Vincenzo l'altro
02 aprile 2006 00:00
e chi sei tu per stabilire cosa e' giusto e cosa non lo sia?
chi sei tu per dare vita e morte?
in un mondo con tanta gente che ammazza i propri simili (e non solo) in continuazione, in nome di un dio o di una propria giustizia, sei proprio sicuro di essere dalla parte del giusto?
di fronte al delitto piu' efferato (come nel nostro caso), come fai ad essere sicuro che la punizione migliore debba essere quella di levare la vita al colpevole?
Buon per te che hai queste certezze, ma tienitele e sappi che troverai sempre gente come me che ti contrastera' per qualunque carica pubblica tu voglia/possa riscoprire. Sai perche'? Perche' confondi vendetta con giustizia, mescolando istinto con razionalita' e, fino a che non mi dimostri la giustezza del contrario, credo che un Paese si debba governare con razionalita' e non con istinto.
nadia
02 aprile 2006 00:00
NON è SOLO SAPERE CIò CHE E' GIUSTO E CIO' CHE NON LO E' , E' OVVIO CHE UN OMICIDIO COSI' EFFERATO NON SOLO E' INGIUSTO MA E' OLTREMODO ORRENDO, SOLO CHE DIVENTARE NOI STESSI OMICIDI NON RENDE GIUSTIZIA AL GENERE UMANO, ANCHE PERCHè LA MORTE POTREBBE ANCHE ESSERE UNA LIBERAZIONE PER CHI COMMETTE CERTE ATROCITA', MENTRE UNA VITA ALL'ERGASTOLO NON CREDO SIA UNA PENA COSI' TANTO BUONISTA......
Lucio Musto
02 aprile 2006 00:00
sono d'accordo con Gianni,
Sono d'accordo con Vincenzo l'altro.
Di fronti a certi fatti, ammazzerei.
Ma non per giustizia, per vendetta.
Non posso io, uomo, per giustizia togliere la vita, perché non sono io, il padrone della vita, e non posso darla.
Come uomo sono padrone del consesso sociale degli uomini. Come uomo posso scacciarti da questo consesso, per una colpa così grave.
Esilio a vita dalla civiltà degli uomini.
spitfire
02 aprile 2006 00:00
anche la Cina e' governata razionalmente. Hanno anche la pena di morte. Anche l'aborto e' una condanna a morte x qualcuno. O dovremmo dire che e' solo un mucchio di cellule incosciente? Tipo un'appendicite.
Se si stabilisce che la morte di qualcuno e' una soluzione, anche chiamandola eutanasia o aborto terapeutico, inutile fare i buonisti solo con i bastardi come l'assassino di Tommaso.
O forse tu potresti indicare un metodo per lasciare il nostro eroico ammazzabambini impunito perche' tanto non possiamo giudicare quella che e' una vita indubbiamente difficile, ma che non ha nessuna autorizzazione di nuocere anche a degli innocenti?
Cmq tranquilo, io non sono per farne pendaglio da forca. Mi accontenterei di mandarlo in confino all'Isola del Diavolo, come Papillon. Assime ai fratelli Savi, Toto' Riina, Annamaria Franzoni, Pietro Maso e Giampiero Mughini.
gianni bis
02 aprile 2006 00:00
e chi sarebbe quello per aver deciso che un bambino dovesse morire con delle badilate in testa?
Questa è una barbarie che un mondo civile non può accettare; un individuo del genere non è degno di vivere in una società, visto che ha dimostrato di non accettare le regole della società.
L'alternativa è rinchiuderlo e buttare la chiave, non mi si dica che un essere spregevole del genere vada recuperato.
Camerata Jo
03 aprile 2006 00:00
il marcio sta nella magistratura che non usa condanne severe.E' inutile la pena di morte, allieva le sofferenze.I lavori forzati sarebbero più corretti.Ma senza esagerare basterebbe che questi giudici di merda che pensano solo a come incastrare berlusconi, usassero un pugno duro con i delinquenti comuni.
Reset
03 aprile 2006 00:00
Come sempre, nelle vicende della vita, amore e morte si susseguono in un caleidoscopio fantasmagorico, dove i confini dell'uno e dell'altra sfumano continuamente, senza una linea netta di confine. Ieri, 2/4/06, su Canale 5 la vita davvero fantastica di Papa Giovanni Paolo II, sui TG la notizia incredibilmente tragica della morte di un povero bimbo indifeso. Amore e morte. Le due eterne nemiche.
L'amore è, però, più forte della morte come il Papa ci ha insegnato. L'amore sopravvive alla morte, che è solo distruzione ed annichilimento. L'amore. L'amore.
Amore, dunque, anche per l'assassino?
Forse sì. Perchè credo che nell'anima di un uomo, anche il più scellerato, il più crudele, c'è una scintilla d'amore. Amore che vuol dire perdono, che vuol dire comprensione.
Certo, il crimine di cui si è macchiato quest'uomo è orrendo e senza scampo di fronte alla giustizia. Certezza e completeza di pena, fermezza senza sconti. Questo sì. Anche per dare a quell'uomo il tempo, la possibilità di capire, di espiare, di comprendere, di sentire il male che è dentro di lui. Forse questo è il valore più alto della pena. Uccidere un uomo senza che nemmeno gli sia dato il tempo, la possibilità di capire, di ravvedersi, di comprendere ciò che ha fatto, mi sembra altrattanto disumano quanto il gesto orrendo da lui compiuto: qualunque esso sia.
Pena di morte, quindi, no: certezza della pena senza sconti...sì.
Riabilitazione, rieducazione ai valori della vita e del mondo...sì, se è possibile.
Ma morte, mai. Il senso del nulla che segue alla morte, non porta il mondo da nessuna parte. Nè in un carcere, nè sui teatri di guerra, nè in qualunque altro posto.
rosario
03 aprile 2006 00:00
per Vincenzo l'altro.
E invece TU chi sei per stabilire che non bisogna far crepare questi luridi assassini??
Chi ti credi di essere, il grande censore che stabilisci che certi mostri non debbano morire??
Ti auguro di passare l'inferno come la famiglia ONOFRI e poi vedremo se la penserai ancora così.
Sei un mostro tale e quale agli assassini del piccolo innocente.
luca
03 aprile 2006 00:00
MA COSA DICI??
LA PENA DI MORTE è TROPPO POCO PER QUESTI LURIDI VERMI.
MI AUGURO CHE IN CARCERE LI SODOMIZZERANNO E POI LI FARANNO FUORI.
PERCHè NOI CONTRIBUENTI DOBBIAMO PAGARE PER MANTENERE IN VITA QUESTI SCHIFOSI.
MENO MALE CHE Cè LA GIUSTIZIA DEL CARCERE.
mi consenta
03 aprile 2006 00:00
La vicenda del piccolo Tommaso è terribile...
tuttavia è pur sempre poca cosa rispetto ai milioni di bambini che in tanti paesi comunisti sono stati trucidati a scopo alimentare ed anche per farne concime per i campi.
GINO
03 aprile 2006 00:00
gli interventi di camerata jo e mi consenta SONO VERAMENTE SCHIFOSI E SI COMMENTANO DA SOLI
MA NON VI VERGOGNATE?
DAVANTI AD UNA TRAGEDIA DEL GENERE TIRARE IN MEZZO LA POLITICA...
Camerata Jo
03 aprile 2006 00:00
e c'è chi come rutelli non perde tempo a strumentalizzare, a inserire le colpe del governo in ogni malfatto, se ne vergogni.non voliamo politici ipocriti al potere CHE DIA LE DIMISSIONI perchè la morte di un innocente non può entrare in nessuna campagna elettorale.
RUTELLI FUORI.
wrangler
03 aprile 2006 00:00
E' chiaro che di fronte a fatti come questi il primo impulso è quello di pensare che gli autori di una simile barbarie meritino la morte.
Ma poi la ragione deve avere il sopravvento, la società è già intrisa di violenza e fare un passo ulteriore non ci porterebbe a niente.
Il piccolo Tommy non tornerebbe fra noi.
I suoi genitori non ne ricaverebbere nulla.
La possibilità che, prima o poi, qualcuno innocente venga giustiziato ci sarebbe sempre.
La possibilità che qualcuno, con le spalle al muro, decida che piuttosto di arrendersi è meglio portare qualcun'altro con se aumenterebbe.
La violenza porta sempre altra violenza, e lo stato non deve assogettarsi a questa logica, impegnamoci invece tutti per prevenire queste situazioni.
Come, sinceramente non lo sò, ma dare retta ai forcaioli di turno non porta da nessuna parte.
Gianni
03 aprile 2006 00:00
Lasciamo stare per un attimo i cinesi e la religione. Qui si tratta del fatto che queste persone hanno ucciso un bambino subito dopo il rapimento perchè piangeva.
Vi rendete conto di che razza di gente si tratta, sono degni di stare a questo mondo?
Io ho dei seri dubbi.
Per favore lasciate stare per un attimo fuori la propaganda politica con considerazioni poco serie e false.
Gianni
Camerata Jo
03 aprile 2006 00:00
da: Camerata Jo
Data: 3 Aprile 2006
e c'è chi come rutelli non perde tempo a strumentalizzare, a inserire le colpe del governo in ogni malfatto, se ne vergogni.non voliamo politici ipocriti al potere CHE DIA LE DIMISSIONI perchè la morte di un innocente non può entrare in nessuna campagna elettorale.
RUTELLI FUORI.
da: Camerata Jo
Data: 3 Aprile 2006
il marcio sta nella magistratura che non usa condanne severe.E' inutile la pena di morte, allieva le sofferenze.I lavori forzati sarebbero più corretti.Ma senza esagerare basterebbe che questi giudici di merda che pensano solo a come incastrare berlusconi, usassero un pugno duro con i delinquenti comuni.
Silvio mi ha copiato nel faccia a faccia.MITICO
nadia
04 aprile 2006 00:00
se silvio ti ha copiato non so chi sta messo peggio tu o lui.......purtroppo siamo messi malissimo noi italiani......nefandezze come quella del piccolo tommy purtroppo la storia dell'umanità ne è piena, avete dimenticato di recente la piccola violentata e uccisa dall'amico di famiglia?, e tante altre ne sono piene le cronache, la malvagità è presente nel genere umano, la certezza della pena è indispensabile, allora perchè se la legislazione è carente negli ultimi 5 anni in cui si vantano di aver fatto tanto e sicuramente per loro stessi hanno fatto anche troppo, non si è messo mano alle riforme ,quelle vere, non come quelle delle rogatorie o del falso in bilancio o altre stronzate che non intaccano minimamente il vivere civile, anzi la sicurezza delle città ha solo avuto decurtazione di fondi fino ad arrivare alla conclusione ''non siamo capaci di garantire la sicurezza , per cui arrangietevi e sparate a vista''.....il populismo sulla scia delle emozioni è tipico delle persone emotive ma irrazionali e pane benedetto per i profittatori politici.......
Contro la pena di morte
04 aprile 2006 00:00
La pena di morte è una sconfitta della società civile. Chi biasima un omicidio sinceramente, può compiere a sua volta un omicidio? La giustizia è un'altra cosa, io credo. E ogni uomo ha diritto di pentirsi...
Camerata Jo
04 aprile 2006 00:00
nadia quello che è successo è eclusivamente un piaga della magistratura nella quale il governo poco può fare e se lo fà viene criticato.
La magistratura si occupa delle "pulci" di storace, di berlusconi, di unipol (per poi tacere in prossimità delle elezioni per non danneggiare i loro capi), ma è evidente che è incapace di gestire la giustizia che definisco del cittadino singolo.
Ti faccio un esempio lampante, è incapace dopo 3 anni di mettere in carcere la franzoni, la quale colpevolezza è indiscutibile.Ma giustamente per loro prolungare i tempi è fonte di guadagni e nient'altro, non esistono giudici che svolgono il loro mestiere per devozione.
Soo dei vecchiacci che non si prendono più le loro responsabilità, bisogna dare spazio ai giovani e riformando molto sulle tempistiche.Ottima riforma è stata l'abbreviazione dei tempi di prescrizione caso in cui decorsi i tempi il processo viene appunto a cadere in prescrizione.
I giudici e la sinistra hanno visto la riforma con i loro paraocchi dell'ostrusa felicità e unione che vanno predicando, non valutando che questo deterrente serve ad accelerare i tempi di condanna, ma la giustizia è lenta lentissima e ci marciano su questo perchè sono degli egoisti magistrati incapaci.
Alex
04 aprile 2006 00:00
nadia le leggi ci sono.
Prenditela coi magistrati che hanno le manette facili per certe persone ma per altre sono estremamente clementi.
E almeno per una volta evita di parlare di governo che non c'entra nulla!
spitfire
05 aprile 2006 00:00
Ha! e' vero! sentire parlare da parte del premier maximo della certezza della pena quando lui ha ricandidato Previti e dell'Utri entrambi condannati in primo grado e nel caso del primo anche in appello (=posizione giudiziaria uguale a quella di Alessi), e' veramente una cosa divertente
Camerata Jo
05 aprile 2006 00:00
infatti spitfire
la sottile differenza è che previti è finito in galera, alessi no, ed il primo non ha ne ucciso ne violentato nessuno.
Ma vuoi mettere la soddisfazione che le toghe rosse hanno nel condannare gli amici di silvio.
spitfire
05 aprile 2006 00:00
Previti in galera x quanti minuti?
Mario
05 aprile 2006 00:00
Per nostra sfortuna viviamo in un paese incivile, cattoloco e fondamentalmente Comunista.
La pena di morte è il minimo per questi figli di puttana che ammazzano, violentano, e fanno del male contro chi non puo difendersi.
Finchè lasceremo che i Papa ed i comunisti dettino legge sarà sempre peggio.
In America non esiste nè il Papa e nè il comunismo, per questo i criminali vengono giustiziati con il giusto metro di giudizio, "occhio per occhio, dente per dente", mentre qui facciamo i pecoroni dietro alle stronzate che ci impone il Cristianesimo, una inutile religione, i casi come quello del piccolo Tommy, Samuele, si ripeteranno all'infinito tanto questi bastardi una volta confermata l'infermità mentale nel giro di pochi anni saranno fuori, e lo rifaranno di nuovo, meglio eliminare il male alla radice, se l'assassino di Samuele e Tommy fosse stato Americano a quest'ora sarebbe già stato giustiziato, putroppo da paese incivile che siamo possiamo solo lascirli impuniti...
Meditate gente, meditate
Preciso
06 aprile 2006 00:00
Mario, che ti succede? stasera sei molto stanco?
Il tuo discorso, cntrariamente al solito, sembra incoerente. Forse lo hai scritto con Word ed hai involontariamente scambiato di posto i periodi.
Quelli dell' "occhio per occhio, dente per dente" erano gli Israeliti antichi, e la norma è stata ereditata dall'Islam, non dal Cristianesimo.
Cosa ci dici, che l'America è un paese islamico?
Poi, se è certamente vero che siamo pecoroni, che c'entra il cristianesimo, almeno in questo caso?
L'invettiva doveva stare in un altro posto del tuo intervento, o hai tirato in causa l' "inutile religione" solo per ingraziarti lalla-e-nadia?
(confessa, ci stai facendo un pensierino!... No, non dar retta. Sono fatti tuoi e non devi confessarli a noi)
Ciao, con immutata simpatia
Giuseppe P.
06 aprile 2006 00:00
No Mario non sono d'accordo.
Sei giustificato solo dalla sana rabbia che provi, che proviamo per questa triste vicenda, anche perchè è stato un fulmine a ciel sereno, in cuor mio non avevo timore dell'evenienza dell'uccisione, credevo che l'avrebbero ritrovato.
Mario, fai un po' di confusione, accomuni Papa e Comunismo, ed è davvero curioso visto che Vaticano e Comunismo sono incompatibili.
Da non credente e libero pensatore (credo che le religioni facciano più danni alla società rispetto alla risposta che presumono di dare all'individuo) sono contro la pena di morte, e per la cronaca non aderisco a nessuna fede, religiosa o politica che sia.
Ho già avuto modo di esprimerlo.
Se tu ti alteri così tanto è perche evidentemente hai valori. Il valore della vita umana, banalmente possiamo dire che per te l'omicidio, soprattutto se parliamo di bambini, è qualcosa di inaccettabile.
Bene, e secondo te lo Stato può diventare momentaneamente "Alessi" e fare la stessa cosa che ha fatto lui, punendo un'azione, l'omicidio, con un omicidio? Allora significherebbe che l'omicidio in taluni casi può essere accettato... quindi non è un valore cosi grande da difendere, non trovi?
E' un paradosso, io punisco la tua azione che è la cattiveria massima IN DIFESA DI QUEL VALORE CHE VOGLIO DIFENDERE, sporcandomi con la stessa cattiveria massima. Nel difendere questo valore, io lo tradisco.
Parliamo magari di pene certe e severe.
Parliamo di pene aggravate nel caso di omicidio, sevizie su minori. E ancora più severe nel caso queste siano commesse da persone vicine o che hanno un ruolo sociale "sensibile" (sacerdoti, allenatori, familiari, assistenti sociali)
Credo che la privazione della libertà, per tutta la vita sia peggio della morte.
Roberta
06 aprile 2006 00:00
Ma la Sig.ra Nadia NON E' ANCORA PARTITA
MA PARTI CHE FAI UN PIACERE A TUTTA LA COMUNITA'
spitfire
06 aprile 2006 00:00
"Credo che la privazione della libertà, per tutta la vita sia peggio della morte."
e quindi saresti anche piu' stronzo di chi e' favorevole alla pena di morte, no?
se tu dici: io sono per la liberta', allora mettere in prigione le persone che si sono macchiate di un sequestro di persona sarebbe scendere anche qua al loro stesso livello.
Se tu sequestri ad un ladro i suoi beni personali, anche qui ti metti al suo livello, o sbaglio?
Ne consegue che la pena di morte puo' anche inorridire, ma allora o aboliamo ogni pena oppure dobbiamo avere il coraggio di ammettere che essa puo' essere proporzionale al reato commesso.
Se il crimine non deve pagare, allora la punizione deve essere uguale al reato: la morte deve essere pagata con la morte.
Esagerato? Forse, ma logico. E poi il discorso: uccidere Alessi non riportera' in vita Tommaso: bene, si potrebbe agiungere che pero' con i suoi organi si potrebbe salvare la vita a varie altre persone che altrimenti morirebbero.
Cinico? Nella Cina non infestata dalla Chiesa Cattolica succede anche questo: mercato di organi umani prelevati dai giustiziati (per crimini che includono la politca e il furto!!): chissa' se a Cascioli piacerebbe questo stato laico?
Pensiamoci un attimo. Se e' eccessivo uccidere per furto, lo e' per omicidio?
Il cuore puo' dire quello che vuole, la logica ci dice che se Izzo fosse stato giustiziato poi non avrebbe ucciso quelle due donne.
Pero' certo, se non ci fosser o tutti questi benefici di legge, no n avrebbe dovuto uscire di prgione.
Ma allora, la punizione deve essere solo tale e non rieducativa-garantista?
E vai con un altro problema ancora.
Ecco perche' non esistono facili soluzioni, e il crimine per la maggior parte paga. Se rubi un milione vai in prigione un anno, se ne rubi 100 ci vai per 2, se rubi un miliardo scappi a Santo Domingo e te ne fotti. E' triste, ma e' così.
spitfire
06 aprile 2006 00:00
"Credo che la privazione della libertà, per tutta la vita sia peggio della morte."
Allora sei piu' stronzo che un oche si accontenterebbe della forca, no?
Se tu dici: in nome della difesa della vita, non dobiamo uccidere".OK
Ma allora, in nome della difesa della liberta' non dobbiamo imprigionare un sequestratore?
Se in nome della difesa de lpatrimonio noi agiamo non dobbiamo sequestrare i beni di un ladro?
Se il crimine non paga, la pena deve essere proporzionale. Immorale? forse, ma logico, sicuramente. Poi ,se non possiam oriportare in vita Tommaso, con gli organi di Alessi posiamo farci trapianti su pazienti morenti. In cina, non infestata dalla chiesa cattolica, fanno così.
Quindi vedi bene come ogni discorso sulle pene e' solamente relativo. Nel West i ladri di cavalli li impiccavano. Se questa era la regola sociale ,allora chiunque ne avrebbe dovuto tenere conto.
antonio
06 aprile 2006 00:00
Ma perchè ripeti 2 volte le stesse stronzate? Ci vedi doppio?Sei già sbronzo al mattino,fottuto ubriacone e demente lottomane?
Giuseppe P.
07 aprile 2006 00:00
Spitfire hai fatto un falso sillogismo.
E ti dirò perchè.
Tutti gli errori più o meno gravi sono puniti con la detenzione, la privazione della libertà. Quindi non funziona il tuo mettere sullo stesso piano del discorso che ho fatto il rapimento/carcere (colpa/pena), anche perchè in tutte i paesi civili a una colpa penale corrisponde più o meno una restrizione di libertà.
Non hai inteso il mio discorso e dell'omicidio come delitto massimo su tutti i delitti in assoluto. Cosa c'entra parlare del sequestro e fare il raffronto con il valore-liberta. La libertà non è infatti un concetto assoluto, anche perchè la tua finisce dove inizia la mia.
Oggi possiamo autorizzare la pena di morte a un assassino, il problema non è questo.
Per fortuna abbiamo preso le bestie, ma i due si accusano: qual'è la verità, chi dei due ha ammazzato e quindi chi dei due deve finire sulla forca?
E prendiamo il caso del piccolo Samuele, chi deve finire sulla forca?
Allora facciamo così, facciamo finta che ci debba essere una giuria popolare come negli USA a stabilirlo e che tu ne faccia parte.
Tu voti pena capitale per un assassino.
A patto che dal momento dell'esecuzione tu ne fossi responsabile penalmente fino alla tua morte: chiarisco se si dovesse stabilire un giorno l'errore giudiziaro, tu e i giurati che hanno votato a favore della pena di morte, dovreste essere processati per omicidio (quindi su di te, graverebbe la possibilità della pena capitale).
E se io fossi nella giuria per giudicare quel tuo operato, voterei per la tua vita, per la tua RIEDUCAZIONE.
Vuoi fare parte della giuria?
Vuoi giudicare Alessi? E se è stato l'altro? Uno devi mandare a morire, e bada bene, che sia quello giusto... altrimenti quello a morire, sarai tu (e spera che non capitino quelli come te come giurati).
Vittima e Carnefice, Carnefice e Vittima, chi è chi. In un circolo che non avrebbe mai fine.