Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
germany 06 luglio 2006 00:00
forza vialli
Krakkiuschz 06 luglio 2006 00:00
Non dimentichiamo che anche i nostri giocatori in campo hanno alzato un sacco di barricate per resistere alla furia tedesca.
ZaZaan! 07 luglio 2006 00:00
Forse un pò diverso, ma anche questa è una gran data!
Carlo 07 luglio 2006 00:00
Questo di VIALLI è proprio fuori luogo, comunque già nel momento in cui un tedesco ha risposto vuole significare QUALCOSINA... e proprio come il gesto del nostro grande TONI dopo il goal all'Ucraina: TU CAPISCI A ME...
italianoitaliano 07 luglio 2006 00:00
Due date e ne indichi 5?
si vede che sei italiano.. di napoli!
Giuseppe Garibaldi 08 luglio 2006 00:00
Neh! stronzostronzo e tu italianoitaliano di qualequale montagnnamontagna seisei???

Tornatorna aa pascolarepascolare lele tuetue vacchevacche!!!

Cafone!
italianoitaliano 08 luglio 2006 00:00
GaribaldiGaribaldi LoLo StronzoStronzo SeiSei TuTu, SeSe NonNon EraEra PerPer TeTe QuestiQuesti ScansafaticheScansafatiche NonNon LiLi AvremmoAvremmo AvutiAvuti TraTra LeLe PallePalle!
QuestiQuesti ItaglianiItagliani......
i preti hanno rotto e il papa pure 08 luglio 2006 00:00
Vaticano e la distruzione del Calcio

“Tre anni fa Giovanni Paolo II accusava il football di allontanare le masse da Dio distraendole dalle funzioni religiose che la domenica sono riservate a Dio. L'anno appresso molte partite di serie A furono anticipate al sabato. Quest'anno un'azione diretta alla distruzione di questo sport attraverso inchieste giudiziarie rivolte alle maggiori società italiane. Possibile che non avete capito che tutto ciò che sta accadendo al calcio è voluto dal Vaticano? Svegliatevi”.

Luigi Cascioli
http://www.LuigiCascioli.it
Autore del libro denuncia
“La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”

Fonte:
http://nochiesa.blogspot.com

Lucio Musto 09 luglio 2006 00:00
Ed ecco, caro amico italianoitaliano, che tocca spiegare a me perché sei uno stronzo, come dice “Garibaldi”. Ma io non credo, come dice lui, che tu lo sia davvero: forse solo un po’ superficiale che come tutti quelli che alle medie hanno preso per buone le cose scritte nei libri di scuola.

Facciamo allora un po’ di chiarezza, con qualche riflessione.

Lui, Garibaldi, come non hanno potuto nasconderti, di mestiere faceva il guerriero. Mercenario si dovrebbe dire, ma la parola oggi è diventata offensiva. Invece è normale, gente che lotta a pagamento per qualcuno, cioè mercenari, ce ne sono sempre stati e ce ne sono ancora, e qualche pacifista esasperato vorrebbe chiamare così anche i nostri eroi in missioni di pace all’estero.
Ci vanno volontari è vero, non (tanto) per amor di patria, ma (anche) per amor di paga… sborsata dall’ONU.

Ma non distraiamoci e torniamo a Garibaldi. Lui girava il mondo a fare guerre e, spesso, a vincerle.
“Si batteva per la libertà dei popoli oppressi!” Ti avranno detto. Ed è vero!
Poiché da sempre la storia la scrivono i vincitori, e Garibaldi che di solito si trovava da quella parte, era coi buoni.
Ti è mai capitato di sentire dei vincitori dire: “Noi siamo i cattivi e gli oppressori?”.
Per definizione, i più forti sono i liberatori e gli unti da Dio. Come i russi a Praga, gli americani in Vietnam, gli antichi romani dappertutto. Come gli europei in America. Sempre lo stesso.

Anche qui da noi si dice ci fossero popoli oppressi, diciamo così, ed puntuale arrivò Garibaldi il liberatore, ma non è vero che gli interessassero gli Italiani-Savoia, gli Italiani-Borboni, gli Italiani-Papalini o gli Italiani-Italiani come te che non sappiamo nemmeno chi fossero.

Eh si! perché i massimi teoreti dell’Unità d’Italia come Mazzini se ne stavano in Svizzera, mica in trincea, e lasciavano i carbonari a fare il lavoro sporco, i fanatici come Pietro Micca (figura romantica di Kamikaze ante litteram) a fare gli eroi, i romantici come Piero Maroncelli e Silvio Pellico a scrivere romanzi nelle carceri. Più coraggioso Giuseppe Giusti col suo “Sant’Ambrogio”, un po’ meno il Manzoni…

Garibaldi era un altro, aveva altra stoffa e faceva un altro mestiere. Lui rischiava la pelle in prima persona, aveva i suoi eroi, e li pagava. E i quattrini?... credi che i Savoia glieli dessero di tasca loro?... Quegli stessi Savoia nonno e bisnonno di questo che non paga le tasse né i fornitori e i servi e nemmeno l’affitto di casa?...
No, amico mio! I soldi perché tutti quei mezzi italiani di prima diventassero italiani veri li hai cacciati tu!... o meglio tuo nonno, il tuo bisnonno e i suoi compaesani… Nella speranza (in realtà poi in gran parte realizzata) che poi il Savoia facesse affluire ricchezza e tecnologia e manodopera dall’evoluto sud all’arretrato nord per ricompensarli. Direttamente, o come eredità per i figli ed i nipoti.

E Garibaldi?... Garibaldi a Teano se lo vide arrivare incontro di corsa, Sua Maestà, giustamente preoccupato che il Borbone potesse ripensarci ed offrire una cifretta più alta.
In questo caso, altro che: “Saluto il Re d’Italia” strombazzato sui libri di tutte le scuole dell’obbligo!... una piccola battaglietta, due manette… L’eroe dei due mondi veniva cantato in napoletano invece che in fiorentino, Manzoni rimaneva un romanziere qualunque, Cavour se ne tornava anzitempo in quel di Pinerolo, e l’Italia diventava un feudo Borbonico!

Sono i casi della Storia. Dove piccoli dettagli cambiano molte cose. Se la Russia non avesse venduto per quattro spiccioli l’inutile Alaska agli Stati Uniti, adesso il rapporto fra le potenzialità energetiche sarebbero diverse, e diversi sarebbero gli equilibri mondiali.

Meglio?... peggio?... certamente non si può dire, ed è da sciocchi azzardare ipotesi; l’unica cosa logica è sforzarsi di aprire gli occhi alla realtà che ci circonda.

I nostri aulici libri di storia attribuiscono a Vittorio Emanuele II l’espressione lapidaria «Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani!». Il Re l’avrebbe detta, in quell’incontro a Teano, proprio a Garibaldi; ma è davvero poco credibile. Garibaldi non era certo il tipo di costruire una nazione, al più distruggerla!

Comunque di anni ne sono passati tanti e tu, ed il nostro interlocutore “Garibaldi”, dimostrate che gli italiani non sono ancora stati fatti. E nell’era delle aggregazioni, delle multinazionali, delle comunità e federazioni continentali noi abbiamo ancora bisogno del celebre apologo di Menenio Agrippa sull’indispensabilità di tutti gli organi per fare l’organismo.

Sarebbe allora meglio spezzettarci in tanti staterelli, feudi indipendenti ma in qualche modo legati allo stesso destino? Il “Senatùr” dice di si, ma sarà vero?

Dapprima lui, e la Padania, perderebbero la Savoia francofila e l’Alto Adige che è austriaco, e probabilmente il varesotto vorrebbe essere governato diversamente dai patavini…, con poi tutto il resto a seguire!
Perché iniziare a scassare è facile; il problema arriva coi cocci!

Poi naturalmente, è sempre valido il vecchio adagio secondo cui pesce grosso mangia pesce piccolo.

Ma possiamo (potete, io sono vecchio) sempre provare a farvi inghiottire dagli altri, a nord come a sud. L’Italia è un bel paese, e fa gola a molti!

Coi vostri figli potrete poi sempre giustificarvi dicendo che è nella tradizione dei “Veri Italiani” quella di essere sempre sottomessi a qualcuno!

Ancora una volta prolisso, ancora una volta chiedo scusa.

Cordialità


Lucio Musto 8 luglio 2006 parole 868
________________________________________________________________________

italianoitaliano 09 luglio 2006 00:00
<che poi il Savoia facesse affluire ricchezza e tecnologia e manodopera dall’evoluto sud all’arretrato nord per ricompensarli>

Veramente il sud era arretrato e così è rimasto, non certo per colpa &quot;solo&quot; del nord. Semmai i soldi hanno preso una direzione opposta.

<Comunque resta il fatto che se Garibaldi si fosse fatto i fatti suoi ora la storia magari sarebbe diversa. Ovvio, non mi riferivo a lui come persona, ma a quello che ha rappresentato.>

Tranquillo, lo dico io per primo che l&#39;Italia non esiste, è una semplice realtà geografica.

<Dapprima lui, e la Padania, perderebbero la Savoia francofila e l’Alto Adige che è austriaco, e probabilmente il varesotto vorrebbe essere governato diversamente dai patavini>

Dipende da cosa sceglie il popolo che è sovrano (lo dice persino l&#39;Onu).

Ultima cosa: perchè quando uno intervien deve essere definito &quot;stronzo&quot;? Nè a te nè ad altri mi sono rivolto con quei toni. Ma se vi piace così vi compatisco.
Lucio Musto 09 luglio 2006 00:00
Perché nel forum &quot;Dì la Tua&quot;, c&#39;è questo andazzo.

La più parte delle firme (non è dato di sapere quante persone diverse siano) si fa un obbligo di usare sistematicamente termini scurrili, ingiuriosi, volgari o irriverenti.

E&#39; il loro modo (veramente miserevole!) di sentirsi &quot;liberi&quot;!!!

Altre manifestazioni altrettanto puerili sono quelle di scrivere tutto in maiuscolo, o le maiuscole non usarle affatto, o usare abbreviazioni arbitrarie o pittoresche.
In altri forum (questo è tecnicamente alquanto primitivo) si usano ed abusano le &quot;faccine&quot;, ma in fondo è lo stesso.

Basta non turbarsene. Magari se non dici parolacce ti chiamano &quot;originale&quot; o &quot;cattolico&quot; o &quot;fascista&quot;, a seconda dell&#39;accezione personale che danno al termine.
Ma nulla di più!...
Il difficile invece arriva quando li si sprona ad un ragionamento coerente. Non credo che ce ne siano più di quattro o cinque (di firme intendo, non di persone) disponibili a far funzionare le meningi. Il resto è slogan ed imbonimento ideologico di infimo livello.

Tornando a noi, ancora una sola riflessione: Vittorio Emanuele II era un re Sabaudo, vero? e la sua formazione culturale e tradizione familiare era ottocentesca, ancora sostanzialmente preindustriale ed ipsistica, vero? Ammesso pure (ma se analizzi bene non è così) che fosse il sud povero e arretrato, ti pare che una capoccia cosi ci avrebbe investito una lira?... L’idea non poteva che essere lontanissima dai suoi pensieri.
Per altro verso, basta confrontare numero e date di realizzazione delle opere pubbliche d’avanguardia o di prestigio (ferrovie, funicolari, ospedali, università, conservatori di musica ecc) per convincersi di come le cose stessero effettivamente.

Sulla “volontà di scelta dei popoli” invece sorvolo. Dovremmo aprire una discussione a parte (qualcuna in passato già c’è stata sul forum) e discuterne a lungo anche solo per chiarirci.
Naturalmente con le solite innumerevoli interferenze sgradevoli, squallidamente ironiche o semplicemente vuote.

Cordialità

Lucio Musto 9 luglio 2006 parole 306
________________________________________________________________________


PS PER TUTTI GLI ITALIANI: Buona finale di Campionato del Mondo
Strider 11 luglio 2006 00:00
Caro Carlo,
il vezzo di fare epopea delle stronzate che il calcio ci propina e&#39; veramente deprimente.
Capisco che in quest&#39; epoca si vadano a cercare simboli ed emblemi perche&#39; non ci sono piu&#39; ideologie (meno male), ma mi sembra che qui il problema sia la mancanza di idee.
Mettere sullo stesso piano i due episodi e invitare alla replica il &quot;nemico&quot;, mi sembra quanto meno paradossale.
La RESISTENZA rimane qualcosa di indelebile sia che essa sia stata combattuta nella Val d&#39; Ossola o nelle strade di Napoli. Una semifinale di un campionato del mondo di calcio fa sicuramente storia nell&#39; ambito sportivo ed ha dato modo a tutti gli italiani, me compreso, di gioire per questo bell&#39; episodio e ai sociologi di studiare i comportamenti di massa, ma attenti quest&#39; ultima e&#39; la storia, l&#39; altra e&#39; la STORIA.
Lucio Musto 11 luglio 2006 00:00
Ovviamente, nessuna obiezione a quanto dice l’amico Strider.
Non si può paragonare un campionato di calcio all’epilogo di una guerra mondiale, o come dice lui una storia con la Storia!

Eppure ieri sera, vedendo un microscopico frammento della diretta-fiume della televisione sull’arrivo dei nostri campioni vittoriosi a Roma, si discuteva con mia moglie delle esigenze profonde della gente. Esigenze che devono necessariamente trovare sfogo in qualche manifestazione spumeggiante, chiassosa e liberatoria. Come il capodanno, come il carnevale, come il trionfo di generale vittorioso, come la conquista della “Coppa del Mondo”.

Importante tanto, la catartica esplosione di entusiasmo, la gioia, gli abbracci collettivi con gli sconosciuti occasionali vicini di seggiola, le sovrabbondanti ingiustificate lacrime e le grida da trascendere la portata reale dell’avvenimento che si festeggia, il suo significato, il peso sociale.

Solo un tappo che salta, il tappo di una boccia troppo piena di tutt’altro, ma che nulla chiede se non di esplodere, trovando almeno un simbolico perché.

E se la boccia è veramente pericolosamente gonfia, allora “Grazie, Azzurri. Avete meritato il vostro trionfo!”

Lucio Musto 11 luglio 2006 parole 176
________________________________________________________________________
⚠ segnala contenuto inappropriato