DONATORE
18 agosto 2005 00:00
Rassegnati a donarle il tuo sangue....
Pier Giorgio
18 agosto 2005 00:00
Ho decine di punture tutti i giorni- Ho scritto a sindaci, esperti, giornali, ho partecipato a convegni da almeno tre anni, da quando, cioè questo maledetto nuovo insetto si è insediato..Ho tentato trappole con il bacillus thuringiensis, ho messo il rame.. ho ammassato una documentazione svariatissima, ho cercato in internet trovando migliaia di links, ma tutti i comuni e gli enti di sanità pubblica danno al cittadino l'incombenza, accusandolo di non collaborazionismo e ponendogli anche delle sanzioni pecuniarie, di collaborare versando alcune gocce nei ristagni d'acqua. Non serve a NULLA !!!Solo al comune di lavarsene le mani.Ho adottato una sorta di BURKA con zanzariera incorporata, e tuta infilata dentro le scarpe, per recarmi nell'orto o nel giardino. Faccio ridere i vicini, ma non resto punzecchiato. Il peggio verrà quando queste zanzare trasmetteranno la "dengue" o altre infestazioni del genere-- VEDANSI SITI SPECIALIZZATI.Haaa viva la buona vecchia malaria.!!
Dimenticavo... Una tattica che paga è lo schiacciamento velocissimo sulla gamba nuda ma con l'accortezza di lasciarla pungere almeno per tre secondi in modo che resti attaccata:se no scappa..è velocissima. L'azione deve essere ripetuta molte volte.
Avvocato di contrabbando
18 agosto 2005 00:00
Comune, Asl, ecc hanno precisi obblighi di prevenzione e di gestione
cecè
18 agosto 2005 00:00
Zanzara
Con il termine generico zanzare si indicano moltissimi insetti che appartengono all'ordine dei Ditteri, sottordine Nematoceri, famiglia Culicidi (Culicidae). Questa famiglia comprende 35 generi e ben 2700 specie. Resti fossili dimostrano l'esistenza di specie affini a quelle moderne già nell'Oligocene e nell'Eocene.
Morfologia
Le zanzare hanno corpo allungato, zampe esili e due ali strette e trasparenti. La testa è munita di lunghe antenne (piumose nel maschio, verticillate nella femmina).
Le zanzare sono lunghe al massimo 15 mm e pesano da 2 a 2,5 mg. In volo raggiungono la velocità da 1,5 a 2,5 km/h.
Hanno abitudini prevalentemente notturne.
Le larve sono sempre acquatiche, mentre gli adulti sono alati e subaerei. L'apparato boccale è lambente nei maschi che si nutrono di essenze vegetali e pungente-succhiante nelle femmine che in molte specie sono ematofaghe cioè si alimentano di sangue. Infatti per crescere le uova le femmine hanno bisogno di proteine che non sono presenti nella normale alimentazione. Sono prede delle diverse specie mammiferi e uccelli ma in alcuni casi anche rettili e anfibi.
Le zanzare del genere Toxorhynchites non si cibano di sangue. Le larve di queste grandi zanzare sono predatrici di larve di altre zanzare.
Riproduzione e sviluppo
In primavera i maschi si riuniscono in grossi gruppi in volo per attirare le femmine che si uniscono allo sciame e scelgono il partner. Dopo l'accoppiamento, che avviene in volo, i due si separano.
Per nutrire le uova fecondate la femmina segue la caratteristica dieta a base di sangue che la differenzia dal maschio.
La zanzara si posa sul pelo dell'acqua (dolce e ferma) per deporre circa 100-500 uova in piccoli gruppi compatti galleggianti.
Dalle uova nasce una larva di forma allungata, senza zampe e coperta di setole che vivrà esclusivamente sott'acqua spostandosi verso la superficie per respirare grazie a un sifone posto nella parte terminale (addome) del corpo. Le larve si nutrono di zooplancton che convogliano verso la bocca grazie ai movimenti circolari dei palpi.
Dopo un tempo che varia da alcuni giorni ad alcune settimane a seconda della temperatura passano allo stadio di pupa. Le pupe vivono stabilmente vicino alla superficie dell'acqua per prelevare ossigeno dall'aria con due strutture poste vicino al capo. Fanno eccezione le pupe della Mansonia richardii che vivono perennemente in immersione e ricavano l'ossigeno dalle piante acquatiche.
La durata degli stadi di uovo, larva e pupa varia a seconda della specie ma dipende anche dalla temperatura. Per esempio la Culex tarsalis può completare il suo ciclo vitale in 14 giorni a 20 °C oppure solo 10 giorni a 25 °C. In generale il ciclo vitale varia da quatro giorni a un mese.
In un anno le zanzare generano 5/6 generazioni.
Al di fuori delle zone tropicali la maggioranza delle specie di zanzara passano l'inverno come uova, una consistente minoranza come larve o adulti.
La puntura
La femmina individua la preda grazie alla vista e all'olfatto, percependo le emissioni di anidride carbonica e acido lattico. Altre caratteristiche che influenzano l'individuazione da parte della zanzara sono la temperatura, il sudore (le sostanze volatili emesse con esso) e il sebo.
Quando si posa sulla pelle la fora con le mascelle fino a raggiungere un piccolo capillare. Attraverso l'ipofaringe viene iniettata la saliva che ha potere anticoagulante e che per reazione allergica causa gonfiore, arrossamento e prurito. Quindi il sangue viene aspirato.
Alcuni adulti possono perdere la sensibilità verso la saliva di zanzara non reagendo alle punture. Altri invece possono diventare ipersensibili. La puntura delle zanzare per quanto fastidiosa non è pericolosa di per sè quanto per le malattie che può trasmettere.
Pericoli per la salute
Le zanzare sono responsabili della trasmissione di malattie molto pericolose :
protozoarie quali la malaria,
virali come la febbre gialla, la West Nile fever, la dengue e alcune encefaliti.
la filariosi
Il virus della West Nile fever è stato introdotto negli Stati Uniti nel 1999 e nel 2003 si era diffuso quasi in ogni stato del paese.
Lotta alle zanzare
Per le malattie che possono trasmettere ma anche per il notevole fastidio che costituiscono le zanzare sono assiduamente combattute al fine, se non di eradicarle, quanto meno di limitarne la popolazione o semplicemente di evitarne le punture.
Indichiamo alcuni sistemi usati (anche in passato) per combattere le zanzare:
Modifiche dell'habitat:
Eliminazione di acque stagnanti anche in piccole quantità (per esempio nei sottovasi) o contaminazione delle medesime (per esempio con rame)
Bonifica di zone paludose
Dispositivi meccanici:
Zanzariere (anche impregnate con insetticidi)
Ventilatori (le zanzare solitamente non amano le correnti d'aria)
Uso di vestiti coprenti e a tinte chiare
Repellenti:
Dietiltoluamide (anche detta N,N-dietil-3-metilbenzamide, in sigla DEET): attualmente è di gran lunga il più efficace
Etilesanediolo
Etinilesandiolo
Dimetilftalato (DMP)
Olio di citronella
Nepetalactone (estratta dalla Nepeta cataria)
Picaridina (KBR 3023)
Insetticidi:
Larvicidi
Diflubenzuron
Pyriproxyfen
Temephos
Deltametrina
Clorpirifos
Clorpirifos-metile
Adulticidi
Dicloro difenil tricloroetano (DDT),
Piretro naturale
Piretroidi
Tetrametrina
Esbiotrina
Cipermetrina
Permetrina
Alletrina
D-alletrina
Bioalletrina
S Bioalletrina
Pralletrina (anche detta Etoc)
Piperonil butossido
Il ruolo del DDT nella lotta alle zanzare è controverso: secondo alcuni danneggia troppo gravemente la biodiversità colpendo molte specie animali, per altri invece il DDt si è rivelato l'arma più efficace contro la malaria.
Nemici naturali
A causa della loro abbondanza le zanzare hanno molti predatori naturali e occupano un posto importante nella catena alimentare. Alcuni di questi predatori sono stati usati nella lotta antizanzare:
predatori degli stadi giovanili: insetti e pesci (per esempio gambusie), Bacillus thuringiensis var. israelensis
predatori degli adulti: uccelli insettivori, pipistrelli, libellule, anfibi
Gran parte della moderna lotta contro le zanzare non dipende dai pericolosi pesticidi ma si avvale dell'aiuto di animali che le mangiano o di microorganismi che li infettano.
Le libellule sono molto utili in quanto si cibano sia delle larve che degli individui adulti.
cecè
18 agosto 2005 00:00
DENGUE E ZANZARA TIGRE
La dengue è una malattia febbrile acuta causata dall'infezione da parte d' un virus ad Rna monoelica appartenente alla famiglia delle Flaviviridae ed al genere dei Flavivirus: il virus Dengue. Di questo virus ne esistono quattro sierotipi differenti: DEN-1, DEN-2, DEN-3, DEN-4.
Epidemiologia
Il virus dengue viene trasmessi all'uomo attraverso la puntura della zanzara Aedes aegypti (occasionalmente Aedes albopictus=ZANZARA TIGRE). La malattia è trasmissibile anche ai primati attraverso zanzare forestali. Si ipotizza che i primi serbatoi dei virus furono le scimmie e da esse, successivamente, l'infezione si distrubuì, attraverso i vettori, agli uomini.
La zanzara Aedes aegypti si riproduce in pozze d'acqua sia all'interno degli edifici sia all'esterno e si nutre prevalentemente di giorno. Una volta che l'insetto viene infettato da uno dei virus della dengue, lo rimane per tutta la vita ed è in grado di trasmetterlo dopo 8-10 giorni d' incubazione. Si suppone pure che l'infezione tra le zanzare avvenga anche per via verticale ma al momento la rilevanza di questo processo non è nota.
La dengue si trova in quasi tutti i paesi tropicali e le epidemie di questa patologia avvengono in genere durante la stagione delle piogge in aree ad altitudini inferiori ai 700 metri, soprattutto nelle aree urbane e sub-urbane.
Sembra che la prima grande epidemia nota di dengue avvenne nel 1780 e colpì paesi dell'Asia, Africa e Nord America.
Attualmente vi è un forte aumento della prevalenza di dengue nel mondo. La malattia è diventata endemica in molte aree dell' Asia, dell'Africa, del Sud Est asiatico, delle Americhe, dei paesi del Mediterraneo dell'est e della costa Ovest del Pacifico. Nel 1950 si è riconosciuta la dengue febbrile emorragica (la manifestazione clinica più temibile della dengue) durante un'epidemia avvenuta nelle Filippine ed in Tailandia. Se nel 1970 solo 9 nazioni hanno avuto epidemie di dengue febbrile emorragica, si stima che ora questo numero sia aumentato di più di 4 volte.
Si ritiene che ogni anno nel mondo vi siano 50 milioni di casi di dengue. Nelle Americhe nel 2001 vi sono stati più di 609.000 casi di dengue; nel solo Brasile ve ne sono stati almeno 390.000. L'OMS stima che durante un'epidemia di dengue il tasso d'attacco sia del 40-50% con possibilità di picchi sino all' 80-90%; ogni anno vi sarebbero 500.000 casi di dengue febbrile emorragica di cui almeno il 2,5% muore.
Si stima che la mortalità per dengue febbrile emorragica sia del 20% in persone non trattate, valore che può scendere fino all' 1% nel caso di utilizzo di una terapia intensiva di supporto.
Manifestazioni cliniche
Esistono due manifestazioni cliniche da infezione da parte del virus dengue:
la dengue febbrile classica
la dengue febbrile emorragica
Dengue febbrile classica
Nel bambino la dengue compare con una caratteristiche indistinguibili da quelle di molte altre malattie virali: faringite, rinite, febbre, tosse e talvolta sintomi gastrointestinali.
Nei bambini più grandicelli e negli adulti la malattia esordisce, dopo 2-7 giorni di incubazione, con febbre elevata, cefalea, dolore retroorbitario, mialgie ed artralgie. Si può avere arrossamento del viso con iperemia congiuntivale ed edema palpebrale (facies della dengue). Tra il secondo ed il sesto giorno di malattia possono sopraggiungere altre manifestazioni: nausea, vomito, alterazioni del gusto ed anoressia, linfoadenopatia, iperestesia cutanea ed edema palmare. Successivamente con la defervescenza può comparire un rash cutaneo morbilliforme che non interessa mani e piedi e che dura 1-5 giorni. Talvolta la malattia decorre in maniera bifasica e può riaversi comparsa della febbre e dell'esantema.
Dengue febbrile emorragica
È una manifestazione clinica potenzialmente letale che compare in persone che hanno già presenti anticorpi non neutralizzanti. Questi possono essere bambini che hanno anticorpi ottenuti dalla madre o persone che hanno già subito un'infezione da un virus della dengue ma che vengono reinfettati da un nuovo virus sierologicamente differente.
Tali anticorpi formano con il virus degli immunocomplessi che determinano rilascio di mediatori flogistici (es: IFN-γ, IL-2, e TNF-α) i quali stimolano l'attivazione della cascata complementare e coagulativa e conseguente aumento della permeabilità vascolare.
Dopo 2-7 giorni di incubazione la malattia esordisce con febbre alta e segni e sintomi tipici della dengue febbrile classica. La febbre può continuare anche per molti giorni e può raggiungere anche i 40-41 °C e comportare comparsa di convulsioni febbrili.
Dopo 2-5 giorni si aggiungono: astenia ingravescente, sudorazione, tachicardia e tachipnea, ipotensione e fenomeni emorragici. Questi possono andare da petecchie sparse ed ecchimosi, fino a fenomeni più importanti quali emorragie gastrointestinali, ingrossamento del fegato (che di per sè non è un indice prognostico negativo ma è trovato più frequentemente nelle persone con shock) e collasso cardiocircolatorio.
Nei casi più seri, dopo pochi giorni dalla comparsa della febbre si può avere un rapido crollo della temperatura e collasso cardiocircolatorio massiccio che può portare a morte entro 12-24 ore.
Diagnosi
La diagnosi di dengue viene posta o tramite l'isolamento del virus o per mezzo delle indagini sierologiche.
Le indagini sierologiche mirano ad individuare un aumento del titolo anticorpale tra i campioni prelevati in fase acuta e quelli ottenuti durante la convalescenza. Attualmente esiste un'analisi di individuazione di IgM specifiche che permette di porre diagnosi di malattia entro le prime tre settimane.
Il virus può essere isolato utilizzando culture cellulari di mammiferi o di insetti o tramite inoculazione in alcune zanzare (adulti o larve).
Attualmente si sta sviluppando una approccio basato sull'amplificazione del materiale genetico virale tramite PCR, ma al momento sono necessari altri studi per sviluppare meglio la metodica.
Le indagini di laboratorio evidenziano, durante la dengue febbrile emorragica, uno stato di emoconcentrazione e trombocitopenia. Nella fase di defervescenza si può notare anche una riduzione dei neutrofili. Si può anche dimostrare una riduzione di concentrazione del fibrinogeno, della protrombina, del fattore VIII, del fattore XII e della antitrombina III.
Trattamento
Non esiste, al momento, un trattamento specifico per la dengue ma una terapia di supporto. È importante controllare il bilancio idrico ed elettrolitico (soprattutto considerando la presenza di emoconcentrazione durante la dengue febbrile emorragica) e ricorrere, nel caso, ad infusione di espansori plasmatici (plasma expander) o soluzioni elettrolitiche. Ciò in genere determina una buona risposta in persone in stato di shock da dengue.
È importante, anche durante la dengue febbrile classica, controllare la temperatura corporea in quanto, se troppo alta, può scatenare convulsioni. Per far abbassare la temperatura si sconsiglia l'uso di salicilati (come l'aspirina) che possono favorire la comparsa di sanguinamento e di sindrome di Reye. Si può utilizzare il paracetamolo seguendo, tuttavia, accortezze nei dosaggi a seconda dell'età del malato:
<1 anno 60 mg/dose
1-3 anni 60-120 mg/dose
3-6 anni 120 mg/dose
6-12 anni 240 mg/dose
Si consiglia, inoltre, di non somministarre più di sei dosi di paracetamolo in 24 h.
In mancanza del paracetamolo, si può anche utilizzare l'acetaminofene.
In caso di imponente sanguinamento si può ricorrere alla trasfusione di sangue.
Prevenzione
Consiste nella eliminazione del vettore. Ciò lo si può ottenere cerncando di limitare la presenza di pozze d'acqua dove le zanzare possono deporre le uova (per esempio coprendo eventuali contenitori).
Si possono utilizzare dei larvicidi per uccidere le larve e, in casi di emergenza, degli insetticidi contro gli insetti adulti. Tale sistema, comunque, deve essere riutilizzato periodicamente e non è in grado di raggiungere i microhabitat in cui le zanzare possono continuare a riprodursi. Sono stati tentati degli studi limitati per valutare l'uso di agenti biologici, come pesci larvivori o microorganismi come Bacillus thuringiensis.
Sviluppare un vaccino contro la dengue è complicato perché bisogna fare in modo di ottenere una copertura contro tutti e quattro i sierotipi di virus della dengue altrimenti si rischia di favorire l'insorgenza della forma emorragica. Al momento si sta valutando l'uso di vaccini a virus vivi attenuati.
antonio
18 agosto 2005 00:00
Qui da noi(Padova) siamo infestati da queste maledette zanzare tigri...ci mancherebbe solo un'epidemia di malattie tropicali,dengue, febbre gialla,ecc...:-((
antonio
19 agosto 2005 00:00
X Pier Giorgio
Secondo te in casa sono efficaci le piastrine o è meglio l'insetticida o altro?
Pier Giorgio
19 agosto 2005 00:00
Grazie cecè, le descrizioni cliniche della dengue sono importanti, ma ce ne sarebbero altre da elencare e si potrebbe dire: ma ci penseremo quando emergeranno realmente.
A mio avviso tutti i tecnicismi se esposti come teoria-poi pratica, servono ora a poco se non altro che a terrorizzare chi legge. Sono le autorità deputate che hanno sottovalutato -come al solito-il problema che può diventare gravissimo. La campagna impostata dai comuni, e dalle AUSL, ecc. è
criminalmente deficitaria per quanto riguarda drastici interventi, con il pretesto che non si può intervenire nel privato.!, Infatti l'impostazione è quella di demandare al cittadino che ( per natura, capacità e tipologia) non può sostituirsi al servizio pubblico che potrebbe operare d'imperio, di obbligare per 6 mesi con qualche goccia di bacillo in qualche sottovaso non controllato. Ogni cittadino dovrebbe insistere, da solo o in comitati, o attraverso associazioni per obbligare a prendere decisioni atte a limitare o a risolvere il problema prima che sia troppo tardi.!! Il sottoscritto ha rotto le scatole a tante autorità, ma in risposta solo chiacchiere. Il fenomeno è destinato a diventare GRAVE e la responsabilità dell'autorità si promette seria.
Pier Giorgio
20 agosto 2005 00:00
Per Antonio ed altri eventuali..
Il problema sollevato è grave, dilagante, importante sia dal punto di vista profilattico, epidemiologico e politico, meno dall'angolazione di tipo privato, cioè dalla capacità o meno di ogni singolo di trovarsi delle proprie soluzioni che possano valere per qualcuno, ma per la comunità rivelarsi prive di valenza.Ogni soluzione può quindi dimostrarsi buona a seconda delle proprie realtà, ma l'ottica tendenziale è quella di eradicare globalmente il problema.
Poco importa se io metto la piastrina, l'insetticida, il dissuasore elettronico, o la paletta schiacciatrice; fai delle prove e vedrai (diversi tipi di piastrine, di piretro, di spirali, di insetticidi..ma, sinceramente, bisognerebbe verificare nel tempo se la "tigre" risponde a questi trattamenti essendo un fenomeno ""giovane"".
Personalmente, rispondo che le zanzariere ben fatte sono fondamentali, con l'aggiunta di una buona spruzzata di insetticida (provata la permetrina) in camere chiuse ed in tutti i vani, per un certo tempo(un paio di ore) ed ogni sette-dieci giorni. La "tigre", per ora, sembra preferire i luoghi esterni, anche se qualcuna, o negli abiti, o dalle porte, riesce a posizionarsi all'interno; però è destinata all'estinzione in quanto non avrebbe modo di riprodursi entro il tempo di propria esistenza per ovvia mancanza di (si ritiene)incontrollati ristagni. Quindi, ripeto, il fenomeno è da non sottovalutarsi, ma a dimensione globale e non singolare. Ciao.