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Roberto 15 febbraio 2006 00:00
Fabio,
grande messaggio, hai fatto una bella foto della realtà.
Concordo con te in tutto tranne che per la palestra, io non ci vado perchè faccio altri sport, ma credo che chi ha poco tempo sia un buon sistema per avere cura del proprio corpo.
viviana 15 febbraio 2006 00:00
quoto Fabio. Sono pienamente d'accordo.
Antonio 15 febbraio 2006 00:00
Caro Fabio, hai messo proprio il dito sulla piaga.Siamo in preda alla follìa collettiva.Pochi fanno il passo lungo come la propria gamba.non ci si rende conto della propria posizione e possibilità, sperando di essere diversi attraverso sacrifici inutili. Si compra un auto con 6-7 anni di rate e non si hanno i soldi per fare un cambio dell'olio. I mutui è addirittura possibile prenderli "generazionali", ovvero possono proseguire con i figli( se si hanno).
Il problema è radicato nel totale stravolgimento dei valori e per responsabilità dei singoli, non certo per colpa delle pubblicità od altre amenità:
se io guadagno X non posso spendere di più oltretutto per cose futili. Questi sono i fatti.E purtroppo non riesco a vedere una via d'uscita se non c'è una presa di coscienza collettiva.Ci siamo messi Da Soli un cappio intorno al collo che se non provvediamo a togliercelo autonomamente ci strangolerà.Questa strada non presenta in alcun caso uno svincolo senza un enorme impegno e sforzo.(Sarà mai possibile?)
pepismi 15 febbraio 2006 00:00
Dov'è la tua Ferrari?
Eugenio Benetazzo 20/01/2006
Autore de libro "Duri e Puri: aspettando un nuovo 1929"
sito www.disinformazione.it
fabio hai fatto taglia e incolla?
Ivan 15 febbraio 2006 00:00
Sono pienamente daccordo con quanto si dice nel tuo post.
Che viviamo al di sopra delle nostre possibilità, è un mio fermo convincimento.
Del resto, una sitauzione "analoga", l'ho già vissuta nel febbraio/maggio 2000, quando giravo con in tasca un libricino, che, comprato dal giornalaio per 1000 lire, descriveva i grandi tracolli della storia. Dalle obbligazioni francesi, ai tulipani e quant'altro.
Una volta, tentando di tirarlo fuori, a momenti, mi linciarono, e fui immediatamente tacciato di essere uno sporco ribassista.
Ma chi avrebbe convinto pensionati, che avevano comprato, con la liquidazione, lotti di Finmatica, per 5 milioni di lire, ed se li trovavano a 70 milioni per lotto, che non sarebbe durato a lungo?
Al di là di tutto, e con le debite, differenze, ci vedo molte analogie.
Staremo a vedere, intanto i terreni e l'oro, e similari, coi loro andamenti di prezzo, qualche cosa, sembrano voler dire.
Nel 68/90, a pensare così, ci avrebbero accusati di apologia, chissà, ai nostri giorni, dove verremo catalogati?
EMILIO A. 15 febbraio 2006 00:00
Mi compreròla Lamborghini perchè il colore della ferrari non va bene per rispetto al <strong><font size=5>GRANDE SILVIO!</font></strong> La rata la pagherò con quello che mi ha fatto risparmiare il <strong><font size=5>GRANDE SILVIO </font></strong> con l&#39;abbassamento delle tasse in busta paga.
Alex 15 febbraio 2006 00:00
Fabio, ci sono due categorie di Italiani.
Quelli che vivono come hai detto tu, di fatto nel lusso ma oltre le proprie possibilità e che si lamentano sempre.
E quelli che continuano a fare una vita normale senza acquistare ciò che non è alla loro portata.
Non siamo tutti uguali. E le colpe non sono della televisione o della &quot;società&quot; ma del nostro modo di essere.
pepismi 15 febbraio 2006 00:00

state tutti lodando un che ha fatto taglia r incolla ecco il vero testo preso dal sito www.disinformazione.it:
Dov&#39;è la tua Ferrari?
Eugenio Benetazzo 20/01/2006
Autore de libro &quot;Duri e Puri: aspettando un nuovo 1929&quot;

Dov’è la tua Ferrari ? Dov’è la tua Ferrari a rate ? Siamo cresciuti sin da bambini con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati tutti miliardari, rockstars, divi del cinema o piloti di un jet supersonico con la Ferrari nel garage … ma non è così, e lentamente ce ne stiamo accorgendo.
In questi ultimi tre anni in Italia è ormai emersa una nuova classe di poveri, quelli in giacca e cravatta, i nuovi schiavi del turbocapitalismo multinazionale, una nuova classe di morti di fame: quelli con il mutuo erogato al 100 per cento a tasso variabile, quelli con un lavoro atipico a singhiozzo, quelli con l’utilitaria pagata a 20 euro al mese, quelli che fanno la spesa a rate di 5 euro al mese al centro commerciale.

Si spende anche quando non si può spendere (situazione molto preoccupante dal punto di vista socioeconomico), grazie a società finanziarie di prestito al consumo al limite dell’usura, pubblicizzate da qualche personaggio televisivo trasformato in adescatore mediatico per le sue fattezze ed aspetto rassicuranti. Cominciate a svegliarvi dal torpore innocente di chi si è fatto sinora abbindolare da questa “schiavitù mediatica dell’ultimo modello appena uscito” o del “beneficio senza sacrificio”.
Sono ormai dappertutto, vi stanno bombardando e vi stanno convincendo a spendere anche quando non potete o non volete, la loro presenza è ormai dilagante (se non preoccupante): spot televisivi, radiofonici, inserzioni su testate giornalistiche, volantini nella cassetta della posta e sul tergicristallo dell’auto: chiedi e ti sarà dato. Quanto ti serve 5.000 euro? 10.000 euro? 25.000 euro? E a che cosa ti servono? Per rifarti le tette? Per comprare il nuovo scooter a tuo figlio che ha preso cinque asterischi in prima superiore? Per comprarti la nuova tv al plasma con cui giocare alla play(gay) station? Non ti preoccupare, tanto non ti facciamo alcuna domanda, ci pensiamo noi: e la vita finalmente ti sorriderà. Per adesso.

Poveri Italiani: ormai avete iniziato a lucidare le maniglie del Titanic. Spendere il denaro che non si possiede è sintomo di una grave carenza di responsabilità, soprattutto se quel denaro lo si spende (non possedendolo) per andare in vacanza in qualche località esotica o per avere l’ultimo modello di videofonino ultima generazione: e tutto questo solo per poter fare lo sborone con gli amici del bar e/o per non sentirsi inferiori socialmente.
Mettetevelo nella zucca: siete consumatori, sottoprodotti di uno stile di vita che ormai vi ossessiona: sono vestito alla moda? il mio cellulare è trendy? la mia auto è “in”? il mio look è “easy”? mi fanno pena tutti quei ragazzi nelle palestre che cercano di modellare il proprio corpo per assomigliare a quei quattro modelli gay imposti dal tal stilista o dalla tal marca commerciale di jeans.
Pensate come rispetto a qualche decina d’anni il paese e la sua popolazione sono cambiati profondamente, quando per comperare una casa o un automobile si accantonava anno dopo anno, rinuncia su rinuncia, lira su lira ed alla fine arrivava il giorno tanto sospirato in cui si andava dal concessionario di auto o dal notaio per il rogito e si “cacciava fuori di tasca propria” sino al 60/70 per cento del prezzo di quello che si comperava. Il resto si finanziava. Razionalmente.

Allora sì, aveva senso dire: “Mi sono comprato l’auto, mi sono comprato la casa”. Oggi sarebbe più opportuno affermare “la banca mi ha comprato la casa e l’auto anticipando tutto, spero di non essere globalizzato e perdere tutto, oltre che il posto di lavoro”. In triveneto esiste una banca (purtroppo non posso farvi il nome) che eroga i mutui sino al 120 % per cento: non è un errore avete letto bene, vi prestano il denaro per acquistare in toto il 100 per cento dell’immobile e un 20 per cento in più per altre frivolezze (probabilmente per comprarvi già la bara da morto). Mala tempora currunt, sed peiora parantur: un ultima domanda. A quando la Ferrari a rate?

Eugenio Benetazzo
Trader Professionista
[email protected]


www.disinformazione.it
Tomaso 15 febbraio 2006 00:00
post interessante.
forse comunque sara il mercato a frenare questa rincorsa al debito senza bisogno di provvedimenti legislativi ,difatti il problema di queste finanziarie è la gestione del credito: il sistema giudiziario italiano è un grosso handicap per questo tipo fi finanziarie. se in passato le banche non sono state molto larghe di maniche nel elargire finanziamenti al consumo una motivazione di fondo bisogna trovarla da qualche parte.
piccolo anedotto : mi son trovato a rispondere gia due volte a finanziarie che cercavono dipendenti assunti in passato nella mia azienda è che non riuscivono piu a rintracciarli.
poi se non siete convinti provate a recuperare un credito da qualcuno che non ha nulla d&#39;intestato a se stesso,ma che gira con auto da 30000€ intestata ad una fiduciaria .
un saluto
GRAMMATICO 16 febbraio 2006 00:00
Caro Fabio. DOV&#39;E&#39; la Ferrari, DOV&#39;E&#39;!!!!
Il tuo&quot;Dove&#39;&quot; è la terza persona del passato remoto del verbo dovere. Io dovei (o dovetti), tu dovesti, egli dové (o dovette). Anche l&#39;ortografia si compra a rate?
Luca 16 febbraio 2006 00:00
Concordo su tutto e cerco nel mio piccolo di non far arrivare a mia figlia &quot;il Dio Consumismo&quot;...ma il bombardamento e&#39; costante...ma io voglio fare un&#39;altra provocazione: vi siete chiesti il motivo di tanti punti &quot;ritiriamo il vs oro e il vs argento usati! Paghiamo in contanti!&quot;
Non vi puzza di &quot;rastrellamento&quot;?
A me si...e la cosa non mi piace per niente...
Maestro 16 febbraio 2006 00:00
DOVE (avverbio)
&quot;in proposizioni interrogative dirette o indirette indica stato o destinazione&quot; (DeVoto-Oli)
ESSERE (verbo)
&quot;.... valore fondamentale del verbo è l&#39;esistere...&quot;

Dove è? = Dov&#39;è?


Questo, in italiano!
antonio lucenti 16 febbraio 2006 00:00
alex, che Dio ti benedica per quel che dici. Ma siamo soli a riconoscere all&#39;uomo e al cittadino la capacità di giudizio autonomo e di consapevolezza delle proprie azioni ?
Giospa 16 febbraio 2006 00:00
Se penso che nonostante il post sia talmente sconfortante per la sua disarmante enunciazione di una situazione che sta rovinando la vita a tanta gente, ci sia un pirlotto, specchio di tanti altri, probabilmente proprio uno di quelli che compra pure il cane a rate per farsi bello con gli amici cretini, che fa lo spiritoso per degli errori di grammatica.....mi cadono letteralmente le braccia e dico muoia Sansone con tutti i Filistei.
Che arrivi un nuovo 29.
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