lalla
10 ottobre 2005 00:00
spero che riesca a vincere questa battaglia che è un diritto di tutti.
Marco
10 ottobre 2005 00:00
Siamo davvero al paradosso!
Dopo 2000 anni arriva il paladino della giustizia, l'intrepido difensore dei diritti della laicità, il cavaliere senza macchia e senza paura! Ci mancava solo questo!
Ma perchè il Magistrato si rifiuta di lavorare?
Forse perchè l'immagine del crocifisso turba a tal punto il suo equilibrio interiore, la sua serenità e la sua libertà religiosa da impedire di fargli funzionare il cervello???
Se una sciocchezza del genere fosse stata sollevata da un operai metalmeccanico forse l'avrebbero licenziato il giorno seguente.
Le aule del tribunale appartengono a tutti i cittadini e non solo ai magistrati. Per quale ragione la libertà religiosa del dott. Tosti vale di più di quella di un cristiano avvocato o cittadino?
C'è una Legge dello Stato che impone la presenza del crocifisso nelle aule di giustizia e proprio chi dovrebbe far rispettare la legge palesemente ne pretende la violazione!!!
Il dott. tosti a casa sua potrà fare ciò che vuole, non nei luoghi pubblici.
Eppoi è davvero una vergogna che con i tanti problemi che attanagliano ed affliggono la giustizia italiana, in primis l'estenuante lungaggine dei processi, ci sia qualcuno che se la prende con un innocuo crocifisso, contribuendo a peggiorare la già precaria situazione della giustizia italiana!!
Tanto alla fine chi ci rimette è sempre la gente! Sveglia!!!!!!!!
Scocciato
10 ottobre 2005 00:00
Sono perfettamente d'accordo con Marco.
A lalla dico: vincere battaglie, una che odia le guerre, è paradossale. Non riesce a capire che tutte queste libertà di sempre avere e mai dare, di vantare solo diritti e mai doveri, di avercela con le cose religiose, sono solo capriccetti urlanti di bambini viziatelli cresciuti nella bambagia. Forse non sanno cosa siano veramente i sacrifici che temprano gli esseri umani.
Mandiamo questo magistrato a casa, come chiunque altro mortale che non rispetta le regole e vuole rifare il mondo a suo modo.
Ciribiribì
11 ottobre 2005 00:00
E' "triste" constatare che troppi Giudici non vogliono andare alla ribalta della cronaca per aver fatto VELOCEMENTE e COSCIENZIOSAMENTE il lavoro per cui vengono pagati cioè i processi civili e penali dei cittadini tartassati anche per pagare i loro lauti stipendi ma bensì......
portare avanti delle battaglie che NON interessano e giovano a nessuno ma solo alla cronaca e a qualche indesiderato cultore del culo all'aria per 3-4 volte al giorno che prega lutti e morti per gli occidentali infedeli e lo fà IN CASA NOSTRA!!!!!!!!!
COMPLIMENTI!!!
Osservatore
11 ottobre 2005 00:00
il prossimo anno con l'AVVENTO delle Sinistre (DS in Primis!!) .......ne vedremo delle BELLE!!!! MOSCHEEEE OVUNQUE!!!!!INVASIONE ULTERIORE!!! COMPLIMENTI
Andrea
11 ottobre 2005 00:00
fermo restando che le regole vanno rispettate in primis da noi e soprattutto da chi si vorrebbe inserire nella nostra società, ritengo che in linea di principio la richiesta del magistrato sia del tutto legittima. per inciso credo che l'atmosfera sia avvelenata da quello che ormai sta assumendo le tinte di uno scontro di religioni "portare avanti delle battaglie che NON interessano e giovano a nessuno ma solo alla cronaca e a qualche indesiderato cultore del culo all'aria per 3-4 volte al giorno che prega lutti e morti per gli occidentali infedeli e lo fà IN CASA NOSTRA!!!!!!!!!"
qui non si tratta di noi o loro, ci sono innumerevoli altre religioni, si tratta di considerare luoghi che con la religione non hanno nulla a che fare (scuole, tribunali, uffici pubblici) come tali. nessuno deve pensare che questo sia un calarsi le braghe davanti a chiccessia, tutti DEVONO rispettare le regole. come non è da accettare la protesta di una persona che si vede negata la possibilità di fare la vigilessa mantenendo il velo islamico (e non vedo come qualcuno si permetta di sostenere la posizione della suddetta) così bisogna riconoscere che in un luogo dove si dovrebbe praticare la neutralità e la giustizia non è possibile che ci siano simboli che identifichino e sbilancino l'essenza di tali uffici.
esempio pratico: con quale criterio dovrebbero giudicare i giudici nel contenzioso tra le innumerevoli famiglie con vittime da elettrosmog ed i vertici di radio vaticana (infatti si vedono i risultati!!) se sopra alle loro teste incombe il capo supremo?
stessa cosa vale per le scuole islamiche che devono necessariamente rispondere agli stessi obblighi di tutti gli altri istituti di istruzione "complementari" (assolutamente non alternativa alla scuola dell'obbligo che chiunque voglia essere parte della nostra società deve frequentare!!!) chi voglia frequentarle lo faccia nel tempo che gli rimane dopo aver imparato ad essere cittadino italiano. cosa che, ahimé dovrebbero fare anche molti di noi! (consentitemi la nota polemico-delusa)
Aristide
11 ottobre 2005 00:00
x ANDREA
BOHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!
I fatti sono e rimangono questi: l'Italia è una nazione Europea la cui capitale ROMA oltre ad aver insegnato e portato civiltà in tutto il mondo per secoli è anche sede del Vaticano.
La nostra cultura e le nostre radici sono cattoliche, questo non impedisce di essere laici ma.... laici non significa necessariamente accogliere incondizionatamente tutti gli stronzi sparsi per il mondo e dar loro credito, eregendo le LORO moschee ed i loro luoghi santi, permettendo a questi emeriti STRONZI di instaurare sul nostro territorio le loro scuole e il loro modo di vivere.
Questi emeriti STRONZI che si permettono di sindacare in casa altrui NON sono ne stati invitati ne tantomeno graditi.
Sono liberissimi di professare le loro idee e la loro INDECENTE religione a CASA LORO e non possono e NON devono permettersi di offendere o minacciare chi non la pensa come loro.
O lo capiscono velocemente e si adeguano o diversamente molto presto saranno rimandati a casa loro a calci in culo se poi si vorrà unire qualche loro amico Italiano di sicuro l'Italia tutta non ne piangerà la mancanza.
Chiunque abbia avuto la disgrazia di frequentare un paese arabo si è reso perfettamente conto del grado di arretratezza mentale di queste popolazioni, sono un'accozzaglia di fanatismo ed idiozia allo stato puro, personalmente li considero ALIENI e PERICOLOSI!!!
Reset
12 ottobre 2005 00:00
Concordo con Marco e non capisco assolutamente la posizione di Andrea. Un giudice fa il giudice, cioè applica la Legge, vuoi che sopra il suo capo vi sia il crocefisso, la stella di Davide, la foto del Presidente della Repubblica o quella di Wanda Osiris. E' pagato per questo (e anche bene)! Eppoi, con tutto lo scatafascio esistente nelle aule di giustizia italiane (vedi altro 3D al riguardo), uno va a pensare al simbolismo o ad altre cavolate del genere?
Per favore.... un pò di serietà e di "coscienza"!!!!!!
salvatore
12 ottobre 2005 00:00
Sono daccordo sull'eliminazione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici. Disapprovo il modo di fare del giudice. Quante cause sono state rimandate chissà a fra quanti mesi? Io, per indisposizioni del giudice e varie ho una causa da oltre sette anni. L'ultima udienza è stata rinviata di sedici mesi per indisposizione del giudice. E' Giusto?
Ettore
12 ottobre 2005 00:00
x Salvatore
Non c'è nessuna indisposizione del Giudice, solo è che allo stesso della tua causa non GLIE NE FREGA UNA CIPPA DI CAZZO!!
Rassegnati sei nella MERDA come moltissimi Italiani!!!
xxx
14 ottobre 2005 00:00
Come mai questa improvvisa ribellione del giudice tosti? finora dov'è vissuto,come fa a sopravvivere senza stipendio?
Se non ci crede xchè gli da tanto fastidio il SANTO CROCIFISSO che fa parte della storia dell'europa e unico riferimento credibile della maggioranza dei cittadini?
Intanto noi aspettiamo 10anni o più per vedere concluse le ns cause.Ma questo non è un problema per il giudice tosti,lui mangia lo stesso (alle spalle dei contribuenti).Le battaglie le faccia a spese sue non degli italiani!!!!
marta
15 ottobre 2005 00:00
Non mollare Tosti! in tanti di quelli che ti sputano, hanno il cervelli liquefatto dalla dottrina dei preti. Grazie per la battaglia che stai facendo nella quale hai messo in gioco te stesso. Grazie anche a nome dei miei bambini ai quali un giorno spiegherò loro l'assurdità e la violenza racchiusa nel simbolo del CROCIFISSO e di quelli che mangiano sopra questa idiozia.
Andrea Piemont
16 ottobre 2005 00:00
Tosti sei un eroe, stai combattendo una battaglia dall'IMMANE VALORE CIVICO, W LA LIBERTà, W L'UGUAGLIANZA, Abbasso i preti talebanici intolleranti e arroganti che sono sempre stati nemici dell'umanità!!!
http://www.capital.it/trovacinema/detail_articolo.jsp?idContent=290553
http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/
Sicut transeat gloria mundi
16 ottobre 2005 00:00
xMarta
Provo una grande pena per i tuoi bambini. Anche tu pertanto opererai nei loro confronti un lavaggio del cervello, così come accusi la chiesa di fare con i credenti.
In questa tua opera vedo una grande violenza, non nel crocifisso.
Dio
16 ottobre 2005 00:00
Oh mia bella scurreggina "Sicut transeat gloria mundi", eccoti ancora una volta alla mia Paterna Presenza!
Rendimi onore e gloria,ed esulta! perchè in te Dio Padre Onnipotente si è compiaciuto e ti ha Scurreggiato con Infinito Amore!
E non aver timore! perché in me troverai la Pace!
Nel Cristo, con Cristo e per Cristo nei secoli dei secoli.
Amen
Sic transeat gloria mundi
17 ottobre 2005 00:00
"Sic", non "sicut" mi scuso.
Per quello che si definisce "Dio": a parte il delirio di onnipotenza e le volgarità, mica si capisce quello che hai scritto.
Se hai qualcosa di interessante da dire, discorde da quanto ho detto, accomodati: c'è spazio per tutti anche per "Dio", "Napoleone" o "Garibaldi".
Y
01 novembre 2005 00:00
Bravo Mr. Tosti...
Che cosa sono i simboli? I simboli sono espressioni sintetiche, forme primitive, modelli che possono raccontare la vita in due modi. Il primo è exoterico. Ad ogni simbolo si associa un significato ben preciso che esclude l'imponderabile. Il secondo è esoterico. In tal caso non rappresenta solo un archetipo, ma cela un itinerario di conoscenza soggettiva che secondo taluni riflette le istanze di un mondo ultrafenomenico, per tal'altri una modalità di percezione talmente limpida da superare le distorsioni causate da qualsivoglia preconcetto.
Consapevolezza dei simboli religiosi
Il presupposto di qualunque dissertazione che intenda occuparsi di meditazione e quindi di benessere e spiritualità è sempre la consapevolezza. Quanto più un individuo diventa consapevole, tanto meno ha bisogno di modelli, emblemi, regole a cui conformarsi o ispirarsi, che lo rappresentino o lo sottopongano a vincoli, controlli, restrizioni. Per raggiungere e/o mantenere un minimo di libertà dai consueti e usuali condizionamenti bisognerebbe, quindi, porre sempre e innanzitutto l'accento sull'attenzione. Non si possono, ad esempio, compiere azioni dannose se si è ben svegli. D'altra parte sia la compassione che tanti analoghi astratti ideali si concretizzano, soprattutto, con la consapevolezza.
Ma perchè si insiste così tanto e dal principio, sulla consapevolezza? Un motivo marginale e al tempo stesso prioritario. La consapevolezza non è un metodo, né tanto meno uno stile di vita. Sin dalle prime fasi del relax meditativo, le energie naturali che entrano in gioco sono già considerevoli. Sarebbe alquanto più opportuno, quindi, essere sempre ben consci di quel che si pensa, dei più riposti desideri, sogni, ambizioni. Meglio evitare di prevaricare involontariamente chicchessia, giacché in tal guisa si correrebbe il rischio di alimentare il proprio ego creando, sia a se stessi che agli altri, inutili e superflui disagi, innumerevoli ostacoli.
Uno tra gli artifici che condusse in passato tanti individui verso apparenti o transitori stati meditativi fu la contemplazione dei simboli. Ma oggi, alla luce delle nostre attuali conoscenze, che si può aggiungere?
In linea di massima sarebbe preferibile che la maggior parte delle persone evitasse la contemplazione dei simboli o delle icone. E non perché sia un metodo esoterico praticato, a volte, anche dai cosiddetti occultisti. Purtroppo il termine "esoterico" è stato trattato con scherno e dispregio senza nemmeno soffermarsi a riflettere che tantissime pratiche religiose, riti commemorativi e celebrativi compresi, specialmente quando ammettono l'imponderabile e l'irrazionale, come l'esistenza o l'adorazione del mistero, sono anch'esse, senza ombra di dubbio, "esoteriche".
Numerose e antiche istituzioni laiche o religiose tradizionali considerano siffatti esercizi quali pratiche ammissibili. Richiamo come esempio la chiesa cattolica che suggerisce e sostiene la contemplazione del crocifisso, o la colta ed erudita massoneria che reputa, giustamente, lo studio dei simboli come uno dei modi possibili per favorire la spiritualità. Ritengo, pertanto, che in alcuni casi e a determinate condizioni tali metodi potrebbero dimostrarsi relativamente utili.
In effetti i veri problemi sorgono, per l'appunto, quando ci si identifica con un determinato simbolo senza comprenderlo appieno. Numerosi tra coloro che si sono sentiti traditi oppure offesi o delusi dal fatto che in Francia (Febbraio 2004) sia stata promulgata una legge che vieta l'ostentazione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici hanno percepito la circostanza come una restrizione della libertà, di una facoltà di scelta individuale. In linea teorica potrebbe esser vero. Ma se tale presunta libertà consiste in pratiche, usi e costumi coercitivi, talvolta persino ai limiti dell'idolatria o dell'insensatezza, che impongono credenze violente quanto illogiche e riducenti come, ad esempio, la cieca ubbidiente sottomissione a ipotetiche verità spirituali rivelate, ebbene sarebbe mille volte più giudizioso e rispettoso, a mio avviso, che ciascuno evitasse di ostentare o finanche imporre le proprie convinzioni in ambiti di pertinenza pubblica e destinasse le predilezioni e consuetudini personali alla sfera privata.
La verità, per sua stessa natura, non potrà mai esser rappresentata da un simbolo. Essa è viva. Nasce nel cuore del silenzio. Ciascuno può averne una qualche intuizione, ma la sua rappresentazione non può essere generalizzata. E qui il bello della conoscenza simbolica. Essa è alla portata di chicchessia, giacché non pretende, accenna, suggerisce. I simboli indicano, additano e si ri-velano, prodighi, donando a ciascuno secondo la propria comprensione.
Più in generale, indipendentemente dal fatto che i simboli rappresentino istanze più o meno fondate sulla ragione e quindi più o meno benefiche e scientifiche, sovente lo sproposito consiste nell'identificarsi in modo così velleitario e generico con quegli stessi simboli sino a ritenerli parte di se. Essi potrebbero appartenere si, alle proprie radici culturali, ma solo superficialmente, in senso secolare, profano. In realtà, ciò che conta effettivamente, le nostre radici esistenziali sono innanzitutto nell'affetto, nell'amorevolezza, nella reciprocità, nella compassione, nella consapevolezza che siamo tutti esseri interdipendenti. Principi, ideali, valori? No, nient'affatto? Perchè non designarli con il loro vero nome? Qualità! Prerogative e peculiarità che non sono esclusiva o monopolio di nessuna tradizione religiosa in particolare o in quanto tale, ma di tutta l'umanità.
Se volessimo descriverci che cosa ci potrebbe mai rappresentare al meglio dinanzi al mondo se non uno spirito di vera giustizia? D'altra parte, un conto sono le tradizioni, i trascorsi culturali, ben altro quelli della coscienza. Coloro che sono ancorati al proprio passato psicologico non riescono né a pregare, né a meditare. Le vere preghiere sono istanze di ringraziamento e non richieste d'aiuto. Tutti coloro che vivono una vita gioiosa e ricca di effervescente spiritualità sono presenti sia a se stessi che alle esigenze e ragioni degli altri. Il predominio ideologico, al contrario, è una vera nefandezza culturale.
Tolleranza non significa accettare o subire, sempre e comunque, qualunque sciocchezza ci venga propinata. Tolleranza implica innanzitutto ragionevolezza. Al contrario, l'identificazione con determinati simboli o culture comporta cecità e produce immancabilmente, nel lungo periodo, come la stessa storia dei popoli e delle loro religioni dimostrano, fondamentalismi, soprusi, violenza, sofferenza.
Per sapere chi siamo non abbiamo necessariamente bisogno d'identificarci con simboli, segni ed emblemi o superstiziose prosaiche credenze. Esseri identificati con un determinato simbolo significa solo che ancora non lo abbiamo compreso appieno. In effetti non ci si può identificare consapevolmente con nessun simbolo perchè nel momento stesso in cui se ne diventa coscienti esso è stato trasceso.
La consapevolezza dei simboli religiosi è conoscenza diretta che travalica tradizioni, cultura, ideologie, per trasmettere intuitivamente la forza degli archetipi logici alla base del pensiero umano. I simboli così recepiti esemplificano la realtà della vita in modo immediato e schematico sostituendo le mordaci parole sul silenzio al docile e mansueto silenzio delle parole.
I simboli rappresentano l'ultimo legame, l'istanza conclusiva con il mondo oggettivo prima d'intraprendere quell'avventura considerata da molti come soggettiva, ma che in effetti trascende, per comprenderle assieme, tutte le dimensioni di questa splendida vicenda chiamata vita.
Allorquando durante i primi esercizi di meditazione il flusso dei pensieri rallenta o s'interrompe, l'ultimo tentativo di razionalizzare la nuova situazione, una delle cui principali caratteristiche consiste nell'assenza degli usuali riferimenti di tempo e spazio, è la rappresentazione simbolica. L'ultimo appiglio o punto di contatto che la mente cognitiva ha, metaforicamente, con il dominio del mondo sino a quel momento conosciuto, è il ricorso ad un simbolo. Esso si presenta con una significativa, ma futile impressione sensoriale. Potrebbe apparire come un percorso di accesso, ad esempio un tunnel, un vortice, un' erta scoscesa e impervia o una china ripida e aspra che si trasformano in agevole sentiero, oppure un cancello, un punto di luce, una stella, la figura carismatica del proprio maestro spirituale. Nel contempo, o in alternativa, si potrebbero percepire armonie musicali, profumi soavi, una gradevole sensazione di pace. Al di la del simbolo visualizzato qualunque spiegazione o conclusione diventa mera congettura, banale illazione. I simboli religiosi così recepiti sono la pietra miliare della consapevolezza. Punto di approdo per la conoscenza exoterica e di partenza per quella spirituale.
Identità culturale e identità spirituale, alla fin fine, coincidono sempre.
Napoleone
01 novembre 2005 00:00
Chi osa disturbare il mio sonno??
xxx
07 novembre 2005 00:00
Un'altra scoperta degli ingegnosi italiani,lo stato laico.Cos'è?Se io cattolico sono al governo devo rinunciare alle mie idee e favorire quelle degli oppositori? Andate a cagare laici,se credo nella mia religione la voglio anche riconosciuta e sostenuta dallo stato.Se è religione della maggioranza va sostenuta e difesa dallo stato di maggioranza.Le minoranze devono prenderne atto cinchè non saranno loro la maggioranza a imporre la loro idea.
Alex
07 novembre 2005 00:00
XXX non confondere maggioranza con dittatura, non è che la maggioranza abbia "ragione" in senso assoluto e possa imporre tutto ciò che vuole alla minoranza. La libertà religiosa è uno dei valori fondamentali della nostra Costituzione che prevede uno stato laico. Quindi un conto è lo Stato, un altro la Religione. Così come non dobbiamo dimenticare la tradizione ed il patrimonio storico. Ma questa è un'altra storia.
Incredulo !
09 novembre 2005 00:00
Questo Signore fa 'parte della "CATEGORIA" tra le piu' PRIVILEGIATE DELLO STATO !!!PENSI a LAVORARE
e NON ROMPA I COGLIONI! che c'è gente che non riesca a trovare un'occupazione dignitosa!!!GRAZIE
salvatore
09 novembre 2005 00:00
x incredulo
SEI GRANDE!!!
Marco
09 novembre 2005 00:00
Per Incredulo: Forse i termini impiegati sono un pò forti: ma nella sostanza mi associo in toto
giustizia
09 novembre 2005 00:00
Con l'esortazione a divulgare.
Venerdì 18 novembre, ci sarà l'udienza presso il tribunale de l'Aquila nella quale si presenterà il Dott. Luigi Tosti come imputato per essersi opposto all'esposizione dei crocifissi nelle aule dei tribunali.
È nostro dovere supportarlo con le nostre presenze che tanto più numerose saranno tanto più dimostreranno la forza di una volontà che vuole porre termine all'ingerenza della Chiesa in uno Stato laico.
L'appuntamento è davanti al tribunale, via XX settembre, alle ore 9.
Sembra che la parte avversa stia organizzando anch'essa una dimostrazione.
Anche se noi non disponiamo dei loro mezzi, non facciamoci intimarire da una probabile superiorità del loro numero per quella forza che ci viene dalla convinzione che uno di noi ne vale 1000 di essi.
Vi aspetto.
Luigi Cascioli.
INCREDULO precisino!
09 novembre 2005 00:00
x Marco:I termini che ho "impiegato" fanno parte del linguaggio corrente ...si ascoltano sovente in televisione.......una nota esponennte DS l'altra sera da Ferrara ha esordito con un'espressione simile"sono INCAZZATI"(nonostante fosse una Signora!!! cinquantenne...piu' Turca che Italiana!!!!!)....... cosa c'è da scandalizzarsi?don't worry ho solo detto la PURA VERITA'.
Basta guerre di religione....da Laico le rispetto tutte ma non accetto la superiorita' di NESSUNA men che meno quella islamica!!!certo chi viene in ITALIA deve adeguarsi agli USI e COSTUMI!come del resto è consuetudine fare quando si è OSPITI altrove!PUNTO.
Incredulo Presino BIS
09 novembre 2005 00:00
DIMENTICAVO...il Soggetto in questione....offra i suoi miseri introiti a favore dei soccombenti!!!!!(intendo poveri o sfortunati!!)e non RIROMPA i COGLIONI! SALUTI...da un estimatore dei CASTELLI(!)
Per l'IGNORANTE: grammatica!!!!!!!
09 novembre 2005 00:00
......... che ci viene dalla convinzione che uno di noi ne vale 1000 di essi.##[(di LORO!!!!!)]## TERUN!.........
Vi aspetto.
Luigi Cascioli.
xxxxxxxxxx
17 novembre 2005 00:00
Sono più vicino all'Islam che ai laici italiani,poveri laici.Se io credo in una religione la voglio espressa in tutte le sedi ,se uno non ci crede,che fastidio gli fa? Invece non è laico ma anticattolico e le cose sono ben diverse,cari stalinisti.Voi volete sostituire le immagini religiose con quelle di Stalin.Ma storicamente siete dei perdenti,con qualche piccola ora di vittoria,ma nei secoli perdenti...Eroi della libertà del nulla,del male,del niente.