pf.fin
18 ottobre 2005 00:00
Faccio il Promotore Finanziario da diversi anni e mi sono fatto l'idea che per aiutare il risparmiatore forse e meglio consigliare come scegliere l'interlocutore per i propri risparmi, e successivamente tentare di educarlo !
Basti pensare che le semplici regole che consigliate di seguire sul Vs. sito sono, di norma, regolarmente disattese dai più!
Le risposte più assurde le ho ricevute alle domande:
...perché ha scelto questo investimento?
...ha idea del rischio?
...ha idea della durata?
...ha idea dei costi?
...ha idea della competenza del suo interlocutore?
...ha idea di come è inquadrato?
...ha idea dei suoi diritti?
...
normalmente non hanno idea (e forse neanche idee!) di ciò che fanno e/o hanno fatto con i propri soldi!
Un altro esempio, un mio cliente con quota su sicav mkt emergenti con rendimento da inizio anno >50% e che rappresenta il 7% del totale mi ha fatto un appunto..."perchè non ci abbiamo messo di più?"....e il rischio ??? (o meglio, la percezione del rischio?)
vip, milano
19 ottobre 2005 00:00
investi e informati o ....
Mi spiace x Pedone ma sono totalmente d'accordo con Carlo Banti e non con lui, che peccando di "purismo" (come già ebbi modo di dire/scrivere diverse volte)ha una percezione dei risparmiatori fuorviante.
Infatti sono strane alcune sue affermazioni:
- non è obbligatorio investire, lo è andare dal medico
Premesso che alcuni non vanno dal medico x nulla ma vanno a fonti alternative, se una persona ha dei quattrini è giusto e doveroso che pensi a investirli
- la lettura delle caratteristiche di un'emissione a rischio di circa 500 pagg è incomprensibile per un pubblico normale
- le caratteristiche di emissioni di bond spesso non sono rese disponibili dagli operatori finanziari
- sul fatto che x fare investimenti di base basti il buon senso mi sembra azzardato e un pò ridicolo
- oggi in tutti i campi occorre essere preparati e avere informazioni adeguate : per questo occorre poter accedere a specialisti del settore così come si va dall'avvocato, il commercialista, l'ingegnere, ecc ecc
- quindi il problema è di capire a chi rivolgersi e di chi fidarsi : a questo proposito Aduc e anche Beppe Scienza sparano a zero su tutto e rischiano di non dare consigli realmente applicabili
fabrizio
19 ottobre 2005 00:00
per quello che riguarda la mia esperienza, la realtà è che il risparmiatore (italiano, ma non solo) non ha voglia di informarsi. Se ne avesse, internet gli potrebbe fornire tutte le informazioni necessarie per farsi una cultura finanziaria e per effettuare scelte adeguate nella gestione dei suoi risparmi. Cio' che manca in questo paese è la figura, l'istituzione, del consulente finanziario indipendente. Quello che in svizzera chiamano il fiduciario, cioè il medico che prescrive la giusta cura, senza che il paziente debba necessariamente conoscere i principi attivi e le controindicazioni di tutti i farmaci. Ovviamente questa figura manca perchè il sistema bancario ha congegnato e studiato le norme in modo tale da escludere dal mercato l'unica figura in grado di mettere a serio rischio le laute e ingiustificate commissioni che le banche lucrano dagli ignari clienti. Clienti che, sempre per la mia esperienza, non vogliono sapere, si rifiutano molto spesso di studiare o di informarsi. Del resto, anche noi abbiamo un commercialista che si occupa dei nostri problemi fiscali, ma non siamo certo informati su questo argomento. Paghiamo una persona che se ne occupi per noi. Ecco allora il problema vero: la mancanza dell'esperto indipendente. Un vuoto creato apposta dal sistema bancario. In campo fiscale c'è il commercialista; per la salute abbiamo i medici (non i farmacisti, i medici!); per ristrutturare casa abbiamo ingegneri ed architetti (non mi va di capire quanti pilastri ci vogliono per tenere su due piani); per le questioni legali abbiamo l'avvocato di fiducia. Ma per i problemi finanziari no. Il consulente finanziario non esiste, sembra che in questo caso sia necessario farsi consigliare da chi ha interessi esattamente contrapposti ai nostri. Andreste dal fisco a chiedere consigli su come risparmiare sulle imposte? andreste dal farmacista a farvi curare? andreste dall'impresa costruttrice a chiedere quanto cemento armato ci vuole per tenere in piedi la vostra casa?
Per prima cosa il risparmiatore deve realizzare di essere ignorante in materia, altrimenti non sentirà mai il bisogno di affidarsi ad un esperto. Dopodichè, come seconda cosa, è necessario dare visibilità a questi esperti. Le norme devono prevedere delle regole a favore dei risparmiatori. Oggi, chiunque può scrivere fuori dalla porta di casa: consulente finanziario indipendente. Non sarebbe utile prevedere un albo, o comunque prevedere dei requisiti minimi di patrimonialità e di professionalità?
yoyo
19 ottobre 2005 00:00
Intervengo non sul merito della questione, ma sull'affermazione che l'analisi tecnica è pornografia finanziaria.
Orbene io vorrei sapere su che basi il Sig. Pedone, che è un consulente indipendente, consiglia l'azione X piuttosto che l'azione Y, e con quali obiettivi, cassetista o speculatore?
Perchè, se lo consiglia come cassettista sbaglia perchè non dovrebbe consigliare titoli singoli, ma panieri per la nota legge della diversificazione dei rischi, come speculatore c'è solo l'analisi tecnica.
Screditare una persona come Fibonacci, nata nell'anno 1000 che ha fatto una teoria, applicata 1000 anni dopo e che funziona sempre, è abbastanza irriverente, specie da Lei Sig.Pedone, che mi spiace dirglielo, a confronto di tal luminare è "nessuno".
Da ultimo mi spieghi quali strumenti di analisi fondamentale, usa per la scelta dei titoli azionari.
Come Lei ben sà io sono un semplice PF, definito irriguardosamente da Lei "piazzista", ma ho l'accortezza di far capire ai clienti che comperare azioni singole non è buona cosa, e che se proprio si vuole fare lo speculatore, bisogna, destinando una piccola quota del proprio patrimonio, prima studiare e pagare (in termini di perdite iniziali) proprio l'AT, ma che non è compito mio nè insegnarla nè tantomeno sollecitare tali pratiche, benchè a differenza Sua, io ne sarei in grado.
Saluti
conte
19 ottobre 2005 00:00
x vip,milano
- oggi in tutti i campi occorre essere preparati e avere informazioni adeguate : per questo occorre poter accedere a specialisti del settore così come si va dall'avvocato, il commercialista, l'ingegnere, ecc ecc
Lei non sa quanti avvocati ingegnieri commercialisti fanno danni.
Gli specialisti del settore nel nostro caso del risparmio e' documentato che dal 1984 da quando in Italia hanno incominciato ad operare con i fondi hanno arrecato immensi danni e continuano a farlo all'oggi.
CHI affida i risparmi ad altri "professionista, specialista" oltre a spossesarsi dei propri averi fa UN ATTO DI FEDE.
Non e' obbligatorio investire, specie su cio' che non si capisce e comprende,molto spesso si affidano facilmente ad altri soldi che non si sa che farsene.
CHI e' accorto e si informa non di certo affida i risparmi ad altri ,ma ne fa buon uso x i propri interessi e scopi.
E' ingenuo chi affida in gestione i risparmi e pensa che gli alri facciano i propri interessi.
Solo i grandi capitali dati in gestione hanno cura e soddisfazione da parte di chi li gestisce ,x il resto piccoli patrimoni gestiti, quote di fondi, polizze e altre porcherie finanziarie servono a spremere e a tosare chi delega la gestione dei propri risparmi ad altri .
conte
19 ottobre 2005 00:00
x yoyo
l'AT e' pura illusione
Ci si illude di essere padroni del mercato ,entrando e uscendo a seconda della propria suscettibilita' e interpretazione .
Le variabili di un azione di un undice sono innumerevoli,se no l'AT farebbe tutti ricchi,- adesso mi risponderai che non tutti la sanno leggere , interpretare o cogliere i segnali (ma x favore) .
YoYo le posizioni lunghe, storiche e il saper scegliere cosa mettere in portafoglio in determinati momenti temporali (tassi petrolio inflazione ecc,)quello serve altro che At.
HO le ENI in portafoglio dal 1999 a circa 5€ che diceva l'AT???,dai yoyo svegliaaaaaaaaa.
a.pedone - Aduc Investire Informati
19 ottobre 2005 00:00
In primo luogo ringrazio coloro che sono intervenuti ed anche per pacatezza degli interventi (nonostante il fatto che il tema indubbiamente accenda gli animi e che le mie posizioni sono certamente piuttosto “spigolose”). Devo qualche risposta.
A “vip milano” del 19 Ottobre.
Mi fa molto piacere interloquire con persone che la pensano diversamente da me. Quindi non ti devi scusare di niente. La mia impressione e’ che non sia riuscito a spiegarmi.
Quando dico che investire non e’ obbligatorio non dico che non sia giusto investire se uno ha dei quattrini. Giustissimo farlo. Dico solo che nella situazione attuale e’ per lui molto piu’ conveniente farlo SOLO se ha ben chiari alcuni concetti fondamentali. Altrimenti fa molto meglio non investirli o ad investirli in cose che consoce bene come i semplici titoli di stato.
Diversamente se uno sta male non ha molte alternative se non andare da un medico (naturalmente puo’ scegliere il tipo di medico ed il tipo di medicina…)
Se la mia affermazione che per fare investimenti di base basti il buon senso di sembra ridicola non so che dirti. Tu accusi me (ed il prof. Scienza) di non dare consigli realmente applicati.
Ripeto quello che ho gia’ scritto. Abbiamo pubblicato un decalogo per investitori finanziari non esperti. Applicando quel decalogo un qualunque investitore puo’ fare meglio di quello che gli suggerisce mediamente l’industria del risparmio gestito.
E’ chiaro che per fare MOLTO meglio e’ necessario avere una conoscenza molto piu’ approfondita. Ti faccio un esempio. Sul mercato, oggi, esistono titoli obbligazionari che rendono anche il 2% in piu’ della media delle obbligazioni simili. Andarle a scovare richiede molto tempo e molta conoscenza. Ma non e’ questo che deve fare un comune risparmiatore. Se un comune risparmiatore di accontenta dei rendimenti medi del mercato, basta veramente poco per fare buoni portafogli.
A “yoyo”del 19 Ottobre.
A confronto del grande Fibonacci io sono molto meno che “nessuno”. Hai perfettamente ragione su questo. Fibonacci e’ stato certamente un grande. Fibonacci, pero’, non si sognava neppure minimamente di applicare le sue teoria ai mercati finanziari. Io ho un grandissimo rispetto anche per W. Gann e la sua teoria dei cicli. Ho molto meno rispetto pero’ per tutte quelle persone che costruiscono intorno alle loro teorie della “pornografia finanziaria”.
Quanto alla tua domanda su quali strumenti utilizzo per consigliare quali azioni scegliere ai miei clienti, ti rispondo subito: nessuno! Non utilizzo nessun strumento perche’ non consiglio mai nessun singolo titolo. Io non sono un gestore di fondi, sono un consulente finanziario indipendente che si occupa in primo luogo del patrimonio dei miei clienti e con maggiore specializzazione del patrimonio finanziario, quindi del portafoglio. Ragiono sempre e solo in un’ottica di portafoglio. Non mi occupo di singoli titoli azionari.
Ritengo che tu faccia molto bene a dire ai tuoi clienti che operare in singoli titoli e’ sbagliato.
Se ti ritieni in grado di insegnare l’AT non posso che farti i miei complimenti.
Posso farti una domanda al riguardo? Vuoi spiegarmi PERCHE’ l’anali tecnica dovrebbe funzionare? Credo di aver letto decine e decine di libri sull’argomento. Ho partecipato a seminari in Italia e all’estero. Molti anni fa ho anche fatto le mie brave “bischerate”. Ho elaborato trading-system con segnali derivanti dall’AT e quindi credo di saperne qualcosa. (fra parentesi non ho mai trovato una persona che abbia fatto i soldi con l’AT, diverso e’ il discorso dell’analisi quantitiva e della gestione sistematica…). Non ho mai trovato nessuno pero’ che spiegasse in modo convincente sulla base di quali principi l’AT dovrebbe funzionare. Si tratta sempre di una raccolta di “esperienze” che dicono che in passato ha funzionato e quindi si presume che funzioni anche in futuro,ma la domanda che ti faccio, visto che tu ti ritieni in grado di insegnarla, e’: “perche’ una dato segnale – prendi tu un segnale a caso che ti piace – dovrebbe funzionare?”. Prendi ad esempio l’incrocio di medie mobili, oppure un testa e spalla, o quello che vuoi. Quando si verifica, cosa significa? Perche’ posso considerarlo un segnale affidabile? Solo per l’esperienza passata? Non so se mi sono spiegato, spero di si’.
Condivido nella sostanza i commenti di Fabrizio e pf.fin
PS Mi scuso per gli eventuali errori/orrori ortografici… per forza di cose devo scrivere molto rapidamente e non posso rileggere. Mi scuso con tutti per questo.
marco m.
19 ottobre 2005 00:00
FAMMI INDOVINO E TI FARO' RICCO...
Il più elementare buon senso imporrebbe, prima di qualsiasi scelta di qualche importanza nella vita di ognuno,di informarsi adeguatamente sul rapporto costi/benefici tra le possibili alternative disponibili.
E' normalmente possibile farlo per un comune investitore? No, purtroppo, per molteplici ragioni di ordine soggettivo -ossia dipendenti dalla persona dell'investitore- e di carattere oggettivo,ossia dipendenti dalla ineludibile necessità di "prevedere" il futuro: quello di una azienda, del costo del danaro, della situazione politica nazionale ed internazionale, e via dicendo. E,beninteso, di disporre di informazioni essenziali e significative: quelle -per intenderci- che non si pubblicano normalmente sui giornali.
Le Assicurazioni Generali,dopo l'11 settembre, hanno inscritto in bilancio perdite per migliaia di miliardi di vecchie lire su investimenti finanziari, tanto per fare un esempio; eppure, non mancano certo di esperti al loro servizio...
Esistono, poi, senza dubbio, le truffe più o meno legalizzate.Ne sono un esempio le clamorose vicende Cirio,Argentina e Parmalat,dove si sono addirittura truccate le carte. Ma anche in questo caso,cosa può fare un piccolo risparmiatore che disponga delle informazioni (o delle controinformazioni prezzolate) che si possono leggere normalmente sui giornali, a fronte di investimenti pubblicitari di svariati milioni?
L'amara conclusione,purtroppo,è che l' intero sistema -quello economico,mediatico e persino istituzionale- gioca contro di lui e contro la sua incolpevole disinformazione.
Quando ci sono di mezzo quattrini e potere vale il detto "homo homini lupus", non certo l'articolo 47 della Costituzione e tantomeno i più elementari principi etici.
E' triste, ma funziona così dai tempi di Giuda,forse anche da prima.
Cordialmente,
mm
marco m.
19 ottobre 2005 00:00
DIMENTICAVO...
Le ragionevoli obiezioni di qualche intervento precedente sono fondate,a mio avviso e nella realtà di non pochi risparmiatori, dal cosiddetto "istinto del bottino",ossia l'avidità, che spesso prevale sulla prudenza e su qualsiasi consiglio o informazione contraria.
Al dilemma proposto un po' in stile Marzullo (ma lo dico scherzosamente...) risponderei alla fine che la verità -soprattutto quella con la V maiuscola- non si trova di sicuro in questioni di soldi.
mm
Carlo Banti
19 ottobre 2005 00:00
Bè...per prima cosa voglio ringraziare Alessandro Pedone e Aduc che hanno voluto rendere pubbliche alcune mie osservazioni su questi argomenti.
Mi auguro che la discussione che ne nascerà possa essere utile e non eccessivamente polemica (siamo qui per confrontarci in modo costruttivo, non per litigare)...sicuramente sarà stimolante...
Devo dire, peraltro che Pedone ha immediatamente colto nel segno, evidenziando quello che, anche a mio giudizio, è il vero problema di chi si trova ad operare nel mondo del risparmio e degli investimenti: la pressoché totale mancanza di autonomia e di indipendenza.
Non è un caso il mio utilizzo del paragone con il medico, figura che, al di là di alcune "storture", è REALMENTE indipendente...
Non esiste, ad oggi, la figura del "medico del risparmio"? Sono parzialmente d'accordo, ma allora cosa dobbiamo fare? Ci dobbiamo arrendere? Non lo penso e verifico giornalmente ce neppure Pedone ed Aduc lo pensano.
Quello che dobbiamo fare, come dicevo nella mia lettera, non è pretendere di annullare le così dette "asimmetrie informative" che stanno alla base del rapporto tra cliente e operatore finanziario: non ci riusciremmo mai...e non sarebbe neppure giusto...ad ognuno il suo ruolo...
Quello che possiamo fare, più realisticamente, è provare a rendere questo rapporto un po' meno squilibrato, agendo sì sul livello di informazione del cliente, ma agendo anche sull'etica e sulla coscienza degli operatori.
Il livello di consapevolezza dei risparmiatori è molto cresciuto negli ultimi anni, ma, come dimostrano le testimonianze di "Vip" (che ringrazio per la complicità anche se non condivido i suoi toni eccessivamente polemici) e "Pf Fin" la maggior parte della gente non ha la più pallida idea di quello che gi fanno sottoscrivere e del perché gli viene consigliato quel prodotto piuttosto che quell'altro…..non ne hanno idea e non la vogliono neppure avere come sostiene giustamente “Fabrizio”….
Recentemente abbiamo svolto un sondaggio nella nostra Provincia (Pisa): su oltre 1.600 intervistati, l'83% ci ha detto che non ritiene giusto che chi vende un prodotto finanziario riceva, da quella vendita, un premio...e sapete perché, secondo me? Perché NON LO SA...quando infatti abbiamo chiesto se la Banca li informasse dell'esistenza di questo premio per la vendita, il 93% del campione ci ha risposto di non saperne niente...e quando si scopre DOPO qualcosa che si pensa si sarebbe dovuto sapere PRIMA, scattano subito sfiducia e meccanismi di autodifesa.
Ma come potremmo fare per conciliare una corretta informazione al cliente e la sua (anche giusta) ritrosia ad informarsi prima di investire?
Nel mio piccolo, un paio di idee ce le avrei.
Partiamo dal problema: il cliente non ha certo voglia di leggersi i Prospetti Informativi e tutti lo capiamo. Deve allora rinunciare ad occuparsi dei propri investimenti? Certo che no, ma come potrebbe fare per rendersi conto con una certa facilità se l’operazione che gli viene proposta è adatta a lui? L’unica strada è che legga e capisca i vari prospetti? Secondo me No.
Un’idea potrebbe essere quella di creare un’Autorità indipendente che sia in grado di valutare l’adeguatezza delle operazioni proposte ai risparmiatori, un po’ come succede con i Film che passano in TV: con il bollino ROSSO si identifica un Film non adatto ai minori, con quello GIALLO un Film che i minori è meglio che guardino insieme ai genitori, con quello VERDE una pellicola adatta proprio per i bambini.
ATTENZIONE però, perché i bollini NON entrano nel merito delle qualità del film: ad esempio “Il Silenzio degli Innocenti” è un film pluridecorato, indipendentemente dal fatto che non sia adatto per mia figlia, mentre, che so, un cartone animato computerizzato della “Barbie” è sicuramente adatto per mia figlia, ma sulla qualità, francamente, avrei qualcosa da ridire…
Il BOLLINO, quindi, NON giudica la qualità dell’operazione, ma solo la sua adeguatezza.
Provate a pensare se sul Prospetto Informativo dell’ENEL ci fosse, in bell’evidenza, un bollino assegnato da questo organismo indipendente: il risparmiatore non avrebbe più così tanto bisogno di leggersi 520 pagine perché dovrebbe già conoscere (e poi vedremo come) il suo Profilo di Investitore e dovrebbe essere già consapevole a quale fascia appartiene, cioè se è un investitore “verde”, “giallo” o “rosso”.
Quindi, qui manca un tassello: l’Organismo Indipendente potrebbe assegnare il BOLLINO, però io cliente devo essere consapevole di che tipo di investitore sono: come posso fare per scoprirlo?
Entra in gioco la così detta SCHEDA INFORMATIVA: un documento troppo colpevolmente trascurato dagli operatori e dagli stessi clienti.
Mi trovo spesso ad introdurre questo argomento con una battuta: “Comprereste uno yogurt senza conoscere la data di scadenza?”….io credo che nessuno comprerebbe un prodotto fresco senza conoscere la data di scadenza, perché è quest’ultima che ci dice se il prodotto è buono o è avariato.
E allora se non comprereste mai uno yogurt di questo tipo, andate in Banca o dal vostro Promotore e pretendete di compilare la SCHEDA INFORMATIVA.
La compilazione di questo documento, purtroppo, è facoltativa e questo, secondo me, è il primo grave errore perché fornisce uno spazio di manovra alla banca che fa firmare un foglio dove il cliente dichiara che non ha voluto compilare questa Scheda e si toglie da diversi imbarazzi.
La corretta compilazione di questa scheda, invece, ed il suo aggiornamento almeno annuale coprono un duplice scopo: intanto fornisce informazioni sulla situazione finanziaria del cliente, sui suoi obiettivi di investimento, sulla propensione al rischio e sulla sua esperienza in materia….quindi AUMENTA LA CONSAPEVOLEZZA DEL RISPARMIATORE SULLA PROPRIA SITUAZIONE, cioè riesce a far capire al risparmiatore a che fascia appartiene: se è un bollino “verde”, “giallo” o “rosso”.
Se il cliente compila correttamente questa scheda e la tiene aggiornata almeno annualmente, riuscirà ad avere sempre un’idea piuttosto precisa della fascia alla quale appartiene e, quindi, quando vedrà il “bollino” colorato sul Prospetto Informativo, avrà già un’idea se quella operazione può andar bene per lui oppure no….poi, magari la sottoscriverà lo stesso, ma almeno lo farà con maggiore consapevolezza.
Ma questo non è l’unico obiettivo che copre la corretta compilazione della Scheda Informativa.
Perché, poco fa facevo l’esempio dello yogurt? Perché anche le persone che NON hanno compilato la scheda informativa, hanno, nella maggior parte dei casi, già posto in essere degli investimenti.
Allora, come posso fare per capire se nel mio Deposito Titoli ci sono dei prodotti “avariati”?…Se nel mio “frigorifero” ci sono dei prodotti “scaduti”? Compilo la scheda informativa e, in questo modo riesco a rendermi conto meglio se le operazioni e gli investimenti che ho nel mio Dossier, sono adatte al mio profilo di investitore.
E pensare che la compilazione di questa scheda è possibile, se non erro, addirittura dal 1996 (Decreto Eurosim) e, sicuramente, dal 1998 (TUF)…..quanti di voi lo sapevano? E quanti lo hanno fatto in quei periodi?
Mi rendo conto di aver abusato anche troppo del vostro tempo con queste mie lunghe considerazioni che mi auguro, comunque, possano provocare reazioni costruttive…
A presto
Carlo Banti
marco m.
19 ottobre 2005 00:00
COME RICUCCI HA FATTO I MILIARDI
Per rispondere al dilemma proposto da Pedone può essere utile sapere come ha fatto i miliardi il noto Ricucci: secondo un interessante articolone pubblicato sul Corriere/Economia,in estrema sintesi ha beneficiato di precise informazioni e/o istruzioni che gli arrivavano,in via personale e riservata,da un amico direttore generale di banca, poi da Gnutti,poi da Fiorani...
Sull'operazione Olivetti/Tecnost,per fare un esempio,ha ricavato una plusvalenza del 300%,impiegando perdipiù capitali prestati a tassi di favore da qualche furbetto del quartierino bancario.
Bravo, tanto di cappello.
Ma con queste dritte avrei fatto qualche milione anch'io,come qualsiasi altro esperto o inesperto di finanza di questo mondo. Altro che analisi tecnica, che spesso si dimostra come un biglietto della lotteria dopo l'estrazione...
Altro caso emblematico è la vergognosa vicenda dei bond argentini. Io stesso,che non sono così disinformato,quando ci investii qualche decina di milioncini di vecchie lirette -alcuni mesi prima del default- non sapevo che ormai erano classificati come "spazzatura" dai noti istituti di rating.E la banca ovviamente si guardò bene dal dirmelo.
Come altre centinaia di migliaia di risparmiatori,li acquistai per le stesse elementari ragioni con le quali per anni tutti abbiamo sottoscritto Bot italiani al 12 o anche 15%.
Dopo il default, mi sono chiesto perché il nostro governo non muovesse un dito nei confronti dell'Argentina per sventare lo scippo del secolo (25.000 miliardi di lirette!),come peraltro impone addirittura l'art.47 della Costituzione.
Ebbene,a differenza della Gran Bretagna che per quattro scogli e poche pecore inviò la Flotta alle Falkland, il nostro governo non ha mosso un dito perché la stragrandissima maggioranza delle emissioni argentine erano contrattualmente riservate in esclusiva agli operatori istituzionali, e non quindi ai piccoli risparmiatori, come è emerso da una recente indagine parlamentare (on.Benvenuto).
Quindi,sono le nostre banche che hanno speculato sui risparmiatori,nella totale inerzia di Consob, Banca d'Italia etc. etc. Ma i giornali questo non lo dicono e preferiscono parlare di risparmiatori sprovveduti o temerari,perché questa è la tesi delle banche che investono fior di quattrini in pubblicità.
Le informazioni: questo è il nocciolo del problema in ogni scelta di investimento.
MA CHI LE DA' E CHI LE GARANTISCE?
Non certo un Corriere della Sera, con Bancaintesa,Generali etc. etc.nel patto di sindacato del giornale...
mm
pf.fin
19 ottobre 2005 00:00
x Carlo Banti
Simpatica l'idea del bollino colorato assegnato da un'autorità indipendente (ah, e come la scegliamo o costituiamo ???).
Personalmente non nutro molta fiducia nei confronti delle ististuzioni, cosa hanno fatto le varie Bankitalia,Consob ecc. hanno aumentato a dismisura "le carte" che il cliente deve sottoscrivere...più ne firma e meno ne capisce.
Basterebbe responsabilizzare gli operatori tutti con una effettiva vigilanza (non partecipazione) e lasciare libero il mercato...che troverà da solo il proprio equilibrio (certo qualcuno ci rimetterà, ma questo succede regolarmente in tutti i settori merceologici!)
Quando il risparmiatore comincerà ad informarsi PRIMA le cose miglioreranno!
yoyo
19 ottobre 2005 00:00
Per il Sig.Pedone, che visto mi dà amichevolmente del "tu", mi ritengo autorizzato a ricambiare ed ad adeguarmi, meglio così.
Innanzitutto, mi compiaccio che non consigli titoli singoli, ma altri interventi di CI, che fanno asset allocation con bond, azioni, fondi ed Etf, mi faceva pensare che anche tu utilizzassi tali metodi.
Non è che non si può consigliare un titolo di stato, ma già un Corporate diventa un problema, non parliamo delle azioni, chiarito questo, passiamo all'AT.
Personalmente stò aspettando che mi pubblichino un libro con la risposta che hai chiesto tu "quali sono i principi per cui l'AT tecnica dovrebbe funzionare", cerco di sintetizzare:
l'AT studia gli avvenimenti precedenti per cercare di applicarli a quelli presenti, senza per questo dover per forza determinarne con certezza gli eventi futuri.
Ovvero, se un dato segnale in passato è stato efficace, uno simile (quasi mai identico) adesso perchè non lo dovrebbe essere? a mio avviso è tutta una questione di probabilità, se io intervengo su un segnale che di solito è efficace ho più probabilità di successo che se intervengo senza avere un segnale a mio favore.
E' il classico rapporto rischio/rendimento che tengo a sfruttare a mio favore.
Io tutti i giorni insegno a riconoscere i segnali, in base ad un metodo da me sviluppato ed elaborato dall'esperienza fatta con degli amici su di un forum, e tutti i giorni però insegno una cosa più importante "la disciplina".
Su di un grafico numerico conseguenza dei prezzi di un titolo, tradotto in candele, ci sono le emozioni della gente, l'ottimismo o il pessimismo, l'euforia il panico o la noia, ebbene l'AT alla fine è lo studio del comportamento umano, che è sempre simile ma mai uguale, per questo, se applicata bene funziona.
Edè grazie all'applicazione di questo,che per la prima volta nella tua vita, seppur virtualmente, hai incontrato qualcuno che sà fare i soldi con l'AT.
Se vuoi qualche prova, vai su un motore di ricerca e digita "Yoyo9898" e avrai qualche dimostrazione plausibile.
Saluti
E non toccarmi Fibonacci
yoyo
19 ottobre 2005 00:00
Non mi ero accorto che mi aveva risposto Conte, e rimedio.
Caro Conte, hai avuto fortuna con un titolo e guadagni circa il 400%, bravo, ma dicci anche quelli coi quali stai perdendo, perchè è inevitabile, l'illusione è l'analisi fondamentale, e pensare di saper anticipare il mkt su tali considerazioni, mi fà sorridere che tu mi dica che ti basi sui tassi e sul petrolio, nell'ultimo anno se ragionavi avresti dovuto uscire dalla borsa perchè tutti dicevano che i tassi erano in salita, che il dollaro doveva andare a 1,50 ed il petrolio a 100 dollari.
Credo che tu ti sia iperautovalutato, oltre che illuso di saperci fare, se vieni sul mio forum, capirai come qualcuno le tue Eni le stà shortando da parecchi giorni, ma tu guadagni il 400% che tè frega se perdi il 20% in 10 giorni, complimenti,ma se seguivi l'AT, vedevi l'ipercomprato sui petroliferi, e vendevi le tue Eni magari ricomprandole più basse se non volevi andarci corto, ma a te non serve sei il mago "G" della finanza.
Saluti
Carlo Banti
19 ottobre 2005 00:00
Con tutto il rispetto per chi parla di AT, penso che abbia sbagliato Forum e, forse, ha sbagliato anche il buon Pedone a tirare fuori l'argomento. Personalmente la penso come lui e giudico tale attività non pertinente con quella del consulente finanziario.
Non parliamo poi dell'effettiva utilità per il cliente...
Detto questo, però, qui parliamo d'altro...
PER Pf.fin
Sparare sulla Banca d'Italia, oggi, è un po' come farlo su un pianista del Far West...non dobbiamo essere tropppo disfattisti...e poi il cliente non avrebbe proprio niente da firmare.
Mi rendo conto però che, in un Paese che non riesce neppure a capire che la Vigilanza sulla STABILITA' e quella sulla CONCORRENZA sono cose che difficilmente possono andare d'accordo e che continua a mantenerle entrambe sotto l'egida della Banca Centrale, le speranze sono ridotte al lumicino...
Ma tu hai centrato un punto fondamentale di questo Forum: siamo qui per capire proprio come fare per consentire al risparmiatore di informarsi PRIMA...su questo mi piacerebbe sentire una tua idea che riesca a conciliare l'INFORMAZIONE con la SEMPLICITA'...io ho pensato ai "bolllini", ma sarei felice di leggere altre idee....
a presto
CB
luciana
19 ottobre 2005 00:00
caro yoyo, ti faccio i miei complimenti in anticipo!!!
tanto di cappello se riesci a convincere qualcuno a pubblicare le tue pirlate...
deve essere una casa editrice alla frutta
in ogni caso l'importante è crederci
ciao a tutti e complimenti a pedone per il sito
conte
20 ottobre 2005 00:00
X yoyo
-Su di un grafico numerico conseguenza dei prezzi di un titolo, tradotto in candele, ci sono le emozioni della gente, l'ottimismo o il pessimismo, l'euforia il panico o la noia, ebbene l'AT alla fine è lo studio del comportamento umano, che è sempre simile ma mai uguale, per questo, se applicata bene funziona.
Edè grazie all'applicazione di questo,che per la prima volta nella tua vita, seppur virtualmente, hai incontrato qualcuno che sà fare i soldi con l'AT. -
Beato illuso,ma se tutto cio' ti porta soldi buon x te.
Vedi che le domande poste da Pedone ,attendevano una risposta tecnico-scientifica sull'AT.
Stai aspettando un libro che te lo dica, aspetta e spera yoyo nel frattempo usa l'at come meglio credi,l'importante in questa pseudo tecnica-disciplina e' crederci.
Come tanti soggetti che al mattino prima di uscire leggono le fregnacce dell'oroscopo ,ma e' solo suggestione e autoconvolgimento da Koglioni.
Prendero' in seria considerazione l'At il giorno che qualcuno mi dimostri con formule matematiche il suo funzionamento con relativa applicazione.
Attento che tra una candela, una media, un testa e spalla o ad un incrocio ti puoi anche skiantare,a dimenticavo non ti puo' succedere perchè usi disciplina,ma x favore yoyo, daiiiiiiiiii.
x carlo banti
"La corretta compilazione di questa scheda, invece, ed il suo aggiornamento almeno annuale coprono un duplice scopo: intanto fornisce informazioni sulla situazione finanziaria del cliente, sui suoi obiettivi di investimento, sulla propensione al rischio e sulla sua esperienza in materia….quindi AUMENTA LA CONSAPEVOLEZZA DEL RISPARMIATORE SULLA PROPRIA SITUAZIONE, cioè riesce a far capire al risparmiatore a che fascia appartiene: se è un bollino “verde”, “giallo” o “rosso”."
Le pensate di tutti i colori x catturare clienti.
"siamo qui per capire proprio come fare per consentire al risparmiatore di informarsi PRIMA..."
Ma riuscite a capire signori pf e ci che se il risparmiatore medio vostro potenziale cliente si informa o viene informato potreste fare la fame?
Un risparmiatore saggio informato o che mastica un minimo di finanza si mantiene alla larga da pf ,ci, sportellisti bancari e postale.
X vostra fortuna ne sono ancora pochi quelli informati e che ci capiscono qualcosa.
L'informazione, quella vera e ' difficile trovarla specie per chi non ha dimestichezza con la rete.
Sara' solo questione di tempo le nuove generazioni saranno piu' accorte in materia di risparmi, di sicuro non li affideranno ad altri.
yoyo
20 ottobre 2005 00:00
Per la Signora Luciana
Giudicare pirlate cose che non si conoscono, non mi sembra molto intelligente, io di solito faccio così, osservo, valuto e poi decido.
Inoltre affermazioni di tale portata, dovrebbero essere fatte da qualcuno che ha la capacità di giudicare il lavoro degli altri, e di Lei Sig.ra conosciamo solo il nome, nè la professione nè un minimo di esperienze passate, e quindi per il futuro, se vuole criticare qualcuno, si qualifichi meglio.
Per Conte, credo di aver risposto correttamente con la definizione corretta, ad ogni modo faccio un copia incolla per far capire meglio
ANALISI TECNICA
L’analisi tecnica è lo studio dell’evoluzione dei prezzi passati, attuato attraverso grafici, per cercare di prevederne la futura evoluzione.
Alcuni dicono che l’analisi tecnica non serve a niente ma succede poi che la usano tutti.
Effettivamente è una disciplina molto complicata, ma anche molto seria, ed è uno strumento indispensabile per chi voglia fare il trader.
Ignorare l’analisi tecnica è come guidare senza conoscere i segnali stradali
Infine, ammetto, che siamo fuori tema, ma l'affermazione del Sig.Pedone, che l'AT è pura pornografia finanziaria, non poteva passare innosservata, d'altronde lo stesso Sig,Pedone ha corretto, dicendo di essere un'estimatore di Gann e Fibonacci.
Bye
GiordanoBruno
20 ottobre 2005 00:00
Non ho chiaro il motivo del contendere. Ma scusate non secoli ma qualche anno fa, i risparmiatori investivano in titoli di stato con questa filosofia: io(risp.) ti do 100 e tu [stato(quindi tutti gli altri)] mi rimborsi l'intero capitale tra 5,10,15...anni e nel frattempo mi paghi una cedola.
Adeguandosi alla nuova realtà mondiale (ed ai nuovi rendimenti), è ancora possibile replicare questo schema.
Se invece si cercano rendimenti maggiori, è indispensabile capire come ed in cosa si investe.
Non c'è bisogno di diventare guru della finanza ma, avere un idea sul cos'è un'azione o un fondo comune d'investimento, è l'unica cosa che ci mette in condizione di risparmiare/investire con consapevolezza su rischi, opportunità e costi.
a.pedone - Aduc Investire Informati
20 ottobre 2005 00:00
In primo luogo ringrazio i partecipanti a questo forum. Spero che i toni possano rimanere il piu’ possibile pacati come quelli di Carlo Banti. Vengo, brevemente, a dire la mia sulle repliche di Carlo Banti, Yoyo, pf.fin e Conte.
x Carlo Banti
L’idea del “bollino” mi sembra un po’ troppo sintetica. Come sai benissimo l’adeguatezza di un investimento rispetto al profilo di rischio di un cliente si analizza sotto diversi fattori. La legge (con la sua solita ed inevitabile grossonalita’) parla di adeguatezza per: tipologia, dimensione e frequenza. Facciamo un esempio. Un ETF azionario avrebbe un bollino rosso. Ma qualcuno potrebbe dire che l’investimento e’ inadeguato ad un profilo di rischio basso (bollino verde) se viene acquistato per un 5% del proprio portafoglio. Forse, se l’investitore ha ben percepito l’ottica di portafoglio, un 5% di azionario in un portafoglio prudente puo’ ottimizzare il rapporto rischio/rendimento, come tu – sono convinto – sai benissimo. Per questo concordo con l’idea di una scheda sintetica, ma il bollino non mi convince fino in fondo.
x Yoyo
Come dice giustamente Carlo Banti, il tema di questo forum non e’ l’AT.
Non resisto pero’ alla tentazione di replicarti (ha ragione Carlo a dire che ho sbagliato a tirarla in ballo, ma io sono pieno di difetti…). Se studi il funzionamento del mercato nei suoi dettagli, ti rendi conto che due figure grafiche molto simili in due fasi di mercato sono probabilmente il risultato di scelte umane degli operatori molto diversi. Bisogna sempre tenere presente che i grafici non danno una indicazione sintetica DEL MERCATO (come molti dicono), ma danno una indicazione sintetica di QUELLA PARTE DEL MERCATO che ha scelto di fare delle negoziazioni. Potremo dire che e’ un indicatore MARGINALE (nel senso Ricardiano) poiche’ e’ il frutto delle scelte degli ultimi operatori che hanno effettivamente venduto o comprato. I titoli scambiati sono una minoranza relativa rispetto ai titoli scambiabili. Per questo un determinato segnale in una fase di mercato particolarmente depressa e’ il frutto di scelte molto diverse rispetto ad un segnale simile in fasi, diciamo cosi’, piu’ standard.
Prova a prendere un software per fare trading system (come ad esempo TradeStation) e applica i tuoi segnali ad un centinaio di serie storiche su mercati diversi (qualche merce, valuta, singole azioni, indici...) Sono pronto a scommettere con te che la percentuale di segnali “corretti” oscillera’ tra il 40 ed il 60%.
La chiave di ogni trading e’, come giustamente hai detto, la disciplina. Piu’ specificatamente il money management. Con un buon MM, il segnale d’ingresso diventa poco rilevante.
Il discorso si farebbe lungo ed ho fatto un off-topic anche troppo grande. Voglio solo dire che la maggioranza delle pubblicazioni sull’AT e’ veramente “pornografica finanziaria” perche’ fa passare un messaggio assolutamente sbagliato e cioe’ che sia possibile predire l’andamento futuro dei mercati sulla base dell’andamento passato. Questo e’ un messaggio deleterio.
x pf. fin.
Sono abbastanza d’accordo con te. Anch’io credo molto poco nelle Autorita’. Probabilmente ho una formazione un po’ diversa da quella di Carlo e tendo a dare piu’ importanza alle scelte individuali rispetto alle strutture espressione della volonta’ politica.
Naturalmente, <i>in medio stat virtus</i>, e quindi sono comunque utili gli interventi delle Autorita’ (che d’altra parte si stanno muovendo entrambe nel senso di fornire ANCHE informazioni di tipo sintetico), ma la mia fiducia e’ molto scarso.
x Conte
Francamente, pur condividendo la sostanza delle cose che scrivi, credo che non sia corretto alzare i toni attaccando personalmente chi ha idee diverse dalle tue.
Non e’ detto che Yoyo sia un illuso e che Carlo Banti sia una persona che cerca di “catturare i clienti”. Le stessa, gratuite, accuse potrebbero essere rivolte a me.
A parte quello che dico, potrei essere benissimo un illuso che cerca di catturare clienti e perche' non potrebbero essere rivolte a te?
Io non condivido l’approccio ai mercati dell’AT ma so che alcuni di coloro che vi credono hanno studiato profondamente la materia e sono giunte a conclusioni diverse dalle mie. Non e’ detto che io abbia ragione. Io, naturalmente credo di si'... Cosi’ come ci sono promotori finanziari, che spesso operano per reti atipiche, che fanno il loro lavoro coscienziosamente. Per non parlare dei consulenti finanziari indipendenti che sono poco seri. Insomma, noi qui non ci conosciamo, non credo che sia corretto dare giudizi personali.
Io sono il primo, per carattere, a fare affermazioni un po’ forti che possono anche risultare poco “politically correct” ma cerco sempre di distinguere le idee dalle persone.
PS Continuo a scusarmi con tutti per gli errori/orrori ortografici dovuti alla mancata rilettura. Qualcuno puo’ considerarlo mancanza di rispetto per il forum. Vi prego di considerare che si tratta solo di mancanza fisica di tempo.
marco m.
20 ottobre 2005 00:00
INFORMAZIONE,GIORNALI,CONSULENTI,INTERNET...
Bollini colorati,yogurt,medici della mutua...
Il bello di internet è che qualsiasi opinione -giusta o sbagliata che sia- trova la stessa accoglienza,a differenza di quanto succede su un giornale qualsiasi.
Ma questo grande vantaggio di apparente democrazia presenta spesso un problema che invece tradisce la democrazia ed è insito nell'anonimato,nella non-trasparenza e quindi nella sostanziale "irresponsabilità" di chi esprime un'opinione. Fino al punto di alterare la verità e la credibilità dell'opinione che viene espressa e letta da altri.
Nei molti forum presenti su internet (che io personalmente non frequento quasi mai)succede di conseguenza che,a opinioni piene di buon senso, si mescolino delle idiozie totali e opinioni in "conflitto di interesse", a dir poco.
Credo che questo sia un problema comune dal quale non è esente nemmeno questo sito,peraltro apprezzabile sotto molti punti di vista.
La conseguenza di tutto questo fa sì che un sito, per quanto utile nei suoi intenti, perda di credibilità, di autorevolezza e di audience. Ossia, proprio quello che ne determina il suo oggettivo valore in senso lato.
A questo però esistono rimedi.
Forse,può essere il caso di scambiarci qualche suggerimento in proposito,se chi amministra il sito lo ritiene, beninteso, utile.
mm
Alex
20 ottobre 2005 00:00
Io credo che l'AT non abbia alcuna spiegazione... è stata inventata per giustificare se stessa. Tante più persone seguono l'analisi tecnica e tanto più l'analisi tecnica è esatta... ma dire cosa c'è alla base non si può.
Perchè non dimentichiamoci che l'analisi tecnica prescinde da tutto quello che accadrà, e come sappiamo gli andamenti di borsa seguono spesso andamenti irrazionali o comunque legati a fattori esterni.
Ma ai fini dei risultati non cambia il mezzo, se gli operatori credono nell'analisi tecnica si comporteranno in modo da ottenere esattamente quello che vogliono. Facendo in modo che l'analisi tecnica "abbia ragione".
yoyo
20 ottobre 2005 00:00
Rispondo anchio al Sig.Pedone, perchè devo fare alcune precisazioni.
Io credo di fare un tipo di operatività particolare, basata su segnali a 3 minuti, non è un vero e proprio scalping, ma è qualcosa che permette di fregarsene delle serie storiche, vivo a minuti ed opero su segnali a minuti, la filosofia di base è che sono troppo "ignorante" per poter capire il perchè i mkt salgono o scendono, in definitiva io penso che salgono perchè nn scendono e viceversa.
L'applicazione di questa filosofia fà si che l'osservazione del grafico e l'applicazione di una minima parte di AT, dia ottimi risultati, la difficoltà stà però nella disciplina, Conte la deride, ma il trucco è tutto qui, io seguo i trend ma ogni operazione è protetta da sl inamovibili e molto stretti.
Sono d'accordo che è impossibile predire il futuro dei mkt, e proprio per questo gestire un portafoglio è diverso da fare lo speculatore, l'unico antidoto è la diversificazione e spesso la frammentazione delle attività finanziarie, almeno a mio modo di vedere.
Per tutto il resto concordo, sui PF e sui CI buoni o cattivi, ci sono in entrambe le categorie, quello che non accetto è la definizione di "piazzista".
Infine la proposta del bollino, non la trovo priva di senso, ma dovrebbe essere fatta da un'autorità veramente indipendente, e la domanda alla fine è questa? nel nostro paese è davvero pox che ci sia qualcuno privo totalmente di conflitti di interesse e di inquinamenti vari (per non dire collussione o peggio)?
Bye
Filippo
20 ottobre 2005 00:00
da: GiordanoBruno
Data: 20 Ottobre 2005
Non ho chiaro il motivo del contendere. Ma scusate non secoli ma qualche anno fa, i risparmiatori investivano in titoli di stato con questa filosofia: io(risp.) ti do 100 e tu [stato(quindi tutti gli altri)] mi rimborsi l'intero capitale tra 5,10,15...anni e nel frattempo mi paghi una cedola.
Adeguandosi alla nuova realtà mondiale (ed ai nuovi rendimenti), è ancora possibile replicare questo schema.
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Vallo a raccontare agli ARGENTINI.
Quell'infame STATO PIRATA ha cambiato le regole del gioco.Adesso funziona così:io STATO MOLOCH prendo i tuoi soldini di piccolo borghesuccio risparmiatore e ti rimborso quello che voglio(capitale e/o interessi),se non accetti perdi tutto e non puoi appellarti a nessun tribunale perchè IO sono uno STATO SOVRANO,cioè al di sopra della legge e del diritto.
Per ora l'ha fatto solo l'ARGENTINA,quel luridissimo paese PIRATA E CANAGLIA,ma la strada è aperta...perchè dovrebbero rinunciare a questa via comodissima gli altri paesi del 3°mondo e non solo...magari anche gli USA che hanno un debito estero spaventoso,magari pure l'Italia...
MEDITATE,GENTE,MEDITATE.
Carlo Banti
20 ottobre 2005 00:00
Vorrei capire se le persone che scrivono sono realmente interessate a confrontarsi in modo costruttivo o se, al contrario, sono capaci solo di polemizzare....
Ringrazio Alessandro per il richiamo alla pacatezza e al ragionamento e confesso la mia assoluta inesperienza di "Forum" (questo è l'unico che frequento proprio perchè, al contrario di qualcuno, sono convinto dell'affidabilità di questo sito e delle persone che lo curano, anche se, PER FORTUNA, non sempre sono d'accordo con loro).
In particolare non capisco gli attacchi gratuiti e assolutamente fuori luogo ai quali, almeno io, non mi abbasserò neppure a rispondere, limitandomi solo a far notare che questi "attacchi" sono sempre fini e se stessi e non portano proprio a nulla...dove sono le vostre proposte alternative?
Rispondo volentieri, invece, al buon Alessandro, proseguendo nella ricerca di quella soluzione che riesca ad abbinare SEMPLICITA' e COMPLETEZZA DI INFORMAZIONE.
Sicuramente i bollini hanno il pregio della sintesi e della semplicità, ma forse non coprono completamente l'adeguatezza delle informazioni da dare la cliente.
Se però si riuscisse a lavorare su questo aspetto, abbinandolo ad una corretta e responsabile compilazione della Scheda Informativa, sono certo che anche le problematiche delle percetuali che tu sottolinei, potrebbero essere superate.
La Scheda Informativa, infatti, prevede anche una parte fondamentale che riguarda la situazione patrimoniale e reddituale del cliente che, se correttamente abianata alle scelte di ivestimento, può servire proprio per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento.
Ma proprio grazie al bollino rosso il cliente avrebbe la percezione immediata del tipo di prodotto al quale sta dedicando, appunto, il 5% del proprio portafolgio e non cadrebbe vittima della "cattiva comunicazione" (leggi anche "manipolazione") come, troppo spesso, è accaduto in questi anni...
conte
20 ottobre 2005 00:00
Nessuno attacco a chicchessia,anzi ....
ognuno e' libero di pensare e credere in cio' che vuole,ma non posso trattenermi da certi interventi.
Chiarisce l'idea molto bene Marco m.
X Yoyo
credo solo a cio' che vedo e a tutto quello che si dimostra con formule e applicazioni matematiche,l'AT non dimostra niente.
La tua operativita' e' valida se si dimostra tale nel tempo,quindi buon x te e complimenti.
carlo banti dice:
In particolare non capisco gli attacchi gratuiti e assolutamente fuori luogo ai quali, almeno io, non mi abbasserò neppure a rispondere, limitandomi solo a far notare che questi "attacchi" sono sempre fini e se stessi e non portano proprio a nulla...dove sono le vostre proposte alternative?"
-se non si era capito nei passaggi qui sotto-
L'alternativa e' FARE da SOLI (come si e' sempre fatto),ne compilazioni di schede, ne bollini, ne yogurt, ne medici quanto si tratta dei propri risparmi .
Non c'e bisogno di aiuti particolari o di guru della finanza x comprare btp,cct,btpi, oatei, etf.
Su tutto il resto che non si conosce e non si comprende facilmente non e' obbligatorio investire, o meglio farsi investire "dai professionsti del risparmio" ,sono soldi buttati dalla finestra.
Un risparmiatore saggio,informato, che mastica un minimo di finanza si mantiene alla larga da pf ,ci, sportellisti bancari e delle poste.
L'informazione, quella vera e ' difficile trovarla specie per chi non ha dimestichezza con la rete.
Sara' solo questione di tempo le nuove generazioni saranno piu' accorte in materia di risparmi, di sicuro non li affideranno ad altri.
pf.fin
20 ottobre 2005 00:00
...mi sono allontanato 2 gg e Vi siete scatenati.
Cercherò di dire la mia sugli ultimi commenti.
Eviterei sterili polemiche su chi sia meglio tra PF,CI o FaiDaTe (non se ne verrebbe fuori) così come sui singoli prodotti...non è difficile trovare (a posteriori)un saoluzione per avere ragione.
Un accenno all'AT, personalmente non la uso moltissimo ma non posso degrinarla in quanto cmq la formazione dei prezzi segue delle dinamiche di massa che possono essere ricondotte a formule di matematica (si parla di statistica, quindi anche con i pregi e i difetti di questa disciplina, che non è la bibbia ma può essere utile).
Riguardo al "povero risparmiatore italiano", dubito che le autorità di vigilanza possano essere molto utili, in quanto i loro interventi hanno portato ad un appesantimento burocratico (se un mio cliente apre il C/C e magari sottoscrive 2 Sicav e 1 Gpf, come minimo metterà c.a 100 firma, siamo sicuri che abbia idea di quello che sta facendo?)
Una soluzione potrebbe essere la stesura di un report (a cura del singolo CI o PF-Non della Società mandante!) di c.a. 2/3 pag. con riepilogate le caratteristiche principali del "pacchetto di investimento" ( devono essere indicati chiaramente costi,rischio,vincoli di rimborso...e, sopratutto, perchè sono ritenuti utili allo scopo...
Avere un cliente che vuole sapere, capire, verificare la natura del rapporto può solo fare bene...(a chi lavora seriamente,agli altri un pò meno).
Ah proposito mi piacerebbe il "DIVIETO ASSOLUTO" alla proposizione di contest inerenti i prodotti collocati...chi ci guadagnerebbe secondo voi?
antonio lucenti
20 ottobre 2005 00:00
Per un po'lo scaduto livello di parecchi interventi, aggressivi e turpiloquenti, mi ha tenuto lontano dal forum, nel suo complesso, ma un appuntamento sollecitato da CCCPUP mi ha fatto tornare.
E chi ti trovo? L'ineffabile, l'immarcescibile, il famoso e famigerato, l'inconfrontabile ,il granitico, il semplificatore, il fine opinionista, il raffinato chiosatore, conte.
Che ancora imperversa e dichiara: " Ma riuscite a capire signori pf e ci che se il risparmiatore medio vostro potenziale cliente si informa o viene informato potreste fare la fame?"
Ma non riesce a capire il conte che un pf o un ci coscenziosi, quando trovano un cliente che capisce di cosa si sta parlando e segue il discorso, sono felici! felici di poter comunicare? forse non sa che còmpito preciso e principale del pf è quello di informare l'investitore? non certo trasformarlo in professionale: non gli spetta e non ne avrebbe l'occasione , ma di renderlo CONSAPEVOLE di quello che sta decidendo di fare, questo sì.
è chiaro che la sua mente non è in grado di comprendere e di contenere i concetti di "correttezza professionale" e di "amore per il proprio lavoro"
Non sa cosa perde.
E in seconda battuta: a lui, cosa gliene cale se noi dovessimo morire di fame?
marchese
20 ottobre 2005 00:00
da: conte
Data: 19 Ottobre 2005
HO le ENI in portafoglio dal 1999 a circa 5€ che diceva l'AT???,dai yoyo svegliaaaaaaaaa.
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L'AT ti avrebbe detto di vendere le ENI a 15,6 a giugno del 2001,ricomprarle a 11,6 ad ottobre,rivenderle a 17 a maggio del 2002,ricomprarle a 12 a marzo del 2003 e venderle un mese fa a 25.
Tralasciando ovviamente i movimenti minori e anche tenendo conto dello slippage(spero tu sappia che vuol dire)è chiaro che l'utilizzo dell'AT è comunque profittevole, solo i citrulli pregni di pregiudizi possono negarlo.
I pregiudizi sono che l'AT serve a prevedere e che non vale perchè non è una scienza esatta...invece l'AT serve a VEDERE quello che succede,non a prevedere;non è una scienza ma un'arte applicata ad una scienza che è la statistica, che è una scienza un pò particolare(Trilussa diceva che se uno mangia un pollo e un altro digiuna STATISTICAMENTE hanno mangiato mezzo pollo per uno:ed è proprio così per quanto possa sembrare strano!).
Ma il motivo per cui l'investitore intelligente,che vuole giustamente mandare aff...PF ed affini,deve stimare l'AT è di tipo "machiavellico",per così dire:dovendo investire e avendo deciso di fare a meno di consulenti balordi,a chi si affiderà per le sue scelte?Scartati i rumors e i giornali,farà le sue analisi, fondamentale e tecnica, ma l'AF è basata su bilanci datati,incompleti e non di rado truccati o addirittura falsi come Giuda(Parmalat insegna);inoltre l'AF dice che una certa azione dovrebbe valere tot, ma non spiega perchè quota la metà o il doppio...
L'AT invece fotografa la realtà in modo obiettivo e spietato:mostra le "cose come sono,non come si vorrebbe che fossero" ed è la 1°lezione machiavellica;la 2° è che i giornali e i bilanci li fanno gli altri ma l'AT te la fai tu con la tua testa:e pazzo è quell'uomo,dice Machiavelli,che confida negli altri e non in se stesso.
P.S.X conte:come hai fatto a pagare le ENI 5€ nel 1999?La quotazione max di ENI nel 1999 è stata di 12,62€ e la minima di 10,19€...va,va...
FP
21 ottobre 2005 00:00
X Lucenti
grazie per aver accolto l'invito.
Ma veramente per colpa di conte voleva lasciare il forum ? Non ci credo.
Io lo trovo divertente, guardi che altra "pirlata" ha scritto su Eni...
Ma in fondo ci sono tanti che scrivono e tanti altri che leggono, davvero ritiene che non valga la pena di spiegare e rispiegare a queste persone quant'è importante essere informati in generale, in particolare in questo settore ?