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Gandolfo 15 febbraio 2006 00:00

Paolo Borsellino diceva:
"Purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia.
Se la mafia è un'istituzione antistato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando i giovani alla cultura dello Stato e delle istituzioni."

Avete capito bene, si, bisogna partire dalla scuola, perché è a scuola che tutti noi iniziamo a crescere, che sviluppiamo i nostri primi rapporti con il mondo, che confrontiamo le nostre idee, i nostri pensieri, formiamo la nostra cultura ed i nostri ideali più profondi.
Purtroppo, spesso, è proprio a scuola che cominciamo a conoscere le prime discriminazioni sociali, le prime ingiustizie, le prime forme di prevaricazione del forte sul debole, le prime delusioni e quell'orrendo fenomeno comunemente chiamato "raccomandazione", per il quale, anche nel campo del lavoro, la meritocrazia molto spesso soggiace all'ignoranza.
Questa malformazione sociale (la raccomandazione) è responsabile del disagio psicologico di quei cittadini che aspirano legittimamente ad un impiego nel mondo del lavoro e che invece rimangono vittime di questa forma viziosa dai contenuti mafiosi.
Permettetemi di ricordarvi, cari amici che NON E’ LA FAME MA E’ L’IGNORANZA CHE UCCIDE!
Già proprio così, l'ignoranza, quella brutta bestia che non solo frena lo sviluppo dell'essere umano, e quindi della società, ma che ne determina la retrogressione sociale.
Ognuno deve avere la possibilità di lavorare secondo le proprie capacità e tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di provare ad inserirsi nel mondo del lavoro, lo prevede anche il primo articolo della nostra Costituzione. Tutto ciò configura una grave carenza di democrazia nel nostro Paese, che si ripercuote nella vita quotidiana dei più deboli ed è quanto di più lesivo possa esistere per la dignità della nostra nazione.

Come ha detto un mio caro amico...

RACCOMANDAZIONI = MAFIA !
Alex 15 febbraio 2006 00:00
Peccato che noi ci campiamo su queste cose, quindi inutile lamentarsi di nostri costumi che sfoderiamo quando ci fanno comodo e condanniamo solo quando vanno a nostro danno!
Gandolfo 16 febbraio 2006 00:00
Alex, io e molti altri, e in realtà credo che neanche tu "ci campi" sulle raccomandazioni, qualunque sia la tua idea morale e politica. Le raccomandazioni danneggiano sempre tutti i cittadini, quelli onesti soprattutto, c'è poco da vantarsi a farsi raccomandare.
Se ad esempio io, come chiunque altro, ho ricevuto una formazione adeguata per un certo tipo di lavoro è giusto che lo trovi con le mie forze, anche se è difficile, ma è una cosa SPORCA e MAFIOSA farsi raccomandare togliendo così la possibilità a persone che non solo per meriti di studio ma anche magari per condizioni indigenti avrebbero più bisogno di quel posto di lavoro di me.
Hai ragione, fin quando non si cambia questa cultura mafiosa non si dovrebbe avere la presunzione di parlare. Ma è giusto denunciarlo da parte di chi ha la coscienza a posto.
luca 16 febbraio 2006 00:00
forse ci campi tu ALex! con il cervello che ti ritrovi o ti fai raccomandare o fai il barbone
Alex 16 febbraio 2006 00:00
luca, credo che quello che hai detto ti qualifichi a sufficienza. Non serve infierire. Poveretto...
Dei maleducati e degli ignoranti non ho mai paura. Quindi.. nemmeno di te.
Giuseppe P. 16 febbraio 2006 00:00
<i>... quindi inutile lamentarsi di nostri costumi che sfoderiamo quando ci fanno comodo e condanniamo solo quando vanno a nostro danno!</i> (Alex)

Sottoscrivo al 100%.
Poi sempre bravi a parlare moralmente su come le cose debbano andare, un gran peccato che nell&#39;atto pratico puntualmente si ripudi quello che strenuamente si è difeso a parole.

La raccomandazione si evita non chiedendola, il concetto della meritocrazia deve entrare nella cultura dei modi fare, nella testa, nella mentalità.
EMILIO A. 17 febbraio 2006 00:00
Chi non é d&#39;accordo sull&#39;esistenza delle raccomandazioni e di un &quot;sistema&quot; di protezioni e favoritismi esistente nell&#39;ambiente lavorativo degli enti pubblici, é un ipocrita, a maggior ragione se è già un dipendente, e questo significa che egli é:
- o un dirigente;
- o un responsabile di servizio aspirante alla carica di dirigente e da loro in &quot;addestramento&quot; di formazione di mentalità;
- o é un ruffiano dalla nascita assunto per raccomandazione (solitamente figlio di ex dipendente in pensione che ha &quot;ereditato&quot; il posto dal padre... e quindi é più che sicuro che farà una ottima carriera...

Gli appartenenti a queste &quot;fasce protette&quot; come possono essere d&#39;accordo su queste affermazioni? Essi <strong><font size=&quot;3&quot;>&quot;ci campano su queste cose...&quot;</font></strong>. E&#39; chiaro che costoro sono i &quot;paladini difensori&quot; di questa tipica cultura italiana di antica tradizione...eh..!itagliani ! Popolo di antiche tradizioni dure a morire..
Sono vent&#39;anni dipendente..quanta ne ho visto passare acqua sotto i ponti..
In vent&#39;anni non sono mai stato iscritto a un sindacato, salvo una volta : l&#39;anno scorso. Vista la corsa frenetica di questi colleghi dipendenti,in cerca di voti per cercare di diventare rappresentanti RSU, e una volta raggiunto lo scopo, ho constatato il loro assiduo impegno per il raggiungimento di obiettivi per interesse personale e favoritismi da parte del dirigente, mi sono subito cancellato.
Mi considero un &quot;imboscato&quot; quando fui assunto, perchè ho sempre pensato che probabilmente, per assumere tutti i raccomandati che c&#39;erano dopo di me in graduatoria, non poterono scavalcarmi...

Quando nel 93, per poter svolgere correttamente il mio lavoro, dovetti mettere il naso in faccende poco chiare,e feci presente queste cose, e che probabilmente coinvolgevano la responsabilità di qualche dirigente.., mi tolsero subito l&#39;incarico e fui trasferito.
Penso che questo dirigente avesse degli scheletri nell&#39;armadio. I quel periodo sentii voci che dicevano che ebbe timore di una mia segnalazione alla corte dei Conti..Sciocchezze! Sicuramente aveva amici di loggia pure lì e non gli sarebbe successo niente.
Nel 92 rifiutai la esplicita offerta di protezione di un dirigente, e gli risposi che preferivo essere apprezzato nel mio lavoro solo per i miei meriti. Da allora mi rese la vita difficile.Un giorno litigai col suo grande amico protetto, il suo ruffiano preferito, emerito semianalfabeta che tramite uno dei soliti concorsi interni &quot;pilotati&quot;, riuscì a promuoverlo fino in fascia D (funzionario!), il quale sicuramente gli chiese di farmela pagare..Bisogna stare attenti ai ruffiani, tenerli alla larga, perchè non la si spunta mai contro di loro. Infatti mi arrivò il giorno dopo un ordine di servizio di trasferimento in una sede distaccata, un gulag..
Da allora,(1998), sono in &quot;mobbing&quot;. Da sette anni emarginato anche dai colleghi. Son convinto che i dirigenti si son fatti il passaparola per ignorarmi.. Inutile é stato protestare. I rappresentanti sindacali sono al loro servizio in cambio di favori..Hanno persino creato &quot;ad hoc&quot; un concorso interno in cui hanno promosso in fascia superiore il rappresentante sindacale (risultato primo nella graduatoria) e qualche suo collega amico iscritto. Quello che so fare o che cerco di dimostrre di saper fare nell&#39;ambito lavorativo passa nella più totale indifferenza da parte dei signori dirigenti e dei loro fedeli responsabili&quot; di servizio. E devo anche tenermi la bocca chiusa per evitare brutte conseguenze a mio danno.
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