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nadia 30 aprile 2006 00:00
la famiglia non è un regno prezioso......l'emancipazione non è scimmiottare l'uomo, ma semplicemente permettersi il lusso della libertà e della realizzazione personale che si permettono gli uomini.......comunque ancora c'è molto da fare perchè lo scoglio più grosso e ancora non superato è il tentativo, come tu fai intendere, di ricatto morale, inducendo sensi di colpa motivati solo dalla perdita di vantaggi egoistici che l'uomo sta accusando da quando la donna ha scoperto che si può vivere, e bene, e forse anche meglio, senza famiglia......ma questo è un problema dei maschietti , provate a guadagnarvi l'amore delle donne con l'onesta mentale e non con i mezzucci dell'ostentazione di valori vantaggiosi solo per voi, così il mondo andrà meglio.......
lucio Musto 30 aprile 2006 00:00
Mi dispiace nadia, ma ti sbagli

Non è un problema dei maschietti,ma sopratutto delle donne compiutamente donne.

Le api bottinatrici, è vero, non hanno bisogno dei fuchi. Ma, come sai, le regine, si!

Riflettici un po' su con calma e te ne convincerai facilmente da sola senza bisogno di puntuali dimostrazioni.

Simpaticamente
nadia 30 aprile 2006 00:00
noi non siamo api, e credimi io sono donna e non è la famiglia che mi ha realizzato come tale ma altre cose.....la famiglia è un complemento ma non la realizzazione della persona e se la famiglia deve essere una prigione meglio la libertà.....e smettetela di dire voi uomini alle donne cosa è meglio per noi, il meglio per noi è ora che ce lo cerchiamo da sole , che vi piaccia o no, tanto ormai il processo è inarrestabile altrimenti non ci sarrebbero tante separazioni e se queste ci sono per me è segno di evoluzione e non di perdita, con la famiglia intesa come è stata intesa fino ad ora la donna non ha niente da perdere e tutto da guadagnare.......non ci interessa affatto essere regine vogliamo essere operaie nel mondo........
giulio 01 maggio 2006 00:00
<vogliamo essere operaie nel mondo........ >
Beccata, sei Berlusconi in gonnella!!!
Alex 01 maggio 2006 00:00
Nadia ma sei stata votata quale rappresentante di tutte le donne?
Cerca di parlare per te, non di farti interprete di altre donne che nemmno conosci, per di più parlando a nome loro!
Tu esalti la separazione quando la separazione è in realtà un momento traumatico, un&#39;ammissione di un fallimento.
E non mi pare proprio che la donna sia obbligata a sposarsi!
nadia 01 maggio 2006 00:00
fino ad ora sono gli uomini a parlare di cosa è bene per le donne......soprattutto se il bene delle donne conviene agli uomini.......
nadia 01 maggio 2006 00:00
la separazione non è l&#39;ammissione di un fallimento , ma una delusione di aspettattive disattese.......
Lucio Musto 01 maggio 2006 00:00
Francamente mi aspettavo una partecipazione più vivace, ad un discorso aperto sul femminismo, ma non dovrei stupirmi: questo forum ha spesso crisi di mutismo, ove si affrontino problemi non banali.

Non continuerò lo sterile battibecco con nadia, convinta che la sua infausta esperienza familiare (di cui comunque mi dolgo) sia modello universale ed unico, fosco presagio futuro.
Aggiungerò qui di seguito, invece, il mio pensiero sul “Mestiere di madre”, caratteristica unica e pregnante che differenzia gli “Uomini” dalle “Donne”.

E non per fisima mia, ma per legge naturale.
Ogni attività che non coinvolga direttamente l’attività sessuale è infatti solo marginalmente influenzata dall’essere “maschio” o “femmina”; e gli stessi “caratteri sessuali secondari”, sono appunto, secondari.

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Mestiere di mamma

La donna che partorisce, dopo qualche momento d’estasi e lunghi mesi, lo speriamo tutti, di affettuose dolcissime coccole e premure da parte del suo uomo, si trova “impiegata”.

Assunta senza possibilità di recesso che per un periodo lungo, dieci anni e più se vuol essere una buona mamma, questo lavoro la impegnerà a tempo pieno, anzi anche a fare gli straordinari, tanti, che alla fine dovrebbero guadagnarle almeno un anno di riposo compensativo.
Un anno sabbatico, come si diceva una volta.
Dieci anni sono un periodo lungo, sufficiente anche a costituire base di pretesa per almeno un “assegno di pensione”, ma ne sarà valsa la pena.

Un buon “nuovo cittadino” è sicuramente un investimento che merita lo sforzo!.

Già, perché questo, è il problema: Un bimbo che nasce, è una faccenda privata dei genitori o un evento sociale che interessa tutta la comunità?

Io ritengo fermamente che riguardi tutti in eguale misura: genitori e comunità, e su questa convinzione (forse comprensibilmente non condivisa da qualche setta o gruppo), fondo il mio parlare.

Quando anni fa (io ne fui coinvolto) un qualche governo di cui non serve ricordare il colore pensò bene di svilire fino al ridicolo ed all’eliminazione gli “assegni familiari”, a noi tutti non ce ne importò un granché. Eravamo ancora negli anni dell’opulenza e quell’assegnino mensile per il bambino era piccola parte del nostro salario.
Fu per noi sacrificio di poco conto e (gran battage pubblicitario!) ancora di salvezza per le (guarda caso!...) esauste casse dello Stato di allora.

Ma quegli improvvidi legislatori non capirono che per quelle quattro lire avevano svenduto un simbolo di immenso significato. La presenza dello Stato nello sviluppo della famiglia.

Solo simbolo ormai, quasi senza null’altro, ma come dicevo di notevole importanza. Il recente governo di centro-destra lo ha capito, ed introdotto il premio di mille euro per i nuovi nati; ma il provvedimento, ottimo come intuizione, è stato sparagnino e si è giustamente trasformato in burletta e facile satira per le opposizioni.

Quando il “regime di allora” si inventò l’ONMI (Opera Nazionale Maternità Infanzia), non rise nessuno, non perché fosse vietato ridere, ma perché fu fatto seriamente, per rispondere a quella moltitudine di baionette e di sane fattrici (...erano i “valori” di allora!...) di cui la Patria sentiva esigenza.

Mille euro e barzellette a parte, e le sedi dell’OMNI riciclate, adesso non abbiamo nulla.

Gli Austriaci, che sono più avanti di noi in queste cose, e meno addormentati di quanto appaia, ad ogni donna che partorisce danno da subito, automaticamente, seicentocinquanta euro al mese.

Per il solo fatto che ha partorito e deve portare avanti un figlio. E glieli danno per trenta (non ho capito quando 36) mesi. Finché cioè il bambino non potrà usufruire delle prime strutture pubbliche: asili, palestre, eccetera.
(ci sarà anche un “argent de poche” fino alla maggiore età, ma è un altro discorso).

Non è molto, a pensarci, perché un bambino costa di più di seicentocinquanta euro al mese, ma non è nemmeno pochissimo. Sufficiente alla comunità per avanzare dei diritti di podestà e sorveglianza sullo sviluppo del nuovo nato.

E’ un investimento che frutterà, a suo tempo, in termini di fiducia del cittadino nello stato, in coscienza di appartenenza alla Nazione, in disponibilità, in educazione civica, in rispetto delle regole, in patriottismo.

Non è difficile da condividere, ma il problema nostro, è soprattutto quello di non saper fare i conti.
Vogliamo dare consigli, protestare, rivoluzionare, ma senza sforzarci a pensare... e soprattutto senza pagare!

Quanto costa alla comunità una madre che lavora ed allatta un figlio? Ce lo siamo mai chiesto? Se lo sono mai chiesto i nostri governanti?...
Ci vuol poco a valutare l’economicità di costringerla a stare a casa, pagando largamente e giustamente il suo prezioso mestiere di mamma ma ad un tempo risparmiando sulle zie, le mamme-sostitute, i rincalzi all’ufficio, l’inevitabile, giustificato calo di rendimento sul lavoro...

E’ come scoprire l’acqua calda. questa mia riflessione, ma si dovrebbe dire pubblicamente che fare la mamma è un lavoro e non solo una gioia gratuita e prevedere una nuova “copertura di bilancio” e l’impopolarità di leggi che prima non c’era che non portano quattrini subito, e nemmeno domani mattina.

E noi italiani, popolo di poeti, filosofi ed eroi, ma soprattutto di furbetti opportunisti, non abbiamo vista sociale lunga a sufficienza per andare oltre la presente legislatura...

E si sa, mediamente, in Italia le legislature durano assai poco!.

Lucio Musto 29 aprile 2006 parole 735
nadia 01 maggio 2006 00:00
mi piace stupirti, ma io sono sposata da anni da essere quasi vicina alle nozze d&#39;argento e mi sono anche sposata giovane, ma ho lottato con le unghie e con i denti per non appiattirmi nel ruolo di colf a tempo pieno e, spiacente per mio marito, ma o così o niente.....lui ha scelto così.......
nadia 01 maggio 2006 00:00
e se alle donne non gliene fregasse più niente della società da rinfoltire? cosa proponi , le catene o il carcere per chi non si riproduce perchè non gli va?......la maternità è una scelta , se poi la società ne ha necessità allora che si impegnasse per favorirla non con convincimenti pseudo-moralisti di stampo maschilista ma con atti tali che il peso delle rinunce non gravi solo sulle donne ma venga egualmente condiviso con l&#39;altra metà.......
Donna e basta! 02 maggio 2006 00:00
Leggo lo sproloquio ricco di retorica del signor Musto e ne ricavo un senso di fastidio.

Conclude bene, pero, il nostro amico. Meglio lasciare ad analisti più bravi di lui la sentenza...

Ma quale sentenza si può decretare su questioni secolari che hanno visto la donna svilita da un potere maschile che l&#39;ha sfruttata? Se Gesù Cristo ha capito la donna e le ha dato dignità in un&#39;epoca in cui non ne aveva alcuna, molto spesso non è stato così. E il femminismo è stato un &quot;frutto amaro&quot;, una reazione probabilmente ineluttabile di una situazione ormai insostenibile...
Roberto 02 maggio 2006 00:00
La maternità è una scelta,
ma una volta fatta occorre sapere cosa si è scelto.
Io ho perduto mia madre a 5 anni, posso garantire che non mi sono bastati i nonni, le maestre d&#39;asilo e il papà nei fine settimana. Ancora oggi sogno la mia mamma e penso a che persona sarei stato se avessi avuto la possibilità di stare con lei.
Correte correte a cercarvi la vostra dimensone nel mondo del lavoro, oggi tra l&#39;altro è necessario per sopravvivere, quando ero piccolino io bastava uno stipendio, oggi ce ne vogliono 2, tutto ciò che era un lusso allora, oggi è indispensabile, quindi si lavora tutti e si va sempre di corsa, il tempo libero ce lo giochiamo in coda durante i ponti di primavera e nei Week End, con qualche soldino in più in tasca possiamo dare una mancia sostanziosa ai nostri bimbi, così la coscienza è a posto e non rompono i coglioni.
Lasciate perdere di fare figli se non volete fare i genitori.
Ciao.
Anatole France 02 maggio 2006 00:00
Se una donna insiste sull&#39;uguaglianza tra i sessi, rinuncia alla propria superiorità.
nadia 02 maggio 2006 00:00
si possono fare entrambe le cose se il maschietto collabora.......i figli crescono e vanno per i fatti loro, ti rimane poi la tua professione a darti supporto e non solo economico.......però anche se una donna scegliesse di rientrare nel mondo del lavoro una volta cresciuti i figli hai idea delle difficoltà che incontra?, allora invece di riempirsi la bocca di moralismi a senso unico perchè non proporre cambiamenti e anche radicali della società a favore delle donne visto che fino ad ora è stata solo a favore degli uomini?......
gia 02 maggio 2006 00:00
Musto, sei prolisso ...
Topesio 02 maggio 2006 00:00
caro Musto, perché non la finisci di dire amenità e come te gran parte dei frequentatori del forum?
Lucio Musto 02 maggio 2006 00:00
X Donna e basta!

Sono veramente spiacente di aver provocato fastidio, con il mio sproloquio. Di solito sto molto attento a non irritare inutilmente le persone e se faccio qualche provocazione, la faccio con obiettivi precisi. Nel caso specifico invece, speravo solo di innescare una discussione serena fra tutti noi, ognuno “esperto” della personale “esperienza”, per trarre delle considerazioni a maggior grado di generalità.
Ma evidentemente in qualcosa ho sbagliato ed involontariamente urtato la sua sensibilità: non so di cosa si tratti, ma le chiedo scusa comunque.

Riguardo al mio prudente rimandare il giudizio a più qualificati analisti, mi pare che lei non ci abbia messo molto a candidarsi tale in prima persona, nelle righe immediatamente successive del suo intervento.
Ma oltre che in becera presunzione, per quali altri titoli lei può dirsi più qualificata di me?

Grazie!

Lucio Musto 2 maggio 2006 parole 138

Lucio Musto 02 maggio 2006 00:00
X nadia

Sfortunatamente nemmeno questa volta riesci a stupirmi; perché già altre volte ci hai parlato di te, perché è facile intuire dietro le tue parole una storia familiare difficile e forse non ancora del tutto conclusa: è mia impressione (che mi perdonerai) che se fosse davvero finita probabilmente non ti brucerebbe con così tanta passione come mostri.

Comunque mi dispiace, io vorrei che ogni persona fosse felice, senza riserve per nessuno.
A te certo non è andata bene, perché fra l’altro ci vuole anche fortuna nelle tante cose che non si possono prevedere.
È duro per tutti, il rapporto di coppia, matrimoniale o meno che sia, e parecchi non ce la fanno.
Riguardo alle responsabilità poi, le persone con cui parli sono assolutamente innocenti, mentre la colpa è sempre tutta dall’altra parte.
Per le coppie che ho incontrato io invece, ed ho potuto conoscere meglio nel loro complesso, male e bene erano di solito ugualmente divisi ed angherie e sopportazioni (spesso inutili le prime e gonfiate le seconde) erano sia di qua che di là... press’a poco nella stessa misura.

Forse solo per questo mia moglie ed io stiamo ancora insieme dopo quasi cinquant’anni. Perché non abbiamo mai preteso di accollare all’altro tutto il negativo, anche quando questo alla nostra rabbia sembrava evidente.

Ed ogni volta che tiriamo le somme ci sembra che un piccolo guadagno, piccolissimo ma reale, nella nostra “azienda matrimoniale” ci sia. E ci sforziamo di contentarci.


Lucio Musto 2 maggio 2006 parole 241
Lucio Musto 02 maggio 2006 00:00
X nadia

Rif: “... e se alle donne non gliene fregasse....”

Mi sembra che a questo intervento abbia risposto Roberto in modo più chiaro ed efficace di quanto avrei saputo fare io e quindi concordo pienamente con le sue parole.

Come considerazione “a latere” vorrei solo ribadire quanto vado affermando nei miei interventi:
Fuori della maternità/paternità e delle responsabilità nei confronti dei figli (che socialmente, ricordiamolo bene, non sono eventi privati ma riguardano tutta la comunità e l’intero genere umano) il fatto di essere uomo o donna dovrebbe essere del tutto irrilevante, come del resto prevedono le leggi scritte.
Per chi, come me, condivide pienamente questa filosofia, non ha quindi senso parlare di “pari condizioni” se non come identità di diritti e doveri per tutti, e le “quote rosa” sono mostruose proprio perché pretendono con una “discriminazione di diritto” riparare ad una “discriminazione di fatto”.
La via giusta, è eliminare le discriminazioni fuorilegge. Punto.

Quando in una fantascientifica società futura (ma “tanto” fantascientifica e temo “altrettanto” futura) il ruolo di padre e quello di madre saranno affidati a superintelligenze artificiali robotizzate, allora, e solo allora, potremo davvero rendere irrilevante sempre la differenza dei sessi. Ma qui siamo “off topic”. Il femminismo non c’entra più.

Lucio Musto 2 maggio 2006 parole 204
Donna e basta 02 maggio 2006 00:00
A MUSTO.

&quot;Sono veramente spiacente di aver provocato fastidio, con il mio sproloquio...&quot;

Lo dubito alquanto, caro amico.

&quot;Ma oltre che in becera presunzione, per quali altri titoli lei può dirsi più qualificata di me?&quot;

Forse solo per il fatto di essere donna e lei uomo.
Quanto all&#39;aggettivo &quot;becera&quot; (riferito alla mia presunzione) che ha disinvoltamente utilizzato sorvolo per non scendere al suo livello, a meno che lei non ne conosco l&#39;esatto significato...

Purtroppo: &quot;Una donna è una donna fino al giorno in cui muore. Un uomo (aggiungo educato) è uomo solo finchè ci riesce.&quot; (Moms Mabley)
Lucio Musto 02 maggio 2006 00:00
X Donna e basta

Dubitare delle affermazioni altrui è scortese ed ineducato

Becero : = volgare,maleducato,ignorante,insolente,cafone,villano,zotico,sguaiato,screanzato
(Fonte: Tesaurus di Word, non vale sprecarsi di più) Sì, è quello che volevo dire, ma non tutto. Dopo la sua affermazione femminista di bassa lega devo aggiungere:
imbecille, incongruente, gratuito, pretunsuoso e pretestuoso... e come dite voi disinvolti: &quot;una stronzata&quot;!

L&#39;ultima frase è invece solo biologicamente sbagliata, e mi dispiace per il suo referente:
&quot;Una donna è donna finché è fertile. Anche un uomo. Solo che un uomo è fertile fino alla morte&quot;.

Quanto poi a essere persone, gentiluomini, gaglioffi, geni o imbecilli, non dipende dal portare gonna o pantaloni ma dal cervello che, per sua informazione, nel genere umano si trova (quando c&#39;è) alquanto più in alto!
Lucio Musto 02 maggio 2006 00:00


X Anatole France

Verissimo! Direi “alle” sue superiorità!
Solo che, a volte, quelle più facilmente irritabili, non riescono a capirlo.
Il “capire” infatti non è fra quelle superiorità.

X gia

Hai ragione, è un mio difetto. Un dono che non ho, ed ammiro voi che invece l’avete!

X Topesco

Perché se non ci pensassimo noi, e questo forum fosse ricco solo dei tuoi pregevoli interventi, sarebbe alquanto scarno. Non trovi?

X nadia

Si certo, si possono fare entrambe le cose, ed in effetti molte donne lo fanno. Tutta la mia ammirazione, ma penso che se si dedicassero ad una cosa sola alla volta la farebbero certamente meglio.

Assolutamente si a che si facciano battaglie per garantire alle madri libere dal loro compito di mamme a rientrare, e con onori e giusti riconoscimenti nel mondo del lavoro.
(In primis, ma non solo, riconoscere loro gli avanzamenti economici e di anzianità che avrebbero avuto se fossero rimaste al posto di lavoro), ma senza privilegi gratuiti o penalizzanti gli altri, soprattutto quelle persone che al lavoro ci sono rimaste davvero.

Quanto poi al sesso (cioè al fatto di essere donna) sai come la penso. Ai fini del lavoro per me è irrilevante. Se il mio progettista, il cardiologo, il sindaco o il fruttivendolo siano in gonna o pantaloni, non mi interessa, mi interessa che siano professionalmente impegnati e possibilmente capaci: sennò fuori dai piedi!
nadia 02 maggio 2006 00:00
caro musto ,eri partito dicendo che le donne una volta emancipate e realizzate professionalmente avrebbero perso il ruolo di regine della famiglia e quindi ogni ragione di vita , e dalle tue accorate analisi quando ti si è fatto notare che forse alle donne non gliene frega poi tanto di essere regine della casa se questo vuol dire solo essere colf a tempo pieno, allora sei entrato in analisi psicologiche perchè come tutti i maschietti siete presi dal panico al solo pensiero che nel momento in cui le donne si rendono veramente conto che il loro ruolo può, e dico può non deve, essere anche al di fuori delle mura domestiche vi manca la terra sotto i piedi, perchè è solo la volontà delle donne che vi rende padri e quando questa volontà sfugge al vostro controllo allora vi addentrate in analisi dei ruoli ecc. , ma non una parola nel riconoscere che forse sarebbe giusto rinunciare a privilegi secolari proprio in nome di quella famiglia di cui tanto vi riempite la bocca ma le cui cure addossate totalmente alle donne con la scusa di beatificazioni future, intanto continuate a fare i vostri comodi.......la pacchia è finita e se i sacrifici sono insiti nella vita che vengano ben ripartiti........
Donna e basta 03 maggio 2006 00:00
Caro Musto,

almeno ha gettato la maschera.

E sospettavo che il suo perbenismo fosse di facciata.

In realta, mi dica di quanto sbaglio, lei è un po&#39; frustrato per ragioni che mi sfuggono e deve apparire nei forum diverso da quello che in realtà è, ma non regge l&#39;impatto e alla fine torna a essere l&#39;uomo che è sempre stato...

Si liberi da questa schiavitù e si lasci andare.

Cordialmente.
Ragazza del 68 03 maggio 2006 00:00
Per Donna e basta.

Non hai capito che Musto ci prova gusto, scusa la rima.

Non prendertela per così poco.. A meno che tu non voglia dimostrare che è un surrogato di pregiudizi preconfezionati.
Emma 03 maggio 2006 00:00
Caro Musto,

lei ha il coraggio di definire certo femminismo di bassa lega... Ma ha riletto quel che scrive? Il suo maschilismo nascosto, ma neanche troppo, tra le righe oltre che di bassa lega direi che è quantomeno datato.
SATANA 03 maggio 2006 00:00
Lucio,
ti sei gettato in un gioco pericoloso, orde di femmine acide e frigide ti stanno sottoponendo ad una lotta all&#39;ultimo luogo comune.
ahpperò 03 maggio 2006 00:00
wow ma quanti psicologi da quattro soldi in circolazione
medico 03 maggio 2006 00:00
- perchè è solo la volontà delle donne che vi rende padri -

Viceversa per le donne. Salvo stupri.
Lucio Musto 03 maggio 2006 00:00
X nadia

Tutte quelle cose che mi attribuisci, io ho detto?
Devo essere impazzito!
O forse tu hai preso fiaschi per lanterne?... non sarebbe la prima volta!

Ma non importa, quel che conta è provarci, a capirsi!
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