Giuseppe P.
15 febbraio 2006 00:00
Rettifiche doverose:
La fonte è "Repubblica".
Le parentesi, del giornalista evidentemente, si riferiscono al gruppo mediaset. Ma scorda a mio avviso di includere anche la Rai.
Alex
15 febbraio 2006 00:00
Un bel copia e incolla dal sito di La Repubblica (kataweb), notoriamente equidistante dalla politica.
La loro posizione equilibrata l'ho già in parte smascherata sulla questione Tfr, ora compare anche questa.
Vero, ne abbiamo già discusso tempo fa io e te, e più o meno eravamo d'accordo (anche se non posso scendere in dettaglio perchè non conosco gli articoli della Gasparri). L'Ue ha tutto il diritto di chiedere chiarimenti, e in fondo fanno bene a tutti, ma La Repubblica ci mette sempre del suo. Tanto per non smentire la regola di un articolo al giorno contro il governo e in particolare Berlusconi.
Furbetti!
ps: si continua a dire "mediaset in testa" quando la più favorita è la Rai che fa pubblicità come una commerciale e in più gode del canone!! Senza dimenticare il monopolio Sky sul satellite.
Giuseppe P.
15 febbraio 2006 00:00
Si Alex, prima del tuo intervento avevo provveduto a fare la rettifica della fonte e su come l'articolo non affronti la questione rai.
Segno che bisogna sempre prendere le notizie con senso critico.
Ma al di là di quella che è l'opinione del giornalista, eliminati i commenti, le allusioni a Berlusconi, credo che l'argomento sia serio, e riguarda non solo mediaset ma anche la rai appunto.
Quindi cerchiamo di vederlo come un fatto che non riguardi nè Berlusconi, nè la campagna elettorale in genere, isoliamo il "fatto" dalle insinuazioni politiche (nostre e del giornalista).
Alex
15 febbraio 2006 00:00
Giuseppe, ho scritto il mio intervento quando ancora non avevo visto la tua rettifica, se no mi sarei astenuto.
Sai benissimo che su queste questioni di principio mi trovi d'accordo, anche perchè ti riconosco l'onestà intellettuale di saper discutere delle questioni al di là della posizione di parte.
Ma quando mai in Italia si è fatto qualcosa prima che il problema scoppiasse? Guarda solo la legge Mammì, che si è limitata a fotografare una situazione di fatto, dove pochi anni prima non era possibile avere alcuna forma di concorrenza televisiva; in tv la facevano da padrona i partiti politici, che avevano fatto nascere "casualmente" 3 reti rai.
Ora vorrei che anche chi è all'opposizione affrontasse la questione al di là della questione Berlusconi.
Ma credo che i politici non siano come Giuseppe, hanno troppo interessi per intervenire davvero ed in maniera serena.
Giuseppe P.
16 febbraio 2006 00:00
Ti ringrazio Alex.
Bisogna disciplinare seriamente il settore sul nascere, altrimenti saremmo punto e a capo, i due duopolisti diventerebbero ancora piu grandi da impedire ogni ridimensionamento.