nadia
31 gennaio 2006 00:00
sarebbe bene ascoltare entrambe contemporaneamente ed obbligarli tramite onu a convivenza pacifica, ma qualcuno sia da un parte che dall'altra non ha interesse che ciò avvenga......nemmeno l'onu ,sarebbe bene chiedersi perchè.....
G
31 gennaio 2006 00:00
si.
Paolo 1
31 gennaio 2006 00:00
Gli Arabi palestinesi si fanno sentire anche troppo.
Sangue arabo
31 gennaio 2006 00:00
Vi parlerò del muro, dunque. Un muro che per gli Israeliani risponde ad esigenze di sicurezza e che i Palestinesi hanno ribattezzato "muro dell'Apartheid", dato che il risultato finale sarà la completa ghettizzazione di questa gente.
La prima domanda che tutti ci poniamo è "perché se Israele vuole costruire un muro, deve farlo sul suolo palestinese?". E infatti, piuttosto che essere realizzata in terra israeliana o lungo la frontiera stabilita dall'ONU (Green Line), questa barriera sorge interamente sul suolo palestinese, sottraendo ulteriore terra alla Cisgiordania e annettendola a Israele. Ciò significa tragedia per le migliaia di persone, contadini, per i quali la terra è l’unica fonte di sostentamento - che hanno visto i loro terreni tagliati in due senza più possibilità di raggiungere la parte rimasta al di là del muro. Ma non solo. Piuttosto che seguire un percorso lineare, questo muro ha come l’aspetto di un serpente che, muovendosi ad S, si insinua il più possibile in territorio palestinese così da inglobare nello stato d'Israele il maggior numero di colonie (insediamenti israeliani), sparse strategicamente nella West Bank. E così da appropriarsi delle terre più fertili, delle sorgenti d’acqua più preziose... A volte poi, questo "serpente" fa un giro su se stesso accerchiando città e villaggi, che restano completamente isolati. Ciò significa ulteriore controllo e restrizione della libertà di movimento di una popolazione alla quale questo diritto fondamentale è praticamente negato.
I soldati israeliani impediscono le esportazioni, permettono solo l’ingresso dei prodotti da Israele: un commercio a senso unico insomma, che ha messo in ginocchio l'economia della città.
Alex
31 gennaio 2006 00:00
Io come sempre penso che i risultati elettorali (democratici) vadano rispettati e capiti. Come era da chiedersi il motivo per cui Haider avesse ottenuto tanto successo in Austria, lo stesso deve avvenire in palestina. Non penso che tante persone siano diventate da un giorno con l'altro terroriste; vero è però che dentro Hamas si nascondano personaggi di dubbia provenienza.
Detto questo non vanno chiusi a priori i cancelli del dialogo altrimenti non andiamo da nessuna parte.
La questione palestina-israele va avanti da troppo tempo, di sicuro non è pensabile risolverla in pochi giorni e con pochi sforzi.
nadia
31 gennaio 2006 00:00
io continuo a pensare ad un gioco losco in cui i palestinesi ci cascano alla grande ,e cioè l'istigazione al terrorismo per poi poter agire militarmente, se invece la si smettesse con il terrorrismo e si provasse a lottare sul fronte del dialogo si toglierebbe maggiormente occasione ad interventi militari e si darebbe meno alibi per sfruttamento popolo palestinese, per cui il terrorismo non risolve il problema ma dietro il terrorismo ci sono giochi furbeschi soprattutto da parte di chi si vorrebbe combattere e magari chissà che proprio i terroristi non facciano il gioco di israele....non vedi che proprio la vittoria di hamas sta portando all'isolamento del popolo palestinese, che presto anche le loro giuste richieste verranno ignorate e la palestina verrà completamente annessa allo stato di israle, e se si farà la guerra all'iran l'opera sara' completa ......per cui da che parte sta il terrorismo palestinese dalla parte del popolo palestinese o dalla parte di israele?
Sangue arabo
01 febbraio 2006 00:00
Sono contento delle vostre, anche se poche, ideologie di rispetto reciproco.Ma sapete bene che la maggioranza è ha senso unico.Bisogna lottare per portare innanzitutto per mano il popolo palestinese alla luce dei misfatti e non colpevolizzarlo sempre.In fondo è un paese povero se paragonato all' americanizzato stato d'israele.
Sangue arabo
01 febbraio 2006 00:00
GERUSALEMME, 1 FEB - Almeno 15 poliziotti israeliani e 20-30 dimostranti sono stati feriti nello sgombero dell'avamposto di Amona (Cisgiordania).Nello sgombero sono impegnati 1600 agenti, accolti da lanci di pietre da centinaia di coloni. Pneumatici sono stati dati alle fiamme, mentre agenti a cavallo avanzavano verso gli edifici che dovrebbero essere demoliti. E' stato ferito alla testa il parlamentare di estrema destra Effy Eitam. Un altro deputato di estrema destra e' stato portato via in barella......beh in mancanza di attentati kamikaze ci pensano loro stessi ad animare le giornate.....(mi chiedo pure che differenza fa fra un invasione e un avamposto)
assalam alaikum
01 febbraio 2006 00:00
concordo con Alex.
Le nazioni unite devono rispettare il risultato elettorale.
Però mi sento di dire questo:
Che 2 coglioni la questione israelo-palestinese!!!
Da 60 anni che se la portano avanti sti politici di merda, di TUTTE LE FAZIONI.
Le certezze sono:
- che Israele non si fa pestare i piedi.
- che la Palestina prima o poi avrà un confine.
- che a repressione israeliana corrisponde martirio islamico, dentro e fuori Israele stessa.
- che la povertà della Autorità Nazionale Palestinese è da terzo mondo e,nonostante a parole anche i musulmani sono bravi a predicare, all'infuori delle Nazioni Unite aiuti,meglio dire elemosine se ne vedono pochini.
Quello che una persona come me si sente di dire a tutti è:
SPUTA AL POLITICO CHE HAI DI FRONTE!!!
HA FOTTUTO TUO NONNO E CONTINUERA' A FOTTERE I TUOI FIGLI!!!
E poi mi sento di dire ad ebrei e musulmani che è meglio che conviviate fra di voi perchè all'infuori del vostro recinto il degrado morale si taglia col coltello.
Spero che le mie libere parole vengano comprese da chi può...
fabio
01 febbraio 2006 00:00
sangue arabo
Perchè i palestinesi si sono alleati con i siriani, gli egiziani e i giordani nella guerra del kippur dove fù israele ad essere attaccata(1973)....poi chi perde la guerra generalmente perde anche i territori, ti informo che istria e dalmazia una volta erano Italiane..poi facemmo una guerra che anche se si fà fatica a dirlo, abbiamo perso.
In sintesi chi è causa del suo mal....dimenticavo in quella guerra Israele invase tutta la penisola del sinai(una battuta del tempo era visita Israele terra delle piramidi)che poi restitui quasi completamente all'egitto.
nadia
01 febbraio 2006 00:00
il punto è che il vero nemico dei palestinesi è hamas, perchè fa il gioco di israele....e dell'america......
Alex
01 febbraio 2006 00:00
nadia.. palestinesi allocchi? Da quanto dici tu sì. Io credo che abbiano votato liberamente, e forse non sappiamo perchè hanno votato in un certo modo. Credevo che per una volta fossimo d'accordo!!
Sangue arabo
01 febbraio 2006 00:00
Caro Fabio
se gli ebrei si reputano un popolo civile (?) non dovrebbero nemmeno pensarlo di invadere un paese.
La verità che non hanno pace e non avranno e questo li spaventa al punto di provocare scontri.
Dovresti sapere che in Egitto, ai tempi dei Faraoni, furono cacciati (il motivo?), dopo furono cacciati e dispersi dai romani 2 secoli prima della nascita di Cristo e i romani stessi diedero il nome di Palestina al territorio attuale dove stanno Palestina, Giordania, e israele...Tracce di numerosi insediamenti furono trovati in Basilicata, Puglia Sicilia e Campania....risultato, furono cacciati..I russi dell 800 li perseguitarono, dopo toccò ai tedeschi di Hitler (nonostante regalò loro una città, Terezin) a decimarli....Insomma, in conclusione, se tutti li cacciano un motivo ci sarà?E poi basta loro la Svizzera, sai quanti ce ne sono li, non ne hai nemmeno la più pallida idea, ma essendo in mezzo a dei popoli civili, come Italia, Francia, Germania e Austria, non hanno grane, anzi hanno "grana" (come quelli degli evasori fiscali italiani per intenderci), visto che non mi so nemmeno spiegare come una piccola nazione, come quella elvetica, che produce solo orologi a cucù e cioccolato, abbia tanti soldi...ecco il loro unico dio, il denaro
Reset
02 febbraio 2006 00:00
Ma chi di voi c'è stato davvero in Israele (parlo degli Italiani, ovviamente)?
IO ci sono stato e vi dico che Israele non è diverso da nessuno altro Stato europeo comunitario. Ci sono esercizi commerciali, gente impegnata e cordiale che lavora e si diverte, uffici attivi con impiegati efficienti e gentili, persone aperte e fiduciose. Anche in Israele vi sono quartieri popolati da arabi: non è vero che arabi ed israeliani sono incompatibili fra loro. In realtà essi già convivono in molti territori. Però, appena ti avventuri in quartiere popolato da arabi, tutto cambia: sporcizia dovunque, persone infide, lerce, sporche che vorrebbero spogliarti di tutto, bambini che ti guardano con occhi torvi, che mai vedresti sul volto di un bambino dei nostri. Eppure costoro, se volessero, potrebbero cambiare la propria esistenza: non lo vogliono, semplicemente. Continuano a giocare il ruolo degli emarginati, dei derelitti, di quelli che sono sfrutatti, perseguitati. Non è affatto così: è il ruolo che si sono cuciti addosso, per giustificare le loro azioni malvage e senza alcun senso pratico. Imbottiti come panini al prosciutto delle loro idee religiose fin dalla più tenera età, mettono sempre al primo posto della loro vita la ribellione agli USA e ad Israele, in tutto ciò che fanno, quasi come se USA ed Israele impedissero loro di vivere, anche se non è vero ed immaginano e sognano di un futuro che li veda ricchi, floridi e riveriti, senza fare assolutamente NIENTE.
Non dite che non è vero: io li ho visti, li ho conosciuti gli arabi, i palestinesi. Sono così TUTTI, manco fossero fatti con lo stampino.
Perchè non lo volete riconoscere?
fabio
02 febbraio 2006 00:00
caro sangue arabo
Sintetizzando il tuo pensiero:"siccome gli ebrei li hanno sempre cacciati via, e hitler sfortunatamente non terminò l'opera, perchè dobbiamo permettere la loro esistenza in uno stato, cacciamoli o meglio ancora sterminiamoli tutti....insomma la soluzione finale"
Bhe caro mio anche i ceceni, i curdi, gli armeni,i cartaginesi,i tibetani,i cristiani di timor est etc etc per un motivo o per l'altro erano secondo gli sterminatori del caso popoli da sterminare.
In sintesi, ti dico il mio pensiero, se gli arabi,i siriani, gli iraniani i palestinesi etc etc pensassero di sterminare il popolo ebraico e pensassero di cancellare israele, bhe ti assicuro che l'occidante non starebbe a guardare, e allora si che si organizzerebbe un'incontro di massa per gli abitanti di quei paesi direttamente con halla!
Ti dirò di più dovesse capitare, io personalmente non esiterei a difendere(e credimi non ne hanno bisogno) con le armi lo stato di israele.
Quindi caro sangue arabo, che ti piaccia o no, devi rassegnarti al fatto che israele sta li, e starà li per sempre, ti consiglio di spendere 2 parole con i palestinesi e gli altri arabi del posto nel cercare di trovare un'accordo che garantisca sicurezza e pari dignità a tutti, non verranno tollerate forme di sterminio o di pulizzia etnica di alcun tipo e per nessuna ragione.
saluti
fabio
02 febbraio 2006 00:00
PS
sangue arabo, guarda che a invadere nel 1973 furono gli arabi, tant'è che attaccarono israele proprio durante la festività del kippur e penetrarono (il primo giorno di guerra) per qualche decina di Km oltre il confine....poi il gg dopo l'aviazione israeliana eliminò al suolo l'aviazione egiziana e sharon nel giro di poche settimane respinse gli invasori, annientò militarmente l'esercito avversario composto da più di un milione e mezzo di arabi e penetrò a sua volta fin dentro i loro confini.
Dimenticavo, dal 1948 anno in cui fu fondato israele, la lega araba cercò più volte la soluzione militare (1948-1949 guerra arabo israeliana) 1956 guerra per il canale di suez 1967 guerra dei 6 giorni 1973 guerra del kippur.
Ogni volta gli arabi tornarono a casa con le ossa rotte.....non ti ha insegnato nulla questo?
Sangue arabo
02 febbraio 2006 00:00
Le radici della questione palestinese risalgono agli ultimi anni del XIX secolo, in altre parole a quella che oggi chiamiamo `l'epoca del colonialismo e degli insediamenti'. Proprio in quel periodo nacque il sionismo come programma, con l'obiettivo di portare a termine la conquista della Palestina da parte degli immigrati europei, esattamente come i colonizzatori occuparono, e invasero a mano armata gran parte dell'Africa. È lo stesso periodo in cui, irrompendo fuori dall'Occidente, il colonialismo si diffuse nelle regioni più remote di Africa, Asia e America Latina, costruendo colonie, sfruttando, opprimendo e saccheggiando crudelmente i popoli di questi tre continenti. Quel periodo continua ancora oggi. Si possono individuare le prove lampanti di questa riprovevole presenza nel razzismo praticato in Sud Africa come in Palestina.
Così come il colonialismo e i suoi demagoghi hanno esaltato le conquiste, i saccheggi e gli innumerevoli attacchi contro i nativi dell'Africa, in nome di una missione `civilizzatrice e modernizzante', così, ondate di migranti sionisti hanno mascherato i loro propositi nella conquista della Palestina. Allo stesso modo in cui il colonialismo come sistema, e i colonizzatori come suo strumento, hanno usato la religione, il colore, la razza e la lingua per giustificare lo sfruttamento dell'Africa e la sua crudele sottomissione mediante il terrore e la discriminazione, sono stati usati gli stessi metodi per usurpare la Palestina e cacciare il suo popolo dalla patria nazionale.
Allo stesso modo in cui il colonialismo ha usato senza scrupoli i miseri, i poveri, gli sfruttati come semplice materia inerte con cui costruire e portare a termine l'occupazione da parte dei coloni, allo stesso modo gli ebrei europei oppressi e in difficoltà sono stati usati per gli interessi dell'imperialismo mondiale e della leadership sionista. Gli ebrei europei sono stati trasformati negli strumenti dell'aggressione; sono diventati gli elementi di un'occupazione colonizzatrice profondamente affine alla discriminazione razziale.
Sangue arabo
02 febbraio 2006 00:00
La teologia sionista è stata usata contro il popolo palestinese: lo scopo era non solo insediarsi mediante un'occupazione di coloni in stile occidentale, ma anche separare gli ebrei dalle loro diverse terre natie e perciò estraniarli dai loro paesi. Il sionismo è un'ideologia imperialista, colonialista, razzista; è profondamente reazionario e discriminatorio; ha codici retrogradi, affini all'antisemitismo ed è, a conti fatti, un'altra faccia della stessa medaglia. Poiché, quando si propone che coloro che aderiscono alla fede ebraica, a prescindere dal paese di residenza, non debbano giurare fedeltà alla nazione in cui risiedono né vivere in una relazione equa con gli altri cittadini non ebrei, quando ciò viene proposto, sentiamo che viene proposto l'antisemitismo. Quando si propone che l'unica soluzione al problema ebraico è che gli ebrei devono alienarsi dalle comunità o nazioni di cui hanno fatto storicamente parte, quando si propone che gli ebrei risolvano la questione ebraica emigrando e insediandosi con la forza nella terra di un altro popolo, quando ciò accade, questo corrisponde esattamente alla stessa posizione che gli antisemiti sostengono contro gli ebrei.
Così, ad esempio, possiamo capire lo stretto legame tra Rhodes a che ha promosso l'occupazione dei coloni nell'Africa sudorientale, e Herzl b con i suoi progetti di insediamento di coloni in Palestina. Dopo aver ottenuto da Rhodes una certificazione di buona condotta per l'occupazione dei coloni, Herzl si rivolse al governo britannico presentando questo certificato, e sperando così di ottenere una decisione formale a sostegno della politica sionista. In cambio, i sionisti promisero alla Gran Bretagna una base imperialista sul suolo palestinese, per tutelare gli interessi imperiali in uno dei suoi punti strategici.
Sangue arabo
02 febbraio 2006 00:00
L'invasione ebraica della Palestina cominciò nel 1881. Prima che arrivasse la prima vasta ondata di immigranti, la Palestina aveva una popolazione di mezzo milione di abitanti, la maggior parte musulmani o cristiani, e gli ebrei erano solo 20.000. Ogni settore della popolazione godeva della tolleranza religiosa caratteristica della nostra civiltà.
Allora la Palestina era una terra verdeggiante, principalmente abitata da un popolo arabo intento a costruire la propria vita e ad arricchire in modo dinamico la propria autonoma cultura. Tra il 1882 e il 1917, il movimento sionista installò circa 50.000 ebrei europei nella nostra terra. A questo scopo, fece ricorso all'astuzia e all'inganno per insediarsi fra noi. Facendo firmare alla Gran Bretagna la Dichiarazione Balfour c, rivelò ancora una volta l'alleanza tra il sionismo e l'imperialismo. Inoltre, promettendo al movimento sionista ciò che non era suo, la Gran Bretagna dimostrò quanto fosse arrogante la legge imperialista. Quando fu costituita, la Lega delle Nazioni d abbandonò il nostro popolo arabo, e gli impegni e le promesse di Wilson e si risolsero nel nulla. Sotto la maschera del Mandato, l'imperialismo britannico ci fu imposto direttamente e crudelmente. Il mandato emesso dalla Lega delle Nazioni permetteva agli invasori sionisti di consolidare le loro conquiste nella nostra terra natia. Sulla scia della Dichiarazione Balfour e per un periodo di trent' anni, il movimento sionista riuscì, in collaborazione con il suo alleato imperialista, a insediare altri ebrei europei nella nostra terra, usurpando i possedimenti degli arabi palestinesi. Nel 1947 gli ebrei erano ormai 600.000, e possedevano circa il 6% della terra palestinese coltivabile. Questo dato è da confrontare con quello della popolazione palestinese, che all'epoca contava 1.250.000 abitanti.
Come risultato della collusione tra il potere del Mandato e il movimento sionista e con il sostegno di alcuni paesi, questa Assemblea generale approvò, all'inizio della sua storia, una Raccomandazione per la spartizione della nostra terra palestinese. Questo avvenne in un'atmosfera inquinata da azioni torbide e forti pressioni. Con la spartizione, questa Assemblea generale fece ciò che non aveva il diritto di fare, dividendo una terra indivisibile. Quando respingemmo quella decisione, eravamo nella stessa posizione della madre naturale che rifiutò di lasciare che il Re Salomone tagliasse il figlio a metà, mentre la falsa madre lo reclamava per sé acconsentendo allo smembramento f. Per di più, benché la Risoluzione sulla spartizione avesse concesso agli insediamenti dei coloni il 54% della terra palestinese, la loro insoddisfazione li portò a scatenare una guerra del terrore contro la popolazione araba civile. Occuparono l'81% dell'area totale della Palestina, sradicando un milione di arabi. Occuparono 524 città e villaggi arabi, distruggendone 385, in un processo che portò alla loro totale cancellazione. Subito dopo costruirono i loro insediamenti e le colonie sulle rovine delle nostre fattorie e dei nostri boschi.
Sangue arabo
02 febbraio 2006 00:00
Sono queste le radici della questione palestinese. La sua origine non risiede in nessun conflitto tra due religioni o due nazionalismi. E non è neppure un conflitto di frontiera tra Stati vicini. È la causa di un popolo privato della sua patria, disperso e sradicato, che vive principalmente in esilio e nei campi profughi.
Col sostegno dei poteri imperialisti e colonialisti, questa entità è riuscita a farsi accettare come un membro delle Nazioni Unite. È poi riuscito a far cancellare dall'agenda delle Nazioni Unite la Questione Palestinese e a ingannare l'opinione pubblica presentando la nostra causa come un problema di profughi bisognosi della carità di benefattori ingenui e inefficienti, o di insediarsi in una terra che non era loro. Non ancora soddisfatta, questa entità razzista, fondata sul pensiero imperialista-colonialista, è diventata essa stessa una base dell'imperialismo e un arsenale d'armi. Ciò le ha permesso di arrogarsi il diritto di sottomettere il popolo arabo e di perpetrare un'aggressione contro di esso, per soddisfare le proprie ambizioni di ulteriore espansione sulla terra palestinese e gli altri territori arabi. Oltre ai molteplici casi di aggressioni commesse da questa entità contro gli Stati arabi, ha lanciato due guerre su vasta scala, nel 1956 e nel 1967, mettendo in pericolo la pace e la sicurezza mondiali.
Dopo un attacco sionista nel giugno 1967, il nemico occupò il Sinai egiziano fino al Canale di Suez. E occupò le alture del Golan in Siria, oltre all'intero territorio palestinese a ovest del Giordano. Questi sviluppi hanno portato alla formazione nella nostra regione di ciò che ora è noto come `il problema mediorientale'. La situazione si è aggravata per la fermezza del nemico nel mantenere l'occupazione illegale e consolidarla, istituendo così l'avamposto per un attacco dell'imperialismo mondiale contro il nostro paese arabo. Tutte le decisioni del Consiglio di Sicurezza e gli appelli all'opinione pubblica mondiale per il ritiro dai territori occupati nel giugno 1967 sono stati ignorati. Nonostante tutti gli sforzi pacifici sul piano internazionale, il nemico non è stato distolto dalla sua politica espansionistica. L'unica alternativa possibile per i nostri paesi arabi, in particolare Egitto e Siria, era compiere sforzi estremi per prepararsi energicamente a resistere a questa barbara invasione armata, per liberare i territori arabi e ripristinare i diritti del popolo palestinese, dopo il fallimento di ogni altro possibile mezzo pacifico.
In queste circostanze, nell'ottobre del 1973 scoppiò la Quarta guerra, che persuase il nemico sionista del fallimento della sua politica di occupazione e di espansione e della sua fiducia nella potenza militare. Nonostante ciò, i leader dell'entità sionista non hanno tratto assolutamente nessuna lezione dalla loro esperienza. Si stanno preparando a una quinta guerra, ricorrendo ancora una volta al linguaggio della superiorità militare, dell'aggressione, del terrorismo, della sottomissione e, alla fine, sempre alla guerra nei loro rapporti con gli arabi.
È molto doloroso per il nostro popolo assistere alla diffusione del mito secondo cui la sua terra era un deserto finché non fu resa florida dalla mano del colono straniero; che era una terra senza un popolo, e che l'entità colonialista non avrebbe causato nessun danno a nessun essere umano. Non è così: queste menzogne devono essere smascherate da questa tribuna, poiché il mondo deve sapere che la Palestina era la culla delle più antiche culture e civiltà. Per migliaia di anni, il suo popolo arabo era dedito all'agricoltura e alla edilizia, a diffondere la cultura in tutto il territorio, costituendo un esempio nella pratica religiosa, assolvendo la funzione di fedele guardiano dei luoghi sacri di tutte le religioni. In quanto figlio di Gerusalemme, faccio tesoro per me e per il mio popolo di splendide memorie e vivide immagini della fratellanza religiosa che era il segno distintivo della nostra Città Santa prima che soccombesse alla catastrofe.
Il nostro popolo ha continuato a perseguire questa politica illuminata fino all'istituzione dello Stato d'Israele e alla propria dispersione. Ciò non lo ha distolto dal perseguire il suo ruolo umanitario sul suolo palestinese. E neppure permetterà che la sua terra diventi una rampa di lancio per l'aggressione, né un campo razzista fondato sulla distruzione della civiltà, delle culture, del progresso e della pace. Il nostro popolo non può che preservare l'eredità dei suoi antenati nel resistere agli invasori, nel perseguire il compito privilegiato di difendere la sua terra natia, la sua nazionalità araba, la sua cultura e civiltà, e nel salvaguardare la culla delle religione monoteiste.
Sangue arabo
02 febbraio 2006 00:00
Vanno ricordate, sia pur brevemente, alcune posizioni israeliane: il loro appoggio all'Organizzazione dell'Armata segreta (Oas) in Algeria g,il sostegno ai colonialisti insediatisi in Africa - in Angola, Congo, Mozambico, Zimbabwe, Tanzania e Sudafrica - e il sostegno al Vietnam del Sud contro la rivoluzione vietnamita. Si può inoltre citare l'assiduo supporto di Israele agli imperialisti e ai razzisti in tutto il mondo, la sua posizione ostruzionista nel Comitato dei Ventiquattro h, il suo rifiuto di votare a favore dell'indipendenza degli Stati africani, e la sua opposizione alle richieste di molti paesi asiatici, africani e latinoamericani, e di molti altri Stati, alla conferenza su materie prime, popolazione, Legge del Mare, e alimentazione. Tutti questi fatti offrono ulteriori prove della natura del nemico che ha usurpato la nostra terra, e giustificano la battaglia onorevole che stiamo muovendo contro di lui. Mentre noi difendiamo una visione del futuro, il nostro nemico alimenta i miti del passato.
Il nemico che abbiamo davanti è riuscito persino a suscitare ampie ostilità anche nei confronti degli stessi ebrei, dato che nell'entità sionista esiste un razzismo connaturato contro gli ebrei orientali. Mentre noi condanniamo a gran voce i massacri degli ebrei per mano dei nazisti, la leadership sionista è sembrata allora più interessata a poterli sfruttare al meglio per realizzare i propri obiettivi di immigrazione in Palestina. Se l'immigrazione degli ebrei in Palestina avesse avuto l'obiettivo di farli vivere al nostro fianco, godendo degli stessi diritti e garantendo gli stessi doveri, avremmo aperto loro le nostre porte, per quanto la capacità di accoglienza della nostra terra lo permetteva. Questo è accaduto, ad esempio, con le migliaia di armeni e circassi che ancora vivono tra noi nell'uguaglianza come fratelli e concittadini. Ma l'obiettivo di questa immigrazione è quello di usurpare la nostra patria, disperdere il nostro popolo, e farci diventare cittadini di seconda categoria. Questa è una richiesta assolutamente inconcepibile, cui non possiamo acconsentire né piegarci. Perciò, sin dall'inizio, la nostra rivoluzione non è stata mossa da fattori razziali né religiosi. Il suo obiettivo non è mai stato l'ebreo, come persona, ma il sionismo razzista e l'aggressione manifesta. In questo senso, la nostra è anche una rivoluzione per l'ebreo, anche come essere umano. Stiamo combattendo perché ebrei, cristiani e musulmani possano vivere nell'uguaglianza, godendo degli stessi diritti e assumendosi gli stessi doveri, lontano dalla discriminazione razziale o religiosa.
Sangue arabo
02 febbraio 2006 00:00
Perché il popolo palestinese dovrebbe pagare il prezzo di una tale discriminazione nel mondo? Perché il nostro popolo deve essere responsabile dei problemi dell'immigrazione ebraica, che esistono solo nei pensieri di alcune persone? Perché coloro che sostengono questi problemi non aprono i loro paesi, che possono assorbire e aiutare questi immigrati? Chi ci chiama terroristi vuole impedire che l'opinione pubblica conosca la verità su di noi e veda la giustizia sui nostri volti. Cerca di mascherare il terrorismo e la tirannia dei suoi atti, e la nostra posizione di autodifesa.
La differenza tra il rivoluzionario e il terrorista risiede nella ragione per cui combatte. Poiché chiunque sostenga una giusta causa e si batta per la libertà e la liberazione della propria terra dagli invasori, dagli occupanti e dai colonialisti, non può essere chiamato terrorista, altrimenti il popolo americano nella sua lotta di liberazione dai colonialisti britannici sarebbe stato terrorista; la resistenza europea contro il nazismo sarebbe stata terrorista, la lotta dei popoli asiatici, africani e latinoamericani sarebbe stata terrorismo, e molte delle persone presenti oggi in questa Assemblea sarebbero considerate terroristi.
gerundio
02 febbraio 2006 00:00
ma di sostituire il fucile con la vanga, non lo ha mai pensato nessuno, in Palestina?
Non se ne vedono che col fucile......
nadia
02 febbraio 2006 00:00
se non fossero allocchi non si farebbero saltare in aria, pensano veramente che basterà questo per fermare israele? allora sono proprio degli allocchi..o semplicemente dei diritti non gliene frega niente sono solo antisemiti e chi invece di essere pro-diritti e pro- giustizia è solo anti- qualcuno rivela il suo vero volto.......
fabio
02 febbraio 2006 00:00
Sangue arabo, mi dispiace ma non condivido le tue posizioni, tu continui a rimarcare ciò che è stato,era e sarebbe dovuto essere....che palle!!se la metti così ti dico che come Italiano, quindi diretto discendente dell'impero romano rivendico il diritto di possedere le terre di palestina, egitto e cartagine(nord africa).....e allora che fai ti metti a ridere?
Per cui in sintesi come si dice a napoli, chi ha dato ha dato e chi ha avuto a avuto....ora se i palestinesi e il mondo arabo con esso vogliono trovare un modo per convivere con gli israeliani bene, se non vogliono e credono di poter imporre la loro volantà imbracciando il fucile e facendo i "martiri"bhe cazzi vostri, sarò ben contento di sentire che un elicottero ha fatto saltare in aria qualche macchina piena di estremisti di hamas.
Ora Se volete vivere pacificamente insieme rinunciando entrambi a qualche pretesa bene, se no sappi che militarmente israele è in grado, almeno che non ci sia un miracolo di halla, di schiaccire militarmente i paesi arabi che la circondano....lo dimostra il fatto che su quattro guerre fatte gli arabi le hanno perse tutte.....e halla guardava da un'altra parte!!!
nadia
03 febbraio 2006 00:00
ok gerundio, fermo restando che i diritti sono per tutti , così anche i doveri e che chi fa terrorismo non gli frega niente dei diritti e dei doveri ma è solo un nazista.....
Wrangler
03 febbraio 2006 00:00
Caro amico "sangue arabo", capisco che tu cerchi di giustificare la tua causa con argomentazioni di parte , ma spesso anche condivisibili, io personalmente ho sempre pensato che il popolo palestinese avesse diritto ad una terra, ma ho anche pensato lo stesso del popolo israeliano.
Adesso però è oramai difficile avere ancora simpatia per il popolo palestinese dopo che lo abbiamo visto esultare per l'abbattimento delle torri l'undici settembre.
Dopo che abbiamo visto saltare bus e locali in israele, e dopo che abbiamo visto treni e bus saltare anche in europa, sempre per mano di estremisti musulmani.
La dura verità è che siete oramai inaffidabili, che usate la religione in modo distorto, che amate la violenza e l'estremismo, che a voi la pace non interessa, volete solo una cosa, dominare gli infedele o essere dominati da qualcuno di voi.
Tra una decina o più anni quando il petrolio non conterà più come adesso (speriamo)verrete definitavamente dimenticati e sconfitti e israele sarà la barriera a protezione dell'occidente, il guardiano che con le sue atomiche vi terrà in scacco per sempre.
Questo penso io, che non sono di destra, che non sono razzista, ma che sono un'occidentale che vede la deriva in cui vi siete cacciati, inneggiando al vostro Dio e mettendogli in mano il fucile, e istruendo i vostri bambini alla violenza.
E adesso tenetevi stretto Hamas e l'Iran che almeno per un pò, vi aiuteranno a sognare, quando poi vi risveglierete, più poveri e disperati di prima, forse capirete quante occasioni avete buttato al vento, potevate essere il popolo più amato e appoggiato ed aiutato dell terra, se portavate avanti la vostra lotta con metodi ghandiani, ma avete scelto l'opposto, l'odio e la violenza.
Da noi si dice, chi semina vento raccoglie tempesta, preparatevi ad un grande raccolto.
Con dispiacere, saluto.
Sangue arabo
03 febbraio 2006 00:00
Caro Fabio prima di ritenerti discendente degli antichi gloriosi romani e rivendicare i diritti che scrivi non dimenticare anche questo che segue, perchè se sei romano lo devi essere al 100%.
Dopo la scomparsa di Erode Agrippa, ultimo re dei Giudei (44 d.C.), la Palestina passò definitivamente sotto il controllo dell’amministrazione romana. I procuratori scelti per governare la città erano però avidi e corrotti, e la loro gestione finì per scatenare la Prima Guerra Giudaica (66-70 d.C.). Il conflitto tra gli Ebrei e Roma venne soffocato nel sangue dall’imperatore Tito, che mandò le sue truppe a espugnare Gerusalemme e a distruggere il Tempio: ancora oggi, tra i rilievi dell’Arco di Trionfo eretto a Roma per l’imperatore, si vedono i soldati romani innalzare tra le spoglie di guerra la menorah, il candelabro a sette bracci della tradizione ebraica, trafugato dal Tempio. Con la Seconda Guerra Giudaica (132-135) l’imperatore Adriano sterminò gli ultimi gruppi di Ebrei ancora impegnati nella resistenza, e rase al suolo Gerusalemme vietandovi l’accesso agli antichi abitanti. Il decreto che proibiva agli Ebrei l’accesso nella loro città venne abolito solo nel V secolo, ma dal momento in cui il Tempio era stato distrutto per il popolo ebraico era iniziata la diaspora, la dispersione in tutto il bacino del Mediterraneo e l’inizio di una secolare e ininterrotta storia di persecuzioni.
Non fartene un dramma, sono corsi e ricorsi storici.
Sangue arabo
03 febbraio 2006 00:00
Adesso per provocare si propaganda pure le caricature su Maometto (la pace sia con Lui)....
dove è finito il buongusto europeo?
Il cosiddetto rispetto delle religioni dove stà?
Se una rivista Islamica disegnasse Gesù Cristo (la pace sia con Lui)in modo compromettente cosa succederebbe?
Beh penso che ci sarebbe un bel casino, ma allora come si pretende il rispetto reciproco? Stuzzicando la gente? Che ben sappiamo non tutta è pacata è ragionevole.Se si vuole evitare uno scontro innanzitutto non si provoca.
Poi conosciamo i metodi israeliani di "sradicazione" del terrorismo, bombardano con un cacciauna casa che alloggia anche bambini e donne, e poi si dice che c'era un esponente islamico o chicchesia.Hanno usato pure un missile per uccidere un uomo in sedia a rotelle.E non dimentichiamo l'unico grande uomo politico israeliano ucciso da estremisti ebrei Yitzhak Rabin ,il premier laburista ucciso al termine di un raduno pacifista dalle pallottole di un estremista di destra determinato ad impedire a tutti i costi che il processo di pacificazione con i palestinesi prendesse quota e che Israele si ritirasse mai dalla Cisgiordania e da Gaza.
Sangue arabo
03 febbraio 2006 00:00
Caro Wrangler
forse ti sorprenderà il fatto che non sia arabo verace, ma siciliano, e ben si sa che la Sicilia è stata crocavia di popoli, dai greci ai romani, dagli arabi ai normanni, dagli aragonesi ai borboni, dai tedeschi agli (ahimè) americani.
Non ti nascondo una repulsione per quest'ultima civiltà (semmai lo sia quella americana) e che sia stato (escluso per le vittime innocenti) pure contento dell'attacco alle torri (?), ma solo a quelle, perchè penso tu sia informato, e se non è così ti prego di farlo con la tua bontà e pazienza, sul fatto che al pentagono ci siano dei seri dubbi dell'attentato di al qaeda....ma questo penso sia trattato in altro luogo o blog che si voglia e quindi tralascio.