DON VITO CORLEONE
18 settembre 2005 00:00
SE VUOI SCRIVERE DEVI SPIEGARTI MEGLIO:
"Alcune si dicono interessate e mi propongono dai 5000 ai 20000 euro per essere pubblicato!!!"
I SOLDI TE LI DAVANO O LI VOLEVANO?SPIEGATI...
Pro-teo
18 settembre 2005 00:00
Don Vito, a me invece è sembrato chiaro quanto ha scritto Andrea: i soldi li volevano!
Io pubblico da tempo, tuttavia ho sempre avuto la "fortuna" di essere pagato e non di dover pagare. Conosco anch'io l'esistenza di diverse case editrici che operano in questo modo: ti dicono che la tua opera è molto bella, che val la pena pubblicarla e che, però, per varie ragioni, ti costerà qualche migliaio di euro. Attenzione: spesso e volentieri a loro non interessa nulla del tuo lavoro, vogliono solo i tuoi soldi, poi ti stampano l'opera e ti abbandonano al tuo destino.
Che le grandi case editrici pubblichino solo i raccomandati non è vero; che qualche autore scadente sia pubblicato per raccomandazione corrisponde invece a verità.
Luca
19 settembre 2005 00:00
certo che è business caro andrea
loro spendono soldi per pubblicare il tuo libro e se non vende una copia perchè fa cagare???
evidentemente è per questo che ti hanno chiesto dei soldi!
Marcello
19 settembre 2005 00:00
Luca sbagli, te lo dico per esperienza: in certe case editrici nemmeno leggono i manoscritti che ricevono. A loro non frega nulla se sei un genio o un emerito mentecatto. Loro ricevono i soldi, ti pubblicano (di solito malamente) e non distribuiscono il libro (spesso contrariamente agli accordi). Ad Andrea: conosco l'autrice a cui ti riferisci e condivido il tuo giudizio sulla sua scrittura, ma non so se sia raccomandata
Andrea
19 settembre 2005 00:00
Magari il mio scritto faceva proprio cagare (ringrazio Luca per la fine considerazione) ma credo che una risposta negativa sia piu' onesta. Ne ho ricevuto e non voglio fare polemiche su questo. Putroppo sono un essere umano e vedere libri che fanno schifo, a mio modesto avviso, pubblicati e riveriti mi da fastidio. Sara' invidia, chissa'
margie
20 settembre 2005 00:00
Stessa situazione anche per gli attori : qualcuno si è accorto che abbiamo pochissimi attori famosi bravi e che la maggior parte fa pena? Grazie anche al lancio orbitale di Maria Filippi e C. della new generation di ragazzotti stile "non so fare un tubo ma appaio".
Per Andrea : hai ragione è uno schifo.
Pro-teo
20 settembre 2005 00:00
Andrea, che posso aggiungere? Alla luce della mia esperienza, posso consigliarti di non mollare. Innanzitutto devi credere fermamente in quello che fai e poi insistere. Mi è capitato di ricevere risposte negative da diverse case editrici per poi trovare quella interessata (non piccola e sconosciuta) che mi ha pubblicato.
Rileggi quello che hai scritto, sii critico con te stesso, dai il tuo lavoro in lettura ad altri ma chiedi sempre onestà e "spietatatezza" ai tuoi lettori; e non ti offendere (troppo...) se qualcuno ti critica negativamente; ogni consiglio valutalo con attenzione.
Io, prima di inviare un manoscritto, telefono sempre alla casa editrice e chiedo se sono disponibili a ricevere il mio lavoro, i tempi di attesa, un eventuale referente al quale indirizzare la spedizione. Nella lettera di accompagnamento, inizio sempre scrivendo "Come da accordi telefonici...".
Poi bisogna incrociare le dita e attendere pazientemente.
Ammetto che dopo qualche mese (tempi normali di attesa) telefono e con aria "professionale" chiedo informazioni sul mio lavoro; in genere trovo persone cortesi, ma in ogni caso, con la massima gentilezza, cerco di far sentire loro in colpa per la lunga attesa. Un po' di psicologia non guasta...
Un'ultima cosa che forse sai già: un manoscritto, soprattutto se particolarmente lungo, non viene quasi mai letto integralmente (a volte non viene nemmeno letto, soprattutto dalle case editrici a pagamento...) ma solo le prime pagine o il primo capitolo; se risulta noioso o "già visto" viene inesorabilmente scartato. Il consiglio quindi, soprattutto per i romanzi, è di essere già dalle prime pagine brillanti, briosi e originali.
Se hai bisogno di altri consigli, fammelo sapere.
Pro-teo
20 settembre 2005 00:00
Andrea, che posso aggiungere? Alla luce della mia esperienza, posso consigliarti di non mollare. Innanzitutto devi credere fermamente in quello che fai e poi insistere. Mi è capitato di ricevere risposte negative da diverse case editrici per poi trovare quella interessata (non piccola e sconosciuta) che mi ha pubblicato.
Rileggi quello che hai scritto, sii critico con te stesso, dai il tuo lavoro in lettura ad altri ma chiedi sempre onestà e "spietatatezza" ai tuoi lettori; e non ti offendere (troppo...) se qualcuno ti critica negativamente; ogni consiglio valutalo con attenzione.
Io, prima di inviare un manoscritto, telefono sempre alla casa editrice e chiedo se sono disponibili a ricevere il mio lavoro, i tempi di attesa, un eventuale referente al quale indirizzare la spedizione. Nella lettera di accompagnamento, inizio sempre scrivendo "Come da accordi telefonici...".
Poi bisogna incrociare le dita e attendere pazientemente.
Ammetto che dopo qualche mese (tempi normali di attesa) telefono e con aria "professionale" chiedo informazioni sul mio lavoro; in genere trovo persone cortesi, ma in ogni caso, con la massima gentilezza, cerco di far sentire loro in colpa per la lunga attesa. Un po' di psicologia non guasta...
Un'ultima cosa che forse sai già: un manoscritto, soprattutto se particolarmente lungo, non viene quasi mai letto integralmente (a volte non viene nemmeno letto, soprattutto dalle case editrici a pagamento...) ma solo le prime pagine o il primo capitolo; se risulta noioso o "già visto" viene inesorabilmente scartato. Il consiglio quindi, soprattutto per i romanzi, è di essere già dalle prime pagine brillanti, briosi e originali.
Se hai bisogno di altri consigli, fammelo sapere.