Antonio
11 luglio 2005 00:00
Concordo!!!!!!!!!!
L'olio di colza è una soluzione e anche l'alcool lo è. Purtroppo le compagnie petroliferi e i governi non hanno il loro tornaconto e preferiscono speculare. Inoltre i carburanti tradizionali hanno un altro "pregio": inquinano. Così trovano la scusa per obbligarti ad acquistare un'auto di ultima generazione teoricamente meno inquinante.
FABRIZIO
29 luglio 2005 00:00
Ho volutamente rispolverato questo vecchio forum, morto e sepolto, in quanto ho avuto proprio ieri notizie su come sono finite le prove iniziate mesi fa da parte di Quattroruote su una Punto diesel alimentata a colza.
Per leggervi i dettagli, vi suggerisco di comprare la rivista, ma per i più curiosi posso anticipare che il motore si é distrutto solo dopo 7300 Km !
E' saltato il turbocompressore, si sono incollate le fasce dei pistoni e si sono otturati vari passaggi della lubrificazione per effetto dell'inquinamento dell'olio motore con la colza che ne ha annullato le qualità lubrificanti.
Il tutto con il rischio di un imminente grippaggio, non avvenuto solo perché il cedimento della turbina e delle fasce elastiche ha consigliato i tecnici a fermare l'auto e ad ispezionare tutto il motore.
Probabilmente, se non fosse successo il cedimento del turbocompressore, il motore sarebbe grippato dopo ancora poche centinaia o qualche migliaio di Km, visto anche lo stato in cui sono stati ritrovati gli organi pricipali, dopo una accurata ispezione.
L'auto é stata fatta funzionare con una miscela di gasolio e colza che, stando ai dati publicati e tenuto conto del maggior cosumo specifico, ha permesso un risparmio economico calcolato complessivamente nel 18 % (!)
Senza però tener conto che ora, si dovranno sborsare dai 3500 ai 4000 euro per la riparazione del motore.
Non male come combustibile alternativo !
Forse qualcuno pensava di aver scoperto l'acqua calda ?
Stefano Fusco
29 luglio 2005 00:00
Concordo.
ECCO L'AUTO A IDROGENO.
www.laleva.cc/ambiente/auto_idrogeno.html
Alex
29 luglio 2005 00:00
L'olio di colza non è una soluzione in quanto è un olio per friggere e non un carburante! Il costo industriale del biodiesel (ricavato dalla colza) è maggiore di quello del gasolio, ed il problema sono le accise non il prezzo industriale; se anche eliminassimo il petrolio, le accise le dovremmo applicare comunque. E non basta coltivare a colza tutto il territorio italiano per soddisfare il bisogno di combustibile, quindi la soluzione è solo demagogica. I motori elettrici non sono la soluzione in quanto richiedono comunque energia elettrica che va prodotta in qualche modo (inquinando altrove).
Fabrizio, purtroppo c'è chi non ha mai effettuato prove ma parla per sentito dire (da parte di persone che non hanno provato); i media si sono messi a dare in giro queste informazioni assolutamente prive di fondamento, ma spero che non ci siano cascati in tanti. La tecnologia ad idrogeno ha comunque una serie di inconveniente di non poca rilevanza, non credo che sarà realtà a breve.
L'alcol sembra invece una soluzione seria (in formula Indy le auto sono alimentate a metanolo).
Alcuni governi hanno il tornaconto (soprattutto i produttori di petrolio), ma un paese come l'Italia non ha alcun tornaconto a dipendere dai prezzi elevati fissati dalla domanda sempre più spinta. Per questo motivo l'Italia per prima deve puntare sull'innovazione e su combustibili meno inquinanti e meno costosi.
FABRIZIO
29 luglio 2005 00:00
>>>Per questo motivo l'Italia per prima deve puntare sull'innovazione e su combustibili meno inquinanti e meno costosi.<<<<<
SONO D'ACCORDO......
MA ANCHE SUL NUCLEARE !
Alex
30 luglio 2005 00:00
No Fabrizio, il nucleare no! Al massimo le centrali le possono fare gli altri ai nostri confini. E magari l'Iran può usare il nucleare. Ma noi no. Così non corriamo alcun pericolo....
FABRIZIO
01 agosto 2005 00:00
Lo "sciagurato" referendum dell'86, non solo ha sancito la fine della produzione nucleare italiana (che di per se era all'epoca di poco più di 2000 megawatt di potenza installata e quindi nulla di trascendentale) ma, fatto ancor più grave, nel referendum, si faceva divieto all'ENEL di svolgere qualunque studio o attività di ricerca nel campo nucleare.
Negli anni 60, e non lo dico io ma lo dicevano eminenti fonti americane, l'Italia era ai primi posti nel mondo e prima in europa per gli studi sul nucleare, grazie anche a "famosi" cervelli come Enrico Fermi e tanti altri tra cui i famosi "ragazzi di via Panisperna".
Pazienza chiudere le centrali, che poi, anche se chiuse, non hanno smesso di essere potenzialmente pericolose dato che, l'unica cosa che é stata fermata é stata la produzione di energia elettrica, ma non la presenza del combustibile, tutt'ora presente sotto forma di fusti abbandonati sui piazzali.
Almeno, se si fosse concesso ad Enel di continuare gli studi, forse, potremmo essere ad un passo da soluzioni meno inquinanti o addirittura "pulite" come la fusione.
Invece succederà che quando altri paesi svilupperanno tali tecnologie, noi saremo come al solito "a rimorchio" e dovremo comprare tali tecnologie a caro prezzo.