FABRIZIO
27 ottobre 2005 00:00
I PC accesi per tutto il giorno negli uffici non solo pubblici ma anche delle aziende é un fatto normale.
Ma non basta, ci sono anche lampioni e luci accese (con veneziane abbassate !) caldaie accese con finestre aperte, e macchine utensili accese ed alimentate con nessun pezzo in lavorazione.
Diffondere una cultura del risparmio é molto difficile.
Si incontrano inevitabilmente 2 ostacoli principali:
1) la mentalità delle persone poco "sensibili" a questi sprechi del tipo:
"... chi me lo fa fare, tanto non pago io... "
2) oggettive difficoltà tecniche a mettere in pratica tutto ciò.
Oggi, pensare di spegnere il PC ogni volta che ci si alza dalla scrivania é impensabile.
I tempi (e quindi i costi) per le attese per la riconnessione in rete, per la riaccensione, non permettono di farlo.
L'unica cosa che si può fare (e io la faccio) é mettere lo stand-by temporizzato che spegne almeno il Monitor e il Disco fisso, e se si può, rallentare o mettere in parcheggio anche la CPU, nullaltro di più.
Non dimentichiamo che per le ziende il tempo é denaro, e una persona costa, all'azienda, mediamente, da 30 a 60 euro all'ora (da 1000 a 2000 lirette al minuto), parlo ovviamente di costi aziendali, non di stipendi.
Mentre un minuto di energia elettrica consumata (o risparmiata) da un PC vale circa 1000 volte meno !!!!
Scocciato
28 ottobre 2005 00:00
Carissimi, sono un risparmiatore acquisito. Il mio diktat è "consumare solo quando non se ne può proprio fare a meno e cercare i modi per farlo in relazione alle molteplici attività umane". Dice Fabrizio che è una questione di bilancio, ma aggiungo che può esservi anche una ragione di esaurimento naturale di certe risorse comuni. Lo spreco, comunque, è da condannare.
Riporto una considerazione di mio figlio al quale avevo traslato il tema di Laldi. :
"""Come disse uno dei primi homo sapiens dopo essersi scottato un dito nel fuoco: “il fuoco è un pericolo, un danno per l’ambiente, consuma la legna, e sta acceso inutilmente anche quando le bistecche sono cotte! Usiamolo solo il minimo indispensabile, anzi aboliamolo del tutto, tanto si è sempre andati avanti senza! -----------
Fortunatamente non è stato ascoltato ed invece hanno piantato gli alberi per fare più legna (e così è nata anche l’agricoltura), lo hanno protetto con delle pietre per non farlo spegnere e non scottarsi (e così sono nati camini, stufe, centrali, ecc.).-----
Quindi, anziché spegnere i computer, bisogna studiare il modo per lasciarli sempre accesi senza fare troppi danni e far sfruttare, a chi in quel momento ne ha bisogno, tutto il tempo di calcolo non utilizzato da noi (si chiama Grid Computing ed è la prossima frontiera della rete). Già oggi puoi partecipare con vari programmi ai colossali calcoli per mappare il genoma umano, fare ricerca sul cancro, trovare gli extraterrestri ecc. ecc. ad es. http://www.grid.org/projects/ . Piuttosto rendiamo obbligatorio installare uno di questi programmi sui computer di tutte le aziende, e obbligare i costruttori di computer a fare dei sistemi operativi che gestiscano in maniera più intelligente e flessibile l’alimentazione (e sostituire tutti i video a tubo con lcd – 30W contro 150W!)""""
Aggiungo... girate più in bici e lasciate l'auto in garage.. vedrete quanto meno spreco.
Questo è il modo sano e da homo sapiens di affrontare le cose. L’altro è stato adottato dai Neanderthal, che infatti si sono estinti.
Ho detto, hugh!
Lucio Musto
29 ottobre 2005 00:00
SCALE
Molte volte, come in questa, il problema è nell’unità di misura che utilizziamo: una pulce vista al microscopio diventa un mostro spaventoso, una balena che nuota nell’oceano dal nostro aereo sembra un pesciolino.
Una volta a Geo&Geo sentii dello spreco incredibile che facciamo dell’acqua. Mostravano un aggeggino da agganciare al miscelatore del lavabo; mischiando aria ed acqua, praticamente senza degrado delle prestazioni, faceva risparmiare anche un sacco di soldi. Mi incuriosì, la cosa, e mi appuntai i dati. Qualche giorno dopo lo comperai pure, quell’elegante cilindretto, dal catalogo Panda del WWF. Il suo funzionamento era perfetto!
In una sera di noia, solo per passare il tempo, feci due conticini, ritrovandomi fra le mani quei dati annotati sul piccolo miscelatore. In “solo” nove anni e tre mesi, col risparmio sulle bollette, avrei ammortizzato la somma spesa. Oziosamente, ma davvero oziosamente mi chiesi dove fosse il beneficio, almeno quello mio: quell’aggeggino di plastica e ferro nove anni e tre mesi li aveva, da vivere?…
Non seppi quantificare invece, in termini ambientali, il suo costo di smaltimento.
Questo naturalmente non inficia affatto l’esattezza dei dati forniti circa lo spreco di energia dovuto allo “stand by” del PC o al led rosso del televisore inutilizzato o a mille altre piccole emorragie, ma vale la pena di domandarsi se, a parità di sforzo mentale, non convenga prima occuparsi di sprechi ben più grossi, anche se di minor impatto emotivo.
Lucio Musto 28 ottobre 2005 parole 235