui a filosofeggiare o a parlare d'altro quando dovrebbe solo fare autocritica. Pochi dei comitati promotori l'hanno fatto, molti si sono limitati a delegittimare il voto o a far cadere la causa della sconfitta su qualcun altro. Bisogna saper perdere.
FABRIZIO
22 giugno 2005 00:00
Giuseppe dice:
Art 4 comma 2
Ogni cittadino ha il dovere ........ecc.
(certo puoi sempre scegliere di fare il nullafacente o il mafioso chiaro)
******************************************
Resto sempre più perplesso nel constatare che, alcune mie repliche fatte ne rispetto dell'etica e dell'educazione, mi vengono censurate !
Ma tantè, dato che non ho voglia di ripetere la risposta che ho dato a Giuseppe, mi limito a ringraziarlo per il "nullafacente mafioso" ed ad autodenunciarmi per grave attentato alla costituzione della Repubblica per aver solo osato affermare che nessuno é obbligato per forza ad andare a votare.
Aggiungo solo che, parecchi anni fa, la corte costituzionale ha abrogato la legge che impediva ai cittadini che da almeno 10 anni non votavano per le politiche, di partecipare ai concorsi pubblici !
Evidentemente, nonostante che la legge precedente riteneva che fosse importante votare almeno alle politiche (e basta) per poter fare concorsi statali, la suprema corte ha considerato gravissimo questo disposto abrogandolo e sancendo di fatto il diritto sacrosanto "di non votare" !
Giudici di Corte Costituzionale, anche loro tutti nullafacenti e mafiosi ?
Temo abbia ragione Alex, la batosta brucia assai !
Giuseppe P.
24 giugno 2005 00:00
Innanzitutto mi spiace per queste censure, si arriva a non capirsi e a travisare.
Fabrizio tu sai quanto rispetto nutro per le tue opinioni.
Però hai estrapolato delle parole, mettendoci dei puntini e poi hai messo l'altra frase.
La frase completa era:
Art 4 comma 2
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
(certo puoi sempre scegliere di fare il nullafacente o il mafioso chiaro)
Hai isolato la frase e hai giocherellato a costruire un discorso...
Una frase vale per il suo contesto.
Altrimenti vale Zero.
Passavo in rassegna i doveri (per cronaca) presenti in Costituzione (che tu ritenevi inesistenti - "Poi, se vogliamo, é anche un DOVERE morale, ma non per questo obbligatorio in quanto la morale non é citata sulle leggi costituzionali." - Fabrizio hai detto che i doveri non erano presenti!)
L'allusione a fare il nullafacente non era nei tuoi confronti e mi stupisce come tu non l'abbia colta, mi spiace :-(
Con il nullafacente, detto in QUEL CONTESTO, intendevo dire che ognuno "dovrebbe" ambire al meglio per l'arrichimento collettivo - ma che in fondo ognuno era libero di "brillare" o "non brillare" - di fare ad esempio "il falso invalido" per vivere sul lavoro altrui, a abbracciare la mentalità mafiosa.
Poi dici di autodenunciarti perche hai affermato che non è obbligatorio votare, mescolando quindi qualsiasi tipo di votazione, politiche - amministrative - referendum.
Poi sulla sentenza della corte costit. riporti quella sulla partecipazione ai concorsi e fai la battuta fuori luogo sulla "nullafacenza" dei giudici.
Trovo tutto questo intellettualmente disonesto da parte tua (anche arrivare a concludere "che la ferita brucia"); o forse se non si è trattata di tua "disonestà" , forse sono stato io a spiegarmi male, poi partendo anche da un post censurato.
Concludo dicendo che il voto (alle politiche) è un diritto e un dovere del cittadino (rientro a pieno nella Costituzione)
allakatalla
04 luglio 2005 00:00
minchia non c'è un cane che abbia risposto a sto mischino.
Vuoi un numero dove indicare i ladri che non pagano il canone?
Ma col cazzo che te lo do.
Ma pensa a quei ladri da non meno di 3.000 € al mese, parlo solo di impiegat rai, che coi tuoi soldi del cazzo, e comunque anche con gli altri contributi degli italiani, vivono a spese della comunità.
Tipico esempio di Italiano represso e dunque confidente di sbirri...
Esci le palle e non pagare, no?
Anche con me ci hanno provato quando ho cambiato residenza, sai la Rai ti vede!!!
Alex
04 luglio 2005 00:00
Allakatalla, complimenti per l'italiano ed il senso civico. Con interventi come questi si capisce da dove possano derivare certi luoghi comuni. Che, a questo punto, tanto luoghi comuni poi non sono....
der
10 luglio 2005 00:00
la rai...