Piersilvio
21 giugno 2006 00:00
La nostra riforma della Costituzione
1) Mette ordine nel caos delle competenze tra gli organi centrali e gli organi locali, creatosi con la riforma pasticciata approvata dal centrosinistra nel 2001, che ha provocato centinaia di ricorsi alla Corte Costituzionale, paralizzando in molti settori l’attività delle Regioni e dello Stato centrale.
2) Soddisfa il bisogno di libertà e di autonomia delle Regioni senza minimamente intaccare il principio dell'unità e della solidarietà nazionale.
3) Razionalizza e velocizza la procedura per fare le leggi, ponendo fine al bicameralismo perfetto, che duplicava il passaggio di ogni disegno o proposta di legge e ha sistematicamente rallentato l’azione del governo. Con la riforma viene distinto il ruolo nazionale della Camera, che dà la fiducia al governo, ed il ruolo federale del Senato. La Camera si occuperà dei problemi dello Stato e il Senato delle regioni e del territorio. Il tutto con un risparmio di tempi e di pubblico denaro.
4) Rafforza il diritto dei cittadini a scegliere un primo ministro, una programma e una coalizione di governo. E garantisce questo diritto con le norme antiribaltone Con i maggiori poteri attribuiti al primo ministro, (scioglimento delle camere, revoca dei ministri) e le norme antiribaltone, la riforma rafforza la governabilità e il bipolarismo, togliendo potere alla partitocrazia.
5) Riduce il numero dei parlamentari, come era indicato nel nostro programma del 2001.
I Paesi federali hanno uno sviluppo più elevato e duraturo, costi più bassi, maggiore efficienza e sono più vicini alle esigenze dei cittadini. Con il nostro federalismo le Regioni possono fare le leggi in una serie ben precisa di materie, per realizzare meglio gli interessi dei cittadini legati al territorio ma sempre nel rispetto dell'interesse nazionale, garanzia formale e sostanziale dell'unità del Paese. Il federalismo, presentato dall'opposizione come frutto di una volontà egoistica e prevaricatrice del Nord, è invece lo strumento per realizzare una effettiva parità tra tutte le parti del Paese nel segno della responsabilità: la gestione delle proprie risorse e l'individuazione del proprio interesse metteranno fine al rimpallo delle responsabilità tra potere centrale e poteri locali. La Commissione bicamerale presieduta da Massimo D'Alema aveva concordato su un punto essenziale: quello di dare al governo e al premier, indicato anche se non eletto direttamente dei cittadini, i poteri necessari per guidare il Paese sia nelle esigenze quotidiane sia nei grandi piani progettuali. Nel 2001 il governo Berlusconi si era impegnato ad adeguare le istituzioni del Paese alle esigenze di oggi e soprattutto a quelle di domani. Cambiare lo Stato, e quindi il modo di governare e di fare politica, è possibile solo cambiando le istituzioni in una ben precisa direzione: rendere facile il passaggio dalla volontà dei cittadini all'azione del governo. Questo è possibile solo modificando le istituzioni e avvicinandole ai cittadini, da un lato attraverso il federalismo o devoluzione, e dall'altro lato accrescendo i poteri del governo e del primo ministro che, per ragioni storiche, nella Costituzione ancora in vigore rimasero fortemente limitati
un ITALIANO
21 giugno 2006 00:00
Quello che più fa pensare è il fatto di dare un potere quasi illimitato ad una sola persona, il cosidetto primo ministro è ciò non tranquillizza.
Per quanto riguarda il calo dei parlamentari sarebbe il caso di dire che avverrà, se passasse la riforma, tra una decina d'anni.
Onestamente la strutturazione della riforma non mi convince.
ZaZaan!
23 giugno 2006 00:00
le destre spingono per il si
le sinistre spingono per il no
la persona con lo strapotere sarebbe Prodi
le destre quindi tentano di aumentare il potere di Prodi.
ITALIANO, ci hai spiegato cosi?... ecco perché le cose vanno come vanno!
nadia
23 giugno 2006 00:00
già, esatto, questo sistema aumenterebbe anche il potere di prodi, per questo a prodi non piace, non è la sinistra assetata di potere ma la destra.......
Alex
23 giugno 2006 00:00
Non serve più potere a Prodi, la sinistra non lo vuole. Dopo aver occupato tutte le istituzioni perchè dare tanti poteri ad un ex-democristiano?
Loro preferiscono che il premier sia sotto ricatto, in modo da poter farsi sentire quando vogliono. Per questo votano NO.
nadia
23 giugno 2006 00:00
a noi piace che il parlamento sia sovrano , non aver un padrone, quello serve a voi.......
Alex
23 giugno 2006 00:00
Nadia, più sovrano di così il parlamento non può essere: può cacciare il premier quando vuole!!!
Forse prima di criticare la riforma sarebbe meglio che almeno te la leggessi.
ZaZaan!
23 giugno 2006 00:00
Quella di nadia
sulla
SINISTRA CHE NON VUOLE TROPPO POTERE
me la scrivo sul portone di casa!
TROPPO BELLA!!!!