Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
Giuseppe P. 24 giugno 2005 00:00
I referendum sono previsti dalla Costituzione e prevedono un numero di firme oppure l'appoggio di almeno cinque consigli regionali, nonchè il vialibera della corte costituzionale.

I referendum non sono il problema dell'italia e se coloro che hanno scritto la Costituzione li hanno previsti, un motivo c'è.

Si può discutere sul "riformare" questo strumento. Ma non eliminarlo.
Pier Giorgio 24 giugno 2005 00:00
Dimenticavo (a titolo puramente ridondante e pleonastico, per chi non lo sapesse o facesse finta di non saperlo) che il referendum è si previsto dalla Costituzione, ma in modo ABROGATIVO, in specialissime occasioni, e quasi a carattere plebiscitario per problemi gravissimi che interessano a monte la stragrande maggioranza del popolo . Non deve essere, invece uno strumento inflattivo nella fattispecie e non è propositivo. Infatti, se lo diventasse costituzionalmente, si autoestinguerebbe da solo perchè la popolazione lo andrebbe sempre più disertando, perchè il Popolo NON si può sostituire (anche volendo) e logisticamente parlando, ai propri rappresentanti che , con atto costituzionale, ha già eletti per legiferare e/o correggere o eliminare le leggi impopolari!!! Per di più le spese sarebbero talmente ingenti ed insopportabili, il tempo perduto immenso, i brogli o i problemi moltiplicati, i sondaggi e le occasioni di scontro massmediale esponenzializzati(radio,TV,giornali,forum,riunioni di enti,partiti, comizi di piazza,ecc.)le raccolte di firme una seccatura ad ogni angolo delle strade, consigli comunali che perderebbero tempo a discutere, distogliendolo da altri problemi loro proprii, senza contare che la Consulta dovrebbe lavorare solo per quello, scuole o altri locali sempre chiusi per le votazioni, forze dell'ordine impegnate sempre nei seggi ecc. (e non è che una quota parte di tutte le implicazioni che ne deriverebbero, vi pare ancora poco?). Il parere di riformarlo(il referendum) mi pare corretto, pur essendo già stato ventilato da tempo e da altre parti. La proposta iniziale, per chi non l'avesse ben compresa, non sostiene l'abolizione (è costituzionale, come abrogativo) ma l'abuso frequente e la spinta che gli si vuol dare al fine di farlo diventare uno strumento di legiferazione normale. Per questo, chi rompe paghi, come paghi chi inquina.
Giuseppe P. 24 giugno 2005 00:00
Infatti non bastano le firme, alla fine da il via libera la corte costituzionale.
Alex 24 giugno 2005 00:00
E da chi possiamo pretendere che si cerchi il modo di risparmiare quattrini? Da 630+315 persone che dovrebbero sedere al Parlamento e invece non ci sono quasi mai? Non so se vedete i vari interventi dal parlamento, aula sempre semideserta.
alcianpas 25 aprile 2013 17:03
Premesso che non sono un difensore ad oltranza della Costituzione Italiana, nel senso che non ritengo ammissibile per princìpio la tesi che sia immodificabile e che possa porre un limite eterno ai governi eletti dal popolo di adesso e di domani.
A me non piacciono l'articolo 1, il secondo capoverso del 4, il 97, trovo scandaloso il 52, ma soprattutto ci sono articoli che di fatto si contrastano, e leggi italiane accettate da tutti e applicate da decenni che non permettono di fatto di applicare neppure i princìpi che approvo della costituzione stessa . In particolare l'art. 3 : sacrosanto. Ma nella realtà è davvero così ? Cosa si fa perchè sia attuato ?
Sinceramente non ho fatto caso a cosa essa dica sui referendum , ma di propositivi almeno uno ce ne è stato. Io sono favorevole ai referendum propositivi, ma se mi sfugge la logica di chi vorrebbe solo quelli abrogativi , non riesco neppure a capire perchè quello propositivo non debba avere anche esso come conditio sine qua un quorum da raggiungere : così siamo al paradosso che se cento persone soltanto in tutta Italia decidessero di pronunciarsi sul tema sottoposto a referendum propositivo, e se ci fossero 65 si e 35 no , una nuova legge sarebbe decisa da 65 persone! Ovvio che questo è un caso estremo,che in questa misura non accadrà mai, perchè ci vogliono migliaia di firme per proporre un referendum, di cui almeno altrettante normalmente vanno poi a votare. Ma spero che il mio concetto sia capito.
piero3258 25 aprile 2013 17:33
Un referendum abrogativo come quello italiano ha molti limiti. L'abolizione di un articolo di una legge non dà nessuna garanzia sul fatto che il medesimo articolo non venga riproposto in maniera surrettizia, magari dopo qualche anno. Che durata ha l'esito del referendum? Pensiamo al nucleare...
Non credo nella democrazia diretta, tanto più su materie tecniche su cui un cittadino medio non può avere opinioni motivate.
Fanno eccezione questioni etiche come il divorzio, sulle quali però un parlamento efficiente potrebbe legiferare basandosi sul comune sentire (esistono i sondaggi).
savpg8801 25 aprile 2013 22:10
Come mai avete ripescato questo mio thread (allora mi nikkavo Pier Giorgio) ?
Forse perchè si comincia a capire che il concetto di "democrazia" è rappresentato da questo lemma senza senso? Chi mi sa dire cosa significhi inequivocabilmente e senza ombra di dubbio "democrazia"? Forse ognuno ha un significato proprio e personale, oppure conosce talmente bene la parola e la sua etimologia tanto da schiaffarla dappertutto, un po' come gli aggettivi "equo" "solidale" "sostenibile""ecologico" o "assolutamente si" o "assolutamente no" più volte in ogni frase, quando il si e il no sono già grammaticalmente assoluti.
La costituzione, certamente è modificabile, per quanto riguarda i referendum, o, magari per altro che non vada bene - tempo per tempo - ad ognuno di noialtri cittadini.
Perbacco...abbiamo tutti i diritti innegabilmente di dire e proporre ogni cosa ancorchè implichi anche altri; i diritti e (molto meno) i doveri.
Dal latino "referre" di cui tantissimi significati, quello assunto all'uopo in costituzione è ""voto, giudizio popolare su una questione politica che viene sottoposta ai cittadini"".
Ma la Costituzione, apposta, parla di referendum "abrogativo" e neppure fattibile, p.e., in materia di fisco.
Perchè tutto ciò? Forse che i Padri costituenti e tutti gli altri fino ad ora che hanno macinato questo "Vangelo"o regola o statuto o normativa comportamentale, non ci abbiano pensato di renderlo anche propositivo? Vae victis !
Dunque sembrerebbe una trovata altamente democratica sostituire il potere legislativo (quindi propositivo ed abrogativo) con grida o infiniti pareri popolari dipendenti volta per volta da emozioni, mode, pretese, ecc.
Il farabutto proporrà referendum atti a favorire il crimine, l'evasore abolirebbe ogni studio atto a fargli pagare tasse, lo speculatore finanziario liberalizzerebbe anche tutto ciò(poco) che non è ancora stato liberalizzato, l'automobilista toglierebbe tutte le regole ed i cartelli stradali.
Quanti referendum potrebbero essere messi in cantiere? Chi pagherebbe tutto ciò? E finalmente a casa tutti i parlamentari, tanto a fare le regole e le leggi, non più il potere legislativo di un migliaio di rappresentanti, ma il potere referendario di decine di milioni di, non sempre capaci e attenti o informati o esperti, cittadini.
Passare la mia ultima parte di vita a recarmi quotidianamente a scuole o luoghi pubblici per dare il mio inesperto voto, proprio non mi attira.
⚠ segnala contenuto inappropriato