Simona
04 maggio 2006 00:00
C'è veramente da avere paura!!
Il tutto dovrebbe anche essere aggiunto con una riflessione più ampia e riflettendo sul perchè le nostre imprese italiane e di mezzo mondo, hanno trasferito le loro industrie nei paesi cosidetti "in via di sviluppo" come ad esempio le Cina, alimentando solo ed esclusivamente lo sfruttamento minorile e dell'uomo, neutralizzando la dignità umana.
Vi ponete mai la coscienza sul cuore quando acquistate un giocattolo per i vostri figli, prodotto a Taiwan, che cosa realmente significa?
La conseguenza è quella di aver creato, ideato e alimentato quanto ha scritto "cosa importa?"
Un vero orrore!!
Orrore è soprattutto per quelli che ancora non hanno capito dove il nostro millenio ci sta portando e che se non reagiamo in tempo a tutto ciò, col cazzo poi che nascono eroi da indiana jones a liberare bimbi dalla schiavitù.
Aprite gli occhi per la miseria!
Roberto
04 maggio 2006 00:00
ma scusate..ma le forze dell'ordine non intervengono ? pefino contro chi pubblica questi orrori ! anche perchè c'è il rischio che qualche stupido abbocchi !!
dany
04 maggio 2006 00:00
ma che c'entra Taiwan?
Simona
04 maggio 2006 00:00
Per Roberto..
Spero di tutto cuore che io sia un'alloca e che tu c'abbia ragione, perchè se così non fosse allora saremmo veramente tutti degli imbecilli senza giustificazione.
Giusto perchè tu lo sappia, anche di Hitler, il mondo intero e gli stessi tedeschi, non avevano capito in che cosa si sarebbe poi trasformato quell'uomo.
La Germania era con tutta con lui e solo dopo molto tempo si è capita la gravità del fenomeno Hitleriano.
Oggi c'è un altro pazzo peggio di Hitler, solo che il mondo intero non l'ha ancora individuato e focalizzato bene. E' l'unico che ha tante .. tante .. e ancora tante somiglianze con quel pazzo di Hitler il quale convinse il mondo a fare la guerra. Guerra per mantenere la pace! Guerra per difendere la Democrazia ... sottolineo difendere "con le armi".
Si è sicuro che io sia una vera stupida, per adesso!! ... ma solo perchè ho pensieri diversi dalla massa dei pecoroni che non fanno altro che beee..llllaaa..rre..
antonio
04 maggio 2006 00:00
Anni fa venne alla luce la storia di un imprenditore veneto molto religioso, amico di vescovi e cardinali,ricco,anziano,che amava "imbullettare"(erano proprio le sue parole,intercettate dall'Interpol)bambine messicane e brasiliane.Cioè le comprava dai mercanti di carne umana e poi gli faceva vivere la passione di Cristo...le inchiodava!
Ci fu un grosso scandalo sulla stampa, ma i suoi amici vescovi misero le cose a tacere e lui non era perseguibile in Italia perchè i fatti erano avvenuti in Sudamerica,dopo hanno fatto la legge per cui si può essere condannati per delitti sessuali commessi fuori del territorio nazionale.Così se la cavò senza conseguenze e qualche anno dopo morì serenamente nel suo letto,con tutti i conforti religiosi.Peccato che non ricordo i nomi...
Simona
04 maggio 2006 00:00
dany tu scrivi:
"ma che c'entra Taiwan?"
C'entra!! C'entra!! Dal momento che siano in un villaggio globale e solo pochi potenti manipolano gli eventi di questo millenio.
Fammi il piacere di ragionarci su con una maggiore attenzione.
Se il giocattolo prodotto è a Taiwan, in Cina, in Thailandia o in qualsiasi altra parte del mondo, poco importa. .. Quello che importa è che si è innescato un meccanismo mentale, di costume e ormai di abitudine per molti, immorale verso i diritti umani, penalizzando tutti i bambini del mondo.
E non mi stupisco, che questa cattiveria di fondo, come ha illustrato "cosa importa" si stia ritorcendo anche su di noi e suoi nostri figli nati liberi.
Rifletta bene e con maggiore attenzione!!
dany
04 maggio 2006 00:00
simona io so solo che lei non sa di cosa parla. Taiwan non c'entra niente in questa discussione, e sicuramente non tutto quello che si fa a Taiwan è "illegale". Chi fa delle accuse in questo senso dovrebbe avere anche l'onere di dimostrarlo. Lancia il sasso e ritrae la mano? Lei è per la linea delle accuse a vuoto?
L'attenzione per riflettere ce l'ho sempre, ma grazie per l'interessamento. Mi auguro che la cosa sia reciproca.
beeee beeeeeee
Puntuale
04 maggio 2006 00:00
LA COLPA È DI BERLUSCONI!!!!!
ohopps! scusate!...
forse dovevo dirlo ieri!
Chavez
04 maggio 2006 00:00
Olaaaa!!! Ci siamo; il collasso!! Economia mondiale che sta collassando, le aziende figlie del "capitalismo" ( che ancora non ho capito chevvordi')si ossigenano nei paesi comunisti, quindi al "capitalismo" e' servito il cominismo, come valvola di sfogo per, temporaneamente tamponare la crisi economica. Analisi: anno 2006 che ha prodotto questo insieme di stati? 3% di super ricchissimi, 9% ricchi, 16% benestanti, 29% persone che vivono dello stipendio, 43% di persone al di sotto della soglia di poverta', quest'ultimo dato in crescita.
Rivoluzione Bolivariana
Riflessione
15 maggio 2006 00:00
Il prodotto interno lordo del pianeta aumenta a un tasso superiore al 3% annuo. E, anche nelle zone più povere, la ricchezza arriva: magari sotto forma di farmaci e alimenti scaduti, oltre che di contraccettivi. Mentre i paesi ricchi continuano a progredire, ci sono alcuni paesi, già poveri, che hanno imboccato una via rapidissima verso lo sviluppo: in Corea, a Singapore, a Taiwan, in Malesia, lo sviluppo del pil marcia, ormai da anni, a incrementi del 10% l'anno.
Sono paesi che, oggi, si trovano nella situazione dell'Inghilterra dell'Ottocento. Con il relativo sfruttamento. Per quanto cinico ciò possa sembrare, questo è comunque un primo albore di progresso. Anche perché questi paesi, rispetto alla vecchia Inghilterra, stanno vivendo un altro sviluppo, oltre quello industriale: lo sviluppo dei mezzi di informazione, grazie ai quali possono ricevere notizie ed essere informati in tempo reale su quanto succede in altri luoghi del pianeta. Così i conflitti di classe che scossero la Corea dieci anni dopo l'inizio della sua industrializzazione sono più o meno l'equivalente di quelli che scossero l'Inghilterra cent'anni dopo l'invenzione della macchina a vapore: i tempi dello sfruttamento si accorciano. E poi ci sono parti dell'America Latina, l'India centrale e del Sud, la Cina che stanno avviandosi su un cammino analogo. Si pensi che la Cina è ormai al quinto posto nel mondo, subito dopo l'Italia, per numero di turisti stranieri. Solo dieci anni fa era al tredicesimo posto. La Cina significa un miliardo di persone (un sesto dell'umanità) con una popolazione attiva di quattrocentocinquanta milioni di lavoratori educati bene e abituati alla disciplina di un comunismo duro come quello di Mao.
Intanto sono cambiate le esigenze dei paesi ricchi: prima avevano bisogno di materie prime, adesso hanno bisogno di manodopera e di sbocchi commerciali. E' sfruttamento? Non c'è dubbio. Ma è pur sempre inferiore allo sfruttamento coloniale con cui le grandi potenze si appropriavano delle materie prime e riducevano la popolazione in stato di schiavitù. Se non altro perché il lavoro è comunque pagato.
Riflessione 2
15 maggio 2006 00:00
Come è pagato? Nel 1992, lo stipendio annuo percepito da un semplice impiegato part-time della Nike negli Stati Uniti risultò più alto di quanto avevano percepito tutte insieme, nello stesso periodo, le ragazze indonesiane che avevano lavorato nelle aziende fornitrici della Nike. Negli ultimi vent'anni quest'azienda ha spostato le proprie lavorazioni prima in Corea e Taiwan, poi, quando i lavoratori di questi due paesi cominciarono a sindacalizzarsi, le ha spostate in Cina e Thailandia, dove le paghe erano ancora più misere.
Eppure c'è qualcosa che non convince nella battaglia "civile" che i paesi ricchi hanno intrapreso contro il lavoro minorile nel Terzo Mondo. Questi paesi, nella loro prima industrializzazione, diventarono ricchi anche grazie allo sfruttamento intenso dei minorenni. Si pensi alla lunga battaglia di Owen, ai primi dell'Ottocento, per impedire che i bambini inglesi lavorassero più di dieci ore al giorno nelle miniere, dove erano trattati come bestie. Perché mai questi paesi ricchi, una volta diventati ricchi, si scoprono umanitari e pretendono altrettanto rispetto per i bambini anche da parte dei paesi poveri? Non c'è sotto, per caso, l'intento subdolo di ridurre il potenziale produttivo e, quindi, il possibile sviluppo del Terzo Mondo?
Se questi bambini non lavorassero (sia pure nelle spaventose condizioni in cui vengono sfruttati), cosa farebbero? andrebbero alla Montessori? avrebbero altre occasioni di miglior guadagno? morirebbero di fame? o sarebbero costretti a prostituirsi per sopravvivere? Un bambino che porta un salario sia pure minimo, in una famiglia sottoproletaria ridotta alla fame, gode comunque di una qualche forza contrattuale e di un qualche rispetto. Persino la piaga dello sfruttamento minorile cambia segno quando è guardata con l'ottica di chi muore di fame.