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Claudio 10 aprile 2006 00:00
La vittoria della sinistra in italia, è solo l'inizio ad abbattere l'oscurantismo che da milleni si è insiedato nei cuori di tutta le gente nel mondo.

E' venuto il tempo di aprire la mente a tuttu gli uomini e riportare la vera luce.

Bush sarà l'ultimo buio da abbattere, ed è quello più tosto.
Jack 10 aprile 2006 00:00
...ma scusa allora mi spieghi perche la sinistra quando la Chiesa dice qualcosa che a loro va bene allora puo dire tutto e quando invece dice qualcosa di cotrario l'aggrediscono?
Vorrei inoltre farti notare che è grazie anche alla chiesa se tu oggi puoi vivere in un paese democratico e libero, si, anche di offendere la stessa chiesa.
Vorrei inoltre farti notare che i Vescovi italiani sono anche cittadini italiani con il diritto di voto e quindi possono dire tutto quello che vogliono sulla politica perchè è un loro diritto sancito dalla costituzione, questo per rispondere ad eventuali contestazioni sul caso.
Enrico Falcinelli 10 aprile 2006 00:00
Caro Progressista, dopo la laicizzazione, restano sempre i cristiani; cosa ne vorreste fare?
Saluti.
retrogrado 10 aprile 2006 00:00
fatti forza, progressista, la Bielorussia s'avvicina!
Progressista 10 aprile 2006 00:00
da: Jack
Data: 10 Aprile 2006


Vorrei inoltre farti notare che è grazie anche alla chiesa se tu oggi puoi vivere in un paese democratico e libero, si, anche di offendere la stessa chiesa.


A te ha dato di volta il cervello!

Sono stati centinaia di migliaia i martiri della libertà fatti giustiziare dal papato. Dov'è che hai imparato la storia, dalla sora "bernarda"?....
La chiesa cattolica è stata nazifascista prima ancora di Hitler e di Mussolini ed i patrioti, in tutti i secoli bui dell'oscurantismo clericale, hanno dovuto combattere contro il clero assassino per far trionfare i principi della libertà e della democrazia! Non provare ad inventarti ciò che è antistorico!..
La Chiesa (vale a dire il clero) non ha bisogno di essere offesa, visto che ci riesce bene da sola! Vi atteggiate sempre a vittime per poter fare indisturbati i carnefici!.. Parlate di "persecuzioni" ai cristiani quando voi cattolici avete sempre fatto delle carneficine di cristiani non cattolici!... Non te l'ha detto la mammina che ora c'è la democrazia e certe infamie non si possono tenere più nascoste, come avveniva una volta con la violenza dell'inquisizione?...
I cristiani non sono tutti uguali, così come non sono tutti i uguali i musulmani. Ma i cristiani come te, che si schierano ciecamente con il clero reazionario ed assassino sono moralmente corresponsabili delle atrocità commesse dalla Chiesa nel passato! E tu parli di offese alla Chiesa??..Ma vai a cagare!

da: Enrico Falcinelli
Data: 10 Aprile 2006

Caro Progressista, dopo la laicizzazione, restano sempre i cristiani; cosa ne vorreste fare?
Saluti.


Laicizzazione non significa "ammazzare" i cristiani!..Che cosa intendi dire?..Spiegati meglio?

I laici che vogliono laicizzare lo stato italiano non intendono fare come a suo tempo fece la Chiesa cattolica nei confronti dei laici e degli "eretici". E' ora che facciate i conti con il vostro passato e non "rimuoverlo" squallidamente!




Progressista
nadia 11 aprile 2006 00:00
essere cristiani non vuol necessariamente dire essere pro-clero, anzi,personalmente riconosco la validità del pensiero cristiano, quello della fratellanza e dell'uguaglianza e della tolleranza e della non interferenza con la politica e altre cose insite nel pensiero cristiano genuino ma violentate dal clero cattolico nel corso dei secoli e ora solo parzialmete attenuato per ragioni di convenienza........
Progressista 11 aprile 2006 00:00
da: retrogrado
Data: 10 Aprile 2006

fatti forza, progressista, la Bielorussia s'avvicina!


Cos'è?..........Hai smesso di credere nei miracoli dell'Unto?


Mi sa tanto che questi "'nce vonno sta!"..


Progressista

PS: non è la Bielorussia che si avvicina, ma è Salò che si allontana!
Enrico Falcinelli 11 aprile 2006 00:00
Caro Progressista, la domanda riguardo i cristiani, vista la sua obiezione alla Chiesa, non è ingenua, se considera che la cristianità non è una corrente filosofica interiore, ma una condizione che impegna in tutto ciò che riguarda la propria vita, quella del cristiano, essendo ogni proprio atteggiamento (l'atteggiamento e le azioni umane hanno questa origine, in qualsiasi modo essa si traduca) una "azione morale".

Restano i cristiani, quindi, con la loro ingerenza inevitabile nelle scelte vitali della società, anche quelle politiche; come la metteremmo allora?

Non vorrei una risposta, ovviamente, perché non credo che si possa evitare la polemica, ma preferirei ascoltare l'ipotesi della "educazione alla capacità di convivenza" previo l'eliminazione dei pregiudizi campanilisti!

Facile a dirsi, molto, ma molto complicato a farsi.
Per noi cristiani impegnati a fondo è un problema, in cui noi ci mettiamo il cuore, per poter venire incontro per il massimo che possiamo dare e che la dottrina di Cristo ci insegna.
Purtroppo non è sufficiente ciò che ci sembra emozionalmente buono (la bontà in genere); il "fare" deve essere anche ragionevole, utile e antropologicamente in linea con quello che veramente è l'essere umano.

Ecco perché quella "educazione alla convivenza" che io spererei, comprende il fatto che ci si fermi almeno a ragionare, e discutere, anche animosamente, se vogliamo, ma farlo, su tutte le tematiche che usualmente sbattiamo fuori dall'uscio solo per caparbietà e abiezione a priori.
Molti potrebbero finalmente scoprire cosa c'è dietro a tanti "pretesti" e "pretese" di origine morale della cristianità e addirittura meravigliarsi di quanto uno, dentro, si ritrovi ad essere più cristiano di quanto non ci si giudichi!

La saluto caramente.
Jack 11 aprile 2006 00:00
Punto primo non offendere.
Punto secondo la storia l'ho imparata nella scuola pubblica dove si adottano testi di parte e spesso anticattolici quindi non dire fesserie.
Punto tre ti consiglio di studiare meglio la storia che non è fatta di numeri e statistiche ma di fatti in un contesto generale che tu quale anticattolico sfrutti senza considerarecontesto e situazione socio-culturale del periodo.
Progressista 11 aprile 2006 00:00
a: Jack
Data: 11 Aprile 2006

Punto primo non offendere.
Punto secondo la storia l'ho imparata nella scuola pubblica dove si adottano testi di parte e spesso anticattolici quindi non dire fesserie.
Punto tre ti consiglio di studiare meglio la storia che non è fatta di numeri e statistiche ma di fatti in un contesto generale che tu quale anticattolico sfrutti senza considerarecontesto e situazione socio-culturale del periodo.


Davvero?...Allora spiegacela tu questa storia che hai imparato così bene!



".. tu quale anticattolico sfrutti senza considerarecontesto e situazione socio-culturale del periodo"

Dunque, tutti gli orrendi crimini di cui la chiesa cattolika si è macchiata sarebbero giustificati dal "contesto socio-culturale"?.... Ma con chi credi di parlare, pezzo d'imbecille, con un deficente?... Ma vai a cagare!




Progressista


PS: anche Hitler sarebbe giustificato dal contesto "socio-culturale"?...In fondo aveva vicino il "demonio" rosso...
Progressista 11 aprile 2006 00:00
da: Enrico Falcinelli
Data: 11 Aprile 2006


«Per noi cristiani impegnati a fondo è un problema, in cui noi ci mettiamo il cuore, per poter venire incontro per il massimo che possiamo dare e che la dottrina di Cristo ci insegna.»

Ci sono stati cristiani che nel XIII secolo sterminarono i cristiani càtari; poi toccò ai cristiani Templari; nel IV secolo le "danze" furono aperte con i massacri dei cristiani "eretici", oltre che dei pagani e degli ebrei. Nel Medioevo la mattanza proseguì con gli eretici patarini, bogomili, valdesi, apostolici, dolciniani, i càtari del nord-Italia, etc. Nel secolo scorso i cristiani cattolici croati, guidati dal pupillo dell'arcivescovo Stepinac, Pavelich, sgozzarono oltre 750.000 cristiani serbi, oltre un numero imprecisato di ebrei, musulmani e di etnie minori presenti in Croazia.
Ora, vorrei chiederle: ma cos'è esattamente per lei il cristianesimo? Anche nella più tollerante delle ipotesi, esso non può andare oltre la visione parziale dei principi etici che dovrebbero regolare l'esistenza di tutti gli esseri umani di questo pianeta. Questa parziale visione etica la si riscontra nell'islamismo, nell'ebraismo, nel paganesimo e così via. Ogni religione limita la propria visuale etica al fine di poter intervenire seconda la bisogna a difendere e ad allargare la propria sfera d'influenza: non per il bene dello spirito, ma per il benessere materiale di chi sta in alto!

Saluti



Progressista
Per Claudio 11 aprile 2006 00:00
hai scritto: Bush sarà l'ultimo buio da abbattere, ed è quello più tosto.

Peccato che hai dimenticato, chissa' perchè, l'ultimo vero mostro da abbattere e cioè Bin Laden, il terrorismo ed al Qaida.

Svegliati
Enrico Falcinelli 14 aprile 2006 00:00
Caro Progressista, grazie per la domanda su cosa sia per me il cristianesimo.
Esso, difatti non può essere nessuna delle nefandezze di cui scrive essendo una sola cosa: il credito irreprensibile della dottrina pedagocica del Cristo. Ora, se lei conosce quello che ha insegnato Cristo, potrà da solo trovare la conclusione alla domanda che mi pone.

Vede, personalmente non mi sono mai fermato agli scandali umani, qualsiasi siano le coordinate di tali scandali. Lo scandalo (impedimento) esiste in tutte le azioni e in tutte le opere in cui l’uomo si presta ed è proprio in luogo di questi scandali che la dottrina di Cristo, e quindi quella ereditata dalla Chiesa, propone l'insegnamento evangelico.

Cristo si propone all'uomo proprio per combattere quegli scandali che per l'appunto scandalizzano l'uomo bloccandolo nel pregiudizio della sua posizione.

Non mi stupirei, quindi, del fatto che anche la Chiesa sia caduta in "tentazione" e lo abbia fatto in abbondanza e lo faccia tutt'ora anche nel suo interno (sono abbastanza informato in merito), ma il male del nemico si combatte affrontandolo e non fuggendolo. Se fuggissimo noi cristiani, a chi lasceremmo la nostra eredità, al demonio?

Capisco quindi il malessere che lei promulga, se tale malessere è genuino e non sia invece puro tentativo stereotipato di diffamazione, per cui sterile.

Capisco la sua posizione materialista ma aggiungo che essa è parziale, come giudica sia parziale la veduta della realtà dal pinnacolo della fede.

Solo nel genuino e vissuto credito della dottrina del Cristo in persona possiamo avere quella apertura a trecentossessanta gradi indispensabile per vedere le cose sotto tutti i punti di vista, contrariamente al limite che Lei assegna all’etica umana dettata dalla fede.

Allora riuscirebbe a vedere tutto, distinguendo bene sopratutto una cosa, il forte limite dell'uomo nella determinazione della propria vita, imparando così quanto si possa godere della propria esistenza non solo dal punto di vista materiale (accorgendosi che neanche il più sfrenato materialismo porta a fruire fino in fondo dei benefici materiali delle cose) ma anche per tutto ciò che concernono le prerogative profonde del nostro essere.

Una cosa così, per capirla, bisogna provarla, cominciando a seguire qualcosa, altrimenti, per contro, tutto il discorso diventa opinabile. Questo seguire si chiama invito al cristianesimo vissuto (non studiato, quindi!).

Di più, oltre la dialettica, non posso darle e me ne rammarico. Sarei contento di poter condividere un’esperienza ma le parole non lo consentono.

Invito comunque sempre, e questo lo può fare anche senza una fede, a non soffermarsi allo scandalo rischiando di perdere di vista la centralità della questione. Capirebbe certamente che lo scandalo è dato dal limite umano reiterato e tale scandalo lo trovera nella sua identica forma anche nella istituzione più libertaria e laica che saremmo in grado di creare, come insegna la stessa storia da cui Lei trae i suoi risultati.

La saluto caramente.
Progressista 14 aprile 2006 00:00
da: Enrico Falcinelli
Data: 14 Aprile 2006

«Caro Progressista, grazie per la domanda su cosa sia per me il cristianesimo.
Esso, difatti non può essere nessuna delle nefandezze di cui scrive essendo una sola cosa: il credito irreprensibile della dottrina pedagocica del Cristo. Ora, se lei conosce quello che ha insegnato Cristo, potrà da solo trovare la conclusione alla domanda che mi pone.»

Da che cosa desume quello che "ha" insegnato Cristo? Se lei si riferisce a quanto ha letto nei vangeli e nel resto della letterura cristiana allora è completamente fuori strada, dal momento che tale letteratura, frutto di incredibili fasificazioni e manipolazioni, è destituita di qualsiasi credibilità. In tale letteratura riecheggia appena il messaggio etico che Gesù mutuò dalla sua matrice nazarena e dall'etica degli antichi classici greci, tra cui Pitagora, mentre, nel contempo, è del tutto assente il suo reale messaggio teologico, dal momento che esso fu agli antipodi rispetto all'attuale teologia cattocristiana.


«Vede, personalmente non mi sono mai fermato agli scandali umani, qualsiasi siano le coordinate di tali scandali. Lo scandalo (impedimento) esiste in tutte le azioni e in tutte le opere in cui l’uomo si presta ed è proprio in luogo di questi scandali che la dottrina di Cristo, e quindi quella ereditata dalla Chiesa, propone l'insegnamento evangelico.»

Anche se lei, probabilmente, non se ne rende conto, tuttavia ciò che afferma ha il sapore di una vera e propria blasfemia per ciò che concerne il nostro comune senso dell'intendere, basato rigidamente sui principi insopprimibili della logica e quindi del raziocinio umano.

"..Lo scandalo (impedimento) esiste in tutte le azioni e in tutte le opere in cui l’uomo" Questa è un'allucinante enormità se si pensa che l'apparato clericale che conta, ed a cui lei presta la massima fiducia, ha affermato e ribadito più volte l'infallibilità del papa: vale a dire la peculiarità dell'essere divino. Dunque, in base a tale palese assunto, è normale credere che anche il trascendente pecchi e dia scandalo alle sue creature come un qualunque essere umano? Si tratta del Demiurgo in cui gli antichi gnostici riconoscevano lo Yahweh degli ebrei?.. Onestamente, non credo che si possa discutere su questi basi... Per il ruolo che si è attribuito, la Chiesa, e per essa il clero, non può assolutamente permettersi di fare cose scandalose e poi dire: " scusate, ma nessuno è perfetto"! L'accettare un concetto del genere da parte di un fedele, significa impedire che chi sta in alto si converta dallo stile di vita essenzialmente corrotto, a cagione del potere secolare con cui ha sempre allegramente brigato, ad uno stile di vita che sia quanto più aderente al dettato evangelico, a prescindere se tale letteratura ci restituisce o meno la reale figura storica di Gesù.

«Non mi stupirei, quindi, del fatto che anche la Chiesa sia caduta in "tentazione" e lo abbia fatto in abbondanza e lo faccia tutt'ora anche nel suo interno (sono abbastanza informato in merito), ma il male del nemico si combatte affrontandolo e non fuggendolo. Se fuggissimo noi cristiani, a chi lasceremmo la nostra eredità, al demonio?»

Proprio perchè la Chiesa non rappresenta, e non ha mai rappresentato il Gesù storico, essa cade facilmente in "tentazione" in quanto la sua essenza è la stessa del corrotto potere secolare, essendone nient'altro che un'emanazione. Quanto gli antichi "eretici" (càtari, bogomili, apostolici, dolciniani, patarini, etc.) arrivarono a capirlo, cercarono di dar vita a delle comunità che fossero espressione della vera predicazione gesuana delle origini. Gli stessi Templari scoprirono che l'originale messia non fu Gesù ma Giovanni il Battista. Consocendo l'estrema pericolosità insita in tutto ciò, il clero cinico ed assassino, per timore di perdere il suo "giocattolo", decretò lo sterminio di queste comunità.

Oggi, ignominia delle ignominie, ci sono portavoce "curiali" che hanno la sfrontatezza di cercare una improbabile giustificazione per tutti gli orrendi crimini commessi dal papato, citando estratti di verbali di interrogazione sotto spaventose torture degli infelici che ebbero la disavventura di cadere nelle mani di QUESTI ESSERI DEMONIACI!

La Chiesa non ha mai permesso nè mai permetterà che possano nascere movimenti che si richiamino al gesuanismo delle origini, dal momento che per i dirigenti della "cupola" ciò rappresenta un pericolo mortale per sè stessi e per tutta la pletora "nepotistica"!

«Capisco quindi il malessere che lei promulga, se tale malessere è genuino e non sia invece puro tentativo stereotipato di diffamazione, per cui sterile.»

Questa, mi dispiace dirlo, è l'affermazione di chi si estranea dall'analisi oggettiva dello stato delle cose per infilare la testa nella sabbia, lasciando scoperte le sole orecchie affinchè possa continuare a percepire la voce "suadente" dei santi uomini della Chiesa!

"Capisco la sua posizione materialista ma aggiungo che essa è parziale, come giudica sia parziale la veduta della realtà dal pinnacolo della fede.»

Quest'affermazione è una diretta conseguenza di quanto ho messo in luce poc'anzi: se un musulmano o un ebreo contesta la Chiesa, diventa anch'egli un ateo? Dunque, secondo l'egregore cattocristiano, o si crede nella Chiesa o non si crede in Dio? L'ebraismo ed il paganesimo furono fenomeni culturali assai anteriori al cristianesimo: non crede che i fedeli di tali religioni abbiano molto più diritto di dichiarare infedeli i cristiani?

«Solo nel genuino e vissuto credito della dottrina del Cristo in persona possiamo avere quella apertura a trecentossessanta gradi indispensabile per vedere le cose sotto tutti i punti di vista, contrariamente al limite che Lei assegna all’etica umana dettata dalla fede.»

Come ho già affermato, l'etica cristiana, come pure quella delle altre religioni, NON E' un etica universale ma parziale, in quanto tesa a far prevalere il proprio punto di vista, ritenuto arrogantemente quello giusto, tanto che i suoi predecessori dei secoli passati si sono sentiti in dirittto di operare masssacri per far prevalere tale punto di vista.

«Una cosa così, per capirla, bisogna provarla, cominciando a seguire qualcosa, altrimenti, per contro, tutto il discorso diventa opinabile. Questo seguire si chiama invito al cristianesimo vissuto (non studiato, quindi!).»

Sebbene, come detto anche sopra, il cristianesimo "predicato" cerchi di identificarsi con una certa etica (che, per quanto è stato detto, non può essere mai universale) tuttavia seguire il cristianesimo "vissuto" è spesso conforme al seguire il cristianesimo predicato, perchè inevitabilmente finiscono con l'affiorare sconcertanti dogmi i quali a loro volta finiscono per condizionare pesantemente anche il credente che si affida al "cristianesimo vissuto".

Le norme etiche che dovrebbero regolare la vita di ogni uomo NON DOVREBBERO MAI scaturire dai dettami dogmatici di questa o quella religione, ma dal consesso universale di persone saggie, erudite che per la loro esperienza di vita sappiano indicare agli uomini la via e lo stile migliore di comportamento che possa permettere loro di vivere uno affianco all'altro in piena armonia, lasciando, senza interferire, che ciascuno ricerchi autonomamente la propria strada per giungere al trascendente. Solo quando tali scelte individuali contrastino con le norme etiche universalmente accettate, la società ha il diritto di intervenire per ristabilire la correttezza e, soprattutto, lo stato di diritto e la democrazia!

Tutte le prese di posizione pseudo-etiche di questo o quel capo religioso, non rappresentano la volontà di Dio, ispirata dallo stesso ad una o comunque poche persone, ma molto più semplicemente il punto di vista di una singola persona. Per verificarne la validità è necessario, dunque, un confronto tra più persone, che abbiamo mandato morale e professionale da una platea la più vasta possibile.

Saluti


Progressista.







Credente 14 aprile 2006 00:00
Caro Progressista,

scrive: "...quanto ha letto nei vangeli e nel resto della letteratura cristiana allora è completamente fuori strada, dal momento che tale letteratura, frutto di incredibili fasificazioni e manipolazioni..."

Anche lei scuola Cascioli? E le prove?
Progressista 14 aprile 2006 00:00
da: Credente
Data: 14 Aprile 2006

Caro Progressista,

scrive: "...quanto ha letto nei vangeli e nel resto della letteratura cristiana allora è completamente fuori strada, dal momento che tale letteratura, frutto di incredibili fasificazioni e manipolazioni..."

Anche lei scuola Cascioli? E le prove?


Le prove sono negli idoli che tu adori!

Avete massacrato i pagani affermando che adoravano gli idoli e poi avete costruito un allucinante pantheon di idoli di tutti i generi, davanti al quale vi inginochiate e baciate loro i piedi, le mani, le orecchie, il naso, il deretano, le gonadi e tutto quello che c'è di "sacro" da baciare!

Sei sicuro che ci sia bisogno di prove per definire tutto ciò una grottesca favola fatta per adulti con il cervello da bambini?

Pensaci, Giacomino....

Nell'VIII secolo il clero confenzionò il più sconcertante falso della storia, dopo quello della favola cristiana. Si tratta della donazione di Costantino, miseramente smascherata da Lorenzo Valla. Tuttavia, sebbene siano trascorsi ben 6 secoli da allora, il Vaticano considera ancora tale donazione un documento "genuino". A che servono le prove? Per il clero è giusto è vero solo quello che viene affermato dal loro capo infallibile!


Comunque, non farti venire inutili mal di pancia, perchè le prove ci sono tutte!



Progressista

BUBI 14 aprile 2006 00:00
A dimenticavo:non dimentichiamoci,che Prodi,oltre ad avere un nome che andava di moda durante il "fascismo",è anche un prete.
Enrico Falcinelli 15 aprile 2006 00:00
Caro Progressista nostro,
Dalle sue argomentazioni potrebbe anche leggere i libri di Peter Colosimo e trarne ottimi spunti culturali. Peccato che è proprio per studi che conduco con quella razionalità di cui parla, che non credo una virgola delle fantasie creative di quanti si impegnano demoniacamente a decostruire Cristo!

Cosa legge per avere tali informazioni?. Potrei dirglielo io, libro su libro, articolo per articolo, visto che per rafforzare la mia fede ho volutamente cominciato da quanto appariva più contrario e blasfemo: dunque sono ben al corrente dele sue argomentazioni, nonché della storia del mito del passato storico europeo.

Dell’etica mostra di avere und’idea veramente parziale. Fosse un professore, rinuncierei alle sue lezioni. Non ha capito una cosa di fondo: che la verità dell’uomo risiede nella sua “morale” ed essa non è né pensiero, né concetto ma intuizione pura. E’ da come razionalizziamo, appunto, l’intuizione che comincia il suo inquinamento: Lei pensa quindi di dichiararasi “libero” perché supportato dal raziocinio, ed io le dico invece che è più dipendente di quanto dipendenti in realtà siamo. Tanto per cominciare le ripropongo l’esempio che faccio sempre, perché è il più comprensibile: lei è dipendente dall’aria che respira. Pensi a cosa affida la sua libertà. Difatti è dalla dipendenza della propria cultura ed esperienza che uno può giocare la sua “libertà” nel modo per sé più congeniale.
Questo vuol dire che è nella propria “soddisfazione” la realizzazione della libertà desiderata. Libertà, quindi, come “soddisfazione” e non come totale mancanza di vincoli. Si dà il caso, allora, che risiedendo il nostro principio di azione nell’intuizione, ancor prima che essa diventi pensiero, sarà per come razionalizzerà quella intuizione che concretizzerà la sua azione conseguente. Se lei si muoverà secondo quello che “consiglia” la verità umana di fondo, corrisponderà più a sé stesso e darà quindi “soddisfazione” alla sua vita e godrà della vera libertà. Ora al fondo della sua esistenza lei vive indistintamente come tutti quella tensione morale che porta le domande fondamentali della vita: “chi sono?”, “dove vado”, ecc.
A tali domande, non abbiamo risposta facile e nasce l’urgenza della razionalizzazione. A questo punto può intervenire il pregiudizio, per mancanza di conoscenza ed allora si è fregati, perché non si farà altro che difendere le proprie teorie, dandosi la zappa sui piedi. Si sarà convinti di essere liberi, mentre invece si è soggetti al pregiudizio.

Se invece ci si propone una “ascesi”, nella quale ci si prende il tempo per ascoltarsi e crescere nella propria conoscenza, si avrà modo di capire come tutto l’essere umano tende sé stesso verso l’infinito del quale ha un anelito insaziabile. Per noi questo è il sintomo primario della mancanza di completezza e dell’intuizione dell’esistenza di un qualcosa destinato a completarci. E’ solo un’intuizione, ma da questa nasce l’atteggiamento religioso, ovvero, la modalità che crea il tentativo di avvicinarsi a un dio.

La strada più naturale , quella più “vera”, quella che dà la maggior soddisfazione all’uomo è quella che è strettamente connessa con l’esigenza ontologica di sé, ovvero, quella alla ricerca di un dio.
Ora il cristianesimo propone appunto la realizzazione di questa esigenza di divino, proprio nella concretizzazione della storia del Cristo e della sua eredità alla Chiesa. Fatto è che, seppur non credesse alla divinità di Cristo, non può prescindere dalla sua pedagogia e soprattutto “morale” di vita. Essa è ineccepibile e tratta a fondo tutta la metodica nell’affrontare la vita alla ricerca della felicità, ovvero, della “soddisfazione massima” ovvero, ancora, della vera libertà per l’uomo. Ora chi vive nella fede sa che tale libertà la trova solo presso Dio e perciò la trova seguendo la verità di sé, che risiede nell’intuizione della propria “morale” e che se ne fa un baffo, quindi, delle restrizioni della razionalità umana.
Dico questo perché la razionalità è una gran cosa, che nutrendo la coscienza ci distingue ampiamente dalle bestie, che coscienza non ne hanno. Però, purtroppo, siamo soggetti al limite dell’ignoranza, e del saper “risolvere” solo poche cose contemporaneamente e questo fa sì che raziocinio e coscienza, da sole, servano più a impedire che ad aiutare. Sicuramente si può dire che è più vera l’intuizione che il formale suo completamento nel giudizio ragionevole.

Tutto quanto detto credo risponde a tutte le sue questioni, ma non intendo andare oltre, perché dovrei scriverle un libro per capitoli.

Tra le altre cose, secondo una mia teoria, nella vita spesso è molto importante l’essere convinti, per cui si può anche preoccupare di rafforzare le sicurezze che già ha a riguardo e forse vivrà ugualmente una esistenza decente. Solo che resta la scommessa sul fatto se si sia nella ragione!

Comunque io applico queste cognizioni largamente nel mio campo di azione, relativo alla mia professione e i risultati sono sempre positivi; ciò significa che tanto lontano dal vero non dovrei essere. Solo prove contrarie nella mia stessa esperienza mi avrebbero già portato ad accomodare il tiro.

Ognuno, poi, si serva della sua aperienza per convincersi della veridicità della sua posizione; la nostra condizione di “dipendenti” da questo mondo e da noi stessi ci concede tuttavia l’opzione di scelta a cosa appartenere, opzione largamente ripettata da Dio in primis. Non sarò certo io che mi opporrò mai alle scelte di qualcuno, qualsiasi sia la sua posizione.

La ringrazio per l’occasione datami per questa arringa, la saluto e viva una Santa Pasqua.
Enrico Falcinelli 15 aprile 2006 00:00
Cosa le ha fatto scegliere, caro Progressista, il buon Lorenzo Valla, come appunto, a-vallante la sua informazione?
Egli era un creativo irrequieto e diverse volte cambiava e modificava il suo cogitare, e tuttavia, anche se in modo arcaico se guardato oggi, esprime in tratti del suo pensiero proprio quanto le ho arringato riguardo il concetto di "morale e libertà". Solo che lui aggiungeva che dalla "tendenza alla piacere" derivasse la "virtù" dell'uomo: un esempio di come dall'intuizione si possa passare all'inquinamento del raziocinio.

La saluto ancora.
Felina 15 aprile 2006 00:00
Ma che pallosi che siete!! Non vi rendete nemmeno conto di quanto tutti i vostri discorsi sono assolutamente privi di senso per un buddista? Ma credete davvero di sapere cos'è l'Uomo (e le donne?), della sua inevitabile ricerca/bisogno di Dio ... ma che cazzate ... per un bubbista sono robe che farebbero, al minimo, sorridere ... agli occhi di un buddista sembrate bambini, ancora poco capaci di intendere e di volere ... immaturi ...

Tutto questo per evidenziare la vostra totale etnocentricità e, dunque mancanza di libertà, di cui tanto dite di sapere cos'è ... risibili :-)

Lucio Musto 15 aprile 2006 00:00
X Felina

ESATTAMENTE quello che fai anche tu.

Questa "totale etnocentricità" specularmente identica alla tua dichiarata chiusura di buddista.

Non sorridere mai delle cose "prive di senso"!... Ché rischi di scoprire che invece "un senso" ce l'hanno ed inutilmente, hai fatto un'altra figura di merda!
Progressista 15 aprile 2006 00:00
da: Enrico Falcinelli
Data: 15 Aprile 2006


Data l'estensione del suo post, cercherò di rispondere in modo "emblematico", intendendo con ciò toccare i punti di una certa peculiarità.

«..Peccato che è proprio per studi che conduco con quella razionalità di cui parla, che non credo una virgola delle fantasie creative di quanti si impegnano demoniacamente a decostruire Cristo!»

Condurre studi su Cristo e sul cristianesimo, almeno dal suo chiaro punto di vista, significa partire da basi dogmatiche: non vedo cosa c'entri tutto questo con la "razionalità" di cui parla!

«Cosa legge per avere tali informazioni?. Potrei dirglielo io, libro su libro, articolo per articolo, visto che per rafforzare la mia fede ho volutamente cominciato da quanto appariva più contrario e blasfemo...»

Cosa intende per "blasfemo"?...Ci sono scritti apocrifi dei primi secoli che restituiscono un'immagine del Cristo contraria a quella dipinta attraverso i secoli dal clero cattolico, comunemente definito falsario dall'erudizione laica (Donazione di Costantino docet!). Questi scritti " contrari sarebbero dunque "blasfemi"?.. Ma blasfemi in ordine a che cosa?...

«..Dell’etica mostra di avere und’idea veramente parziale..»

Temo che ad avere una visione parziale dell'etica siano proprio i cattocristiani e, di conseguenza, lei.

Durante il massacro dei càtari, nel XIII secolo, i soldati del re di Francia chiesero al legato pontificio se dovevano uccidere anche i rifugiati nella chiesa di Beziers, dove si erano asserragliati sia popolani cattolici che càtari. Il pio legato Pontificio rispose: "Uccideteli tutti, Dio saprà riconoscere i suoi!.." Io non mi meraviglio che l'etica dei cattolici sia questa, dal momento che esistono un'infinità di prove a testimoniarlo!

«Non ha capito una cosa di fondo: che la verità dell’uomo risiede nella sua “morale” ed essa non è né pensiero, né concetto ma intuizione pura...»

Sicuramente una cosa l'ho capita: quale sia la morale dei cattolici!

Intuizione di chi?! Del papa che promuove crociate assassine?..Del clero che si arricchisce sulle miserie della povera gente, alla stregua dei rappresentanti del potere secolare?..O dei monaci che si rifugiano nella vita ascetica credendo che quello sia il modo migliore di manifestare la loro morale al padreterno?
Ci sono i medici senza frontiere che ogni giorno mettono a repentaglio la propria vita per prestare soccorso agli infelici, vittime delle malvagità umane, non escluse quelle "papaline"! A lei sembra che le due morali, quella degli asceti e quella dei medici mossi dal senso etico, siano la stessa cosa e che abbiano lo stesso peso? Il modello di vita ascetica non potrà MAI essere un modello morale per nessuno, essendo una sconcertante scelta personale, la quale trova la sua giustificazione in assurdi quanto idioti modelli di "salvazione", tramandati dall'ignoranza umana!

«E’ da come razionalizziamo, appunto, l’intuizione che comincia il suo inquinamento..»

Il subdolo "tranello" che si nasconde dietro è vecchio come il cucù! Esso non è altro che un invito a credere senza domandare! Ma credere a che cosa?? I cristiani non credettero a quello che affermavano i pagani o i giudei, i cui costumi religiosi erano ben più antichi di quelli dei cristiani e fondarono la loro fede. Sulla presunzione di "genuità" del loro messaggio" i cattolici non esitarono a massacrare tutti coloro che si opponevano alla loro verità. Questo modo di procedere venne poi fatto proprio dagli islamici. Tuttavia, i cattolici definirono costoro dei criminali ispirati da Satana: un altro bell'esempio di morale non soggetta al "raziocinio"!

«..Pensi a cosa affida la sua libertà. Difatti è dalla dipendenza della propria cultura ed esperienza che uno può giocare la sua “libertà” nel modo per sé più congeniale.»

Qui sconfiniamo addirittura nel veterocattolicesimo medioevale, quando il clero poteva accendere indisturbato i suoi falò "purificatori"!

La sua libertà è legata non al raziocinio umano (il solo, e non la fede, che ci permette di avvicinarci al trascendente) ma alla morale che scaturisce dal dogma in cui crede. I musulmani credono nella morale che scaturisce dal dogma in cui loro credono. Idem per quanto riguarda gli ebrei. Mi sa dire in base a quale criterio logico o "morale" lei può affermare che la morale cattocristiana sia superiore a tutte le altre?
La morale che scaturisce dalla fede buddista è, proprio sul piano della logica, superiore a tutte le altre già citate e comunque senz'altro superiore a quella cristiana. Tuttavia, il clero cattolico ha l'impudenza di affermare che la propria morale è superiore anche a quella buddista e che fuori della "santa" Chiesa non v'è salvezza!

«Libertà, quindi, come “soddisfazione” e non come totale mancanza di vincoli. Si dà il caso, allora, che risiedendo il nostro principio di azione nell’intuizione, ancor prima che essa diventi pensiero, sarà per come razionalizzerà quella intuizione che concretizzerà la sua azione conseguente..»

Tutto ciò è a dir poco paradossale!
I nostri antichissimi progenitori, costretti ad abitare nell grotte perchè ancora non c'erano i palazzinari d'assalto, osservando il manifestarsi dei potenti fenomeni legati ai fulmini, ai lampi ed ai tuoni, ebbero l' "intuizione" che quei fenomeni fossero la manifestazione di un potentissimo Dio. Se qualcuno di loro non si fosse preso la briga di "razionalizzare" tutto ciò, oggi tutti noi saremmo ancora all'età della pietra e forse Gesù il salvatore non sarebbe mai nato!

« Ora al fondo della sua esistenza lei vive indistintamente come tutti quella tensione morale che porta le domande fondamentali della vita: “chi sono?”, “dove vado”, ecc.
A tali domande, non abbiamo risposta facile e nasce l’urgenza della razionalizzazione. A questo punto può intervenire il pregiudizio, per mancanza di conoscenza ed allora si è fregati, perché non si farà altro che difendere le proprie teorie, dandosi la zappa sui piedi. Si sarà convinti di essere liberi, mentre invece si è soggetti al pregiudizio.»

ALLA GRANDE!! Forse lei ignora che nella scienza, figurativamente il demonio per l'egregore cattolico, il "pregiudizio" è termine ignoto! Esso, di converso, è l'essenza del DOGMA!....A che gioco stiamo giocando?... E' proprio la mancanza della conoscenza (perchè si è messa alla "porta" la scienza) che porta al dogma e quindi al pregiudizio, in una parola: alla religione! Alle domande "chi sono", "da dove vengo", "dove vado" la scienza, almeno al momento attuale, non può rispondere: IL DOGMA FIDEISTICO NON POTRA' FORNIRE UNA RISPOSTA NE' OGGI NE' MAI!

«Se invece ci si propone una “ascesi”, nella quale ci si prende il tempo per ascoltarsi e crescere nella propria conoscenza..»

Ma conoscenza di che?.. La conoscenza umana può scaturire solo dallo studio e dalla sperimentazione: tutto il resto è ciarpame fideistico e quindi pura superstizione!

«La strada più naturale , quella più “vera”, quella che dà la maggior soddisfazione all’uomo è quella che è strettamente connessa con l’esigenza ontologica di sé, ovvero, quella alla ricerca di un dio...»

Come affermano giustamente gli "ignostici", chiedersi se esiste o no Dio è una domanda ed una ricerca priva di senso, in quanto la conoscenza o meno di ciò non cambierebbe di una virgola la nostra vita! Se siamo indotti a comportarci civilmente NON E' perche crediamo in Dio, ma perchè le norme del quieto vivere comune ce lo impongono! Allora, a cosa serve la certezza del sapere l'esistenza del trascendente? La solidarietà verso il prossimo non è resa obbligatoria dalle leggi di uno stato civile, tuttavia essa è accettata come un'eredità genetica dagli individui che appartengono ad una società civile, sulla scorta della consapevolezza che, per motivi imprevedibili, anche noi potremmo venirci a trovare nella condizione di aver bisogno della solidarietà degli altri. Ed in tutto questo cosa c'entra Dio?...

«Ora il cristianesimo propone appunto la realizzazione di questa esigenza di divino, proprio nella concretizzazione della storia del Cristo e della sua eredità alla Chiesa.»

Ma questa è un'affermazione allucinante!!
Ma cosa pensa che si propongano le altre confessioni religiose, di organizzare delle gigantesche partite a canasta??...
Se fosse certo che quello della Chiesa sia il vero messaggio legato alla storia del "Cristo", allora ci sarebbe ben poco dal farsi illusioni sulla moralità del Cristo stesso!! Tuttavia, io so per certo che le cose non stanno affatto così...

«Dico questo perché la razionalità è una gran cosa, che nutrendo la coscienza ci distingue ampiamente dalle bestie, che coscienza non ne hanno..»

Questa volta, almeno, ha centrato l'obiettivo! Ciò che ci distingue dalle bestie è proprio la nostra capacità di razionalizzazione. Il puro "intuito", non elaborato, ci riporta direttamente alla vita istintiva del mondo animale..

«Sicuramente si può dire che è più vera l’intuizione che il formale suo completamento nel giudizio ragionevole...»

Premettendo che non sono assolutamente d'accordo, di grazia, in quale di questi due domini lei preferisce collocare la "sua" fede? (so già la risposta!)

«Solo che resta la scommessa sul fatto se si sia nella ragione! ...»

E chi è che stabilisce questo, la sua fede?..

«Comunque io applico queste cognizioni largamente nel mio campo di azione, relativo alla mia professione e i risultati sono sempre positivi...»

Sicuramente lei non lavora in un laboratorio scientifico..

«Non sarò certo io che mi opporrò mai alle scelte di qualcuno, qualsiasi sia la sua posizione...»

Se lei presume di appartenere alla schiera degli onesti credenti, non dimentichi mai, allora, che proprio la "santa" Chiesa cattolica, quella che ha raccolto l'eredità di Cristo, per prima perseguitò coloro che non si vollero allineare al pensiero cattolico! Rimuovere il proprio passato, perchè scomodo, non è da credenti onesti! Questo è quello che normalmente fanno nel "palazzo". Ma la storia, quella con la "S" maiuscola, ci ha ampiamente informati di "che lacrime grondi e di sangue.."



«Cosa le ha fatto scegliere, caro Progressista, il buon Lorenzo Valla, come appunto, a-vallante la sua informazione? Egli era un creativo irrequieto e diverse volte cambiava e modificava il suo cogitare, e tuttavia, anche se in modo arcaico se guardato oggi, esprime in tratti del suo pensiero proprio quanto le ho arringato riguardo il concetto di "morale e libertà". Solo che lui aggiungeva che dalla "tendenza alla piacere" derivasse la "virtù" dell'uomo: un esempio di come dall'intuizione si possa passare all'inquinamento del raziocinio.»

Dove vuole andare a parare, Falcinelli?...
Quello di denigrare gli avversari per farli apparire poco credibili è un vecchio arnese sin troppo abusato da clero cattolico, il quale si affannava così ad obnubilare le sue malefatte!
Anche se il Valla fosse stato il peggiore di tutti i delinquenti, i suoi rilievi sono ASSOLUTAMENTE storici, come hanno potuto appurare una miriade di studiosi da 6 secoli a questa parte!

Dai suoi rilievi emerge il prelato piuttosto che il laico "religioso" desideroso di confrontarsi..

Saluti


Progressista.


Enrico Falcinelli 16 aprile 2006 00:00
Il suo esporre, nonostante l’intercalare frequente della negazione al pregiudizio, mi dimostra invece che di pregiudizio ne ha parecchio.

Io sono un cristiano, eppure , come anche i tantissimi che conosco, non andiamo in giro uccidendo nessuno e tantomento facendo stragi, ma siamo impegnati a fare quello che per lei sono cose che si dovrebbero fare ma che tanti chiacchieroni che conosco, invece, non fanno.
Non perché siamo bravi, perché ciò in cui ci impegnamo sono cose che tutti possono fare, ma semplicemente perché abbiamo fede in Cristo!
Senza questa fede, probabilmente, saremmo le peggiori persone che possa conoscere, perché il mondo sarebbe di chi se lo piglia (come infatti è). Mi dimostri che non è vero, come tende a dimostrare gli errori della Chiesa, ed allora potrà avere il credito che le pare.

Fortuna che vi sono anche atei e gnostici che nel loro atteggiamento “new age” fanno la loro parte ma, chissà perché, secondo la mia esperienza, si stufano presto! E tantomeno sono disposti a rimetterci di tasca propria come facciamo noi? Bravoni? Può darsi. Io direi “fedeli”; poi ognuno ci chiami come vuole.
Nomina “Medici senza frontiere” e compagnie belle. Fortuna che la qualcuno concretizza quello che umanamente saremmo portati a fare ma che ben pochi si impegnano a seguire (quella intuizione di fondo di cui parlavo!)

Quello che un cristiano “deve” (must!) fare è seguire pedissequamente l’insegnamento di Cristo, l’unico “vademecum” completo che si conosce al mondo. Esso va preso “in toto” e non parzialmente secondo proprio uso e consumo; solo così si vivrà in un equilibrio ineguagliabile. Le parlo, poi, della mia stessa esperienza, che non può smentire.


La sua, purtroppo, e un apologia alla razionalità che non funziona per una ragione sempre razionale e molto semplice: se funzionasse essa lo farebbe già da tempo. Son passati almeno seicento mila anni di esistenza dell’uomo, eppure, ancora oggi, facciamo gli stessi errori. Ci ha mai pensato? Decostruisca anche questo.

L’etica, questa incompresa, che cosa è? Essa può essere parziale? Si! Lo sarebbe solo perché parziale è il pensiero, in quanto non è che il sunto della ragione unita all’esperienza e quindi alla cultura. Una buona cultura aiuta l’etica, ma quello che la apre veramente è “l’iscrizione” a un’esperienza diversa, che non dipende da noi; l’apertura non viene dal nostro interno, ma dall’adesione a qualcosa di esterno, a un’esperienza, cioè che non sia la nostra. Già mi ha capito che come cristiano, quella da me scelta e l’esperienza evangelica di Cristo di cui la incoraggerei a decostruirne l’insegnamento.
Pensi, infatti, che tale ineccepibilità è inattaccabile ed anche il pedissequo buon Cascioli si è limitato ad aggredire solo il personaggio. Ma Egli (Cristo, non Cascioli), teologicamente parlando, ora, ha mantenuto la sua promessa: “…passerà tutto, ma le mie parole non passeranno!” E infatti è vero! Provi a decostruirle! Sempre teologicamente, non a caso Egli è il Verbo che si è fatto carne, ovvero, la Parola di Dio concretizzata e fattasi uomo per incontrarsi con noi. Ha promesso di restare in mezzo a noi per sempre ed infatti la sua Parola è ancora viva, comprensibile anche da lei e chiunque non creda perché fatta per noi e per le domande fondamentali del nostro essere, con l’ausilio dello Spirito Santo, che per lei avrà significato nullo ma per il cristiano è il sostegno divino dell’insegnamento di tale Parola.

Usciamo dalla teologia.

La blasfemia: sono documentato non solo sui reperti ufficiali, ma anche su quelli di origine puramente blasfema, tali per essere puramente attacco all’istituzione Chiesa. Lavoro in comunicazione sociale, e questo studio è per me ordinario. Sono documentato e smaliziato nel distinguere ciò che è un attacco ad una istituzione, non solo ecclesiastica, da quello che invece è documentazione attendibile.

Si dà il caso che abbia numerosi colleghi, ecclesiastici e laici, e amici proprio nella biblistica e archeologia storica. Le grandi opere di decostruzione si occupano di grandi fatti, che è facile organizzare in modo armonico perché costituiscano altre storie con identici personaggi. Quello che non quadrano con queste decostruzioni sono i piccoli particolari come singoli reperti, locazioni storiche, analogie varie di simboli nonché documantazioni scritte incluse lapidi, ecc. che mostrano invece una grande attendibilità dei racconti evangelici che la Chiesa ha considerato, razionalmente, anche se non Le potrebbe piacere, come ufficiali.

Tutti questi personaggi che conosco non ricavano un centesimo gratuito da quanto studiano e tantomeno, sono stupratori o strozzini assassini.


Infine la Chiesa, questi cattivoni. Son d’accordo con Lei, sa, riguardo tutte quelle che appaiono nefandezze e da tempo sto studiando la possibilità reale di come sono andati tanti fatti, perché proprio riguardo questa istituzione, che è la più esposta a stigmatismi pregiudiziosi, attendendomi a quella scientificità di rapporto che lei consiglia (e considerando che devo tale tipo modale di approccio doveroso, visto il mio interesse alla comprensione anche dal punto di vista professionale) vorrei scoprire ragioni e punti deboli di tante pubblicazioni in merito.
Il fatto che siano stati aperti gli archivi vaticani, comunque, può aiutare chiunque ad approfondire certi temi e porre fine a inutili e sterili diatribe del genere “ho ragione io”, visto che quello che interessa, storicamente, è la verità.

Tale verità, però, non inficia il valore del cristianesimo. Già l’ ho scritto, da offeso, che non vado né io né i colleghi uccidendo e sodomizzando nessuno mentre invece siamo impegnati nella ricerca di forme di dialogo nuove e strategie di rapporto a livello di rispetto dei diritti umani, salvaguardando anche quella socialità religiosamente morale, in quanto cittadini del mondo di paritario diritto con quello di chi non crede, che invece pretende l’annichilimento in ragione del proprio… come lo devo chiamare… “capriccio” va bene?

Eppoi, per non farla lunga, abbia pazienza; razionalità… Chiesa assassina e storie maledette… libertà e non libertà… poche discussioni!
Io vedo solo una cosa, ed in modo statisticamente chiaro: nelle società con Dio vi è una vivibilità nonostante tutto il limite umano (cosa crede che un cristiano sia un’arrivato? Oppure la Chiesa sia di per sé un “dogma”? Se è così non conosce il significato di Chiesa), diversa e di gran lunga migliore di quelle società dove non vi è Dio e tutto è affidato al raziocinio e alla comprensione buonista degli uomini. Decostruisca anche questo per favore; vorrei farlo per aver maggior fiducia nel mondo, ma non vi riesco!

Infine mi dà del prelato: come si permette?!? La ammonisco solo perché capisco che per lei “prelato” e una gran parolaccia! Io sono desideroso di confrontarmi, ma lei è ancora troppo arrabbiato con la Chiesa per quanto le ha fatto in tutti questi secoli. Come cristiano ho pazienza. Mi dica in quale secolo si sarà tranquillizzato e allora potremo discutere pacificamente.

Qualche intervento scorso le chiedevo: “Dei cristiani, cosa ne vorremmo fare?” La domanda, come vede, non è ingenua, perché si potrà anche arrivare a limitare il potere temporale della Chiesa a vantaggio di chi lo voglia, ma se si crede che una legge possa distruggerla sbaglia alla grande, perché Chiesa è quella comunità che crede in Cristo e non è né un’edifico, né un ente statale o parastatale che si possa abolire, seppur chiudendo convenzioni economiche.

Cosa ne facciamo dei cristiani, per eliminare questo “pericolo” assassino? Glielo do io un consiglio: perseguitiamoli e uccidiamoli tutti! Così, finalmente, potremo assomigliare, per felicità di quel cristiano segretamente superstite, a quella Chiesa assassina che ci fa tanto schifo!

La saluto caramente.
Enrico Falcinelli 16 aprile 2006 00:00
Mi scusi, dimenticavo il Valla. Perché mi accusa di una cosa così vigliacca come quella di sminuire l'avversario? Non è mio stile. Il Valla desiderava lavorare con la Curia romana, ma non se ne fece niente. Però trovò da vivere presso chi contro la Chiesa aveva qualcosa, ma questo lo sa.
Il documento di cui parla, obiettato già da Silvestro II, sembra fosse apocrifo e giustamente non considerato nemmeno dal Concilio di Trento. Fatto sta che la Chiesa ha conservato il suo potere temporale, ma secondo mia opinione, confrontandomi anche con i testi di autori storici medievisti, tale condizione, seppur in contraddizione specialmente con i primi movimenti umanistici, si è conservata per una sorta di "inerzia storica" a causa della inesistente autonomia culturale da parte della grande maggioranza della popolazione. Non bisogna dimenticare che la Chiesa ha prestato influenza in modo preponderante in tutte le forme culturali ed economiche in tutto l'arco dell'evoluzione Europea a partire dai suoi albori, fin nel primo millennio d.C.

Capisco la sua ansia nel voler eliminare tale potere temporale, al punto in cui vi sono dispute costantiniane tutt'ora aperte.

Ma vi sono ragioni per cui, seppur eliminando ogni potere temporale, non si può prescindere dalla presenza cristiana, inevitabilmente anche in politica, proprio a causa della pretesa di quei diritti umani che si sbandierano in modo particolarmente laicista. Questo sarebbe un bell'argomento di cui parlare, perché utile ed oggi come oggi assolutamente tutt'altro che sterile. Occorre però quell'apertura al giudizio senza antipatie di posizione: ce la faremo?

Saluti cari.
Progressista 16 aprile 2006 00:00
da: Enrico Falcinelli
Data: 16 Aprile 2006

«Il suo esporre, nonostante l’intercalare frequente della negazione al pregiudizio, mi dimostra invece che di pregiudizio ne ha parecchio.»

Non è il caso di dissertare su questo punto, visto che i dogmi a cui lei si affida sono per eccellenza la sintesi del pregiudizio!

«Io sono un cristiano, eppure , come anche i tantissimi che conosco, non andiamo in giro uccidendo nessuno e tantomento facendo stragi..»

Posso garantirle che c'è chi li ha fatti anche per conto suo, visto che si trattò del supremo bene della fede cattolica: l'unica vera fede del vero Dio!

«..ma che tanti chiacchieroni che conosco, invece, non fanno...»

Infatti, tanti chiacchieroni che vanno tutte le domeniche a messa per esteriorizzare il più possibile la loro fede non lo fanno... Gino Strada, ad esempio, che non è un chiacchierone, tutto questo lo fa e non lo finalizza alla sua fede, ma solo al senso etico che ciascuno di noi, a prescindere dal proprio credo religioso, dovrebbe provare!

«Non perché siamo bravi, perché ciò in cui ci impegnamo sono cose che tutti possono fare, ma semplicemente perché abbiamo fede in Cristo!»

Secondo lei quelli che non hanno fede in Cristo non lo fanno?..Persino la gioventù nazista (e questo glielo può confermare papa Ratzinger) veniva educata ad intervenire nel sociale..

«Senza questa fede, probabilmente, saremmo le peggiori persone che possa conoscere, perché il mondo sarebbe di chi se lo piglia (come infatti è).»

Questa è una visione della realtà prettamente demagogica! Ci sono i buddisti che non solo non sono peggiori dei cristiani, ma in virtù dei contenuti etici del loro credo, essi sono di gran lunga superiori ai cristiani! (ora non faccia di me un buddista!)

«..Mi dimostri che non è vero, come tende a dimostrare gli errori della Chiesa, ed allora potrà avere il credito che le pare.»

Questa affermazione non è semplicemente "fuorviante" ma decisamente demagogica! Signor Falcinelli, quelli che lei chiama "errori della Chiesa" furono CRIMINI DELIBERATI! Se lo metta bene in testa, altrimenti si dovrebbe parlare di errori di Hitler, errori di Pinochet, errori di Pol Pot, errori di Saddam Hussein, e via discorrendo!

«Fortuna che vi sono anche atei e gnostici che nel loro atteggiamento “new age” fanno la loro parte ma, chissà perché, secondo la mia esperienza, si stufano presto!»

Forse se lei di tanto in tanto desse uno sguardo fuori della sua cupola "dorata" si accorgerebbe che a stufarsi sono i fedeli cattolici e ciò è dimostrato dal precipitare degli indici di "gradimento" connessi con la frequenza di detti fedeli alle varie liturgie: presenze di gran lunga inferiori a quelle di un recente passato! Tutto ciò, del resto, non sorprende, vista l'allucinante divergenza tra il cattolicesimo "predicato" e quello "praticato" dai suoi rappresentanti "d'elezione"!

«E tantomeno sono disposti a rimetterci di tasca propria come facciamo noi? Bravoni? Può darsi. Io direi “fedeli”; poi ognuno ci chiami come vuole.»

A rimetterci cosa? Il Vaticano è equiparato ad una delle più ricche e più potenti multinazionali tutt'ora esistenti sul nostro pianeta!

«Quello che un cristiano “deve” (must!) fare è seguire pedissequamente l’insegnamento di Cristo, l’unico “vademecum” completo che si conosce al mondo»

"Vademecum" finalizzato a che cosa? Al potere della casta sacerdotale cattolica, da sempre in simbiosi con il potere politico: sia di espressione "democratica" che di espressione dittatoriale! Il seguire "pedissequamente" l'insegnamento fa il paio con l'affermazione paolina secondo la quale si deve credere secondo la fede e non secondo la ragione! Origene, da parte sua, rincara la dose affermando che la conoscenza e la scienza sono un male e che la stoltezza e l'ignoranza sono, di converso, una "virtù"! Grazie a questa "virtù" i falsari della prima ora sono riusciti a far digerire ai "semplici" (non ho detto "coglioni") le fiabe più assurde, scendendo ad un livello inferiore a quelle raccontate dagli stessi sacerdoti pagani!

«Esso va preso “in toto” e non parzialmente secondo proprio uso e consumo; solo così si vivrà in un equilibrio ineguagliabile»

Ci mancherebbe altro! O tutto o niente! Altrimenti il divertimento di chi sta in alto potrebbe risultarne depauperato!
C'è una fatto poi che risulta alquanto incomprensibile: l'attuale insegnamento (cioè il "vademecum") il quale si dovrebbe prendere in "toto", è all'incirca il triplo dell'originario insegnamento dei primi padri apostolici: quale insegnamento si dovrebbe prendere in "toto"?

«La sua, purtroppo, e un apologia alla razionalità che non funziona per una ragione sempre razionale e molto semplice: se funzionasse essa lo farebbe già da tempo. Son passati almeno seicento mila anni di esistenza dell’uomo, eppure, ancora oggi, facciamo gli stessi errori. Ci ha mai pensato? Decostruisca anche questo.»

"Purtroppo"?..Se non sbaglio lei ribadsice il concetto di Origene!..
Quello della perfezione è un arnese dell'armamentario propagandistico cattolico: "solo chi crede nella "santa" Chiesa ed in Cristo è perfetto!" Ma perfetto in che?..Nella stoltezza?...Chi delega agli altri il "faticoso" compito di ragionare, accontentandosi della fede, non può che essere uno stolto: il fedele prediletto da Dio, secondo il punto di vista degli antichi "padri"!

«L’etica, questa incompresa, che cosa è? Essa può essere parziale? Si! Lo sarebbe solo perché parziale è il pensiero, in quanto non è che il sunto della ragione unita all’esperienza e quindi alla cultura. Una buona cultura aiuta l’etica, ma quello che la apre veramente è “l’iscrizione” a un’esperienza diversa, che non dipende da noi; l’apertura non viene dal nostro interno, ma dall’adesione a qualcosa di esterno, a un’esperienza, cioè che non sia la nostra. Già mi ha capito che come cristiano, quella da me scelta e l’esperienza evangelica di Cristo di cui la incoraggerei a decostruirne l’insegnamento. »

Come si legge nella stessa scrittura "sacra", non c'è peggior sordo di chi non vuol ascoltare e questo adagio, mi sembra, si addatta perfettamente al suo caso: AFFERMARE CHE L'ETICA CRISTIANA SIA L'ETICA PER ANTOMASIA è solo il punto di vista di un fedele e non l'assoluto!! A dimostrarglielo non sono io, visto che è sufficente che lei interroghi su questo punto un fedele islamico, un fedele ebraico, un fedele buddista, un fedele taoista, un fedele scintoista, un fedele indù e via discorrendo. Nessuno di costoro le dirà MAI che l'etica crisitana è l'etica in assoluto, ma, come è facile immaginare, ognuno le dirà che la sua etica, cioè quella che scaturisce dalla sua religione, E' QUELLA GIUSTA! Ha capito come stanno le cose?
A me non serve "decostruire" la sua etica cristiana, dal momento che ho risolto, grazie al raziocinio ed al suo più potente prodotto, la tecnologia, che tale etica poggia sul più colossale inganno mai orchestrato per prendersi gioco dell'umanità!

«Pensi, infatti, che tale ineccepibilità è inattaccabile ed anche il pedissequo buon Cascioli si è limitato ad aggredire solo il personaggio. Ma Egli (Cristo, non Cascioli), teologicamente parlando, ora, ha mantenuto la sua promessa: “…passerà tutto, ma le mie parole non passeranno!” E infatti è vero! Provi a decostruirle!»

Può essere certo di questo: anche tra mille anni l'umanità ricorderà l'inganno che un branco di cinici falsari, circa 20 secoli fa, orchestrarono per le loro inconfessabili mire di dominio (ed in questo la figura di Gesù non c'entra assolutamente nulla!)
Sebbene la figura di Gesù sia una figura storica, tuttavia il Cascioli ha PERFETTAMENTE RAGIONE quando afferma che vi fu una sostituzione circa il personaggio crocifisso! Infatti, il "Gesù Cristo" in cui lei crede non è altro che il prodotto della sovrapposizione di due figure: quella di Gesù e quella del Cristo dei paolini! Verrà il momento che anche nelle più inaccessibili aree della giungla africana verrà risaputa questa verità!

«Sempre teologicamente, non a caso Egli è il Verbo che si è fatto carne, ovvero, la Parola di Dio concretizzata e fattasi uomo per incontrarsi con noi»

Perchè non credere che Giove sia il padre degli dei e che essi si incarnano in figure umane a loro piacimento, così come recitavano gli antichi miti pagani? Che cos'è che rende più veritiera delle altre la "sua" verità? Mi permetto di farle notare che la sua opera "promozionale" appare puerile proprio perchè gli aderenti alle altre fedi religiose partono dagli stessi preconcetti!

«La blasfemia: sono documentato non solo sui reperti ufficiali, ma anche su quelli di origine puramente blasfema, tali per essere puramente attacco all’istituzione Chiesa. Lavoro in comunicazione sociale, e questo studio è per me ordinario. Sono documentato e smaliziato nel distinguere ciò che è un attacco ad una istituzione, non solo ecclesiastica, da quello che invece è documentazione attendibile.»

Lei che è così "smaliziato" potrebbe dirmi se un attacco alla fede brahamitica o quella animista o a quella ba'hai o quella di Sai Baba, o a quell scintoista o a quella dei testimoni di Geova o a quella islamica è una blasfemia o no?..Le ricordo che i suoi predessori portarono un attacco cruento alla fede dei pagani sostenendo che era la fede del diavolo e per questo uccisero un numero enorme di pagani: soprattutto quelli che si rifiutarono di convertirsi al cristianesimo! (il nefasto "compelle intrare" di agostiniana memoria!). Non c'è che dire: il cattolicesimo è proprio una religione dall'"alto" profilo etico!

«Quello che non quadrano con queste decostruzioni sono i piccoli particolari come singoli reperti, locazioni storiche, analogie varie di simboli nonché documantazioni scritte incluse lapidi, ecc. che mostrano invece una grande attendibilità dei racconti evangelici che la Chiesa ha considerato, razionalmente, anche se non Le potrebbe piacere, come ufficiali.»

Pensavo che non arrivasse mai a fare citazioni del genere, ma, tant'è... Veniamo subito ai suoi riscontri archeologici. In tutti i vangeli sinottici è narrato che Gesù, all'interno della Sinagoga di Cafarnao, scacciò un demone dal corpo di un indemoniato, il quale disse a Gesù: "Che cosa centri con noi?...Sei venuto a rovinarci?...Io so chi sei....".
Ora, grazie ai rilievi effettuati da eminenti archeologi israeliani, si dà il caso che i resti della Sinagoga presenti a Cafarnao risalgono all'era bizantina: vale a dire 3 o 4 secoli dopo la nascita di Gesù!
Emblematico è il commento di uno di questi esperti: "la Sinagoga di Cafarnao non venne eretta per il culto giudaico, ma essa venne edificata come un "rudere" al fine di mostrare agli ignari pellegrini cristiani la celebre Sinagoga di Cafarnao. Tale "residuo" monumentale venne confezionato utilizzando resti di sinagoghe non appartenenti all'area geografica di Cafarnao, essendo tale area costituita da roccia basaltica scura, mentre i resti della Sinagoga sono costituiti da roccia calcarea bianca.
Specialmente nel IV secolo d.c., epoca stimata per i resti della sinagoga, e quindi in piena epoca bizantina, le autorità giudaiche non avrebbero MAI deciso di costruire una loro Sinagoga accanto ad una Chiesa cristiana (quella edificata sui presunti resti della casa di Pietro) dato l'insanabile attrito tra il mondo ebraico e quello cristiano bizantino, caratterizzato da un forte antisemitismo!
Il sito di Cafarnao venne semidistrutto durante la prima guerra giudaica (66-70), poi parzialmente ricostruito. Infine venne definitivamente distrutto nel corso della seconda guerra gudaica (132-135). Gli archeologi sostengono che esso non venne più ricostruito: motivo di più per escludere categoricamente che siano state le autorità giudaiche a far erigere l'attuale Sinagoga di Cafarnao!
Dunque, la Sinagoga di Cafarnao, al pari della Donazione di Costantino è esempio di una proterva quanto squallida volontà ingannatrice da parte del clero.
Il fatto che quella della Sinagoga di Cafarnao sia un'allucinante bufala, non vuol dire che la frase sopra riportata ed attribuita all'"indemoniato" non sia stata pronunciata effettivamente: ciò che non coincide è l'ambientazione spaziale e temporale!

«Tutti questi personaggi che conosco non ricavano un centesimo gratuito da quanto studiano e tantomeno, sono stupratori o strozzini assassini.»

Neppure gli attuali fascisti lo sono. Questo però non esclude che i loro predecessori lo siano stati abbondantemente!

«Infine la Chiesa, questi cattivoni. Son d’accordo con Lei, sa, riguardo tutte quelle che appaiono nefandezze e da tempo sto studiando la possibilità reale di come sono andati tanti fatti, perché proprio riguardo questa istituzione, che è la più esposta a stigmatismi pregiudiziosi, attendendomi a quella scientificità di rapporto che lei consiglia (e considerando che devo tale tipo modale di approccio doveroso, visto il mio interesse alla comprensione anche dal punto di vista professionale) vorrei scoprire ragioni e punti deboli di tante pubblicazioni in merito.
Il fatto che siano stati aperti gli archivi vaticani, comunque, può aiutare chiunque ad approfondire certi temi e porre fine a inutili e sterili diatribe del genere “ho ragione io”, visto che quello che interessa, storicamente, è la verità.»

Il suo larvato intento "negazionista", tanto di moda oggi tra le schiere dei neonazisti, lungi dal portare conforto all'immagine della "sua" Chiesa, ne aggrava pesantemente le peculiarità reazionarie ed omicide. Non è in questo modo che si origina una palingenesi dei costumi ma, viceversa, si tende ad "incancrenirli", facendo apparire certi aspetti "scomodi" per il clero che se ne è reso responsabile, come marginali, anzichè come EMBLEMATICI di una mentalità reazionaria ed assassina tipica degli esponenti secolari, dal momento che il clero E' SEMPRE STATA un'emanazione del potere secolare e per capire ciò non sarebbero neppure necessarie delle prove, ma solo l'uso del buon senso! Lo stesso buon senso a cui il clero ha sempre dichiarato guerra: provi a spiegarsi il perchè!

«Io vedo solo una cosa, ed in modo statisticamente chiaro: nelle società con Dio vi è una vivibilità nonostante tutto il limite umano (cosa crede che un cristiano sia un’arrivato? Oppure la Chiesa sia di per sé un “dogma”? Se è così non conosce il significato di Chiesa)»

Non è necessario che lei spieghi cosa sia la Chiesa, dal momento che le persone di buon senso lo hanno capito da sè! L'errore della Chiesa è quello di ritenere che le persone di buon senso siano in fondo poche rispetto alla masa dei fedeli. Forse questo era ancora vero sino a mezzo secolo fa. Tuttavia oggi le cose stanno cambiando ed i movimenti "new-age", pur non rappresentando (a mio avviso) la soluzione ideale, sono tuttavia testimonianza del profondo disagio che scuote alla base la struttura cattocristiana. E' il segno dei tempi! Il clero cattolico, utilizzando cinicamente qualunque mezzo di potere, per quanto turpe possa essere stato, ha usato tutta la sua coercizione per ritardare questo fatale processo storico: ora non vi rimane che prenderne atto!

«Infine mi dà del prelato: come si permette?!? La ammonisco solo perché capisco che per lei “prelato” e una gran parolaccia! Io sono desideroso di confrontarmi, ma lei è ancora troppo arrabbiato con la Chiesa per quanto le ha fatto in tutti questi secoli. Come cristiano ho pazienza. Mi dica in quale secolo si sarà tranquillizzato e allora potremo discutere pacificamente.»

Francamente non so se compiacermi del fatto che lei si ritenga offeso nel sentirsi dare del prelato..Una risposta del subcosciente?...
Si sbaglia però. Per me "prelato" non è una "parolaccia", ma sinonimo di "povero diavolo"! I prelati, quelli che portano onestamente avanti il proprio ruolo, svolgendo una funzione positiva dal punto di vista del conforto "sociale" verso i loro simili, per me non sono figure negative. Ho prospettato un atteggiamento da prelato in riferimento al suo abbarbicarsi ai suoi dogmi, così come farebbe un qualunque "prelato"...

«Qualche intervento scorso le chiedevo: “Dei cristiani, cosa ne vorremmo fare?” La domanda, come vede, non è ingenua, perché si potrà anche arrivare a limitare il potere temporale della Chiesa a vantaggio di chi lo voglia..»

All'interno del Vaticano la Chiesa può mantenere tutto il potere temporale che vuole. Ma fuori di quelle mura la Chiesa deve avere il massimo rispetto per l'idipendenza delle altre nazioni e dei loro principi laici! Nessuna nazione civile che si definisce tale può essere governata da principi religiosi, altrimenti nulla ci distinguerebbe da uno qualunque degli stati teocratici arabi! E' necessario che voi cattolici questo principio ve lo facciate entrare bene in testa! Se il Gesù che voi affermate di adorare, fosse vissuto per 2000 anni, egli sicuramente non avrebbe mai permesso che una struttura ecclesiastica fondata sulla sua immagine acquistasse "potere temporale"! Questo è tipico delle strutture secolari, non di quelle religiose che pretendono rifarsi ai valori dello spirito! L'aggregazione dei fedeli cattolici attorno al potere temporale della Chiesa non ha NULLA DI SPIRITUALE ma di mere garanzie materialistiche!


Saluti


Progressista.
Enrico Falcinelli 18 aprile 2006 00:00
“Il metodo è dettato dall’oggetto…”, questo è l’inciso da cui prende piede tutta la tematica del Senso Relgioso del sacerdote Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione della quale faccio orgogliosamente parte.
Egli affronta l’argomento della cristianità dal punto di vista essenzialmente razionale, volto all’approccio del “neofita” aspirante cattolico, che ha bisogno del pieno coinvolgimento della ragione razionale per cimentarsi nel percorso pedagogico cristiano. Le consiglio, per serietà di quanto dico, di leggere qualcosa, così potrà capire più di quanto io, ignorantemente e miseramente sia in grado di esporle nell’angustia delle righe di un forum.

Per rendere meno impersonale il colloquio, attualmente mi occupo di controllo e gestione del colore nei workflow aziendali, ovvero della gestione colorimetrica delle strumentazioni dedicate alla riproduzione digitale, su media analogici e mulitmediali, utilizzate sempre nel ramo della comunicazione sociale. Uso apparecchiature e metodi scientifici e mi giudico un ottimo esperto nel ramo, data la conoscenza di oltre venti anni di strumentazioni dedicate nel settore della grafica in ogni tipo di tecnica riproduttiva.
Le confido ciò per farle capire quanto di esercizio quotidiano abbia nell’attenzione alla realtà contingente e razionale e come non viva esprimendo la mia vita in voli iperurani.

Mi atterrò al suo metodo, quantunque non sia il mio, quello di riprendere frase per frase, in quanto ora è necessario lo faccia. Per brevità ommetterò le sue affermazioni.


1. Insiste con i dogmi, da parte mia. Generalizza la risposta, ma io sono puntuale e non può generalizzare. Che non sia il caso di dissetare è solo volontà sua. Non ho pregiudizi verso il suo pensiero, ma un giudizio verso i miei. Difatti Lei non ha sofferto di alcuna critica sul suo pensiero, da parte mia, limitandomi a contrapporre il mio, al contrario di quanto faccia lei.

2. Non deve garantirmi niente. So già chi è, e quello che ha fatto. Alcune sono esagerazioni ma, come Le dicevo, chi vuole può consultare gli Archivi Vaticani. In più posso dirle che vi sono oggi stesso numerosi personaggi che sottendono il loro ruolo subdolamente alla mistificazione della missione della Chiesa, oggi stesso. Ma lo stesso Papa Benedetto XVI denuncia liberamente questo, annunciando il canro presente nella Chiesa stessa. Come cristiano attivo non fuggo il nemico ma lo combatto dall’interno. E’ mio dovere, nel diritto di chi ama la fede di Cristo, se e per quanto abbia la possibilità di farlo.

3. Tanti che vanno a Messa la Domenica non sono nemmeno cristiani, se è per questo, Ognuno dia del suo, se vuole, PER QUELLO CHE PUO’. Quando anche non possa a causa della propria invalidità o impossibilità comunque per farlo, per la fede in Cristo, vale anche la sua preghiera.
Come laici, interessati davvero al destino dell’uomo, nessuno è escluso e tutti sono responsabili dell’altrui vita, nel prodigarsi quanto e come possono, secondo i propri carismi e le proprie possibilità. Anche in questo caso Lei non ha comunque mancato di esporre una sua gratuità .

4. Possiamo essere tutti “buoni” o “buonisti”. Tutto sta al modello che si sceglie per dirigere i passi del proprio agire cosciente. I nazisti erano “buonisti”, perché non vi era continuità tra l’opera “pro” con quella “contro” che caratterizzava il loro fare. I “buoni” si distinguono da questa continuità . Non a caso, riprendendo la dottrina cristiana, si impara che dai frutti si riconoscerà la pianta. Anche in questo caso Lei, nella riflessione, torna a rivolgersi al passato, ma “l’oggetto” che determina il “metodo” da seguire nell’affrontare il tema, è la realtà del “cristianesimo oggi”, allo scopo della sua difesa davanti al relativismo incipiente. Comunque Lei continua ad essere tendenzioso, quando invece ci troviamo già d’accordo su alcune affermazioni e le sue risposte lo dimostrano. Badi che io sono interessato a risponderle, non a litigare. Sono piuttosto signorile nei rapporti e non ho alcun motivo di disputa con la sua persona.

5. Che sia demagogica è una sua impressione. Mi risponde come se le mie risposte fossero intese a livello universale mentre io parlo espressamente della mia esperienza cristiana, quella di una vita intera. Questo è indice di pregiudizio: non è una mia idea, ma risulta dalle sue risposte (sono un’analista dei discorsi, perché rientra nelle competenze del mio mestiere). Inoltre, il pensiero buddista impone una disciplina che solo pochi possono veramente seguire. Il “di gran lunga” è una sua affermazione, perché moralmente come cristiani ci troviamo a condividere con i buddisti gli stessi principi originali riguardo i temi fondamentali dell’essere. Lo chieda al Dalai Lama e le risponderà anche cosa ne pensa dell’affetto di M.Pannella nei suoi confronti. Quindi non posso far di lei un buddista, perché se lo fosse capirebbe con più facilità il senso delle mie affermazioni.

6. Ritorna all’attacco con il discorso dei crimini!!! Siamo d’accordo, previa la “depenalizzazione” di tante circostanze in cui storie più grandi di noi hanno fatto la loro come non possiamo immaginarci. Proprio di questi ultimi giorni è la notizia del rilievo di documentazioni di quel vescovo tedesco, di cui non ricordo il nome, che si oppose fortemente al nazismo e dei suoi rapporti continui con la Santa Sede ed il Papa Pio XII in persona riguardo tale opposizione.
E’ nuova di più non so dire, ma basta a farle capire quanto io credo che si debba essere disposti ad accettare la realtà ripulita però di ogni scoria pregiudizievole! Il suo inno alla razionalità lo deve esigere! Io credo, in ciò, di esser sincero.

7. Qui non mi son spiegato chiaramente in ciò che ho inteso dire. Non è della frequenza alla Messa che parlo. L’adesione religiosa nasce da un atto di libertà e io mi riferico alle “missioni” di fede in cui chi aderisce dura una vita intera, nonostante la forte abnegazione personale. Comunque le mie statistiche non mi danno alcuna diminuzione del flusso dei fedeli, anzi, specialmente dove la fede tende a barcollare di più come in America, vi sono nuovissimi e numerosissimi focolai nuovi di fede cristiana nascente, proprio a causa dell’inaridimento dato dai valori laici. Non vivo sotto nessuna cupola dorata, ma in una casa popolare costruita da una cooperativa di sinistra con la quale abbiamo sputato sangue per riuscire ad averla in consegna.

8. Continua a travisare quanto è del mio, perché mi riferisco agli impegni economici che come Associazione versiamo ogni anno di tasca nostra per tutte le necessità operative destinate alle missioni e ai programmi della Compagnia delle Opere, che si movimento soprattutto in ambiente laico. Per non parlare dei vari impegni assolti volontariamente senza richiedere indietro alcun rimborso, per i quali ognuno si regola secondo la propria possibilità. Questo, e ben venga, può veramente farlo (intelligentemente, possibilmente) chiunque.

9. Quel “vademecum” di cui parlo, non sono chiacchiere di preti, perché mi rifersico direttamente alle parole documentate di Cristo, che può leggere e capirle (su questo mi pongo però delle riserve) anche chi non avesse esperienza di dottrina cristiana.
Come professionista ed unitamente cristiano, ritorno continuamente all’esempio della pedagogia del Cristo, che nell’essenza del suo intero insegnamento si rivolge costantemente a quei principi primari originali che costituiscono ontologicamente l’uomo. Essi sono ineccepibili e l’osservazione di tali raccomandazioni di vita porta ad un equilibrio personale incredibile ed impossibile da ottenere mediante qualsiasi altra teoria personale comportamentale.
Non posso pretendere che mi compreda a fondo e che possa rispondere a senso riguardo ciò, proprio per quelle riseve che mi pongo riguardo quanto affermo all’inizio di questa riflessione. Questo perché molte delle cose che Egli dice si capiscono solo in tutto il contesto del Suo insegnamento.

10. Continua, dispiacendomi, con la sua pungente critica. Ma stiamo nell’ambito del discorso precedente, e il riferimento “in toto”, vale proprio come significato di “assimilazione completa” del discorso di Cristo per poterne comprendere a fondo la pedagogia e l’intento comunicativo. Per questo, teologicamente, mi rifersico anche al significato del Suo riferimento quando ringrazia il Padre per aver rivelato quelle cose ai semplici (coloro privi del pregiudizio) nascondendole ai sapienti (coloro che, ritenedosi tali, annichiliscono il Suo tentativo di comunicazione).

11. Mi dispiace, la mia non è propaganda, ma una semplice affermazione su cui avrei desiderato si soffermasse senza rivoltare alcunché evitando così di rispondere semplicemente a quello che intendevo: non crede che se la ragionevolezza (ho sostituito il termine “razionalità”) possa risolvere tutto, nell’arco della storia umana oggi ci troveremmo senza problemi di sorta? Ho sostituito il termine, perché, più precisamente, la “razionalità” è una prerogativa della ragione, mentre quest’ultima va considerata in tutta in la sua ampiezza. Fatto è che noi ci muoviamo in una coscienza in cui la ragione esprime in primo luogo il nostro “io”, che come tale è protagonista della storia. Come protagonista, se con l’uso della razionalità, la ragione, potesse risolvere tutti i problemi con equilibrio, le ripeto, non crede che la storia avrebbe avuto il tempo per mostrarlo ampiamente?

12. Vede, lei insiste coll’accusarmi di stretto “individualismo religioso”, come se intendessi universalizzare ogni affermazione riguardo delle realtà così umane come “morale”, “etica”, “cognizione”, ecc. Sarei sciocco se lo facessi, e sarei anche un cattivo professionista. Fatto è che ho inteso dire una cosa che è proprio quella su cui ho desiderato confrontarmi con lei, come fosse una domanda. Allora, visto che non mi ha risposto, le ripropongo la domanda: se la sente di confrontarsi sulla mia osservazione riguardo la quale non è in noi stessi che riusciamo a raggiugere una apertura ma tale apertura è sempre data da un’esperienza che è all’infuori di noi, tanto più se trascende le nostre possibilità?
O meglio, andando al cuore della questione: non pensa che se la ragione “bastasse” a soddisfar sé stessa non avremmo stimolo a proseguire oltre l’orizzonte già raggiunto, nel tentativo di raggiunger l’orizzonte successivo e così via, come facciamo da sempre, non sapendo nemmeno noi cosa possiamo trovare in corrispondenza “dell’ultimo” orizzonte?
Non crede, perciò, che la “divisione” tra quello che noi consideriamo “razionale” e quello che possiamo denominare “metafisico” nella nostra coscienza possa essere molto più sottile di quanto il comune pensiero dia ad intendere?
Ed ancora, una seria posizione scentifica non crede sia quella che non afferma ma non nega quello su cui non sa rispondere?
Proprio questa affermazione risponde al fatto di lasciar aperta la categoria delle possibilità per poter permettere a quanto troviamo all’esterno di noi di incementare la nostra esperienza di uomini.

13. Riguardo questo discorso, non ha senso discutere. Quello che lei afferma è piuttosto arduo da credere, in quanto vi sono numerose imprecisioni nella formulazione di quell”esegesi”, ma questo è un argomento che appartiene a un altro forum.
Il momento che lei auspica arrivi, tutt’ora, è solo nei meandri delle sue aspettative.
Tradirebbe il suo raziocinio se insistesse nell’affermare quello che ora come ora non può.

14. Poteva risparmiare spazio riguardo questa riflessione. E’ sott’inteso che chi ha una fede diversa tiene ad un principio diverso della stessa, quello che li chiama “preconcetto” mentre io lo rispetto. Io sto parlando della cristinanità visto che l’argomento è la Chiesa cattolica; inoltre solo per il cristinesimo il Verbo si è fatto carne nell’accezione in cui io ho inteso.

15. Mi scusi, cosa centra quello che hanno fatto contro i pagani i miei predecessori: sembra che le interessi solo infierire. Ho affermato, ripeto, che per blasfemia si intenda ogni tentativo di dissacrazione puramente rivolta alla destabilizzazione di una istituzione religiosa, sia associativa che individuale, offendendo la sacralità di tale entità.
Chiaramente sono da giudicare blasfeme anche le vignette su Maometto!

16. Lei non sperava o non credeva, e invece l’ho fatto, e potrei fare di più se considera che posso riferirmi direttamente ai responsabili degli scavi tutt’ora in corso, anche sulle locazioni di Cafarnao. Sono a “due passi” dai centri direzionali dei francescani, quelli che hanno in custodia e in gestioni gli scavi archeologici in questione e tra i francescani ho innumerevoli conoscenze.
Sotto quella sinagoga a cui lei si riferisce, vi sono tracce di una costruzione precedente del I secolo d.C., in roccia diversa, infatti da quella calcarea bianca che comunque è sempre giudicata costruita tra il III e il IV sec. D.C.

17. I predecessori, quando l’hanno fatto, hanno sbagliato. Memento: il metodo e dettato dall’oggetto. L’oggetto è la Chiesa oggi. Se fosse “la Chiesa ieri”, credo che verteremmo i nostri discorsi secondo altre istanze!

18. Il “larvato intento negazionista”, offende ed è opinione sua. Quantunque ammettessi quelle nefandezze, infatti, rivolgerebbe il coltello nella piaga per riaffermare la sua posizione nichilista. La storia è fatta di fatti che hanno origine da una coscienza. Dietro restano i fatti, ora, in questo preciso istante che vive, esiste una coscienza. L’esigenza del sacro, per il proprio essere, esige che venga curata quella coscienza, ora per risolvere le inadempienze umane nei confronti di quelle esigenze fondamentali che da sempre all’uomo appartengono. Pensar di distruggere la Chiesa è utopia, perché essa è fatta di uomini che vivono una fede e che desiderano e necessitano di questa formula unitaria per poter esprimere e gratificare il proprio intento. Ogni intervento contro il male che anche oggi in esse si annida è ancor più compito di noi cristiani, intenti alla salvaguardia di questo Corpo. L’amore per sua madre, per farle un esempio, la porterebbe ad amarla e a salvarla senza abbandonarla, seppure non possa giustificarle fino in fondo una nefandezza compiuta.
Solo questo basti a farle intendere quello che voglio dire.

19. I movimenti “new age” faranno il loro corso, perché hanno dei punti talmente deboli su cui potremmo instaurare un nuovo forum, e lo farei molto volentieri.
Le avevo solo domandato un giudizio su tale affermazione, guardando, ad esempio la situazione di paesi come la Cina, mediante un puro e razionale confronto, senza fronzoli sulle risposte. Guardi che non c’è nulla di disonorevole ad ammettere il vero; semmai è disonorevole il contrario, quando ve ne sia l’evidenza!

20. Per me, prelato non è un’offesa, ma è una carica gerarchica. E’ lei che ha inteso offendermi, in modo innocuo, però.
Io non mi “abbarbico” (il termine lascia pensare una persona miseramente aggrappata a qualcosa), io sono statuariamente in piedi, a braccia conserte, a risponderle nonostante l’ora tarda, perché nella maturità della mia vita ho sofferto queste mie conquiste che mi danno un’equilibrio vitale incredibile. “L’albero si riconoscerà dai frutti…” le ho recitato.
Fin’ora l’albero è restato in piedi e ora come ora non vedo siccità che lo minacci. Questo mio intento é per condividere con lei la diversità della mia esperienza e lei dovrebbe limitarsi a condividere la sua, senza tentare di gettarmi del fango addosso.

20. La ringrazio per quest’ultima risposta, appena abbozzata. Sicuramente Gesù una tirata di orecchie a parecchia gente di Chiesa l’avrebbe data con piacere e la darebbe tutt’ora. Questo non significa non ne tocchi qulcuna anche a “voi” (e la prima volta che mi riferisco a lei come una “categoria” e me ne scuso. Lei ha fatto questo con me in continuazione e me ne dolgo!)
Quello che intendo puntualizzare ripetendolo è che la fede cristiana investe in tutto la vita del fedele, per cui non è possibile avere una società in cui gli elementi che siano religiosi restino al di fuori in tutto quello che è l’etica della società per intero, per quanto laica essa possa essere. Su questo, le ho scritto, si potrebbe aprire un altro ragionamento.

La saluto cordialmente.

Ps. A questo punto, secondo il metodo di risposta intrapreso, credo che codesto forum diventi quasi inconsultabile!
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