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xxx 21 settembre 2005 00:00
Tutto gratis,a fine mese anche il lavoratore si sentirà dire che ha lavorato gratis.Ma dove finiremo di questo passo,gli studenti hanno i soldi solo x la droga,quella sì è un diritto,ora si vendono i libri usati xchè gli hanno pagati,fossero gratis sarebbero nella spazzatura...che gente,che Italia allo sfascio morale,istituzionale,io tifo x l'Islam,almeno loro fanno rispettare le regole con le bombe e il mitra...
FABRIZIO 21 settembre 2005 00:00
Ai miei tempi (ho 53 anni) le case editrici avevano il viziaccio, ogni anno, se non c'erano anche aggiornamenti, di cambiare l'ordine della numerazione delle pagine.

E gli insegnanti, già all'epoca molto pigri, avevano anche loro il vizio di dire:

"per domani studiare da pag. tot. a pag. tot."

Gli sfigati come me che si compravano i libri usati, erano costretti a dire all'insegnante che la loro edizione aveva la sequenza pagine diversa e gli insegnanti, per tutta risposta, tranne casi rarissimi, rispondevano:

"La numerazione che ho detto vale per chi ha il libro nuovo, chi non ce l'ha si arrangi con qualche suo amico e si tiri giù le pagine !"

Sono passati 40 anni ma..... nulla di nuovo sotto io sole !!!!

Ah, per non parlare di insegnanti che, nel nome di questa presunta libertà didattica (che io chiamerei anarchia) hanno obbligato mia figlia a comprare 3 o 4 libri di cui si userà il 10 % cadauno e poi l'hanno costretta a farsi fotocopiare in copisteria delle dispense da essi preparati, ovviamente col benestare e l'accordo della stessa copisteria che detiene gli originale delle "preziose" dispense dell'insegnante.

No Comment !!!!
Filippo 21 settembre 2005 00:00
Gentile signor Fabrizio, mi permetto di farle notare che il libro di testo è lo strumento di lavoro primario e indispensabile di ogni insegnante.
Mi rendo conto che i libri vengono talvolta modificati dalle case editrici più nella disposizione interna che nei contenuti, tuttavia questa non è colpa degli insegnanti. Definisce "pigri" i docenti anche perché non si preoccupano di dire ai loro alunni, che possiedono diverse edizioni dello stesso libro, che per l'edizione x le pagine sono queste, per l'edizone y queste altre, per la zeta queste altre ancora... Mi pare eccessivo ritenere competenza del docente possedere tutte le edizioni e confrontarle continuamente; la pigrizia non è piuttosto dell'alunno al quale costa invece pochissima fatica e tempo confrontare il proprio libro con la nuova edizione?
Dopo aver criticato giustamente certe case editrice e magari anche qualche docente, non le sembra il caso di criticare gli alunni e soprattutto i loro genitori iperprotettivi, sempre pronti a difenderli e a dar loro ragione?
La fatica non ha mai fatto male a nessuno se mirata alla crescita e alla maturazione.
Per quanto riguarda dispense e appunti non credo che possa e sia corretto generalizzare il suo caso personale.
In ogni caso, appunti mirati a rendere più chiare e esaustive le lezioni dovrebbero essere considerati positivamente e non come un aggravio di spesa. Non so sua figlia, ma la maggior parte degli alunni possiede un cellulare che usa dalla mattina alla sera: per questo "giochino" pseudosocializzante che va continuamente ricaricato si possono invece spendere soldi senza lamentarsi?
La cultura ha un costo, ma lascia un segno profondo e positivo; tante spese voluttuarie no.
Anche attraverso queste considerazioni passa la crescita e l'educazione dei nostri figli.
FABRIZIO 21 settembre 2005 00:00
Gentile Sig. Filippo,

Ho definito "pigri" quei docenti che ai miei tempi, a chi domandava quali capitoli dovevano studiare, essi rispondevano.

"Da pagina 200 a pagina 210 del nuovo libro e chi ha il vecchio guardi le pagine di un compagno che ha il libro nuovo !"

Le pare una risposta che possa dare una paersona laureata a un ragazzo di 15 anni che ha comprato libri usati perché il solo stpendio del padre a fatica riesce a mantenere la famiglia ?

A me é sempre parso un atteggiamento deterrente che spingesse all'acquisto di libri nuovi. Non é d'accordo ?

E non parlo di libri di Fisica o elettronica che, già ai mie tempi potevano cambiare da un anno all'altro, ma di storia, quella dei romani, che non mi pare sia cambiata negli ultimi 2000 anni !

O forse Roma non é stata fondata sul Tevere ma sul Po ?
Oppure Colombo era arrivato in Australia e non in America ?

Inoltre, se preferisce, mia moglie é anche insegnante e nella stessa scuola dove mia figlia studia e più di una volta ha discusso animatamente con i colleghi che pretenderebbero 3 testi per la stessa materia, solo perché, a loro avviso, non esisterebbe un testo che contenga tutto ciò che risulti funzionale e propedeutico al corso da essi insegnato.

Succede così che di un testo si tiene buono il 10 % , di una ltro il 15 e del terzo il 20.
Il tutto, integrato con abbondanti
fotocopie.

Ma che cervelloni questi editori !!!

Tutto qui ? No certo, se non fosse che, proprio nel nome di quell'autonomia lasciata agli insegnati, abbiamo scoperto che in altra sezione di analogo istituto, altri insegnanti hanno "scoperto" l'esistenza di un libro di testo sufficientemente completo e che non richiede alcuna integrazione di dispense ?

Se vuole posso chiedere a mia moglie nome, tipo e casa editrice dei libri, scuole e se vuole, anche nome degli insegnanti !

Crede che possa bastare ?

Vuole che le parli di sponsor ?
Oppure di libri o enciclopedie omaggio ?

Vede, io gioco in casa, e ho solo l'imbarazzo della scelta !
Ma forse é meglio lasciar perdere.

E poi, come mai poi, quando io facevo l'istituto tecnico industriale, andavo scuola con 3 libri sotto il braccio, legati con l'elastico a fettuccia mentre mia figlia va a scuola con uno zaino che al suo confonto quello che portavo io al campo militare era partagonabile ad un beauty case ?

E non mi pare che ai miei tempi uscissero diplomati e laureati imbecilli, anzi.

Mi pare invece che scadimento del livello scolastico sia molto più evidente oggi di quanto non fosse 35 anni fa.

Ai giovani che convochiamo in ditta per colloqui, se facciamo fare una divisione con la biro, vanno in crisi dicendo che usano solo la calcolatrice e se diamo loro una calcolatrice scientifica di marca a loro sconosciuta, la guardano per 2 o 3 minuti prima di capire come funziona !!!

Forse hanno letto troppi libri ??

Cordialmente
Filippo 22 settembre 2005 00:00
Si dà il caso che sia docente anch'io e quindi posso parlarle con cognizione di causa.
Se lei vuole affermare che tra gli insegnanti ci siano pigri e cattivi lavoratori, non faccio fatica ad ammetterlo, però come in qualsiasi altra categoria, ben inteso. Le dice niente l'espressione "mala sanità"?
Che un insegnate dica "studiate da pagina x a pagina y" non mi scandalizza per niente: il libro di testo è uno strumento, le ho già detto, e se ciò che ho spiegato ai miei studenti è possibile trovarlo anche in quelle pagine, sto facendo loro un favore. Diverso è il caso di chi dà da studiare senza mai spiegare, ma mi lasci dire che di insegnanti così ne conosco pochi.
Il nostro lavoro, sua moglie glielo avrà detto mille volte, svolgono un lavoro impegnativo, delicatissimo, logorante che non si ferma alle sole ore di lezione e ai numerosi incontri collegiali ma che continua a casa, spesso festività comprese (preparazione delle lezioni, correzione compiti, autoaggiornamento, verbali). Tutto questo per uno stipendio che da solo permetterebbe a mala pena di mantenere decorosamente una famiglia.
Ora, se a fronte di tutto questo, gli insegnanti devono anche sentirsi attaccati e non sostenuti dalle famiglie, si finisce per creare un clima dove l'azione didattica ed educativa dell'insegnante viene molto compromessa.
Un ragazzo di 15 anni, non è incapace di intendere e di volere e nessuno vuole discriminarlo per il fatto di avere un libro usato: ma che male gli può incorrere a confrontare il suo testo con quello di un compagno? Ho molti alunni e il libro usato è più diffuso di quanto non creda; io addirittura li invito a usare quelli dei compagni delle classi superiori.
Quanto poi alla "fatica" che devono fare per accordare le pagine dei loro libri a quelle dei testi nuovi, le assicuro che la affrontano senza problemi e senza sentirsi diversi o emarginati.
Non vorrei poi entrare nel merito della didattica, tuttavia le assicuro che non solo i concetti scientifici cambiano e quindi i testi di conseguenza, ma anche quelli storico-letterari sia per nuove scoperte, sia per nuove interpretazioni sia per diverse scelte didattiche. Se confronta un testo di storia dei suoi tempi con uno attuale, si renderà conto della profonda differenza di impostazione e non solo o non tanto dei concetti.
Sul numero e peso dei libri di testo, ritengo che la causa sia in parte legata a un aumento delle discipline insegnate e al carico orario. Quando io ho frequentato il liceo scientifico le ore di lezione erano 25 settimanali; adesso con le sperimentazioni e la nuova riforma sono già attorno alle 30 ore.
Inoltre, la nostra società ha costruito un mondo fatto anche di immagini e i nostri figli sono da piccolissimi abituati a questo modo di comunicare: guardi i libri di una volta e quelli attuali e si renderà conto di come l'apparato iconografico sia notevolemnete aumentato e di conseguenze il numero delle pagine e il costo dei libri stessi.
E in questo gli insegnati non c'entrano!
FABRIZIO 22 settembre 2005 00:00
Gentile Sig. Filippo,

Quanto poco guadagni un insegnante, purtropppo lo so e le dò ragione.

Che in tutte le "famiglie" di lavoratori ci siano dei "lavativi", pure, sono d'accordo con lei.

Da noi, di solito, li cacciano via o gli fanno dare quelle che chiamano "dimissioni spintanee" !

Purtroppo, invece, e lo dico per esperienza diretta della mia compagna che insegna da 30 anni, in "certe categorie", ce ne sono un pò di più.

Così come vi sono molti insegnanti per loro stessa affermazione (lo dicono apertamente) scelgono questa occupazione per potersi garantire una pensione che, da professionisti, dovrebbero pagarsi profumatamente e che permette loro di continuare a farsi le loro attività in orario scolastico.

Vuole degli esempi ?

Mio figlio che oggi ha 22 anni, ha fatto lo stesso istituto che feci io 35 anni fa e mi ha sempre parlato di:

- Insegnanti di elettronica che ricevono e fanno telefonate al cellulare durante l'ora di lezione verso i loro clienti o fornitori e/o verso la propria azienda.

- Insegnanti di diritto che fanno la stessa cosa con il loro studio forense.

- Insegnanti di tecnologia che fanno come quelli di elettronica

- Insegnanti di Meccanica.. idem.

Anche ai miei tempi avevo un ingegnere che oltre ad insegnare elettronica, era pure dirigente in una azienda, infatti, ogni tanto si assentava, solo che allora non c'erano i telefonini. ed il signoere si prendeva delle ferie o dei permessi !!

Poi, sempre mio figlio, ma la cosa mi fu confermata anche da miei amici coetanei insegnanti nella stessa scuola, mi parlava spesso di un insegnante che in cattedra leggeva il "Manifesto" e che catechizzava gli studenti col suo credo politico, apostrofando pesantemente chi non la pensava come lui.

Costui, in 3 anni, ha subito 3 ispezioni ministeriali ma, probabilmente, doveva avere dei buoni santi protettori dato che non sono mai riusciti a schiodarlo dalla sedia.

Questo signore, in una azienda come quella dove lavoro, dopo 2 volte che fosse stato sorpreso a leggere il giornale gli si sarebbero state sottoposte le sue "dimisioni volontarie" da firmare !

Come vede, a differenza della sua scuola, dove mi sembra di capire ci siano ottimi insegnanti, in quelle della mia città probabilmente si sono concentrate le "pecore nere" (le statistiche si fanno anche così, come il pollo di trilussiana memoria).

Ma non é questa la sede per parlare degli insegnanti, che ritengo essere una delle professioni più belle ma anche più complesse e delicate e che meriterebbe ben altre soddisfazioni e valutazioni.

Siamo qui a parlare di caro libri e di edizioni rifatte dalle case per il solo scopo di venedere libri a prezzo di documenti in carta pergamena come fossero reliquie dell'antico egitto.

E' proprio notizia di ieri che lo stato vorrebbe dare libri gratis anche per le scuole secondarie, quindi il problema esiste e non l'ha sollevato certo l'ADUC per prima.
E di questo dobbiamo parlare.

Riguardo alle ore di scuola, le dico anche che 35 anni fa, all'ITI, io facevo 36 ore settimanali di 60 minuti, tutti i giorni, 4 al mattino e 4 al pomeriggio tranne il sabato che era solo la mattina.

Oggi, ne fanno sempre 36 ma di 50 minuti e senza il rientro (6 al giorno).

Non saprei proprio chi facesse più ore, se io o mio figlio.

Riguardo ai programmi e alla evoluzione degli stessi, a suo tempo mostrai a mio figlio i miei libri di testo di elettrotecnica generale, elettronica, misure e tecnologia, che tuttora conservo, e li abbiamo confrontati coi suoi.

Solo dopo capii perché mio figlio (oggi diplomato ed iscritto al 3° anno di ingegneria), e i suoi amici, non sanno neppure cablare un interruttore da appartamento mentre quasi tutti i colleghi del mio corso, ma anche dei successivi e precedenti venivamo assunti dalla IBM, dalla Olivetti, dalla Telettra, dalla Italtel ecc. a fare i progettisti elettronici (attività oggi riservata solo a laureati).

Troppi libri ???

Forse era meglio pochi.... ma buoni !!

Cordialmente

Filippo 22 settembre 2005 00:00
Discorso in parte condivisibile il suo, non per quanto riguarda la concentrazione di pecore nere e conosco parecchi istituti non solo il mio per poterlo affermare.
Io insegno in un liceo e le 36 ore di un istituto tecnico - sono sicuro che potrà confermarmelo - riguardano anche attività di laboratorio e comunque pratiche. In un liceo le lezioni sono solo teoriche proprio per la connotazione della scuola. Il carico pertanto è sicuramente esagerato quando raggiunge e supera le 30 ore.
Per quanto riguarda i libri di testo, a parte la normale e necessaria evoluzione, mi sembra di averle confermato che la manovra del ricambio frequente è delle case editrici; purtroppo è stato lei a partire lancia in resta anche contro la categoria degli insegnanti. Pochi in realtà sono liberi professionisti...
Per quanto riguarda la preparazione in campo elettrotecnico, sono convinto che ai suoi tempi i periti venissero preparati bene soprattutto da un punto di vista pratico per entrare rapidamente nel mondo del lavoro, cosa che oggi non avviene più e per certi lavori è richiesta la laurea. Non può negare che il mondo del lavoro sia diventato molto più complesso.
Mi lasci anche dire - guardi che anch'io ho molti anni di servizio sulle spalle - che spesso la nostra memoria ci dipinge di splendidi colori un passato che per tanti versi non era così idilliaco. Basti pensare alla scolarizzazione anche a livello universitario di allora, riservata solo a pochi fortunati.
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