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Dottoressa Tirone 03 dicembre 2005 00:00
Il sovrappeso e' comunque un fattore di rischio, specie a lungo andare.
Non bisogna per forza avere un fisico da modelli, ma stare nel peso forma serve per vivere meglio e prevenire le malattie.
Angelo M. 04 dicembre 2005 00:00
Questo gentile dottoressa Tirone è il suo parere come è quello di tutti quei dietologi che prescrivono diete IPOCALORICHE a chi è semplicemente in sovrappeso (BMI inferiore a 30) senza avere altri fattori di rischio. Tra l’altro la percentuale di fallimento di questo tipo di diete, secondo uno studio della Tufts University, arriva fino al 50% (come per la dieta vegetariana tanto cara al cardiologo americano Dean Ornish).

Il fattore costituzionale o un particolare tipo di fisico (endomorfo o come quello di chi svolge attività anaerobica in palestra) devono essere presi in considerazione quando si calcola il BMI per determinare se il soggetto è normopeso o meno.

Sul sito della CDC viene fatto un esempio al riguardo di due individui con stesso peso, stessa altezza ed uguale BMI. Uno è un bodybilder ed ha una vita molto stretta, l’altro è una persona normale ed ha un a percentuale di grasso decisamente superiore rispetto al primo.
Entrambi sono in soprappeso ma il bodybilder non ha fattori di rischi mentre il secondo individuo ha un girovita grande quindi ha uno di questi fattori.

Quindi non crede dottoressa Tirone che vengano prescritte diete ipocaloriche inutili (considerando anche la percentuale dei fallimenti) se non dannose addirittura anche a chi ha un BMI inferiore a 25 (normomeso)?


Paolo 1 05 dicembre 2005 00:00
Poiche' ho gia' discusso questo argomento altrove, vi riporto quanto fu scritto da me e da un altro, con qualche aggiunta.

"Pericoli della lotta contro la obesita'"

Prendo lo spunto dalla poi smentita trovata del ministro Sirchia di
distribuire ai cittadini delle cinture per accorgersi se si e' obesi
(oltre i 102 cm di girovita per gli uomini, 88 per le donne, questi i
canoni attuali) per esternarvi alcune preoccupazioni. A differenza dei
liberali puri secondo i quali si dovrebbe essere liberi anche di farsi
del male (ma non e' proibito dal codice penale?), guardo con relativo
favore alle misure del ministro della sanita' Sirchia contro il fumo
(anche se adesso ci sono ancora piu' fumatori per strada, roba da
dover girare con il naso turato e la maschera antigas), ma ho qualche
riserva sulla prossima campagna contro l'alcoole e quella contro la
obesita'. Che il fumo faccia male mi sembra assodato, per cui il non
fumare o fumare molto meno e' una buona soluzione. Gia' sull'alcoole
poi non ci siamo, perche' alcuni esperti dicono che fa sempre e
assolutamente male, anche in piccole dosi, la maggioranza sostiene che
una piccola dose giornaliera non fa male, alcuni affermano che un
bicchierino ogni tanto fa bene e ci vuole, quindi prima di imporre
qualcosa per legge si dovrebbe stabilire scientificamente come stiano
le cose. Quanto alla obesita', la faccenda e' molto piu' rognosa,
innanzitutto perche' si puo' stare senza fumare, ma non certo senza
mangiare (e bere), e se si cerca di vederci chiaro ci si imbatte in
una giungla di teorie discordanti, che vengono divulgate anche sulle
riviste femminili, ma pure li' con la firma di onorati esponenti
della classe medica, e non ce n'e' due che non si contraddicano tra
loro, sia per quanto riguarda le cause della obesita', sia per quanto
riguarda il modo di eliminarla. Proprio come in quel divertente
battibecco tra illustri luminari, negli anni 80, secondo Tizio il vino
faceva male, la settimana dopo il suo collega Caio delle Langhe o giu'
di la' replicava che no, e' la birra che fa male, il vino fa bene,
teorie discordanti su cosa fa ingrassare e cosa no, e peggio ancora
sul come dimagrire (dozzine di diete all'anno) e soprattutto su come
rimanere magri dopo essere riusciti a dimagrire. Dopo un periodo che
si e' dato dei pazzi agli obesi dicendo che mangiavano senza
rendersene conto, ora si ammette che anche chi fa una dieta e
dimagrisce rischia di tornare a ingrassare per misteriosi motivi, si
parla di un maggior numero di cellule adipose presenti nell'organismo
(!?) pronte a gonfiarsi di nuovo, di strani meccanismi che hanno del
magico per cui quando si mangia troppo il di piu' va tutto in ciccia,
mentre quando si mangia meno saltano fuori capacita' di vivere con
poco o niente, e non si dimagrisce. I piu' quotati clinici spesso
deludono almeno quanto le riviste femminili, ti portano al peso giusto
dopo anni di dieta (perche' mai tirarla tanto per le lunghe, con tempi
molto superiori a quelli impiegati a ingrassare, tanto una dieta e'
comunque uno stress per l'organismo, e c'e' il rischio, quasi la
certezza, che entrino in gioco i misteriosi meccanismi di cui sopra
per cui il ridurre le calorie serve sempre meno, o per nulla?) e poi
ti dicono che se riprendi a mangiare normalmente (sottolineo:
normalmente, non esageratamente) torneresti a ingrassare, per cui
dovresti rimanere a dieta (sottoalimentato) vita natural durante, e
questa sarebbe una guarigione, il trovarsi in una situazione in cui
non si puo' mangiare normalmente per loro sarebbe normale ...
Personalmente ritengo (una teoria che potrebbe apparire sballata, ma
non e' detto sia infondata, e comunque difficilmente si collochera' al
di sotto della media) e' che per ragioni legate all'evoluzione un
corpo umano normale quando mangia dovrebbe assimilare solo quel tanto
che gli serve e al caso reintegrare quella scorta energetica che
corrisponde a 8 Kg di grasso (quelli che si smaltiscono quando si va a
far digiuno nen deserto), un po' come il serbatoio dell'automobile che
quando e' pieno non si gonfia per poter tenere piu' benzina. Si
sentono spesso portare argomentazioni di carattere storico sulle cause
del'obesita' e sui possibili rimedi, argomentazioni poco convincenti
(gli uomini della preistoria camminavano dieci chilometri al giorno
per andare a caccia, i contadini del secolo scorso faticavano molto) e
si trascura che spesso non si andava a caccia, ma a pesca, seduti, o a
caccia con le trappole, e si dormicchiava, o che i contadini
lavoravano sodo in certe fasi come il raccolto, ma d'inverno
poltrivano. E se la celiachia e' aumentata di 150 volte, non puo'
essere certo dovuto alla vita sedentaria o alla TV, non e' pensabile
che guardando dei telefilm si mangino 75 Kg di pane al giorno, cioe'
150 volte la razione giornaliera di un operaio del 1800, quindi si
tratta di vedere che porcherie ci sono in quel pane per provocare
simili guasti, perche', per chi non lo sapesse, negli ultimi anni la celiachia e' aumentata di 150 volte. Che senso ha esortare a mangiare poco, anche troppo
poco, e a fare un sacco di moto (e anche li' gli esperti si
contraddicono, chi dice che per rimanere in salute bastano 15 minuti
al giorno, chi dice un'ora, beh, come ci si deve regolare?) quando ai
bambini dell'asilo cresce il seno perche' la carne e' imbottita di
quegli stessi prodotti che servono a far ingrassare i vitelli? E
analogamente per tutti gli altri casi del genere. Il numero di aprile
2003 di Svegliatevi riportava come la obesita' sia ormai molto diffusa
anche nei paesi sottosviluppati, dove secondo i mass media non si
mangia molto, anzi si fa spesso la fame o si muore di fame, difficile
quindi pensare che anche chi mangia poco, non ha automobile ne'
televisore e si deve muovere molto ingrassi perche' eccede nel
mangiare, piu' probabile che il guaio sia dovuto alla qualita' di cio'
che si mangia. Alcuni medici sostengono che non se ne sa abbastanza da
poter eliminare l'obesita'. Forse e' cosi', o forse preferiscono non
andare a mettere mano su questioni scottanti. La mia preoccupazione e'
quindi, sentite gia' certe proposte di tassazione sull'obesita'
avanzate in vari Stati, e' che prima si mettano i cittadini in
condizione di dover diventare obesi (magari riempiendoli di estrogeni
o chissa' cosa) mettendoli in una situazione tale che non possano
risolvere il problema, e poi fare la bella carognata di tassarli.
Un modo per evitare lo effetto yoyo (dimagrire e reingrassare piu'
volte) e non farsi prendere in giro dai troppi guru della dietetica
sarebbe tenersi la ciccia che si ha, mangiare e fare del modo
normalmente, e non tirare fuori un centesimo per libri sulle diete,
per dietologi, per alimenti, integratori e farmaci miracolosi finche'
non sara' stato trovato un sistema realmente efficace (e senza effetti
nocivi nemmeno a lunga scadenza) per eliminare la obesita'. Infatti
qui la speculazione gioca proprio su pseudosoluzioni che non
funzionano, cosi' dopo aver fallito con una si passa a farsi f.....e
dalla successiva.

Osservazioni di un corrispondente:

Non v'e' dubbio che, negli individui noromopeso, esistano
dei meccanismi che presiedono al mantenimento del peso.
Infatti uno sbilancio di sole 6000 Kcal produce un aumento
di circa 1 Kg. Se tali meccanismi non esistessero, la
maggior parte delle persone che mangiano *appena di piu'*
della quota calorica ottimale, ingrasserebbe indefinitamente
nel corso di lustri e decenni e ci troveremmo di fronte ad
ingrassamenti mostruosi di decine e decine di Kg (cosa che
peraltro avviene in alcune persone, nei quali quei
meccaniscmi regolatori non funzionano affatto). Il calcolo
e' semplice: il solo potere calorico di un panino (200 Kcal)
in eccesso produrrebbe un aumento di peso di1 Kg al mese,
cioe' 12 Kg all'anno ovvero 120 Kg in 10 anni.Ripeto: in
taluni casi e' quello che avviene: sono le obesita'
"mostruose" descritte nei testi di medicina. Ma sono molto
rare.
Piu' frequentemente, in caso di iperalimentazione, si
assiste ad aumento di peso che pero' ad un certo punto si
arresta. E' il caso di quegli individui nei quali quei
meccanismi non funzionano in maniera ottiamale e contraggono
forme di obesita' piu' o meno grave.
La stima dell'incidenza dell'obesita' mi pare che sia del 30
% nel mondo occidentale. Il rimenente 70 % e' costituto da
individui che mangiano liberamente, senza ne' pesare
alimenti ne' calcolare calorie, magari partecipando
frequentemente a pranzi e cene e ingerendo molto cibo in
accesso, e tuttavia rimangono di peso costante. Come mai, se
basta un panino in piu' per far ingrassare una persona
normale di 12 Kg all'anno? Non ho voluto tener conto del
fatto che l'aumento di peso comporta un aumento del
metabolismo basale che potrebbe compensare quel panino in
eccesso; ma questo avviene quando si e' gia' ingrassati di
diversi chili. Ci sono moltissime persone il cui peso resta
molto stabile nel corso di anni e decenni. Come ci riescono,
senza pesare nulla, senza calcolare nulla, affidando la
propria alimentazione unicamente al senso della fame?
E' evidente che nella maggior parte degli individui esisto
meccanismi molto efficienti di regolazione della massa
corporea.
Nell'obeso tali meccanismi funzionano piu' o meno male.
Percio' la cura dell'obesita' consisterebbe nel
ripristinarli.Ma come?
Credo che per l'obeso non ci sia che una via: seguire una
dieta lievemente ipocalorica e continuare a seguirla
scrupolosamente per diversi anni anche quando il peso si e'
normalizzato. Poi, gradualmente, si potra' tornare ad
alimentarsi con i normali cibi, ma sempre controllando
attentamente l'apporto calorico e il peso corporeo. Vita
natural durante, come dicono i clinici.
Non sono un medico, ma ho l'impressione che dall'obesita'
non si guarisca e che si possa solo controllarla con la
dieta.
Ciao.
A.

Paolo

Grazie per la risposta, che in parte mi fa piacere (perche' mi sembra
la pensiamo allo stesso modo), e in parte no (perche' la situazione
che descrive non e' affatto rosea).
Rimango dell'idea che sia molto importante non lasciarsi spingere
dalle forti pressioni ambientali (persino disoccupati che si fanno la
plastica per diventare di bella presenza ...) a fare da cavie paganti
a vantaggio dei tanti ciarlatani che crescono come funghi, meglio non
sprecare un centesimo ne' fare strane cose e invece attendere che sia
trovata, un giorno, una soluzione definitiva. Un simile braccio di
ferro non solo rovinera' gli affari dei ciarlatani, fino forse a farli
sparire, ma spingera' chi di dovere a fare della ricerca scientifica
nella direzione giusta, per rimettere a posto quei meccanismi
regolatori di cui parlavamo, e questo ancor piu' se solo una soluzione
veramente efficace potrebbe essere accolta dal mercato.
Rimangono parecchie perplessita' sul comportamento degli organi
pubblici. Tabelle nutrizionali dell'INRAN "pubblicate" in modo che e'
molto difficile riuscire a leggerle, ma peggio ancora le due misere
tabelle INRAN dei consumi energetici per varie attivita', tabelline
tra l'altro discordanti con altre di fonte altrettanto autorevole, e
peggio ancora tabelle dei fabbisogni nutrizionali standard che variano
nel tempo in modo rilevante (dalle canoniche 3000 Kcal/g per uomo
medio di 70 Kg a 2100, e analogamente per la donna).
Alla ammissione di parte degli specialisti che non tutto si puo' fare
con la dieta si accompagnano tabelle dei consumi sempre piu' lacunose,
strane e contradditorie, oltre a consigli sintetici sconcertanti (una
volta dicono che bastano 15' al giorno di moto per tenersi sani, poi
parlano di un ora, etc etc).
Quando ero piccolo la voce corrente era che bisognava imitare gli
Americani, una robusta prima colazione era quello che ci voleva per
iniziare bene la giornata, poi, dopo innumerevoli teorie sempre
diverse, siamo arrivati ad una pubblicita' della dieta mediterranea
che in bocca a un Minsitro italiano sembra piu' che altro una
attivita' promozionale a favore dell'agroalimentare nazionale. Chissa'
cosa consigliano i ministri anglosassoni, cinesi, giapponesi, russi, etc?
Dottoressa Tirone 05 dicembre 2005 00:00
Il nick è ironico e si riferisce proprio ad un medico che anni fa iperversava nelle reti locali vendendo creme e pozioni dimagranti...poi Wanna Marchi le rubò la scena...

Tenere il peso sotto controllo è importante. Per farlo non c'è bisogno di seguire le mille diete, creme e pozioni vendute ovunque ma fare una vita sana.
Reset 06 dicembre 2005 00:00
Sono dell'opinione che malattie quali l'obesità, la carie, i tumori, l'artosi non ricevano VOLUTAMENTE dalla classe dei ricercatori scientifici le giuste attenzioni, perchè esiste, per ognuno di questi stati morbosi, un ricchissimo e fiorentissimo mercato, con tanto di cliniche, centri ecc.ecc. con fatturati plurimiliardari.
Del resto, per sconfiggere l'obesità, basterebbe:
1) agevolare la produzione di cibi ipocalorici, addirittura con calorie ancora minori di quelle che attualmente questi cibi posseggono
2) bloccare l'attività di alcuni enzimi che entrano nel ciclo biochimico dell'anabolismo lipidico
3) agevolare la produzione di farmaci che, legandosi ai grassi ed agli zuccheri presenti nei cibi ingeriti, ne annullano l'assimilazione
4) produrre molecole farmacologiche che incrementano la termogenesi (produzione di calore), con riduzione dei depositi lipidici dell'organismo.
Al giorno d'oggi, tutto questo sembra fantascienza?
Allora fanno bene quelli che tagliano i fondi alla ricerca: tanto non serve a niente!
Angelo M. 10 dicembre 2005 00:00
Per Paolo 1. Il tuo intervento non fa che portare confusione in materia disorientando ancora di più coloro che soffrono di sovrappeso o, cosa ancora più seria, di obesità.
Queste persone hanno bisogno invece di certezze !
Certo la scienza (compreso quella medica) ha fatto nel corso della storia degli errori (e molto probabilmente ne fa ancora oggi).
Ma è quella stessa scienza che ha debellato tante malattie e che ha permesso alla vita media dell’uomo di allungarsi.

Tornando al discorso obesità per il proprio benessere fisico (prima ancora che psicologico) bisognerebbe cercare di dimagrire affidandosi, sarebbe opportuno, ad un bravo dietologo.

Per quanto riguarda il semplice sovrappeso (BMI inferiore a 30) secondo le indicazioni del Center for Deasese Control and Prevention (come ricordavo nell’altro intervento) bisognerebbe cercare di dimagrire solo se ci sono fattori di rischio come, lo ripeto, una misura eccessiva del girovita, un’elevata pressione sanguigna, alti livelli di colesterolo, una storia famigliare con malattie cardiache ecc.

Chi invece è in sovrappeso ma NON ha fattori di rischio non ha la necessità fisica di dimagrire anzi tentando di farlo rischierebbe semplicemente di infliggere al proprio organismo sofferenze non necessarie se non dannose.

Queste persone più che di un dietologo avrebbero bisogno di uno psicologo che le aiuti a convivere col proprio corpo
Paolo 1 10 dicembre 2005 00:00
Angelo M stamane mi accusa di confondere gli obesi, che avrebbero bisogno di certezze. Non sono d'accordo, mi sono limitato a descrivere la situazione come sta. Se poi gli obesi sono disorientati da un continuo nascere di diete che non funzionano, la colpa non e' mia, ma degli illustri dietologi che le sfornano in continuazione. Gli obesi avrebbero soprattutto bisogno di una soluzione che funzioni, non di "certezze" che vengono smentite dai fatti nel giro di qualche mese.
Da un po' si e' smesso di dire che e' tutto questione di dieta, che ci vuole anche attivita' fisica, ma basta andare a guardarsi il sito dell'INRAN (da cui hanno tolto le due misere tabelline dei consumi energetici) o quello istruzione.it, con una tabellina incompleta e generica (ad esempio si dice che andando in bici si consumano tot calorie, senza specificare a che velocita', che puo' far variare molto) per rendersi conto di quanto siano scadenti gli strumenti che Governo e scienza ufficiale ci mettono a disposizione per tenerci in forma. Ricette vaghe e poco chiare cosi' se non funzionano la colpa potrebbe essere attribuita a chi leggendole le ha capite male.
Come cautelarsi da suggerimenti sbagliati?
Non fare nulla, aspettare che una soluzione Y abbia funzionato su tutti gli altri obesi, poi applicarla a se stessi, e stavolta con la sicurezza che funzionera'. Ma non fungere stupidamente da cavie paganti.
Paolo
Angelo M. 11 dicembre 2005 00:00
Per Paolo 1. Non è vero che in passato non si consigliava l’attività fisica.
Si è sempre suggerito di fare questa attività sia a chi era in sovrappeso (chiaramente obesi compresi) e sia a chi non lo era. La cosa che è cambiata è che fino ad 1 o 2 anni fa si suggeriva di fare almeno 5.000 passi al giorno, successivamente è stato dimostrato che è meglio farne almeno 10.000.
Questo chiaramente non solo per il benessere fisico ma anche come valido coadiuvante per il dimagrimento.
Qualche tempo fa addirittura è stato pubblicato uno studio sul Journal of Applied Phisiology che dimostrava che camminando a velocità moderata (4 km/h) si consumano, a parità di distanza percorsa, più grassi che camminando a velocità più sostenuta (6 km/h).
Per quanto riguarda la scarsa informativa ufficiale fornita ai cittadini per quanto riguarda le problematiche sul benessere fisico posso essere d’accordo dato che, per esempio, non è sicuramente all’altezza di quella fornita dal governo americano.
Non sono d’accordo invece che bisogna aspettare “la soluzione Y” che risolva definitivamente il problema dell’obesità dato che la gente continua a morire per patologie aggravate dall’obesità.

Io credo che bisogna sempre seguire la scienza ufficiale perché solo così si corre meno rischio di farsi del male.

E la scienza ufficiale dice, lo ripeto:
se siete obesi (BMI da 30 in su) “VALUTATE LA POSSIBILITÀ DI PERDERE PESO”.
Paolo 1 13 dicembre 2005 00:00
Non specificano nemmeno se si tratta di passi semplici o doppi (75 cm o 150 cm)!
La imprecisione nelle informazioni fornite rende difficile non solo calcolare quanta attivita' fisica va fatta per dimagrire (tenendo conto delle calorie ingerite e di quelle consumate), ma anche calcolare quanto si consuma sommando metabilismo basale e attivita' consuete, se non altro per verificare se un eventuale ingrassamento sia imputabile a un eccesso di calorie ingerite.
Non sono d'accordo che la cosa migliore per gli obesi sia seguire lew panzane di turno proposte dalla medicina ufficiale o alternativa che sia, certo essere obesi fa male, ma una cura sbagliata potrebbe essere peggio, quindi rimango dell'idea he sia prudente non fare da cavie paganti e attendere che abbiano trovato la soluzione, quella che funziona.
Chi a suo tempo prese il talidomine e si trovo' dei figli a dir poco mostruosi se avesse aspettato qualche anno si sarebbe risparmiato quella spiacevole esperienza.
Bismarck diceva: "Sono gli stupidi che imparano dall'esperienza, io imparo dall'esperienza degli altri".
E anche altri nel thread hanno fatto notare come la scienza sforni roba piuttosto scadente in fatto di obesita', forse si guadagna di piu' a vendere 20 medicine sbagliate che una sola che sia uqella giusta.
Paolo
Angelo M. 15 dicembre 2005 00:00
Paolo se rileggi il post che ha aperto questo thread potrai notare che non sono su una posizione opposta alla tua.
Tu dici che anche chi è obeso non dovrebbe far nulla aspettando la soluzione definitiva (ma quando arriverà? Fra 30 anni, fra 50 o oltre? Non lo sappiamo).
Io dico invece, seguendo le indicazione del Center for Deasese Control and Prevention, che dovrebbe solo fare attenzione a non prendere peso (e quindi non tentare di dimagrire) chi è solo in soprappeso senza altri fattori di rischio.
Questo forum l’ho aperto proprio per denunciare la non necessità (se non addirittura i rischi) di fare diete se il proprio BMI è inferiore a 30 e non ci sono fattori di rischio.

Quindi caro Paolo siamo sulla stessa lunghezza d’onda anche se tu ti trovi su posizioni decisamente più estreme avversando inoltre la scienza.
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