Mario
19 dicembre 2005 00:00
Sono fermamente convinto che a Losanna siano un passo avanti rispetto a noi.
Speriamo che anche da noi arrivi questa possibilità.
Mi è bastato vedere come è morto mio padre per dire che l'eutanasia in certi casi è un gesto di umanità, se dovessi ammalarmi come lui partirei per losanna e mi ricovererei in uno dei loro ospedali in attesa di quella liberazione.
Saluti
Mario
Alex
19 dicembre 2005 00:00
Perchè nessuno propone un'iniziativa di legge popolare per rendere legale l'eutanasia?? Tra i diritti umani non c'è anche quello di non soffrire inutilmente? Perchè qualcuno vuole accanirsi con le cure quando un ammalato terminale si sta consumando giorno dopo giorno e non ha più speranze? Almeno lasciamo a lui la possibilità di scegliere!!
Ecco un'altra cosa che firmerei dopo la distribuzione dei farmaci nei supermercati!!
sara
19 dicembre 2005 00:00
concordo nel definire EUTANASIA come DIRITTO
SArA
ciao kekkul... bel nick il tuo
grazie per il commento sul tema "BIBBIA =VERITA'"
KEKKUL
20 dicembre 2005 00:00
X SARA. UN DIRITTO CHE DOBBIAMO ACQUISIRE, SBAGLIO HO UN REFERENDUM GIA' E' FALLITO SU QUESTO TEMA, O PRENDO UN GRANCHIO? IO FIRMEREI SUBITO, COME ALEX
sara
20 dicembre 2005 00:00
anch'io!!!!
kekkul
22 dicembre 2005 00:00
Definizione: Per Eutanasia, che etimologicamente significa "buona morte", secondo la Dichiarazione della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, s’intende: "un’azione o una omissione che di natura sua, o almeno nelle intenzioni, procura la morte allo scopo di eliminare ogni dolore."
Questa definizione può essere integrata aggiungendo al concetto di morte senza dolore, quello di "morte con dignità", significando con quest’ultima il rispetto che ciascuna persona deve dare al proprio Io. Questo concetto diventa sempre più pregnante ai nostri giorni dato che, nel mondo occidentale, almeno l’ottanta per cento delle morti avviene non più a casa propria e tra l’affetto dei congiunti, ma in ambiente ospedaliero, spesso caratterizzato dall’isolamento e dalla solitudine dell’ammalato.
Reset
22 dicembre 2005 00:00
Pur condividendo in sostanza la cosa cui ti stai riferendo, Kekkul, come sempre nascono interrogativi sull'applicazione di un principio sancito per legge.
Per esempio: a chi applicare l'eutanasia? quando applicarla? come applicarla? chi decide per metterla in pratica e chi per richiederla? quando richiederla?
Sono, tutti questi, interrogativi non capziosi ma essenziali.
Per esempio, un malato di AIDS può richiedere l'applicazione dell'eutanasia nella fase della sieropositività (ci sarebbero, credimi, molte domande in tal senso)? Un malato di cancro allo stadio inziale, può richiedere l'eutanasia e se no ad uno stadio iniziale a che livello della sua malattia? Una persona in coma irreversibile come può richiedere l'eutanasia? Chi può decidere per l'eutanasia fra parenti biologici ed acquisiti (esempio genitori, moglie, marito, figli, parenti di II grado) in caso di contrasti fra loro?
A queste come ad altre tantissime domande si dovrebbe dare una risposta certa e definitiva, visto che si tratta della vita di un essere umano che si spegne a volontà e non biologicamente.
Alex
22 dicembre 2005 00:00
no reset... io direi eutanasia autorichiesta, non chiesta da altri!
Della propria vita mi sembra giusto poterne disporre in un momento tanto drammatico, doloroso, senza dignità e con nessuna speranza. Deve essere vista come scelta, non come obbligo
Per il resto il "quando" è poco importante, sui criteri si può discutere all'infinito, ma l'importante è sancire questo diritto. I tecnicismi li lasciamo a chi è del mestiere.
Lucio Musto
22 dicembre 2005 00:00
Per piacere, Dottore
Un tubo incerottato dentro un braccio
ed un altro infilato proprio li, nel “pisellino”.
perché non bagni il letto e il materasso.
Un altro tubo porta l’aria al naso e un quarto,
misterioso, che sbuca da sotto le coperte.
Mi scusi, Dottore… per piacere:
da tutta quest’idraulica, e dal fatto
che mi sento un po’ giù, ultimamente, e dal dolore
che non mi lascia mai, da qualche tempo,
logicamente deduco che mi sto avviando.
Sono in partenza o, come dite voi, io sto morendo.
Dottore, per piacere, vorrei poterlo fare in dignità.
Lenitemi il dolore, se potete,
e datemi dell’acqua, per la sete. Ma poi,
lasciate stare. “Quella” viene, presto.
Viene e mi porta… dove?,… Lei lo sa.
Ma voi togliete questi tubi, e risparmiate
le vostre “bombe di vitalità”. Io non le voglio
Tagliate, per piacere le catene
a quella mia sperata eternità.
Lucio Musto 24/06/02
kekkul
23 dicembre 2005 00:00
Mi lancio dietro la scia di Alex, condividendo il suo intervento.
Roberto
23 dicembre 2005 00:00
Qui si parla di eutanasia, in un mondo dove si mantengono in vita dei corpi in stato vegetativo per anni, eutanasia a parte, lasciamo che la natura ogni tanto faccia il suo corso.
Spendiamo un sacco di soldi per mantenere in vita un ricco signore e ne spendiamo altrettanti per far morire qualche giovane soldato, se evitassimo di spenderli per entrambi i casi, forse sarebbe meglio, forse...
Mario
23 dicembre 2005 00:00
x Alex e Kek
è quando un malato non è più in grado di intendere e di volere ?
anche li è valida l'auto richiesta ?
Saluti
Mario
bang
23 dicembre 2005 00:00
comunque ci si può suicidare in qualsiasi parte del mondo, che tanto è l'unico reato non perseguibile...
Alex
23 dicembre 2005 00:00
Mario... se uno non è in grado di intendere nè di volere.. appunto, non può volere il suicidio! e quindi nulla.
Non credo sia il caso di continuare a parlare dei casi particolari, questi si possono gestire tranquillamente una volta passato questo principio.
E' solo una questione di scelta: nessuno ti imporrà mai l'eutanasia. Chi non la accetta rimane sempre liberissimo di non avvalersene. Ma perchè privare anche gli altri di questa opportunità? E' giusto imporre la sofferenza a qualcuno?
Bang, hai ragione che ci si può suicidare.. ma quando si è in certe situazioni non si è più in grado di farlo. E perchè doversi inventare modi strani quando basterebbe una legge?