Lucio Musto
14 febbraio 2006 00:00
ASSOLUTAMENTE INTERESSANTE!!!!!
SIGNOR stefano,
PUO' DARCI QUALCHE DETTAGLIO IN PIU'?
Grazie!
stefano
15 febbraio 2006 00:00
E' sufficiente scrivere alla società con cui si dovrebbe recedere il contratto che gli si revoca l'autorizzazione al trattamento dei dati personali. La legge sulla privacy prevede che chiunque, su semplice richiesta del diretto interessato, debba cancellare i dati personali (nome, cognome, ecc....) dai propri archivi e senza di essi qualsiasi servizio non può essere erogato.
In sostanza non si chiede loro di chiudere il contratto, cosa che spesso ha dei costi, ma li si rende impossibilitati a fornire il servizio.
uno qualunque
15 febbraio 2006 00:00
Provateci e vedrete cosa succederà; ricordatevi che davanti alla giustizia i dati personali sono un elemento poco significativo, l'ho sperimentato!
Giuseppe P.
16 febbraio 2006 00:00
Sono scettico a riguardo.
Per poter porre in essere un contratto è necessario l'autorizzazione al trattamento.
Due firme. Una per il contratto vero e un'altra per il trattamento dati, quest'ultima se assente non può dare avvio al contratto
Ma non è detto che possa accadere il contrario.
Bisogna vedere il peso "giuridico" tra la revoca dei dati personali e il contratto firmato.
Ma al di là di questo, la disdetta dei contratti il più delle volte è penalizzante, pensiamo a SKY, i 12 mesi obbligatori di TELECOM, i 12/18 mesi di adsl obbligatori per WIND e TELECOM.
Rescindere un contratto "penalizzante" entro i termini indicati dallo stesso contratto, farebbe scattare le penalità sia se mi oppongo al trattamento dei dati, sia se mando la raccomandata con la disdetta esplicita, quello che è rilevante è la cessazione del contratto, sia per mia inadempieza, sia per mia scelta, sia per altri motivi:
1 . mi oppongo al trattamento
2 . in base a questo, devono chiudere la mia posizione contrattule.
3 . che dice il contratto che ho firmato in merito alla cessazione? penalita? si? devo pagare!
Fufo
16 febbraio 2006 00:00
ma che c'entra l'autorizzazione ai dati personali con le penali per il recesso?!
caterina
16 febbraio 2006 00:00
se una compagnia telefonica dà corso ad un contratto solo dopo una conversazione telefonica di un addetto al call center,e manda regolare fattura,,si può non pagare,dopo semplice telefonata di disdetta e invio di fax in questo senzo?io l'ho fatto ma non so ancora come andrà a finire- Avete dei consigli? Grazie Caterina
stefano
16 febbraio 2006 00:00
secondo me vanno distinte e tenute separate le 2 cose, il contratto e l'autorizzazione all'utilizzo dei dati personali.
Prendendo l'esempio dell'ADSL che di solito ha scadenza annuale: se a me scadesse nel mese di dicembre, oggi febbraio, non dico nulla sul contratto ma gli revoco il permesso a tenere nei loro archivi i miei dati personali.
Se loro non sono buoni a continuare a fronirmi il servizio .... mica è colpa mia. Mi sarei limitato a utilizzare una legge dello Stato.
La considerazione che invece mi sento di sottoscrivere è quella di "uno qualunque" che dice giustamente che "davanti alla giustizia i dati personali sono un elemento poco significativo".
Tito
16 febbraio 2006 00:00
Stefano, scusa se mi permetto, ma prima di scrivere questi interventi -e dunque disinformare- studia! hai scritto una marea di baggianate
FABRIZIO
16 febbraio 2006 00:00
Il Sig. Stefano, temo non conosca bene nel dettaglio la legge sul trattamento dei dati personali.
Oggi questa legge viene usata spesso a sproposito per carpire agli utenti-clenti l'autorizzazione a "sfruttare" più che a trattare i dati personali.
Molte società si nascondono dietro al "niet" dicendo agli utenti che se costoro non concedono la più ampia autorizzazione al trattamento dei dati, non é possibile concludere alcun contratto.
In realtà ciò non é assolutamente vero in quanto l'azienda che si limita esclusivamente ad utilizzare i dati a lei trasmessi per eseguire esclusivamente la prestazione richiesta, non ha bisogno di nessuna autorizzazione.
Su questo punto mi sono già scontrato più volte e in varie occasioni, anche con l'azienda che mi paga lo stipendio e che un bel giorno mi disse che se non davo l'autorizzazione a "trattare i miei dati" non solo non avrebbe potuto continuare a pagarmi lo stipendio ma addirittura sarebbe stata costretta a concludere il rapporto di lavoro ?????
Ho risposto loro che era una sciocchezza, che erano disinformati e che non avevano alcun bisogni della mia autorizzazione.
Non mi hanno più chiesto nulla e continuano a pagarmi lo stipendio !!!
Se io fornisco i miei dati ad un fornitore per ottenere da lui un determinato servizio o una determinata fornitura, egli sarà obbligato casomai a comunicarmi la modalità con cui tratterà i miei dati ed il responsabile del trattamento ma non occorrerà da parte mia alcuna ulteriore autorizzazione, essendo già il mio ordine la manifestazione di servirmi di lui e la trasmisione dei dati un fatto indispensabile per la conclusione della fornitura.
E d'altra parte, qualora comunicassi che non intendo più avvalermi delle sue prestazioni annullando casomai un contratto (ammesso che ciò sia possibile) egli sarà obbligato automaticamente a chiudere la mia posizione ma dovrà continuare a gestire i miei dati fiscali ed anagrafici per 10 anni, il tempo per cui é necessario conservare i documenti contabili.
Come vedete, c'é mota disinformazione in giro e tante aziende che "marciano" sui vsotri dati "vendendoli" a peso d'oro a società esterne.
Saluti
Giuseppe P.
16 febbraio 2006 00:00
Stefano ma è un discorso semplicistico.
Revocare i dati personali fa scattare la rescissione del contratto e a sua volta, la rescissione fa scattare tutti gli articoletti che riguardano le penali.