mara
22 novembre 2005 00:00
vorrei conoscere quali conseguenze puo avere causato l'assunzione del latte incriminato in bambini che lo hanno assunto per alcuni anni. grazie
Pier Giorgio
24 novembre 2005 00:00
Ma nessuno ha letto le etichette sulle confezioni dove c'era scritto che la stessa etichetta inquinava?
Bella scoperta quella dell'ETICHETTA voluta da "consumatori", governi, europa, ecc.per salvarsi la sedia ed ognuno lavarsene poi le mani. Le "etichette" se da un lato indicano qualcosa che spesso nessuno riesce poi a quantificare e controllare, dall'altro danno una sensazione del tutto deleteria. Poichè nessuno può mettersi a leggere (spesso è in codice) quelle scritte (così piccole, tra l'altro) quando mette centinaia di confezioni nel carrello, allora l'etichetta, purchè ci sia, dà un falso senso di sicurezza e non mette affatto in condizione il consumatore di appurare quanto vi è scritto. Perciò non solo è inutile, ma fuorviante facendoci sentire come in una botte di ferro solo sulla presunta fiducia del marchio. Le etichette del latte, come per tutti gli altri prodotti, evidenziano trafile di composizione, vera o falsa provenienza, ecc. Ma il consumatore, come fa a decidere sulla base di una provenienza o di ciò che ha mangiato la bestia, ammesso che sia tutto vero? Polli cinesi, spacciati per sudamericani( chissà perchè al momento tanto sicuri) commercializzati in Italia... ma se ad ogni pollo cattivo viene attaccata una falsa etichetta di pollo buono (ammesso che i polli italiani siano così sicuri) chi si accorge del giro? E poi se ci viene qualche accidente, come faremmo a ricondurre la causa a quel latte, a quel pollo, a quella salsiccia???? Qualcuno forse tiene e conserva le etichette di ogni cosa che consuma?
L'etichetta è tutta una buffonata e addirittura contamina il prodotto!"!"!!! E poi andate dai NAS e ditegli che siete stati male con il formaggio o con la polpetta del supermercato... ma chi lo proverà?