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Paolo
16 novembre 2005 0:00
Greystone, tra le piccole aziende familiari che tu vorresti difendere ci dobbiamo mettere anche quelle agricole che si servono di immigrati (chissa' se tutti regolari?) come quei due indiani che si sono schiantati in auto pochi giorni fa in Lombardia, e lasciano senza lavoro me?
Secondo me no, che chiudano pure e il diavolo se li porti. Si appellano alla solidarieta' nazionale solo quando fa comodo a loro, altrimenti se ne infischiano.
Paolo
Scocciato
12 novembre 2005 0:00
In regime di libero scambio non ci sono alternative. La legge del tornaconto è padrona assoluta. Esortare, indurre, consigliare, non serve a nulla. Imporre e reprimere servirebbe a qualcosa, ma torneremmo indietro di molti decenni con ben altre conseguenze. Perciò cari amici, fino a che c'è gente(e tanta) che per comprare il giornale o le sigarette monta sul macchinone e spende cinque euro per comprare un giornale che ne vale meno di due, e due tre volte la settimana va al bar, al pub, al ristorante, alle sagre, e quì nessuno si lamenta, è meglio non cercare di trovare le ricette per risparmiare qualche cent. Ognuno fa quel che gli pare e i novelli maestrini del come risparmiare sulla benzina, sull'insalata, sul riciclaggio delle sportine, meglio lascino perdere. E' il solito del guardare la pagliuzza e non accorgersi della trave.
greystoke72
12 novembre 2005 0:00
pienamente daccordo con te ma almeno acquistare prodotti italiani di piccole imprese familiari che sono tante reltà economiche!
Paolo
12 novembre 2005 0:00
Come ho gia' spiegato in altri post, e' meglio non seguire i cattivi consigli di Ciampi, che invece di esortare a comprare itliano dovrebbe esortare gli imprenditori ad assumere italiano. E questo per almeno tre buoni motivi: (1) spendere meno; (2) come rappresaglia contro gli imprenditori che assumono immigrati e lasciano noi senza lavoro ne' denaro; (3) come strumento di pressione sugli imprenditori, per indurli ad assumere noi e non degli extracomunitari, non possono fare i loro porci comodi quando gli conviene, e poi appellarsi alla solidarieta' nazionale quando vogliono vendere porcherie a prezzi esorbitanti.
Come mai nelle tabelle nutrizionali INRAN attuali il prosciutto di Parma ha la meta' delle calorie che aveva 30 anni fa? O non e' piu' il medesimo prodotto o stanno combinando chissa' cosa, ma qualche sospetto non puo' non venire.
Paolo
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