margie
19 agosto 2005 00:00
Bella domanda. Una tragedia che sta passando in silenzio. Assolutamente terribile.
Anormale
20 agosto 2005 00:00
Voi non siete normali. Se state leggendo queste pagine, probabilmente appartenete a quella minoranza della popolazione mondiale che può vantare un posto fisso, un trattamento previdenziale adeguato e le fondamentali libertà politiche. In più, a differenza di 860 milioni di altre persone, sapete leggere e il vostro reddito è superiore a 2 dollari al giorno.
La percentuale della popolazione mondiale che soddisfa tutte queste caratteristiche è estremamente ridotta: meno del 4%. Secondo la Banca Mondiale, circa metà della popolazione del pianeta vive con meno di 2 dollari al giorno, mentre l’Organizzazione Internazionale del Lavoro calcola che un terzo della forza lavoro disponibile sia disoccupata o sottoccupata e che metà della popolazione non abbia accesso ad alcuna forma di previdenza sociale. Freedom House, un’organizzazione che studia i sistemi politici, classifica 103 delle 192 nazioni mondiali come "non libere" o "parzialmente libere", ad indicare che le libertà civili e i diritti politici sono limitati. In questi Paesi vivono oltre 3,6 miliardi di persone, il 56% della popolazione mondiale.
Statisticamente, oggi, un essere umano "normale" è povero, vive in condizioni di oppressione fisica, sociale e politica ed è soggetto a un governo corrotto. Con il termine "normale" si intende "usuale, tipico o prevedibile".Ne consegue che "normale" non è solo ciò che statisticamente si verifica con più frequenza, ma anche quello che gli altri ritengono tale. In questo senso, le aspettative di una minoranza distorcono la realtà della maggioranza. Esiste un enorme divario tra quello che i cittadini medi delle democrazie occidentali, e le élite più ricche di ogni Paese, ritengono che sia normale, e la realtà che si trova di fronte la maggioranza della popolazione. Le informazioni sulle terribili condizioni dei Paesi poveri non mancano. Stranamente le aspettative sul significato di "normale" riflettono la realtà anomala di pochi Paesi ricchi anziché la norma globale.
Per noi è normale consumare tre pasti al giorno, camminare per strada senza paura e avere a disposizione acqua, elettricità, telefoni e trasporti pubblici. La triste realtà è che ci sbagliamo. Oggi, 852 milioni di persone, tra cui bambini e anziani, non consumano tre pasti al giorno e, se lo fanno, questi pasti non forniscono l’apporto calorico necessario a una persona «normale». Circa 1,6 miliardi di persone non hanno accesso all’energia elettrica, e 2,4 miliardi utilizzano combustibili come legna e letame per cucinare e riscaldarsi. Il 30% della popolazione mondiale non ha mai fatto una telefonata. La criminalità urbana è normale nella maggior parte dei Paesi. Il tasso medio di omicidi in America Latina e nei Caraibi è di circa 25 per 100.000 abitanti e nell’Africa subsahariana è di circa 18 omicidi ogni 100.000 abitanti (nell’Unione europea si registrano appena 3 omicidi ogni 100.000 abitanti). Si stima che 246 milioni di bambini, 1 su 6, lavorino, un terzo sotto i 10 anni. Mentre nei Paesi a reddito elevato la nascita di un bambino è occasione di festa, in altri luoghi viene vissuta come una possibile causa di morte, malattia o infermità.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno oltre mezzo milione di donne muore per complicazioni legate alla gravidanza nei Paesi in via di sviluppo, dove il rischio di mortalità della madre è di 1 su 61. Nei Paesi ricchi è di 1 su 2.800. Questa percezione distorta della normalità assume forme sottili. Si considerino le nostre ipotesi sulla qualità delle notizie che riceviamo. Tendiamo a ritenere che le notizie non siano condizionate da interferenze governative. Nella maggior parte dei Paesi, tuttavia, non è così. Da uno studio della Banca Mondiale sulla proprietà dei media emerge che, in 97 Paesi, il 72% delle cinque principali stazioni radio e il 60% delle cinque emittenti televisive più importanti è di proprietà statale. Dallo studio emerge inoltre una forte correlazione tra i Paesi con un maggiore controllo statale dei media e quelli con menodiritti politici, mercati meno sviluppati e livelli di istruzione e sanitari inferiori.
Le idee del mondo ricco sulla normalità sono illusioni costose. Si sono sprecati miliardi di dollari presumendo che i governi dei Paesi più poveri fossero più o meno simili a quelli delle nazioni ricche, solo un po’ meno efficienti. Sebbene molti segnali indichino che la maggior parte di questi governi è incapace di svolgere attività relativamente semplici, come consegnare la posta o raccogliere i rifiuti, molte ricette su come risolvere i loro problemi riflettono le sofisticate capacità date per scontate nelle nazioni ricche, non le realtà esistenti altrove.
Vogliamo che le persone abbiamo una vita migliore, ed è naturale che la nostra definizione di normalità funga da bussola per guidare gli altri. La differenza tra ciò che noi consideriamo normale e la realtà affrontata da miliardi di persone deriva non tanto da una propensione provinciale ad imporre la nostra esperienza agli altri, quanto da una sincera espressione dei nostri valori. Né è giusto che abbandoniamo questi valori, che rappresentano un punto di riferimento basilare e ci indicano la direzione in cui possiamo progredire. Il problema nasce quando lasciamo che questi ideali fortemente sentiti diventino il fondamento di una politica. In un’epoca in cui i discorsi politici parlano così spesso di valori, è importante vigilare affinché le nostre convinzioni non si basino su errate supposizioni di ciò che è normale. Quando questo accade, i valori portano a decisioni sbagliate, non a una maggiore lucidità morale.
di Moises Naim
Traduzione a cura del Gruppo Logos
Filippo
20 agosto 2005 00:00
Mi importa una sega a me di questi negracci.
Io li vorrei vedere tutti impiccati!
Anormale
22 agosto 2005 00:00
E' proprio perche' ce ne siamo fregati a lungo che adesso tutti i problemi delle aree povere (i tre quarti del pianeta) ci sommergono.
u211155
24 agosto 2005 00:00
Non sarà certo la diffusione di un articolo a poche persone nei forum a contribuire a cambiare minimamente le cose, ma se qualcun altro a sua volta amplifica il disagio e così di seguito, in seguito, forse...
Qualcosa, comunque, si inizia lentamente a muovere:
Da Le Monde
AFRICA
Kofi Annan in Niger
Il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan ha cominciato ieri una visita di due giorni in Niger per discutere con il governo le politiche d'adottare per mettere fine alla grave crisi alimentare che da diversi mesi ha colpito il paese. Nell'area meridionale, la più toccata dalla carestia, solo il 10 per cento della popolazione riceve dei viveri. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, in Niger circa due milioni e mezzo di persone sono in una "situazione di vulnerabilità" e oltre trentaduemila bambini rischiano la morte. Negli ultimi anni il paese ha dovuto affrontare la siccità, il conseguente aumento della desertificazione e nel 2004 un'invasione di cavallette.
xx
29 agosto 2005 00:00
x Moises Naim,appena avete quattro soldi comperate armi,altro che fame,sono passati 100 anni dalla fine del colonialismo,quello che voi dite vi ha sfruttato,cosa avete fatto nel frattempo,non ci sono cervelli organizzativi nei vs paesi,bloccare gli aiuti,quei pochi che ci sono,è l'unico modo per farvi imparare a camminare,se così vuole il destino.
fabio
29 agosto 2005 00:00
basta ipocrisia
basta con le ipocrisie, cantanti che per una serata intitolando un concerto pensano di risolvere il problema, basta con fiumi di denaro mandate a nazioni e paesi corrotti, con l'unico scopo di ingrassare pochi privilegiati, basta con i sensi di colpa di noi occidentali cattivi che abbiamo colonizzato e sfruttato l'africa!
la verità è che quando li abbiamo abbandonati, quando è andata bene si sono scannati tra loro peggio dei cani(qualche benpensante dirà certo con le armi occidentali.....gli avremo pure dato le armi, ma un mitra non spara da solo, ci vuole qualcuno che tiri il grilletto!)
Basta con la FAO che raccoglie 100 e ne usa 90 per tenere in piedi la macchina organizzativa......
Io propongo di "bombardare" una volta per tutte con i C 130 le zone più disagiate, ma un bombardamento non di bombe, ma di pale, picconi, semi,rastrelli, concime, tubi, pompe e trivelle, reti da pesca e utensili (oltra a qualche piccola scorta di viveri)e poi che facciano quello che vogliono, se continueranno a morire e a scannarsi tra loro....bhe tanto peggio tanto meglio, il mondo è già fin troppo affollato!!!
Qualcuno dirà che sono cinico e cattivo........ma vorrei far notare che tutti i paesi al mondo(salvo qualche eccezione sono stati colonizzati e sfruttati)l'italia da francesi e spagnoli, gli USA da francesi e Inglesi, il canada da francesi e inglesi, il sud america da spagnoli e portoghesi,l'india e il pakistan dagli inglesi etc etc ma bene o male li si vive meglio di prima!
peppiniello
30 agosto 2005 00:00
E pensare che c'è gente come il bonolis che guadagna circa 43 milioni di vecchie lire AL GIORNO