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Roberto 29 marzo 2006 00:00
Credente,
sei fuori strada.
Innanzitutto, se credi così tanto, non vedo perchè ti preoccupi di chi crede nel contrario.
Poi ti racconto una storiella: io credo che ci sia una creatura invisibile e silenziosa che volteggia nel cielo senza forma e sostanza e che gioca a scacchi tutto il tempo con sua sorella. Tu potresti non crederci, e penso che sia normale non credere a qualcosa che non si vede o sente, ma se voglio far credere a te che questa storiella è vera, sono io che devo dimostrartelo, non il contrario.
Comunque accetta un consiglio: CREDI e LASCIA NON CREDERE, ci guadagni in salute.
Beta ignoranza cristiana! 29 marzo 2006 00:00
Dove hai letto la parola "dio"? Qui si parla della NON ESISTENZA DI CRISTO. E non di dio. Ti hanno indottrinato così bene in parrocchia che non riesci neanche a capire la differenza tra:

- CRISTO
- DIO

Ecco perchè la chiesa domina ncora un branco di imbecilli col cervello andato in spazzatura.
Alex 29 marzo 2006 00:00
Ma scusa, quello che "crede" sei tu. Tu dovresti dimostrare che Dio esiste.. se no perchè ti chiameresti "credente"? Altrimenti ci dobbiamo fidare di quello che vediamo... cioè che non esiste nessun Dio. E' difficile dimostrare che una cosa non esiste, più facile dimostrare il contrario. Ma solo se davvero esiste.
lalla 29 marzo 2006 00:00
semplicemente se una cosa non la si percepisce non esiste...un dio esiste solo se viene creduto.
Alex 29 marzo 2006 00:00
io non "credo" che Dio non esista, io sono convinto che Dio non esista!
E se questo è poco o no non sta a te stabilirlo, perchè a me basta così. Tra l'altro io non devo convincere nessuno, gli altri possono essere liberi di pensarla come gli pare.
Piuttosto qual è il tuo scopo?
Credente 29 marzo 2006 00:00
Caro maleducato Beta (o beata? Non rileggi quel che scrivi?), se ho scritto Dio, intendevo Dio; che c'entra Gesù in questo caso?
Lalla, per la stessa ragione, dunque, se tu sei infelice, la felicità, in quanto da te non percepita, non esiste!?
Quanto agli altri, se ho lanciato la provocazione è stato per vedere il livello di consapevolezza di voi atei, che, a quanto pare, si limita a un laconico "io non devo provare nulla". Mi sembra un po' pochino.
Noi e dio. Se ci sei batti un colpo 29 marzo 2006 00:00
EPICURO fu certamente il più grande filosofo materialista e ateo della storia ellenica: perfezionò la teoria atomista di Democrito introducendo la nozione della “deviazione” (il famoso clinamen) per ciò che riguardava la traiettoria rettilinea degli atomi. Negando l’intervento degli dei negli affari del mondo, proclamava la materia principio eterno nel suo eterno movimento, quel movimento nel quale nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma, che fu poi dimostrato da Lavoisier 2300 anni dopo. E’ Epicuro che ha dimostrato che Dio non esiste e che le religioni sono sorgente di tormento per l’uomo e che l’uomo, per realizzarsi, deve, perché lo può, seguire un’etica di ragionevole piacere. Il ragionamento di Epicuro che dimostra la non esistenza di Dio, è rimasto inconfutabile per quanto i credenti (creduli) si siano accaniti a sovvertirlo.

Il male esiste, quindi di due cose l’una: o Dio ne è a conoscenza o lo ignora.

1) Dio sa che il male esiste, può sopprimerlo ma non vuole... un tale Dio sarebbe crudele e perverso, dunque inammissibile.

2) Dio sa che il male esiste, vuole sopprimerlo ma non può farlo... un tale Dio sarebbe impotente, dunque inammissibile.

3) Dio non sa che il male esiste... un tale Dio sarebbe cieco ed ignorante, dunque inammissibile.

dal libro "La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" www.LuigiCascioli.it
Raffaello 29 marzo 2006 00:00
sia Dio che il Diavolo, non sono altro che due facce della stessa medaglia, non puo esistere una forza senza il suo esatto contrario, è impossibile.
Ma possibile che le persone non ci siano ancora arrivate a tutto questo??
Credente 30 marzo 2006 00:00
La maggior parte degli atei, dunque, non avendo alcuna prova obiettiva su cui fondare la fede in "nessun Dio", deve in fin dei conti ricorrere ad obiezioni di ordine filosofico.
Paolo 1 30 marzo 2006 00:00
Potrei essere d'accordo con Alex.
Potremmo affermare che se non percepiamo l'esistenza di dio vuol dire che non esiste, e se qualcuno vuol affermare che esiste sta a lui portarne le prove.
Ci sono vari modi di dimostrare che dio non esiste.
Una, molto semplice, e' prendere in esame le prove dell'esistenza di dio, ad esempio le cinque portate dai padri della chiesa:
- deve esistere un Dio che abbia creato il mondo: falso, nessuno e' in grado di dimostrare che in un tempo x nel passato non esistesse nulla di materiale, per cui non ha senso dire che l'universo deve esere stato creato, insomma, per dirla con Laplace, dio e' una ipotesi non necessaria
- dim. teleologica, l'universo deve avere un fine, e solo dio sa quale: tipico esempio di come la religione risponda ai nostri dubbi, il tutto avrebbe un fine, ma non si sa quale, perche' e' un mistero nella imperescreutabile mente di dio; comunque a guardarsi intorno e' difficile pensare che che il tutto abbia un senso
...
-consenso universale dei popoli, in ogni tempo e in ogni luogo si sarebbe creduto in dio: falso, troviamo molti esempi di ateismo, tra i filosofi greci, gli illuministi francesi, e noi contemporanei; la diffusione della religione e' certo un dato di fatto, spiegabile pero' con l'uso che hanno fatto di questo strumento di potere da loro inventato preti e governanti, spesso dei re o imperatori si sono proclamati dei, e' evidente quindi che molti per non finire giustiziati per lesa maesta' facessero finta di credere in dio.
Si possono poi considerare le definizioni di dio date da Tizio o Caio, piene di contraddizioni, per cui un essere simile non puo' esistere. Se fosse perfettamente razionale e onnipotente non avrebbe certo fatto il mondo che vediamo!
Paolo
Roberto 30 marzo 2006 00:00
Credente,
sei un insulto per gli altri credenti, non capisci nemmeno quello che leggi e non sai controbattere in modo logico: continui a dire che non abbiamo prove obiettive per dimostrare che non esiste dio (quale poi? ce n'è più d'uno! Il tuo è l'unico che esiste?)
Il mio primo messaggio di metteva dall'altra parte della barricata e ti avrebbe dovuto far ragionra, cosa che mi sembra non ti riesca molto, non è per caso che sei quel Samuele o Andrea che scriveva cazzate sulla bibbia qualche tempo fa?
Ciao e cerca di dialogare non di sproloquiare, ne abbiamo già uno in Italia che risponde a cose che non gli vengono chieste, però almeno si alza e se ne và(battutaccia).
Non credente. 30 marzo 2006 00:00
Caro credente, ma sei proprio felice di esserlo? E allora perché provocare cosa e chi? Chi é felice gode! Non provoca!
La verità è che le tue incertezze ti spingono a tentare di colmare le tue lacune dagli altri.
Hai raggiunto il tuo equilibrio col tuo credo? Credi e lascia liberi gli altri dai tuoi dubbi. Sarei contento se tu fossi felice e credente, ma non puoi risolvere i tuoi dubbi tentando di demolire l'altrui equilibrio.
Il male non sta nel credere o meno, ma nel disprezzo delle opinioni altrui.
Mario 30 marzo 2006 00:00
Autore: Credente
Data: 29 Marzo 2006

Come fai, ateo, a dire "Dio non esiste!"? Capisco l'agnostico che magari rimane indifferente e non si pone la questione. Ma tu, ateo convinto, come fai ad avere tali certezze? E magari sei quello stesso ateo che chiede al credente le "prove" su Dio... Forniscile tu le "prove" che Dio non esiste... e poi magari ne riparliamo.
***************************************
Scusa se sono diretto nel risponderti, ma il tuo è un quesito che non ha senso.

Se un ateo non crede non si pone neanche il problema, un agnostico se ne "infischia", un credente si pone la domanda.

Cercare da credente di chiedere ad un ateo di dire il perchè un dio non esiste è una domanda che può avere senso solo per te.

Un ateo, scusate se sono logorroico, non se ne pone nanche il problema e messo davanti ad un quesito del genere l'unica risposta che puo dare una sola: "perchè dio non esiste"

Saluti
Mario.



Lucio Musto 30 marzo 2006 00:00
X Alex

Non che mi interessi sapere se tu sia ateo, credente, o come preferisci professarti, per me va bene comunque, ma per curiosità letteraria, che differenza sottintendi fra:
"io non credo che Dio esista" ed
"io sono convinto che Dio non esista"?

io le due frasi, all'occorrenza, le avrei usate come sinonime, non in contrasto!

Grazie! Mi piace imparare altre cose.
Credente 30 marzo 2006 00:00
Roberto,
ti ringrazio di avermi definito "un insulto" e per la classe del tuo intervento, ma non mi meraviglia dato il tono...
Il mio Dio è l'unico perché Dio è uno ed è quello (l'uomo trova vari modi per arrivarci...).
Ti prego, se interverrai ancora, e se ti riesce, di essere un po' più educato.
Alex 30 marzo 2006 00:00
Credente, ma in base a cosa dici che Dio è unico? Che ne sai tu? Lo conosci, è venuto a suonarti il campanello dicendo che c'è solo lui? E se poi mentisse?

Poi non capisco perchè gli atei debbano portare prove.. ma sono accusati di qualcosa? O hanno mosso loro delle accuse?

Lucio, col "credere" intendevo più una scelta irrazionale, mentre la convinzione nasce da qualcosa di più profondo e magari razionale. Ma non c'ho capito molto nemmeno io ;-)
Gandolfo 30 marzo 2006 00:00
Si è detto che la mia avversione all'ortodossia religiosa si sia attenuata.
Questa voce è completamente infondata.
Penso che tutte le grandi religioni del mondo: buddismo, induismo, cristianesimo, islamismo e comunismo, siano, a un tempo, false e dannose.
A rigor di logica, poiché contrastano fra loro, non più di una dovrebbe essere quella vera.
Con pochissime eccezioni, la religione che l'uomo accetta è la stessa professata dalla comunità dove vive, sicché è l’influenza dell'ambiente che lo spinge ad accettarla.
E’ vero che gli scolastici inventarono argomenti logici per provare l'esistenza di Dio, e che questi vennero accettati da molti eminenti filosofi; ma si appoggiavano alla logica aristotelica, ora rigettata da quasi tutti i pensatori, tranne certuni, come i cattolici.
Uno di questi argomenti non assolutamente logico: l’argomento del fine delle cose, che, peraltro, fu demolito da Darwin; e, in ogni caso, potrebbe divenire logicamente accettabile a condizione che si neghi l'onnipotenza di Dio.

Lasciando da parte la logica, trovo strano si possa pensare che una divinità onnipotente, onnisciente e benevola abbia preparato il mondo da nebulose senza vita, in tanti milioni di anni, per poi ritenersi soddisfatta dall'apparizione finale di Hitler, Stalin e della bomba H.
Una cosa è chiedersi se una religione è vera, altra se è utile.
Io sono fermamente convinto che le religioni, come sono dannose, così sono false.
Il danno arrecato da una religione è di due specie: uno dipende dalla natura generica della fede, l’altro dalla natura particolare dei dogmi accettati.
Per quanto riguarda la natura della fede, si ritiene virtuoso credere, avere cioè una convinzione che non tentenna di fronte a evidenze contrarie, e se 1'evidenza contraria fa sorgere dubbi, ritenere di doverli sopprimere.
Per tali motivi, non si permette ai giovani di ascoltare discussioni, in Russia, a favore del capitalismo, o, in America, a favore del comunismo.
Questo conserva la fede di entrambi intatta e pronta per una guerra micidiale.
La convinzione che è importante credere questo o quello senza ammettere libere indagini, è comune a quasi tutte le religioni, e ispira tutti i sistemi di educazione statale. Ne consegue che il pensiero dei giovani viene soffocato e indirizzato a una fanatica ostilità contro coloro che hanno altri fanatismi e, anche più violentemente, contro coloro che a qualsiasi fanatismo si oppongono.

L'inveterata consuetudine di basare le convinzioni sull'evidenza e di dare ad esse soltanto quel grado di certezza, che l'evidenza garantisce, sarebbe un rimedio, se divenisse generale, per tutti i mali che affliggono il mondo.

Attualmente, però, nella maggior parte dei paesi, l'educazione mira a impedire lo sviluppo di tale consuetudine gli uomini che si rifiutano di credere in sistemi basati su dogmi infondati, non sono ritenuti idonei all'educazione della gioventù.
I Mali che ci sovrastano non sono prerogativa di un particolare credo, ma sono caratteristici, indistintamente di qualsiasi credo dogmatico.
Nella maggior parte delle religioni ci sono, inoltre, specifiche dottrine etiche che arrecano un danno ben determinato.
Se la condanna del cattolicesimo al controllo delle nascite potesse prevalere, essa renderebbe impossibile la diminuzione della povertà e l'abolizione delle guerre.

La credenza indù che la vacca sia un animale sacro e che per la vedova sia immorale risposarsi è fonte di inutili sofferenze.
Il dogma comunista nella dittatura di una minoranza ha causato orrori senza fine.
Si sente dire che soltanto il fanatismo può rendere efficiente un gruppo sociale. Ma questo dogma è in contrasto con le lezioni della storia. In ogni caso, soltanto coloro che servilmente adorano il successo possono, credere che l'efficienza sia di per se stessa cosa ammirevole senza tener conto di quanto sangue essa grondi.
Da parte mia, penso che è meglio fare un poco di bene piuttosto che molto male.
Il mondo che io auspico dovrebbe essere libero da faziose incomprensioni, e consapevole che la felicità per tutti nasce dalla collaborazione e non dalla discordia.

L'educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani, e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a protteggerla, nella vita, contro i pericoli dell'evidenza imparziale.

Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano.

BERTRAND RUSSELL (matematico e filosofo)
lalla 30 marzo 2006 00:00
credente, la felicità o l'infelicità esiste xchè io la percepisco, come percepisco che la natura è divina.se si crede in dio xchè non si dovrebbe credere a babbo natale?
Credente 31 marzo 2006 00:00
Vedo che gli atei finora intervenuti non portano prove. Magari "convinzioni", sensazioni, citazioni, qualche polemicuccia da quattro soldi, ma prove niente. Vuoi vedere che Dio esiste veramente!? Possibile che non ci sia in giro qualche ateo tosto che sia capace di dimostrare razionalmente (la razionalità non è il vostro cavallo di battaglia?)l'inesistenza di Dio? Siamo ridotti così male amici non credenti?
Roberto 31 marzo 2006 00:00
Credente,
come al solito non rispondi alle domande, perchè sfuggi da ciò che ti spaventa, in quanto metterebbe in discussione la tua grandissima fede che è pronta a sbriciolarsi. Preferisci quindi mettere il dialogo sul piano del cristiano offeso, per cosa poi? Perchè ho descritto come ti comporti? E' stato solo un giudizio oggettivo di fronte alle tue non risposte.
Ciao e rispondi alle domande precedenti, se riesci. Ti farebbe un gran bene.
Credente 31 marzo 2006 00:00
Roberto,

il quesito iniziale era per te ateo, non per me credente. Ma vediamo le tue presunte domante e "profonde" considerazioni...

1) sei fuori strada

Parere tuo che rispetto.

2) perchè ti preoccupi di chi crede nel contrario

Non mi preoccupo affatto: ho solo posto una domanda provocatoria all'ateo.

3) credo che ci sia una creatura invisibile e silenziosa che volteggia nel cielo senza forma e sostanza e che gioca a scacchi tutto il tempo con sua sorella

Difficile volteggiare e contemporaneamente giocare a scacchi...

4) penso che sia normale non credere a qualcosa che non si vede o sente

Cos'è una prova?

5) accetta un consiglio: CREDI e LASCIA NON CREDERE, ci guadagni in salute

Ti ringrazio del consiglio, ma più che un consiglio sembra un ordine!

5)sei un insulto per gli altri credenti, non capisci nemmeno quello che leggi e non sai controbattere in modo logico

Solo alla logica si controbatte con la logica, agli insulti con cosa si controbatte?

6)Dio... ce n'è più d'uno! Il tuo è l'unico che esiste?

Sei ateo o credente?

7) per caso che sei quel Samuele o Andrea che scriveva cazzate sulla bibbia qualche tempo fa?

No.

8) cerca di dialogare non di sproloquiare

Amico mio, sproloquiare significa "parlare in modo prolisso e sconclusionato".
Alex 31 marzo 2006 00:00
Però che tecnica!!
Se io non dimostro che Dio non esiste (peraltro è difficile dimostrarlo razionalmente con prove oggettive) tu hai dimostrato che esiste?
Sei un fenomeno!
Resta il fatto che io non devo dimostrare nulla perchè non imporrò mai la mia visione ad altri come tu invece cerchi di fare.
La questione va esattamente ribaltata: porta qualche prova inconfutabile e scientifica della sua esistenza!
Credente 31 marzo 2006 00:00
Alex,
la mia fede è riposta in Gesù Cristo che sento vivo, ma è un fatto personale che coltivo con la preghiera incessante che mi dà forza per essere un testimone di Lui con la mia vita. Le prove "inconfutabili" le lascio ai personaggi che vanno tanto di moda come Luigi Cascioli ...
Ho provocato, lo ammetto, e probabilmente è stata una mia debolezza, un mio peccato.
Per chi adora la scienza, per il razionalista delle mille certezze, mi sono detto, dovrebbe essere una sciocchezza dimostrare che chi crede è solo un credulone... Invece, a quanto pare, non è così, ma non ve ne faccio un cruccio.
Ringrazio tutti indistintamente per il loro contributo e chiudo.
Gandolfo 31 marzo 2006 00:00

e menomale che secondo te devono essere gli atei a dimostrare la non esistenza di dio... la chiesa mette bocca su tutto, anche su cose sulle quali dovrebbe invece tacere! eppure non si è mossa la tua chiesa, si è stata zitta ed ha girato le spalle al tuo dio davanti ad un processo che l'ha distrutta proprio dove si dimostra più debole: ovvero nel fatto che dio non esiste!
E su questo qualcosa su cui incredibilmente a taciuto ha costruito un IMPERO da due millenni se non più!
chissà perchè...?!
torna a casa credente, vai pure a sbandierare il tuo dio in chiesa a coloro che ti danno credito, ma non dire che dio esiste, perchè nemmeno la tua chiesa ha osato pronunciarsi!


da un post precedente:

Perché la Chiesa ha girato le spalle al personaggio Gesù?

Il caso di Luigi Cascioli, il cristologo che querelò anni fa il prete don Enrico Righi per “abuso della credulità popolare” e “scambio di persona” è stato archiviato. Il prete ha utilizzato, in sintesi, questa pittoresca linea difensiva così esposta: “Qualora risultasse che Cristo non è esistito, i meritevoli di condanna sono gli autori dei Testi Sacri e non don Enrico che si è soltanto limitato a ripetere ciò che altri hanno scritto”. Singolare e molto curioso il comportamento di un ministro della Chiesa che dovrebbe difendere, fino all’atto supremo, l’esistenza di Cristo, quindi la sua parola. Invece no. Don Righi, ha girato le spalle al suo Cristo, fregandosene altamente di lui e di dimostrarne l’esistenza. Anzi, non ha esitato a puntare il dito contro la Chiesa. Comportamento tremendo, forse da scomunica per un prete, per un uomo che dovrebbe avere dedicato la vita a Gesù.
:
Perché don Righi si è comportato così? Per quale ragione? Eppure don Righi poteva disporre di tutta la teologia del pianeta, poteva diporre di immense biblioteche contenenti testi antichi di qualsiasi natura, poteva disporre dei cervelli di colleghi ministri di qualsiasi grado della gerarchia ecclesiastica tra i quali, ad esempio, i preparatissimi gesuiti. Perché non fare intervenire i ministri Camillo Ruini, Tarcisio Bertone, Gianfranco Ravasi, Thomas Reese, Crescenzio Sepe, Francesco Cacucci, Stanislaw Dziwisz, Attilio Nicora, Paolo Romero, Angelo Sodano, Piero Marini, Dionigi Tettamanzi? Anche Joseph Ratzinger avrebbe potuto dire la sua.
:
Ricapitoliamo. Arriva uno studioso che dichiara che Cristo è una favoletta, inventata dai preti. E cerca di intentare un processo storico sulla “Non esistenza di Cristo”. La Chiesa non si muove, non prende posizione. Non può non aver saputo la Chiesa di questo caso supponendo, per assurdo, che don Righi sia stato omertoso verso i superiori, di certo non è passata inosservata la montagna di articoli pubblicati sulla stampa e servizi sulle televisioni e radio di mezzo mondo. Eppure la Chiesa “parla” e “si eprime” per ben meno, su fatti anche banali e non di rado su fatti – come quelli riferiti alle faccende dello Stato italiano - sui quali dovrebbe tenere la bocca chiusa. Su Cristo che non è mai esistito, con tanto di prove procurate da Cascioli, i ministri della Chiesa hanno taciuto! Credenti e atei siamo tutti indignati, impossibile non sentirsi raggirati.
:
Don Righi e Chiesa cattolica, non hanno battuto ciglio sulla non storicità di Cristo, non hanno speso nemmeno una parola per provare il contrario. Eppure, tutta la questione portata in tribunale da Cascioli verteva su questo fatto: Cristo è esistito o no? Cascioli asseriva e asserisce ancora che possiede le prove storiche della non esistenza di questo personaggio inventato dalla Chiesa. Prove che ha diligentemente depositato in tribunale, prove che ha raccolto, in anni di studi, nel libro-denuncia “La favola di Cristo – Inconfutabile dimostraziobe della non esistenza di Gesù”.
:
Perché allora nessun ministro della Chiesa si è fatto avanti a cominciare dai signori cardinali e vescovi? Cristo è il loro pane quotidiano, eppure stavolta questi ministri hanno preferito mangiare grissini. Silenzio totale. Suvvia, cosa ci voleva (e cosa ci vuole) a smontare le dichiarazioni scorcentanti di Luigi Cascioli; per i ministri della fede dovrebbe essere stata una passeggiata di salute. Invece nisba. Che curiosa Confessione religiosa il cristianesimo: sbandiera Cristo da un paio di millenni, a ogni frase i seguaci ci infilano dentro Cristo, “Cristo ha detto…” e “Cristo ha fatto…”. Un bel giorno arriva un uomo che dice loro, signori quello che voi chiamate Cristo e propagandate alle masse in tutte le salse, non è mai esistito e io ho le prove, eccole qui. E l’uomo tira fuori le prove. E la Chiesa? Uno si sarebbe aspettato - a maggior ragione se professante cristiano – che i migliori cardinali del Vaticano fossero usciti allo scoperto dicendo qualcosa del tipo: “caro Cascioli, tu sei matto, ecco dimostrato a te e all’umanità, con prove concrete, prove storiche, prove inconfutabili, prove schiaccianti che Gesù detto il Cristo è esistito in carne ed ossa, come Napoleone, Garibaldi, Giulio Cesare. Sai che figuraccia avrebbe fatto il Cascioli! Sai il giorno dopo quanti milioni di convertiti in più al cristianesimo.
:
Viene un sospetto, un sospetto non da poco. Un dubbio insinuatosi come una pulce nell’orecchio che non fa dormire, una pulce grossa come un gatto. Vuoi vedere che la Chiesa sta zitta sul caso Cascioli poiché di questo personaggio Cristo non ha davvero alcuna prova da portare di fronte all’umanità? Pertanto cosa altro potrebbe fare se non tacere? I preti diranno tra sé, intanto facciamo in modo che il caso giudiziario venga archiviato. Nessun problema per l’archiviazione, tanto lo sappiamo bene il termine “laicità” dello Stato non significa nulla, è vuoto e astratto. Panta rei, tutto scorre… la gente dimenticherà in fretta questa faccenda, ha da pagare le bollette, ha problemi di lavoro, l’affitto della casa… del fatto che uno studioso abbia dichiarato portando prove storiche che Cristo è stato inventato dalla Chiesa, sollevando un caso dalla portata planetaria, nessuno ricorderà più nulla. Alla Chiesa - che propone dall’alba al tramonto il Cristo - di dimostrare che Cristo è esistito sembrerebbe non fregargliene nulla. Chissà perché? Non penso sia un atto di vigliaccheria della Chiesa e non penso nemmeno sia stata una sua leggerezza. Neanche un errore di strategia; che strategia è per la Chiesa restare muta per un caso così eclatante che la investe nel profondo della sua dottrina religiosa, alias in Cristo?

Analizzando i fatti, appare evidente che Cascioli ha fatto scacco matto alla Chiesa e a tutti i suoi ministri. Dinanzi alla Storia, Luigi Cascioli ha vinto inesorabile poichè la Chiesa non ha portato le prove dell'esistenza di Cristo. Cascioli ha inferto un poderoso colpo di piccone contro il muro della menzogna, il primo, ma non l’ultimo


LE RELIGIONI UCCIDONO -
FERMIAMO LE STRAGI INSEGNANDO CHE DIO E' UN'INVENZIONE DEGLI UOMINI

Dio è un'invenzione degli uomini e intorno a questa invenzione sono stati costruiti sistemi di potere formidabili che da una parte si presentano vestiti d'amore e di bontà e dall'altra costituiscono di fatto il più potente alibi per i più efferati delitti. La promessa del premio ultraterreno, il paradiso, per chi uccide e si fa uccidere in nome di quella invenzione è stato ed è il più potente moltiplicatore della ferocia umana.
Depotenziare le religioni denunciandone l'invenzione è il modo più rapido per abbassarne almeno le potenzialià distruttive.
Un'ora di ateismo accanto all'ora di religione sarebbe il primo utile passo in questa direzione.
NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati propone una campagna di sensibilizzazione
in questo senso e invita tutti i cittadini ad aderire.
Scrivere a [email protected]
Pasquino 31 marzo 2006 00:00
Caro Gandolfo, perchè la Chiesa dovrebbe intervenire su quelle sgangherate argomentazioni profuse da Cascioli? Non si può dar certo retta a tutti i sedicenti cristologi che imperversano a frotte, e Cascioli è uno di questi.
Se tu condividi quanto scritto da Cascioli sono affari tuoi, ma da qui a definire "storico" chiunque scriva libri e libretti a proprio uso e consumo ce ne corre!
Un saluto
lalla 31 marzo 2006 00:00
credente ma come fai a dimostrare la non esistenza di una essenza naturale? o credi che dio sia un vecchietto con la barba che controlla la tua libido..????!!!! dimostrami la non esistenza dell'amore e della felicità e poi ne parliamo...
Alex 31 marzo 2006 00:00
Credente, non ti capisco. Sei tu che hai sollevato il polverone pretendendo che gli altri ti dimostrassero una cosa che comunque tu ritieni non vera. Per quale motivo?
E soprattutto, sei sicuro che agli altri interessasse convincerti del contrario? Forse anche agli altri basta "credere" che Dio non esista. E d'altronde come dargli torto, dal momento che nessuno l'ha mai visto?
Non credente. 01 aprile 2006 00:00
Caro credente,
finalmente ti sei accorto del tuo errore. E’ vero! Hai manifestato una tua debolezza e per il tuo credo anche un peccato. Se tu per camminare hai bisogno del sostegno di un bastone non puoi chiedere ad altri di dimostrarti che puoi farne a meno. La scienza può spiegare a chi è aperto al sapere tanti fenomeni naturali, ma quando qualcuno si chiude e non accetta gli stimoli esterni, o ne ha paura per la propria esistenza ed il proprio equilibrio, è sempre meglio lasciare che si serva sempre del suo bastone. D’altronde c’è di molto peggio come ben sai. C’è chi per credo arriva a farsi esplodere nel totale disprezzo della vita altrui e di tutte le scoperte scientifiche.
Paolo 01 aprile 2006 00:00
Debbo riconoscere che spesso il modo di ragionare dei non credenti, come degli agnostici-possibilisti e dei credenti non e' perfettamente logico: capita spesso di sentire gente che non ha fiducia nei preti, ma dice che forse un dio esiste, eppure sono stati proprio i preti a parlargli di dio, magari mostrandogli una Bibbia che certo non porta mai la firma autografa del suo presunto autore, dio.
In parte Credente ha ragione, di sicuro chiunque e' libero di credere o di non credere in dio, e senza dovere dare spiegazioni a nessuno (ammesso che nessuna di tali posizioni sia talmente in contrasto con la realta' da essere assurda, nel qual caso qualche giustificazione ci vorrebbe), e c'e' una differenza tra "non credere che dio esista" e "credere che dio non esista" (la prima espressione significa che non si ritengono sufficienti le prove dell'esistenza di dio, ma dio potrebbe esistere, la seconda significa invece che si ha raggiunto la certezza che dio non esiste), secondo me non e' che il credente o l'ateo debbano fornire prove dell'esistenza o non esistenza di dio per convincere gli altri, ma dovrebbero avere risolto questo problema prima di decidere se credere o no in dio, proprio per poter assumere una posizione.
Nel mio precedente intervento ho mostrato come siano facilmente "smontabili" le prove dell'esistenza di dio, ma di per se' una dimostrazione sbagliata non prova che cio' che si vuole dimostrare sia falso; efficaci invece le critiche logiche alle definizioni di dio, quelle si' dimostrano che dio non esiste perche' una entita' con quelle caratteristiche non puo' esistere, e questa strada era stata seguita anche da filosofi materialisti come quello citato da un altro partecipante alla discussione (se dio e' perfetto non ha bisogno di nulla, nemmeno dell'universo e dell'uomo, quindi non avrebbe avuto motivo per creali e non li avrebbe creati (il "dio bastante a se stesso" dell'Islam), se fosse onnisciente non avrebbe bisogno di mettere alla prova l'uomo per vedere se sia degno del Paradiso, sono i poveri ingegneri a dover fare i collaudi, un dio perfetto, onnisciente e onnipotente avrebbe fatto l'uomo come lo voleva lui, etc etc).
Credente critica chi si serve di argomentazioni filosofiche per dimostrare che dio non esiste, ma questa critica e' sbagliata, ne' i nostri sensi ne' altri strumenti di misura fisici possono avere nulla a che fare con una entita' non fisica, mentre una dimostrazione di carattere logico ha una validita' e una efficacia scientifiche, proprio come ha valore scientifico la dimostrazione, puramente logica, che non si puo' risolvere il problema della quadratura del cerchio.
Paolo

NB- Io uso il termine "dio" con la iniziale minuscola perche' si tratta di un nome comune (fin troppo comune ...), che ha per plurale "dei", mentre usare "Dio" con la iniziale maiuscola implica riconoscergli il carattere di essere personale, insomma sarebbe un nome proprio di persona.
Jack 10 aprile 2006 00:00
Tommaso d&#39;aquino << L&#39;esistenza di Dio si può dimostrare per cinque vie. La prima e più evidente via è quella che si desume dal movimento.[...]è necessario giungere a un primo motore che da null&#39;altro sia mosso: e per questo primo motore tutti intendono Dio. La seconda via è quella che si desume dalla natura della causa efficiente.[...] è necessario porre una causa efficiente prima: che tutti chiamano Dio. La terza via è desunta dal rapporto tra ciò che è possibile e ciò che è necessario.[...] è necessario porre qualcosa che sia necessario per sé, che non abbia in altro la causa della sua necessità, ma che sia la causa della necessità nelle altre cose: e questo tutti dicono che è Dio. La quarta via si desume dai gradi che si ritrovano nelle cose. [...] vi è qualcosa che per tutti gli enti è causa dell&#39;esistenza e della bontà e di qualsiasi perfezione: e questo qualcosa è Dio. La quinta via si desume dal governo delle cose. [...]vi è un essere intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate ad un fine; e questo essere è Dio. >>

&quot;Le prove di cui parla Tommaso sono dunque: 1) La cosiddetta prova cosmologica , di origine aristotelica, fondata sulla nozione di movimento. Il presupposto di essa è che ciò che si muove, è mosso da altro e quest&#39; ultimo, a sua volta, da altro ancora e così via. Ma come già aveva riconosciuto Aristotele, non è possibile andare all&#39; infinito ed occorre, invece, ammettere l&#39; esistenza di un primo motore. Infatti, se non ci fosse un primo motore, non ci sarebbero neppure gli altri movimenti; ma noi vediamo che di fatto le cose si muovono; dunque occorre ammettere l&#39; esistenza di un primo motore, che gli uomini chiamano Dio. 2) La cosiddetta prova causale , che ha il suo centro portante proprio nella nozione di causa efficente. Nella nostra esperienza, noi non percepiamo oggetti in grado di generarsi e prodursi da sè, ma constatiamo solo effetti prodotti da cause. Anche in questo caso non si può andare all&#39; infinito nella ricerca di cause antecedenti: occorre dunque ammettere l&#39; esistenza di una causa prima, detta Dio. Dio è causa prima, nel senso che non dipende a sua volta da una causa che lo produca, e rispetto a Dio considerato come causa prima di tutto il resto si configura come effetto . Ed è appunto dagli effetti che l&#39; uomo può risalire alla causa di essi e, quindi, dimostrare l&#39; esistenza di tale causa, anche se, data la sproporzione fra la perfezione della causa e quella dei suoi effetti, non è possibile avere una conoscenza adeguata dell&#39; essenza della causa prima. 3) La prova che parte dalla contingenza del mondo , già formulata da Avicenna. Le cose dell&#39; universo sono caratterizzate dal fatto di generarsi e corrompersi, ossia di essere contingenti, di poter essere e non essere. Ma se tutto fosse contingente, potrebbe esserci stato un tempo in cui nulla esisteva e allora non si spiegherebbe come oggi esista qualcosa, dal momento che nulla viene ad essere se non in virtù di qualcosa che già esiste: deve, dunque, esistere un essere necessario, che abbia in sè e non derivi da altro la ragione della sua esistenza. Tale essere necessario per sè, dal quale dipendono tutti gli altri esseri, è chiamato dagli uomini Dio. 4) La prova dei gradi di perfezione, di origine platonica, che procede alla considerazione, appunto, dei &quot;gradi di perfezione&quot; riscontrabili nell&#39; universo. Le cose presentano una maggiore o minore quantità di bellezza che si differenzia da esse in quanto è la bellezza nella massima perfezione. Se esiste il più e il meno, allora esiste il massimo; ossia se esiste una serie di esseri che partecipano in vario grado alla perfezione, allora esiste il massimo; ossia se esiste una serie di esseri che partecipano in vario grado della perfezione, allora esiste anche ciò di cui essi partecipano. In tal modo è possibile risalire dalle cose che posseggono per partecipazione un certo grado di perfezione all&#39; esistenza di un essere che, nella sua essenza e non per partecipazione ad altro, è la perfezione massima. Questo essere perfetto è chiamato Dio. 5) La prova che procede dalla considerazione dell&#39; ordine finalistico dell&#39; universo . Nell&#39; universo noi scorgiamo corpi privi di intelligenza, i quali sempre o per lo più sono orientati verso un fine e agiscono in vista di esso. Questo orientamento non casuale verso un fine non è dovuto ad essi, che sono privi di intelligenza, così come la freccia, quando raggiunge il bersaglio, non lo deve alla propria iniziativa, ma all&#39; intelligenza e all&#39; abilità dell&#39; arciere. Dunque, anche i corpi naturali, in quanto orientati a realizzare fini, devono essere guidati da un essere intelligente, distinto da essi. Esiste pertanto un&#39; intelligenza, alla quale ogni cosa viene orientata verso il suo fine: essa è chiamata Dio.&quot;

Capito?
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