Scocciato
23 gennaio 2006 00:00
Sviluppo sostenibile è una frase ambigua, stupida, senza un vero senso, fumosa, che ormai viene messa dovunque, come il pomodoro o il sale negli alimenti, Poi c'è equo e solidale, idem ed altro ancora.
Una volta c'era il concetto di "contestazione globale", del 6 politico, ecc.
Non facciamo troppo caso a questi fenomeni di massa di contestazione perchè gruppi vari sono in giro apposta per creare opinioni contrarie al buon senso. Come se tutti costoro avessero la discarica o l'inceneritore nel giardino di casa, o il ripetitore cellulare sui loro tetti, o peggio TAV che gli attraversa il corridoio.
Se guardi a come si esprimono i verdi, gli ambientalisti e pletora varia e consideri come invece si comportano effettivamente capisci subito che sono falsi: vanno in auto, si riscaldano con gas, gasolio, elettricità, mangiano e consumano tutto quanto viene dalle inquinanti e indesiderate industrie, viaggiano su inquinantissimi aerei, producono rifiuti che non mangiano di certo. E' tutto un paradosso.. E' meraviglioso come l'informazione pubblica e privata estragga da tutte queste interviste dei concetti utili agli ascoltatori, ma assolutamente guidati.. cioè partigiani.
E il popolo sfiduciato, becero, indeciso, sanza infamia e sanza lodo, ripete: MA L'HANNO DETTO IN TELEVISIONE !!!
Francesca
23 gennaio 2006 00:00
Sono i no global e affini che cavalcano l'onda del momento..Adesso ci sarà il ponte e non si sentirà più parlare di TAV...Andassero a coltivare la terra!!!
er metico
24 gennaio 2006 00:00
Immaginate di percorrere la Salerno-Reggio Calabria, tribolando come un cane per il cavolo di strada che è, magari deviando per evitare qualche coda e dopo aver fatto il "giro dell'orto" perché ci sono i "guaglioni" che girano le "frecce" (i buontemponi che girano i cartelli indicatori: ne ho fatto esperienza!), finalmente arrivi a Reggio Calabria attraverso queste opere viarie da quarto mondo e ti vedi una meraviglia di ponte che non finisce più... i casi sono due: o a causa dei "guaglioni" che girano le "frecce" siete arrivati a S. Francisco,
oppure qualcuno questa volta l'ha voluta fare proprio fuori dalla tazza!
A buon intenditor, poche parole!
FABRIZIO
24 gennaio 2006 00:00
Rispondo a Er metico,
avevo apposta detto nel mio post che non era assolutamente mia intenzione premiare o denigrare l'idea della maestosa opera del ponte.
Opera sulla quale ben altre riflessioni più approfondite occorrerebbe fare.
Infatti la mia volontà era di far emergere invece l'incoerenza di certe richieste (no tav, no ponte, no centrali, no autostrade, no , no, no ecc. ma si solo a progresso e sviluppo).
E a quanto pare qualcuno mi ha capito, almeno a leggere i primi commenti.
Ma visto che il discorso, come temevo, é ugualmente finito sul "ponte si ponte no" mi permetto di dire la mia:
Anch'io sarei dubbioso dell'utilità di un simile manufatto se tutto il resto restasse com'é.
Vorrei invece auspicare che tutto NON resti com'é e che la Salerno Reggio C. divenga finalmente una signora autostrada, che la TAV prosegua da Napoli ed arrivi sino in Sicilia, che in Sicilia vengano raddoppiate ferrovie, strade ed autostrade.
Il giorno che tutto ciò fosse fatto, che succederebbe ?
Che lo "stretto" diverrebbe un collo di bottiglia e che inevitabilemnte "strozzerebbe" tutte le funzionalità di simili opere rendendole INUTILI !!!
Io sono abituato a discutere ed a progettare sistemi di soluzioni dove mi hanno sempre insegnato che la velocità di risposta di un sistema é pari alla velocità di risposta del suo ramo più lento !
Oggi il ramo più lento, o stretto, é appunto lo.... "stretto" !
Allora c'é da chiedersi:
Allarghiamo prima gli altri rami che, pur stretti, lo sono meno dello "stretto", oppure cominciamo a levare quel collo di bottiglia attraverso il quale poi, le merci e servizi che dovranno servire a costruire e sviluppare una Sicilia più moderma ed efficiente, circoleranno meglio ed arriveranno prima, accorciando i tempi di uno sviluppo ?
Questa é la domanda da farsi a mio avviso.
Una ultima cosa:
I Romani, 2000 anni fa, quando partivano per conquistare le Gallie, la Bretagna ecc., la prima cosa che facevano erano i ponti, poi le strade, poi gli acquedotti ed infine le fognature.
Esattamente in quest'ordine.