cittadino fregato
11 maggio 2006 00:00
......non preoccuparti, non hai preso una fregatura come NOI con le FOR YOU MONTEPASCHI/121 grandi scippatori di gente onesta!!!!!IMPUNITI......Ma a sinistra fanno figli e figliastri
Alex
11 maggio 2006 00:00
Dipdende dal motivo per cui ha sottoscritto la polizza.
Se è stata fatta "per investimento" non è stata una scelta oculata.
Infatti le polizze assicurative, anche quelle con contenuto assicurativo ridotto praticamente a zero, sono prodotti "finanziari" costosi, che devono ben remunerare tutta la rete di vendita e sottraggono da subito costi non indifferenti prevedendo penalità in caso di sospensione dei premi e riscatto anticipato. Spesso inoltre non investono direttamente ma si tratta di fondi di fondi, con accumulo di costi.
Le polizze vanno sottoscritte solo per proteggersi dai rischi, quindi benissimo temporanee caso morte, polizze infortuni, incendio, RC, ecc ecc.. ma lasciate stare gli investimenti mediante polizze.
La storiella del rendimento garantito non regge: basta un Bot per raggiungere quegli interessi, tanto più che siamo in periodo di tassi crescenti.
Daniele
20 maggio 2006 00:00
Ho fatto la polizza per avere un pensione integrativa alla fine...
Può avere senso?
Amedeo
21 maggio 2006 00:00
Fidati... scansa quella Banca!!!
Ho letto questo forum x caso, non credo ripasserò, ma credimi, so quello che dico... ti ritroverai a piangere alla fine quando sarai convinto di avere un reddito extra ed invece non avrai recuperato nemmeno i tuoi soldi.
Non posso spiegarti altro, ma fidati...
Alex
21 maggio 2006 00:00
Daniele, assolutamente no!! Non ha alcun senso.
Le polizze servono solo per proteggersi dai rischi, non per fare investimenti.
Le polizze finanziarie sono utili solo per chi ha necessità che il patrimonio investito resti impignorabile ed insequestrabile. Se non hai questa esigenza, non ha alcun senso investire in un prodotto assicurativo.
E questo per diversi motivi:
1) costi di sottoscrizione (caricamenti); spesso si dice che vengono restituiti, ma solo se si è perfettamente in regola coi pagamenti; e comunque che mi venga restitutito il caricamento iniziale dopo magari 30 anni senza rivalutazioni non mi pare un ottimo investimento.
2) costi di gestione più alti; i fondi assicurativi sono in realtà fondi di fondi, quindi costano mediamente di più (anche ben oltre il 3%, ma dipende dai prodotti, quando con un normalissimo fondo comune non si arriva al 2% per quelli più costosi);
3) Spesso ci sono abbinati costi assicurativi per tutele assicurative praticamente inutili
4) Penalità in caso di uscita anticipata, oltre alle normali oscillazioni dovute all'andamento dei mercati (per le polizze unit-linked)
5) il risparmio fiscale (se trattasi di polizza Fip o Pip) c'è ma è molto più limitato di quanto i venditori facciano credere: infatti il risparmio fiscale ce l'ho ora ma quando riscatto o accedo alla rendita pago le imposte; certo è meglio pagarle domani che oggi, ma non è che tutto il vantaggi fiscale ce lo teniamo in tasca. E a questo punto meglio ricorrere ai fondi pensione aperti o chiusi, costano molto meno.
6) i rendimenti garantiti sono ridicoli, non si investe per avere la certezza di avere un 2-2,5% (non sul versato, ma sul capitale netto investito); per questo bastano i fondi liquidità, non una polizza che mi incastra per decenni!
7) nessuna tutela prevista per i prodotti finanziari, in quanto si tratta di prodotti assicurativi (finanziari mascherati, visto che i rischi per le polizze unit linked ci sono tutti esattamente come per i fondi comuni)
Per i fini pensionistici esistono i fondi aperti ed i fondi chiusi. Accedere a forme individuali di previdenza (Fip o Pop) non ha molto senso perchè sono molto più costose. Solo che questeLfunzionano benissimo come prodotti pensionistici.. per chi li colloca!! la malafede di chi le vende la si verifica subito, infatti vengono presentati come "fondi pensione" quando in realtà non lo sono. E invece non vengono mai promossi i fondi aperti, che tutte le banche e le assicurazioni hanno. Ma d'altronde hanno più interesse a vendere un prodotto che ha fino all'80% di caricamenti sulla prima annualità!
Se invece non interessa il vantaggio fiscale allora tanto meglio sottoscrivere un Pac con la propria banca, un piano di accantonamento in fondi comuni (ce n'è una vasta scelta), molto meno costosi, senza penalità e con meno vincoli rispetto ad un prodotto assicurativo. E anche più facilmente controllabili e liquidabili (i fondi assicurativi hanno normalmente una valorizzazione settimanale e vengono liquidate in circa 30 giorni, un fondo comune ha valorizzazione giornaliera e viene liquidato in pochi giorni).
Spero di essere stato sufficientemente chiaro, non è facile trattare una materia così vasta.
La conclusione è comunque che gli investimenti non si fanno con le assicurazioni!! Questo vale per Mediolanum e per tutte le altre compagnie assicurative.
E se proprio viene presentato qualcosa di vantaggiosissimo.. beh basta leggere la nota informativa, lì c'è scritto tutto.. anche tutto quello che non vi è stato detto!
Daniele
22 maggio 2006 00:00
Per ALEX,
Ho letto il tuo ultimo intervento molto esaustivo.
Grazie.
Ti chiedo un consiglio: meglio riscattare tutto a questo punto.Giusto?
Grazie
ciao
Alex
22 maggio 2006 00:00
Non conosco la situazione esatta ed il prodotto nei dettagli perciò non mi permetto di giudicarlo, ma nel 2000 non giravano certo delle belle cose, considerando che era l'ultimo anno per vendere polizze con la detrazione del 19% e con questo motivo si vendeva qualsiasi porcheria.
Forse sul sito di Banca Mediolanum potrebbe essere presente la nota informativa del prodotto.
Tuttavia posso suggerirti di non riscattare la polizza (subiresti ulteriori penalità di riscatto) ma di cessare i versamenti lasciano la polizza "in riduzione" ed aspettando la scadenza (o il momento in cui ne avrai eventualmente bisogno) per ritirare il capitale "rivalutato" (non ti aspettare miracoli!!). In questo modo eviterai di continuare a pagare caricamenti sul versato. Certo non avrai più il recupero fiscale (ma nemmeno l'imposta del 2,5% sui premi versati), ma credimi è poca cosa rispetto ai costi delle vecchie polizze ed ai vincoli ai quali ti sottopongono.
Questo vale in linea di massima e per la quasi totalità dei prodotti sul mercato (soprattutto quelli più vecchi), ma dovresti controllare il contratto che hai sottoscritto per vedere i caricamenti sul singolo versamento, eventuali addizionali di frazionamento, costi annui del prodotto (diretti ed indiretti, una volta non esisteva il cosiddetto TER ed i costi a due livelli (fondi di fondi) erano nascosti), rendimento del fondo (o della gestione separata) e percentuale di retrocessione (cioè ciò che in concreto ti viene riconosciuto sul capitale assicurato).
Non tutti i prodotti assicurativi probabilmente sono da buttare, ma prima di sottoscrivere bisogna leggere con estrema attenzione la nota informativa (deve essere consegnata!!), con particolare riguardo ai seguenti punti:
1) caricamenti sulla prima annualità e sugli anni successivi
2) numero minimo di annualità di versamento per poter riscattare o mettere in riduzione la polizza senza perdere tutto il capitale versato
3) eventuali "bonus" che promettono di restituire i caricamenti iniziali (sì ma dopo 20 anni, senza alcuna rivalutazione e solo se completamente in regola coi pagamenti)
4) costo annuo del fondo/gestione (Es. TER)
5) bontà del fondo rispetto al benchmark (è un indicatore sulla bontà della gestione, ma non promette nulla per il futuro)
6) penalità di riduzione e riscatto anticipato
7) rendimento riconosciuto al cliente in caso di gestione separata (percentuale di retrocessione e minimo trattenuto)
8) presenza di assicurazioni complementari (caso morte o infortunio.. servono? dipende, ma sicuramente non sono gratis)
9) eventuali facilitazioni e sconti previsti dalla nota informativa (quasi mai questi aspetti vengono sottolineati perchè altrimenti chi vende il prodotto guadagna di meno...)ù
Per questi motivi è preferibile investire in fondi tramite Pac con la propria banca: sono prodotti meno costosi (ma non necessariamente gestiti bene, come le assicurazioni del resto) e più flessibili, inoltre si può anche trattare su alcune condizioni (caricamenti iniziali e possibilità ad esempio di scegliere caricamenti in uscita in caso di vendita del fondo prima di qualche anno, ecc ecc...)
E se hai dubbi, puoi sempre chiedere! (ma non è detto che ti sappia rispondere qualcuno)
Alex
22 maggio 2006 00:00
Dimenticavo.. se la finalità è davvero previdenziale, allora i fondi pensione aperti e/o chiusi (se esistono). Costano come un fondo comune e fanno godere dell'incentivo fiscale.
Ma te li devi proporre da solo perchè i venditori di propongono sempre Fip/Pip.
Daniele
23 maggio 2006 00:00
Grazie ALEX.
Posso dirti che leggendo il contratto non trovo scritto di penalità in merito ad un riscatto anticipato della polizza.
ti confermo che si tratta di una polizza fondo di fondi con tutti gli svantaggi del caso.
In merito ai fondi pensione aperti mi sai consigliare qualcosa?
grazie
ciao
Alex
23 maggio 2006 00:00
Sinceramente non ho una tale conoscenza del mercato per consigliarti un prodotto invece di un altro.
Considera che tutte le banche e assicurazioni hanno almeno un fondo pensione aperto (che ogni tanto fanno finta di non conoscere per vendere Pip).
In internet sono disponibili le note informative di tutti i prodotti... si tratta di fare un giro e valutare pro e contro, ma non aspettarti molte differenze, l'importante è che la tipologia di prodotto sia quella che fa al tuo caso.
Saluti... e buona ricerca.
fabio
23 maggio 2006 00:00
non sono assolutamemte d'accordo con quello che scrive Alex. Non conosco questo prodotto, ma in generale posso dirti che una convenienza c'è nel sottoscrivere le polizze a contenuto misto finanziario/assicurativo. Infatti queste oltre all'impignorabilità delle somme, consentono di fare un investimento garantendoti alla scadenza, almeno, la restituzione del capitale versate. Questo tipo di polizze sono capaci alla scadenza di fruttare dei guadagni.
Alex
23 maggio 2006 00:00
Fabio, i casi sono 3:
1) non conosci i prodotti assicurativi (non è una colpa)
2) li vendi (il che non esclude il primo punto)
3) ti hanno fatto il lavaggio del cervello per venderteli presentandoti per bene gli aspetti positivi ma dimenticandosi quelli negativi
I costi di un prodotto assicurativo sono molto maggiori di uno puramente finanziario, senza trascurare le maggiori tutele previste dalla legge per i prodotti finanziari. Inoltre oltre ai costi ci sono i maggiori vincoli, il che spesso mi rende impossibile rientrare del capitale investito (salvo perderne una percentuale rilevante).
Come dicevo, il capitale garantito a scadenza è una bufala, cosa vuoi che mi interessi avere il mio capitale garantito dopo 30 anni? Come minimo si è svalutato per l'inflazione! Allora a questo punto meglio un Btp, a scadenza mi garantisce il capitale e mi paga le cedole, senza costi aggiuntivi e caricamenti. O magari un buono fruttifero postale.
Grazie alla caduta delle borse nel 2001 è facile per i venditori buttare fumo negli occhi con la storiella del capitale garantito.. ma prova a riscattarli prima quei soldi! Ed io per avere una garanzia di avere indietro quello che ho versato dovrei vincolarmi per 30 anni? Come minimo richiederei garanzie maggiori! Se no tanto vale stare in un fondo liquidità, di rischio nullo e ad immediato accesso delle somme. Ma se davvero l'investimento è a lungo termine, freghiamocene del rendimento garantito (che comunque in qualche forma ci viene fatto pagare) e vediamo di investire davvero i soldi secondo la nostra propensione al rischio ed i nostri obiettivi.
L'impignorabilità delle somme è l'unico motivo buono (come avevo già scritto) per sottroscrivere tali prodotti, ma davvero l'unico! Ma a quanti interessa davvero una tutela del genere?
Le polizze miste sono quelle peggiori presenti sul mercato, perchè abbinano a polizze finanziarie prodotti assicurativi spesso inutili o comunque di poco valore. E la parte di premio che finisce nelle tutele assicurative non fa più parte del capitale che va a "rivalutarsi". Chi ha investito 10-15 anni fa in questo genere di polizze miste ha a malapena incassato quanto versato in tutti questi anni, con l'aggravante che se avesse avuto dei bisogni durante il periodo contrattuale ci avrebbe rimesso dei soldi.
E ci tengo a precisare che queste considerazioni valgono in generale, non per i prodotti Mediolanum.
ps: tanto per intenderci, se investo oggi 100 euro, ipotizzando un'inflazione media del 2,5% dopo 30 anni per avere lo stesso potere d'acquisto dovrei incassare 210 euro.. quindi cosa mi interessa di avere garantiti 100 euro o poco più?
Afef è racchia
25 maggio 2006 00:00
Fabio incarna tutti e tre i punti: non sa niente di finanza, e' promotore finanziario e gli hanno fatto il lavaggio del cervello.
Alex
25 maggio 2006 00:00
Ah, attenzione sulla "bontà" delle polizze: il fatto che a scadenza hanno dato più di quanto versato non è garanzia di bontà!!
In realtà valutare un investimento solo sulla base del risultato è fuorviante (anche perchè le valutazione si fanno prima, col senno di poi è troppo facile perchè non riesco più a valutare il rischio che mi sono sobbarcato).
Per un investimenti vanno valutate diverse cose, come i vincoli ai quali mi sottopone, l'orizzonte temporale, il mercato in cui investe (rischio/rendimento), i costi ed infine il rendimento riconosciuto al cliente.
Le polizze non possono essere buone perchè rispetto ad un fondo hanno un costo annuale più alto ed i caricamenti (cosa che in un fondo praticamente non esistono o sono trattabili), oltre a vincoli molto stretti e assicurazioni complementari che spesso vengono vendute insieme.
Per quanto riguarda il rendimento delle polizze legate a gestioni separate (quindi non parlo di unit linked, sicuramente peggiori dei classici fondi per via dei costi) bisogna verificare il rendimento reale riconosciuto al cliente (di solito al rendimento della gestione viene applicata un'aliquota di retrocessione, es. 80%, spesso con un minimo intorno al 1,5%), che tra l'altro è calcolata sul capitale netto (cioè dedotti tutti i costi ed i caricamenti) e non sul versato.
Quindi la bontà della polizza è da valutare in relazione ai suddetti fattori.
Se il mercato in cui investe la polizza nello stesso lasso di tempo è cresciuto del 20% io non posso essere contento se la mia polizza a scadenza mi ha reso il 10%.. è vero che ho guadagnato, ma non abbastanza in relazione al mercato in cui ho investito!!! E soprattutto.. cosa sarebbe successo se avessi avuto bisogno dei soldi prima della scadenza?
Un'altra avvertenza.
State lontani dagli assicuratori che vi inseguono per farvi cambiare tipologia di polizza dicendo che le nuove gestioni rendono di più; in realtà le vecchie polizze avevano un "minimo garantito" anche del 4% ed ora le compagnie sono in difficoltà a riconoscere tale rivalutazione. Per questo motivo cercano di spingere il cliente a sottoscrivere un nuovo piano, con i seguenti risultati:
1) emissione di nuova polizza (provvigioni per il venditore!!)
2) aumento della durata contrattuale
3) riscatto della vecchia polizza, probabilmente con penalità
4) perdita della possibilità di detrazione fiscale del 19%(le polizze che non sono Pip dal 2001 non sono più detraibili, e comunque il regime e la struttura sono ben diverse)
5) minimo garantito più basso
Es: le vecchie polizze avevano normalmente un minimo garantito anche del 4%.
Supponiamo ora che una gestione separata produca un rendimento del 4% e l'aliquota di retrocessione sia dell'80% (e senza minimo trattenuto, come era una volta); l'assicurazione dovrebbe riconoscere un 3,2% di rivalutazione, con un minimo del 4% (quindi il 4%).
Passando alla nuova gestione, ipotizzando anche che questa venga fatta passare per avere un rendimento maggiore del 4,5% succede che il minimo trattenuto (oggi,con rendimenti bassi, va di moda questo perchè conviene alle compagnie) supponiamo del 1,5% il rendimento riconosciuto è del 3%. In realtà la compagnia risparmia!!! E ho anche ipotizzato che questa gestione renda di più della vecchia, ma non è certo detto, soprattutto non è detto che la differenza sia così notevole, ovviamente a parità di profilo di rischio.
Morale: state attenti, i piazzisti sono ovunque!!! Ed il bello è che si vantano anche di farvi un favore...
Alex
26 maggio 2006 00:00
Altro suggerimento: le polizze in scadenza conviene lasciarle "in differimento", se previsto dal contrattoe purchè le condizioni economiche (rendimento) di differimento siano vantaggiose. In tal caso non ho vincoli di durata nè costi di uscita, di fatto è come avere soldi liquidi che si rivalutano a condizioni normalmente buone (tenendo conto che i minimi garantiti di una volta erano più alti). Ovviamente il tutto va verificato nelle condizioni di polizza.
Se avete un differimento vantaggioso, evitate di sottoscrivere nuovi prodotti che il venditore vi illustrerà come vantaggiosissimi e privi di costi. In realtà avrete una polizza con rendimenti peggiori e con nuovi costi di sottoscrizione. Ma di sicuro conviene all'agente che si prende le provvigioni per una nuova polizza emessa.