Ettore
05 luglio 2005 00:00
Lo Stato è composto da una accozzaglia di "signori" che lo ha occupato in pianta stabile!
Non c'è ricambio!!
Sono sempre gli stessi!!!
E concepiscono il Governo dei cittadini SOLO con imposizioni che ledono la libertà del singolo!
Ieri ed oggi "LORO" lo chiamano ORDINE
Sin che i vari sigg.ri del Parlamento non avranno un incarico a TERMINE tutto questo non potrà cambiare.
lalla
05 luglio 2005 00:00
gli stati sono associazioni a delinquere a scopo di lucro, favoriscono l'ignoranza e la povertà della popolazione x approfittarsene, il cittadino nn è tutelato, paga delle tasse x dei servizi che nn ha e quando li ha sono fatiscenti. secondo me lo stato è il soggetto incaricato a reprimere le libertà. preoccuparsi se la gente mette il casco nasconde il lucro, i matrimoni tra gay sono un diritto che nn dovrebbe essere neanche discusso, dovrebbe essere una cosa normale.lo stato e tanto meno la chiesa nn può decidere chi e come dobbiamo amare, xchè entrambi nn hanno conoscenza di cosa sia l'amore.
Alex
05 luglio 2005 00:00
Non mi dilungo, mi limito a dire che lo Stato siamo noi (invece troppe volte fa comodo pensare che lo Stato, la Società, gli Altri, ecc. ecc. siano terze entità non ben identificate a cui attribuire la causa di tutti i nostri mali).
Ed agli anarchici posso solo dire che lo Stato serve per regolare i rapporti tra i cittadini. Quando certe regole non esistevano, gli uomini si mangiavano tra loro e il "matrimonio" in realtà non esisteva perchè è un'istituzione inventata dagli stati. Chi può dire cos'è in senso assoluto il matrimonio? Perchè non ci possono essere matrimoni tra più persone, tra persone e animali e tra adulti e bambini?
Min fondo ci si adegua alle regole solo quando fa comodo, altrimenti si fa gli alternativi senza proporre modelli realmente funzionanti nella pratica.
ps: toh, è miracolosamente tornata la Chiesa!!! E poi dicono che i miracoli non esistono! Lalla, stavolta l'ho messo in fondo il mio commento così magari leggi anche il resto.
precisazione
05 luglio 2005 00:00
qualche volta, cambiano.
Ma i cittadini si lamentano lo stesso:
"aridateci er puzzone!"
"si stava meglio quando si stava peggio!"
Le abbiamo sentite dire tutti.
Ma perché ci lamentiamo?
perché non sappiamo vogliamo, per la nazione, ma solo quello che vorremmo per noi stessi: essere il Re!
Mario
06 luglio 2005 00:00
X Alex
Del tuo post condivido solo una parte, quella che dice che lo stato siamo noi.
Diverso è invece pensare che noi (intesi come stato) abbiamo perso la capacità di essere obiettivi e di partecipare alle scelte che lo governano.
Le nostre votazioni sono ridicole, spesso sono legate a slogan pubblicitari ed i veri personaggi (quelli in grado di fare VERA politica) passano inosservati perché non hanno le risorse per poter andare avanti.
La parte che non condivido è quella dove tu attribuisci dei meriti alla chiesa, questo fa capire che di tutti i post e di tutto il materiale che è circolato su questo forum e di tutto il materiale che circola su internet, ed oggi anche nelle librerie non censurate, tu non ne abbia letto neanche una pagina.
X tutti
Lo stato siamo noi, purtroppo però questo stato è diviso ed è coercizzato nelle proprie scelte da interessi superiori vedi la mafia, la confindustria (che è la stessa cosa della mafia), dei politici (che rappresentano interessi economici attualmente legati a fattori finanziari e non industriali), della chiesa (quale strumento di controllo sullo spirito ideato e mantenuto da chi ha già il controllo “fisico” sul popolo).
Come popolo di questo stato abbiamo perso la consapevolezza del potere derivato dai sacrifici e dalle lotte di chi ha lottato per farceli avere, parlo del voto.
Disertiamo le votazioni, politiche e referendarie, non ci informiamo su quello che stanno facendo i nostri politici, accettiamo le cagate che ci propinano i sindacati e nel momento di massimo sconforto andiamo a farci schedare i nostri pensieri nelle chiese.
Per me lo stato attualmente è un organismo confuso, incerto sul proprio futuro, si lascia trascinare su obiettivi irreali dai vari servizi di informazione perdendo di vista la propria identità, non ha più la capacità di orientarsi in mezzo a tutte le contraddizioni che quotidianamente è costretto a vivere.
Per far capire meglio il mio pensiero: ho provato a non sentire i notiziari e neanche leggere i giornali per circa tre mesi (esperimento personale), quando ho ripreso a leggerli … sembrava che non li avessi letti dal giorno prima. Credo che questo dovrebbe dircela tutta.
Saluti.
Mario
FABRIZIO
06 luglio 2005 00:00
Secondo me, per capire cosa é uno stato, quanto dei comuni mortali possano desiderare uno stato, come sia possibile regolare dei rapporti tra "uomini che si considerano liberi" e come tutto ciò possa essere realizzato, ci basta guardare agli Stati Uniti.
Subito dopo la scoperta di Colombo e le colonizzazioni dei vari stati Spagnoli, Francesi e Inglesi (e tanti altri) molte persone, dall'europa, ma non solo, anche da altre parti del mondo, videro nella nuova terra sconfinata tutte le libere opportunità che i rigidi governi cosidetti "civili" ma in realtà retti da Re, dittatori, ecc. non concedevano loro.
Non é neppure un mistero che i primi emigrati nella "libera terra" fossero desperados, delinquenti, prostitute, grassatori, ladri assassini, imbroglioni generici e truffatori.
Tra loro naturalmente c'era anche qualche persona per bene e/o preparata e colta, ma sicuramente anche questa mossa da interessi economici.
Ebbene, quello che ci deve colpire, é che proprio da questa accozzaglia di popoli misti, di desperados, e di gente che non aveva nulla a che fare col concetto di legge e di stato, gente anche comune ma che cercava solo quelle opportunità loro negate in patria, dopo un ragionevole periodo di "maturazione" e di "ribellione alle forze cosidette "regolari" che ne volevano imbrigliare le libertà, si ribellarono sino a dichiarare, alla fine del 700 l'indipendenza americana ormai oltre-duecentenaria.
Indipendenza che, alla pari di quella francese, che ha la stessa età, rappresenta il più vecchio esempio di stato libero e democratico.
Tutto ciò ci deve far riflettere, in quanto se un popolo perennemente con la pistola al cinturone ed il fucile infilato nella sella del cavallo, abituato a farsi legge da solo, ha sentito il bisogno di darsi uno stato e delle regole, non possiamo noi certo pensare di demolire il nostro solo perché riteniamo che qualche nostro capriccio non sia stato realizzato.
Non esiste popolo che, pur essendo stato più che libero, anzi, direi anarchico per molti aspetti, abbia desiderato uno stato come l'hanno desiderato gli americani, al punto di farsi addirittura una guerra fratricida in casa pur di non dividersi.
Cosa siano oggi gli USA lo sappiamo tutti.
Qualcuno potrà dire che ci sono troppe libertà, qualcun altro che ce ne siano poche.
Qualcuno potrà dire che sia un paese che "fa credere" ai propri cittadini di essere liberi, mentre in realtà sono "spiati" da quando si alzano per andare al cesso sin quando ci vanno prima di addormentarsi ! E forse é vero.
Ma se un popolo che poteva contare su valli e deserti sterminati e che aveva la colt come unico vangelo, abbia deciso fortemente di volere uno stato, dimostrando poi nei 2 secoli successivi, ci crederci come nessun altro cittadino di altra nazione crede nel suo, beh, forse significa che gli uomini, sono sì nati liberi ma...... per essere poi governati (io direi amministrati) !
Alex
06 luglio 2005 00:00
Per favore non commentate frasi che non ho detto!
"La parte che non condivido è quella dove tu attribuisci dei meriti alla chiesa, questo fa capire che di tutti i post e di tutto il materiale che è circolato su questo forum e di tutto il materiale che circola su internet, ed oggi anche nelle librerie non censurate, tu non ne abbia letto neanche una pagina."
A parte il fatto che leggere tutto il materiale non necessariamente porterebbe a pensarla come te (e poi tu puoi dire di sapere TUTTO?), ma io in questo post non ho detto nulla di quanto mi attribuisci. E non necessariamente tutto quello che viene detto è giusto, visto che tutti hanno diritto di parola. In altri post ho parlato di persone che appartenendo alla Chiesa (missionari) fanno del bene; aspetto eventualmente di essere smentito su questo punto. Da qui ad estendere il concetto alla Chiesa ce ne passa. E comunque sto parlando degli anni nostri, non della storia e dei giudizi storici, spesso deviati da chi ha interesse a dimostrare qualcosa.
Antonio Marcianò
07 luglio 2005 00:00
Lo stato è uno strumento di coercizione, diceva qualcuno.
Lucio Musto
07 luglio 2005 00:00
stato: participio passato del verbo essere
Pigiesse
10 luglio 2005 00:00
Lo Stato deve garantire le giuste libertà dell'individuo, ma deve anche pretendere dall'individuo i giusti DOVERI.
Giuseppe
11 luglio 2005 00:00
STATO ? Definirlo è ben difficile. In teoria lo Stato è il popolo (NOI) ma noi dove siamo?. Vi siete mai chiesti come fare ad esercitare in pratica la SOVRANITA' che ci viene attribuita? Siamo sottoposti ad ogni sorte di abusi e soprusi da qualsiasi istituzione pubblica o privata che sia. Il DOVERE è d'obbligo ma il DIRITTO dove sta.
GOBBO
13 luglio 2005 00:00
SIATE ORGOGLIOSI DI AVERE QUESTO STATO,PIENO DI REPRESSIONE,PIENO DI POVERTA,ULTIMO IN EUROPA,E CON I POLITICI PEGGIORI.SIATENE TUTTI FIERIIIIIIIIIIII.CI CONTO MOLTO
Alex
14 luglio 2005 00:00
PIENO DI REPRESSIONE
quando mai? tant'è che tu hai potuto scrivere quel che ti pare
PIENO DI POVERTA: forse hai qualche dato che conosci solo tu, ma definire l'Italia un paese pieno di povertà significa prendere in giro tutti gli altri paesi che stanno dietro
ULTIMO IN EUROPA: questa è una gran favoletta tra l'altro basata sul niente: ultimi in base a cosa?
E CON I POLITICI PEGGIORI: considerazione del tutto personale; io aggiungo solo che ogni popolo ha i rappresentati che si merita (d'altronde si chiamano "rappresentanti")
Raddrizzati la gobba e prova a pensare che comunque magari siamo più fortunati rispetto ad altri miliardi di persone che vivono in vera povertà sotto regimi che opprimono le libertà elementari.