Alex
18 gennaio 2006 00:00
Una volta c'erano molti meno soldi, non c'era nemmeno il bagno in casa... ma si era più disposti ai sacrifici, ci si rimboccava le maniche e si stava meno tempo a piagnucolare.
Forse oggi abbiamo troppo tempo per lamentarci!
Lobster
19 gennaio 2006 00:00
Alex, fai un figlio poi ne riparliamo.
Saluti,
Lobster
Enrico Falcinelli
19 gennaio 2006 00:00
Hai ragone, Alex! Ok.
Ciao.
FABRIZIO
19 gennaio 2006 00:00
Io di figli ne ho 2, uno di 21 e una di 17.
Inizialmente anch'io ero titubante e pensavo al limite al figlio unico.
Sono stato figlio unico e sinceramente non ho avuto problemi.
Oggi mi rendo conto che mio figlio e mia figlia sono 2 amici che si aiutano a vicenda ed é molto bello parlare con loro dei loro problemi.
Ormai ho 53 anni e non ha più senso, ma se potessi, ne avrei fatti altri.
I figli sono una benedizione e in loro vedete voi stessi, le voste aspirazioni mancate, i vostri stessi occhi, il vostro sangue.
Specialmente quando diventano grandi ed affrontano i loro primi "grossi" problemi, vi accorgete che vi sembra di essere voi al loro posto quando avevate 17 o 20 anni.
Cercate di aiutarli perché non volete che facciano i vostri stessi errori, anche se gli errori servono ad imparare a non commetterne più !
Ho 2 cugini che di figli ne hanno fatti 11 e che hanno sempre il sorriso in faccia e dicono che per loro sono una benedizione.
Sinceramente non li invidio e vedo a quali sacrifici si siano dovuti adattare ma li stimo e ne invidio la capacità e la determinazione "eroica".
Per cui mi sento di dare ragione ad Alex, sia che abbia figli sia che non ne abbia.
Siamo abituati troppo bene e non siamo più disposti a fare sacrifici.
Stiamo "dando il peggio di noi" mentre 50 anni fa davano solo "il meglio".
Nella mia città ci sono circa il 2 % di extracomunitari e molti di essi vivono in condizioni disperate.
Ma nelle scuole ormai la presenza dei loro figli ha superato la quota del 15%.
E se entrate in reparto maternità, all'ospedale, scoprite che le partorienti extrac. sono il 70-80 % !!!!!!
E non mi si venga dire che gli italiani vanno a partorire nelle cliniche, dato che nella mia città, le cliniche, che sono 4, hanno tutte chiuso i reparti di maternità da vari anni !
La motivazione ?
Troppi pochi Italiani che fanno ancor troppo meno figli e quei pochi che ne hanno il coraggio li vanno a fare in ospedale (perché ormai é rimasto solo quello).
I figli sono una benedizione.
Se non ne faremo più, fra 2 generazioni in Italia ci saranno solo extracomunitari !!!
Solo che fra 2 generazioni gli extracomunitari saranno diventati Italiani !
Chi dice che oggi un figlio costa non dice certo una menzogna.
D'altra parte i figli sono sempre costati e certo un cagnolino costa meno e crea meno problemi e sopratutto lo si può abbandonare per strada quando diventa un impaccio.
I figli no, anche se ogni tanto qualcuno, nei cassonetti delle immondizie ce lo trovano !!!!
Ma se non fate figli perché costano.... ..ahimè, vi compatisco perché non saprete mai cosa vi siete persi !
Alex
19 gennaio 2006 00:00
Lobster, io non vivo su marte!
E poi tu di me cosa sai? E poi non è che si può parlare solo di cose vissute sulla propria pelle, certe situazioni sono oggettive, anche io ho vissuto in una famiglia eh, non sono nato dalla clonazione Dolly.
Le smentite su quanto affermo possono sempre arrivare, ma coi fatti o con delle trattazioni serie.
In effetti il tuo intervento è un po' vuoto, non trovi?
Ad esempio, non si è capito cosa ne pensi in materia (il che non è poco, visto l'oggetto del contendere)
Marco
19 gennaio 2006 00:00
Fabrizio ha ragione solo in parte. 50 anni fa, con uno stipendio da statale, mantenevi la moglie casalinga e due figli, e magari anche la suocera: chi può farlo oggi? Chi, per il gusto di dar figli alla patria, ha voglia di imitare le condizioni di vita disastrose di alcuni sfortunati immigrati?
Oggi c'è anche più mobilità, spesso ahimè forzata, pochi nascono e muoiono nello stesso comune e mancano spesso i nonni a cui affidare i bambini quando entrambi i genitori sono al lavoro.
Quello che i figli siano una benedizione è un concetto obsoleto e fiabesco. Far figli è una grande responsabilità, bisogna meditare a fondo prima di lanciarvisi. Chi, a conti fatti, decide che fare un figlio sarebbe troppo gravoso per sé e per il figlio medesimo, fa benissimo a non farne.
Tutto il resto è più nell'ambito della filosofia e ognuno ha le proprie idee. A me, di sapere che fra due secoli tutti gli italiani saranno di origine araba non importa poi più di tanto.
Enrico Falcinelli
20 gennaio 2006 00:00
Mario, hai ragione in parte, anche tu, secondo me. Ragione se consideriamo la ragione economica, la non-ragione se non ci si decide a rischiare per non rimanere soggetti al giogo societario del modernismo attuale.
I figli sono un diritto sacrosanto e nulla deve impedirci a rinunciarvi, tranne il fatto di non volerli effettivamente.
Lo Stato e i responsabili sociali devono tenere conto di ciò ed è giusta qualsiasi nostra obiezione per salvare quanto vi è in tale diritto.
Si può rinunciare a tutto, per sacrifico, ma ai figli no, e non è giusto mortificare sé stessi fino al punto di giudicare il proprio diritto naturale, alla stressa stregua di come si rinuncia a comprarsi una macchina nuova.
La fede aiuterebbe, certo, non posso negarlo, ma son cosciente che chi non crede, essendo uomo come me, va ancor più fortemente incoraggiato a rendersi veramente libero e non sottomettersi ad una realtà imposta!
Vale la pena , rischiare, Mario; qui si gioca la verità del tuo "libero arbitrio...".
A maggior ragione se sei sulla via dell'anzianità, il tuo contributo è più che valido ad una testimonianza, specie per i piùgiovani, per un qualcosa che si avvicini maggiormente all'essere libero!
Ti ringrazio e saluto te e tutti.
Lobster
20 gennaio 2006 00:00
Alex, hai ragione, sono stato un po' troppo sbrigativo, scusami.
Condivido quello che scrive Marco, aggiungerei solo una cosa:
un bambino (ne ho uno di 6 mesi) spazza via la tua vita. Tutto
quello che c'era prima che lui arrivasse e' sparito.
Non si va piu' a mangiare una pizza, non si va piu' al cinema,
non si suona piu' il violoncello, non si fanno piu' giretti
in moto, non si va piu' in vacanza (quest'anno almeno non ci
siamo andati), addio sabato pomeriggio al PC, addio concerti,
addio passeggiatine in centro la sera per mangiarsi un
gelato, ore di sonno perse, pranzi e cene consumate in fretta e
furia con lui che piange nel passeggino, spalla destra che ti
fa un male boia da quanto tempo hai passato con il pupazzetto
in braccio.
Credimi, non sono pochi i sacrifici e sentirsi dire che il problema
vero e' che "abbiamo troppo tempo per lamentarci" fa un po' male.
E considera che voglio un bene da morire al mio pupazzetto.
Forse fare figli e' uno di quei lavori troppo pesanti che gli italiani
non vogliono piu' fare, tipo raccogliere pomodori sotto il sole.
Saluti,
Lobster
Lucio Musto
20 gennaio 2006 00:00
FIGLI
Questa è proprio la volta che dovrei stare zitto.
Sono fuori dal giro e così è troppo facile pontificare.
Ma, scusatemi, non ci riesco.
Io di figli ne ho quattro, e di nipoti 4 e 6/9, nel senso che a marzo passo a 5. Realtà familiare parecchio diversa da quella sottintesa nel titolo.
Io affermo che i figli sono un rosario ininterrotto, inesauribile e moltiplicato nei nipoti di rotture di cazzo.
Ogni figlio sembra che abbia la collezione completa di tutti i possibili fastidi e problemi del mondo e pretenda da te tutte le soluzioni.
Ma non è vero! perché per quattro figli le “collezioni complete” sono quattro e diverse fra loro, e quarantaquattro sarebbero con quarantaquattro figli!
A fronte di questi innumeri accidenti, che riduttivamente ho definito “rotture di cazzo”, non vi è che qualche magra, miserrima, slavata soddisfazione ed inconsistente riconoscenza.
Eppure…
Eppure senza figli la vita è monca, piatta, e può apparirti inutile, ed insopportabile.
Naturalmente non è così! ogni vita ha la sua valenza in sé, la sua bellezza, il suo significato. Ogni percorso umano, come ogni cosa nell’universo ha una sua ragion d’essere, un suo posto, una precisa valenza.
Ma senza figli, naturali o acquisiti, la vita la si sente incompleta: perche?
Io ce l’ho, una spiegazione. Perché manca l’eternità o, se preferite, l’immortalità.
Questa è una cosa di tutti i viventi, non solo dell’uomo. Scopo primo e fondamentale di ogni specie di pianta, d’animale o di fungo è la progenie. Il prolungare se stessi nel tempo, al di là della morte è primario, più forte della vita stessa, più grande dell’istinto alla sopravvivenza.
Certe piante come l’agave esauriscono sé stesse per l’unica, possente fruttificazione, ed alcune madri ragno si imprigionano nella celletta insieme alle uova perché i piccoli, nascendo, possano nutrirsi delle sue carni ancora vive. Ed anche nell’uomo non è raro il caso della madre che, dovendo scegliere, preferisce la sopravvivenza del figlio alla sua.
Additiamo queste donne allo stupore della gente, ma si tratta solo di istinto connaturato alla maternità.
L’uomo di carne, creatura come l’animale, come la pianta, abbisogna della sua parte immortale, per essere completo. E’ così nel piano naturale delle cose.
Identica cosa è per l’uomo spirituale, ancora creatura, che senza eternità non trova giustificazione nell’ordine sapiente del Tutto.
Lucio Musto 20 gennaio 2005 parole 382
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Alex
20 gennaio 2006 00:00
Non si va piu' a mangiare una pizza, non si va piu' al cinema,
non si suona piu' il violoncello, non si fanno piu' giretti
in moto, non si va piu' in vacanza (quest'anno almeno non ci
siamo andati), addio sabato pomeriggio al PC, addio concerti,
addio passeggiatine in centro la sera per mangiarsi un
gelato, ore di sonno perse, pranzi e cene consumate in fretta e
furia con lui che piange nel passeggino, spalla destra che ti
fa un male boia da quanto tempo hai passato con il pupazzetto
in braccio.
capisco il tuo punto di vista, probabilmente deriva dal fatto che una volta queste cose non si facevano nemmeno senza figli!
ma un figlio non dovrebbe essere una gioia? Se risulta essere solo un calcolo o un impedimento allora c'è qualcosa che non torna.
entourage
20 gennaio 2006 00:00
pero' finalmente non si e' andati nel volgare
Marco
20 gennaio 2006 00:00
Questi paragoni con gli artropodi o addirittura con i vegetali lasciano il tempo che trovano. Fare figli può essere lo scopo di una vita, ma non è detto che debba essere così. Visto che siamo persone dotate di pensiero, tante altre cose ci guidano oltre all'istinto.
Lucio Musto
20 gennaio 2006 00:00
X Marco
Si, ha ragione. Ho un pò troppo liricizzato la cosa.
Volevo solo dire che in tanti di noi è fortissima la voglia di avere uno o più figli; così tanta da farci sottovalutare tutto il resto.
Molte grazie della cortese correzione!
Lucio Musto
24 gennaio 2006 00:00
Delusione.
Pensavo che questo argomento avrebbe destato molto interesse, e aspettavo di vederne gli sviluppi... invece mi sono sbagliato ancora.
Siamo tutti vecchi con i figli grandi, o disinteressati ai figli, su questo forum?
Alex
25 gennaio 2006 00:00
Lucio, penso che si tratti di argomento troppo serio per destare interesse.
Qui sono più gettonati gli argomenti "ad personam" (tipo quello su lalla, xxx o me stesso) e quelli stupidi (tipo p..luff!)
Sinceramente non mi stupisco più di niente.