Commenti
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Jey 25 ottobre 2005 00:00
Cara Adriana, ritenedomi fortunato di non aver bisogno di queste associazioni, ti posso soltando dire che, questi signori sindacalisti possiedono ville, barche, etc. e si dichiarano di essere di sinistra.
Comunque appena puoi, liberati da questi strafalcioni perchè sono loro il male del nostro paese!
sindacalista 26 ottobre 2005 00:00
Serve a pagar loro la quota mensile.
Afef è racchia 26 ottobre 2005 00:00
Serve a farli crescere in peso politico, per poi fare i comodacci propri.

E mica solo i sindacati dei lavoratori: guardate Confcommercio che si è messa ad aiutare Ricucci nei suoi affari. Altro che tutela degli iscritti.
xxx 26 ottobre 2005 00:00
Sono daccordo con Jey,oggi in Italia il popolo di sinistra è quello dei privilegi,i 3.6 milioni di dipendenti pubblici (stato,regione,province) gente che va in pensione a 40anni di età,che sul posto di lavoro fa quello che vuole,con uno stipendio molto più alto dei dipendenti privati,che lavora 4 ore al giorno come gli insegnanti (abbiamo un dipendente ogni 7 alunni nella scuola)...
26 ottobre 2005 00:00
ehi Jey!

guarda che chi aveva le Dacie (villette,ville e villone) sul Mar nero, mica erano di destra!
FABRIZIO 26 ottobre 2005 00:00
Negli anni 50 e parte dei 60, il sindacato ha fatto lotte in gran parte importanti e legittime. Guai se non ci fosse stato.

Successivamente le rivendicazioni hanno un pò "sbragato", arrivando ad episodi incresciosi come i 60 brigatisti rossi dichiarati ed accertati che lavoravano in FIAT e che nessuno ha osato "toccare".

Negli anni 70 e 80 qualcuno ha pensato che le aziende fossero "galline dalle uova d'oro" da spremere e spennare all'inverosimile e così moltissime hammo chiuso, sono fallite, si sono spostate in altri paesi.

Non voglio dire che gli imprenditori fossero tutti dei santi e dei samaritani ma se molti hanno chiuso o se ne sono andati qualche motivo ci sarà stato visto che la stessa cosa non è successa in paesi come la Germania o la Francia o se é successo é successo in maniera inferiore a giudicare dalle aziende ancora floride che resistono in questi paesi (e che hanno comuque sindacati "duri e puri" anche più dei nostri).

Da alcuni anni, ho la sensazione che i nostri sindacati si siano resi conto dei "danni" commessi in quegli anni (anche se non lo ammetteranno mai) e ho notato un certo ammorbidimento generale.

E' infatti ormai tipico che il sindacato non prenda più posizioni "integralistiche" a favore di un solo soggetto quando ciò può mettere a rischio i posti di lavoro di "parecchi" lavoratori.

La risposta che ci si sente dire é spesso:

"Come posso difendere la posizione di uno e mettere a rischio quella di 100 ?"

Giusta o sbagliata che sia questa tesi (non sono io a decidere) ormai é così.

Per cui chi ha sofferto o sta soffrendo situazioni personale di mobbing, non si aspetti aiuto dai sindacati.

L'unico mio consiglio è "farsi le ossa" e ribattere colpo su colpo senza cedere a ricatti psicologici.

In fin dei conti se il vostro "capo" é costretto ad usare la strada del mobbing, significa che non ne può percorrere altre !!

E questa é già una mezza vittoria per il lavoratore !
Ricordatevelo bene !
Paolo 26 ottobre 2005 00:00
Puo' darsi che fino al 1970 circa i sindacati abbiano difeso, bene o male, i diritti dei lavoratori, ed hanno ottenuto parecchio (i CCNL, la scala mobile, leggi contro i licenziamenti, lo Statuto dei lavoratori (L. 300 del 1970), etc), poi poco alla volta hanno lasciato che i padroni si riprendessero tutto quello che gli era stato strappato.
Negli anni 90 l'INPS non voleva pagarmi l'indennita' di disoccupazione a requisiti ridotti (si invento' la scusa che uno dei lavori che facevo, tutte le domeniche, era a tempo indeterminato, e quindi secondo loro non andava conteggiato, inoltre pur lavorando per parecchi mesi 8 ore la settimana, e quindi meno delle 20 al di sotto delle quali per l'ufficio di collocamento si e' disoccupati di classe I, cioe' disoccupati, poiche' da quel lavoro part-time solo domenicale non venivo licenziato, non sarei stato disoccupato tutte le settimane che lavoravo un giorno si' e sei no; il caso sarebbe stato facile, ma ne' l'avv.Petronio della CGIL ne' quelli di UIL, CISL e quella specie di COBAS che c'era allora a Parma vollero occuparsene).
Piu' di recenti sostengono in pieno gli immigrati, e lasciano noi senza lavoro, gran bel sindacato. Invece di organizzare scioperi, manifestazioni, raccogliere firme per leggi di iniziativa popolare piu' dure della Bossi-Fini, e bloccare i cancelli delle fabbriche finche non sbattono fuori gli immigrati che ci hanno rubato il lavoro e riassumano noi, preferiscono assecondare i padroni ch vogliono gli immigrati, e andar d'accordo con gli scafisti.
Quindi inutile buttare via soldi iscrivendosi al sindacato, quando poi hai bisogno non si muovono mai per aiutarti, stanno sempre dalla parte dei padroni o del governo.
Paolo
Alex 26 ottobre 2005 00:00
Non dimentichiamoci che se la situazione della previdenza è drammatica è anche colpa dei sindacati che si sono sempre opposti alle riforme preferendo difendere i privilegi di pochi. Ora ci troviamo che abbiamo "consumato" i contributi di tutta una generazione per dare la pensione per 40 anni a chi ha versato per 15.
Visione solo miope del sindacato oppure scelta politica di opportunismo?

Ora però l'0attenzione è spostata verso la previdenza complementare.. i sindacati voglio tenere il controllo di questa con i fondi di categoria.Da un lato Maroni deve evitare un "regalo" alle compagnie assicurative, tuttavia dall'altro dovrebbe anche aumentare le possibilità di scelta ed impedire tanto potere dei sindacati.
FABRIZIO 27 ottobre 2005 00:00
A spanne, in Italia, ci sono circa 10 milioni di lavoratori dipendenti.
Per ognuno, viene accantonato uno stipendio all'anno pari a circa, mediamente, a 1000 euro.

Il che significa che ci sono 10 miliardi di euro pronti da buttare sui tavoli delle assicurazioni.

E' una cifra spaventosa (20.000 miliardi delle vecchie lire) pari a circa una finanziaria.

Capite perché si sta facendo a pugni per accaparrarseli ?
FABRIZIO 27 ottobre 2005 00:00
Dimenticavo:
tale cifra (1000 euro a testa), sempre mediamente, é anche molto di più di quanto, oggi, ognuno di noi paga ogni anno, alla sua assicurazione, per poter circolare con l'auto.

Un regalo improvviso ed inaspettato fatto alle assicurazioni !!!
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