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spitfire 23 luglio 2006 00:00
""Bombe e missili, stragi e silenzi
Due famiglie incenerite in auto dai raid di Tel AViv mentre fuggivano dal loro villaggio sul confine. Colpite, con molte vittime Beirut, Tripoli, Tiro, Sidone e il posto di frontiera sull'autostrada per Damasco. Migliaia di senza casa a Beirut. Attacchi alle case del leader sciita Fadlallah e di Nabih Berri, presidente del parlamento
Steve Shrimps
Beirut
Pioggia di fuoco, raid dal cielo, dal mare e da terra, potenti esplosioni ed enormi nuvole di fumo, palazzi e ponti crollati con decine di vittime, porti e fari distrutti, migliaia di profughi in fuga, uffici e residenze di parlamentari ed esponenti religiosi non solo degli Hezbollah ma anche delle altre componenti sciite - dall'ex leader spirituale del movimento Hussein Fadlallah a quella del presidente del parlamento Nabih Berri, leader di Amal - colpiti nella capitale e in tutto il resto del Libano: dalla zona di confine nel sud, con Tripoli e Sidone, sino a Tripoli nel nord e allo stesso confine con la Siria che avrebbe cominciato a richiamare i riservisti. Il Libano è diventato sempre più un tiro a segno per i bombardieri e i caccia con la stella di Davide mentre il mondo continua a non fare nulla per fermare la mano omicida del governo israeliano e continua invece, come già nel 1982, a porre condizioni alle vittime e a coloro che resistono alla violenza israeliana - allora l'Olp, oggi gli Hezbollah, domani chissà chi - invece che ai carnefici. Carnefici i quali stanno impunemente distruggendo un intero paese e continuano ad occupare in spregio del diritto internazionale territori libanesi (Sheba farm), siriani (il Golan) e palestinesi, a tenere in ostaggio migliaia di prigionieri, a colonizzare la Cisgiordania, a martirizzare la striscia di Gaza e a costruire il muro dell'apartheid. E c'è ancora chi si chiede da dove nasca la violenza in Medioriente. Per rendersene conto bastava guardare ieri i corpi bruciati e senza vita delle 21 vittime del raid israeliano sul villaggio, tra l'altro più sunnita che sciita, di Marawhin, sul confine tra il Libano e Israele. Una vicenda che ben illumina quel che sta avvenendo in Libano. Due giorni fa, terzo giorno dell'offensiva israeliana, l'esercito di Tel Aviv con gli altoparlanti aveva intimato alla popolazione del villaggio vicino al confine (nell'entroterra di Tiro) di abbandonare il paese dov'erano sempre vissuti, perché doveva essere distrutto, come tutti gli altri a ridosso della «linea blu» tra i due paesi. Fulgido esempio di rispetto della Convenzione di Ginevra. I membri di due famiglie del villaggio, gli Abdallah e i Ghanem, ventidue persone, quindici delle quali bambini, sono saliti a bordo di un pulmino e di un altro automezzo e si sono dati alla fuga. Ma dove potevano andare con tutte le strade e i ponti distrutti? Si sono così rivolti ad una vicina base dei caschi blu -sembra francesi- che li hanno messi educatamente alla porta. Forse pensando alla strage del 1996, dieci anni fa, quando la popolazione delle vicina Qana, dopo un analogo ordine israeliano, si era rifugiata ingenuamente in una vicina base dell'Onu pensando di essere al sicuro. Poco dopo l'artiglieria israeliana aveva invece aperto il fuoco bruciando vivi oltre 100 profughi e quattro caschi blu. Il successivo rapporto che accusava l'esercito israeliano, reso pubblico, sarebbe poi costato il posto al segretario generale dell'Onu Boutros Ghali. I due automezzi con a bordo le due famiglie libanesi avevano da poco lasciato la base dell'Unifil quando sono stati centrati, tra le località di Bayada e Shamaa, da due missili israeliani che non hanno lasciato scampo ai passeggeri. Almeno quaranta sono le vittime libanesi, colpiti sulle strade, sui ponti e nelle loro case in questo tragico quarto giorno di guerra. Enormi esplosioni hanno scosso per tutto il giorno la periferia sud di Beirut ed in particolare i quartieri sciiti di Hareth Hreik, colpevole di ospitare molti uffici e residenze di esponenti e parlamentari degli Hezbollah, di Bir Labed e di Ghobeiry dove è stato gravemente danneggiato il palazzo del comune. Le strade di Beirut, praticamente senza più ponti e cavalcavia ridotti a cumuli di macerie sono semideserte. I profughi rimasti senza casa sono già migliaia. E sono stati accolti nelle scuole e negli edifici pubblici e assistiti dalle Ong libanesi e palestinesi. Molti però dormono all'aperto. La pineta di Horsh, vicino a Sabra e Chatila e al cimitero dei «martiri palestinesi» è diventata una sorta di bivacco a cielo aperto. Nei vicini campi palestinesi ci si aspetta di nuovo in peggio e ci si prepara ad una lunga resistenza. Il discorso alla televisione del leader degli Hezbollah, Hassan Nasrallah, il suo appello agli israeliani perché accettino uno scambio di prigionieri e l'annuncio di aver colpito con un razzo una moderna motovedetta anti-missile israeliana, semiaffondandola, ha contribuito non poco ad aumentare la popolarità della resistenza non solo tra gli sciiti, cha la sostengono massicciamente, ma anche tra i sunniti e persino in alcuni settori cristiani. Anche considerando che il piccolo Libano sta resistendo alla potenza israeliana assai meglio di tutti gli eserciti arabi messi insieme. La favola secondo la quale Israele attaccherebbe il Libano perché sul confine ci sarebbero gli Hezbollah, smerciabile facilmente all'estero non sembra aver convinto nessuno - se non le destre falangiste, Walid Jumblatt e i prezzolati dalla famiglia Hariri e dai sauditi - dal momento che i libanesi ricordano bene la distruzione della flotta aerea civile nel '68, tutti gli attacchi degli anni settanta sui campi palestinesi, l'invasione del 1978, l'assedio e i bombardamenti al fosforo con i corpi che continuavano a bruciare anche nell'acqua nell'estate del 1982. Tutti fatti antecedenti la nascita degli Hezbollah. «Il problema non va cercato e risolto in Libano - diceva ieri Qassem Aina coordinatore delle Ong palestinesi - ma in Palestina e nei territori occupati. Qualsiasi soluzione che non parta da qui è velleitaria e fonte solamente di altri lutti». Il dato saliente della quarta giornata di attacchi israeliani è stato l'allargamento degli obiettivi a tutto il paese. Colpito anche, con numerose vittime, il posto di frontiera sull'autostrada Beirut-Damasco pieno di libanesi e stranieri in fuga. Ed in Siria, ma lungo la strada costiera sono anche giunti circa 500 tra italiani e occidentali con un convoglio di nove autobus organizzato dall'ambasciatore a Beirut Franco Mistretta. Investiti dalle bombe anche il porto di Tripoli e la valle della Beqaa dove non è stata neppure risparmiata Baalbek, l'antica città dei templi romani.La resistenza libanese ha risposto ai raid israeliani lanciando decine di razzi Katyusha al di là del confine e colpendo, per la prima volta, la città di Tiberiade dove si sono registrati gravi danni e una ventina di feriti.""
Adolfo 23 luglio 2006 00:00
<em>&quot;&quot;&quot;&quot;da &#39;Il Manifesto, 14 luglio 06&#39;&quot;&quot;&quot;&quot;</em>

IL MANIFESSO???????
ma per favore....non è una cosa seria... allora non è vero niente!

La fame nel mondo dipende semplicemente che non hanno voglia di lavorare....

Cosa pretendono i negri e i comunisti, la mangiatoia apparecchiata, la pappa pronta???

La solita storia... SONO COMPAGNO: TU LAVORI E IO MAGNO!!!


E NOI PAGHIAMO... E IO PAGO!!!





ebreo 23 luglio 2006 00:00
Ad oltre quattro mesi di distanza dal tragico attentato che aveva causato cinque vittime in un locale di Tel Aviv, Israele torna a fare i conti con gli attacchi suicidi. Questo pomeriggio, infatti, un kamikaze si è fatto esplodere tra la folla in un centro commerciale della città di Netanya. Tre donne israeliane sono morte insieme al terrorista, i feriti sono oltre trenta.

Poco prima un&#39;autobomba era esplosa nei pressi della colonia di Shavei Shomron, in Cisgiordania. L&#39;attentatore suicida che guidava la vettura è deceduto, mentre un cittadino israeliano è rimasto ferito.
L&#39;attacco di Netanya è stato rivendicato dalla Jihad islamica, il kamikaze era Ahmed Sami Abu Jalil, un giovane di soli 18 anni della città di Tulkarem.
&quot;Queste azioni recano solo danno ai palestinesi - ha dichiarato il consigliere per la sicurezza dell&#39;Anp Jibril Rajub - e aiutano l&#39;estrema destra in Israele&quot;.

La rappresaglia dello stato ebraico si è concentrata proprio sulla città di Tulkarem, dove l&#39;esercito ha svolto un&#39;operazione contro &quot;le organizzazioni terroristiche e in particolare contro la Jihad islamica&quot;.
Durante il raid sono scoppiati dei disordini, culminati in uno scontro a fuoco costato la vita ad un poliziotto palestinese. Un altro agente è rimasto gravemente ferito.
ebreo 23 luglio 2006 00:00
26 ottobre 2005 - RV) Torna la violenza degli attentati a devastare il Medio Oriente. Un kamikaze si è fatto esplodere nei pressi del mercato ortofrutticolo di Hadera, nel Centro Nord di Israele. Secondo fonti locali, la deflagrazione ha causato almeno 5 vittime, circa 30 i feriti. La Jihad islamica ha rivendicato l’attentato precisando che il gesto è in risposta all&#39;uccisione, domenica scorsa, di Luai Saada, il capo militare del movimento islamico in Cisgiordania. Dura la condanna dell’attentato da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese. Intanto cresce la tensione dopo le dichiarazioni del presidente iraniano Ahmadinejad sulla necessità di cancellare Israele dalla cartina del Medio Oriente. Per il ministro degli esteri israeliano Shalom Teheran costituisce un &#39;&#39;pericolo evidente e attuale&#39;&#39;.
Verità 23 luglio 2006 00:00
intento a diffondere le foto di bambini libanesi uccisi dagli israeliani perchè, a suo dire, quelle foto in Occidente non verranno mai rese note.
Vorrei che provassi a cercare su Internet o sui giornali se preferisci, o dove vuoi tu insomma, qui in Occidente, le foto degli israeliani uccisi dal terrorismo arabo e palestinese.
Non ne trovi, ce n&#39;è solo qualcuna, pubblicata anche con un certo contegno.
Eppure come ben sai gli israeliani vengono massacrati da anni con cadenza sistematica, solo che a noi, noi Occidente intendo, vengono presentati come vittime da conteggiare (e confondere) insieme al martire, perchè non sta bene farli vedere, e non è lecito chiamare terroristi i kamikaze, non è politicamente corretto.
Devi sapere, caro Beppe, che se è vero che ci sono morti libanesi e palestinesi, lo è altrettanto che da anni ci sono generazioni di mutilati israeliani, sopravvissuti appunto al martire, uomo donna o bambino che sia, che ormai tutto fa brodo fra le fila terroriste.
Sono le loro, le foto che non vedrai mai, e che nessuno in Occidente pubblicherà
Devi sapere, Beppe, che quasi nessuno, in Occidente, sa che il &quot;martire&quot; imbottisce la sua miscela esplosiva di chiodi e bulloni (guardala bene la foto, perchè ti dà un&#39;idea), affinchè l&#39;esplosione non sia &quot;solo&quot; normalmente stragista, ma porti con sè decine e decine di donne, bambini, uomini che rimarranno senza gambe, senza occhi, senza braccia, orribilmente sfigurati.
Durante gli scontri fra israeliani e palestinesi, per dire, tu vedi che l&#39;israeliano spara e uccide, ma non vuole la strage, non si sceglie accuratamente i bambini e le donne da uccidere; il terrorista palestinese, invece, non si accontenta della morte, aspira a provocare un bagaglio di orrore superiore.
La cronaca poi, con gli obiettivi fotografici rigorosamente lontani, elencherà freddamente gi esiti di un&#39;esplosione in un ristorante; si dirà che vi sono trenta morti, o dieci se vuoi, e poi seguono 90 feriti.
Li hai mai visti, Beppe, quei feriti e quei morti? Secondo me no, perchè l&#39;Occidente di Migliorino, appunto, e probabilmente anche il tuo, quelle foto non le cerca, non le diffonde, non le pubblica.
Così se provi a cercare su Google &quot;foto di israeliani uccisi&quot; oppure &quot;foto di bambini israeliani uccisi&quot;, avrai centinaia di pagine con articoli e foto di palestinesi uccisi dagli israeliani. Buffo, no?
Glielo dici tu, al prof Migliorino, se ti capita l&#39;occasione? Pensi che si adopererà presso i suoi colleghi affinchè vengano finalmente diffuse e pubblicate anche quelle, di foto?
E&#39; che proprio c&#39;è il silenzio totale sugli israeliani massacrati quasi quotidianamente, affinchè &quot;passino&quot; per i soliti aguzzini, come ebbe ben a farci intendere un altro signore, che per questo tentò pure, quasi con successo, di sterminarli.
Allora caro Beppe, sapendo che ci tieni molto alla Verità dei fatti, non potendo facilmente trovare in questo Occidente le foto degli israeliani uccisi dal terrorismo arabo e palestinese, provvedo a fornirtene qualcuna io, con la preghiera di diffonderle
C&#39;è una differenza sola, tra le orribili immagini che ti mando io e quelle del professor Migliorino: le &quot;sue&quot; sono vittime non scelte, le &quot;mie&quot; sono accuratamente selezionate prima dell&#39;esplosione
Anzi no, sono due le differenze : difficilmente troviamo corpi di israeliani uccisi, &quot;interi&quot;: si raccolgono sempre a piccoli pezzi
critico 23 luglio 2006 00:00
La resistenza libanese ha risposto ai raid israeliani

QUI SI CAPISCE TUTTO, SI ARRIVA PERSINO A GIUSTIFICARE I TERRORISTI PERCHE&#39; AGISCONO IN RISPOSTA.
AFFRONTARE IN MANIERA COSI&#39; SEMPLICISTICA IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE (E TUTTO CIO&#39; CHE E&#39; ATTORNO) NON METTE IN BUONA LUCE L&#39;ONESTA&#39; INTELLETTUALE DELL&#39;AUTORE.
Camerata 24 luglio 2006 00:00
X CRITICO

Sei troppo buono, l&#39;autore l&#39;onestà non sa proprio cosa sia, quella intelletuale poi non fa parte di lui perchè è nato senza cervello.
Prpro 07 agosto 2006 00:00
Battona! per caso Adolfo non è un altro dei tuoi figli?
O non hai il coraggio di riconoscerlo come tale, perchè la tua &quot;giustizia&quot; di fatto è di parte!? Come si è notato e intravisto altre volte.
Adolfo 07 agosto 2006 00:00


egr. sig.prprrro....

se lei cià voglia di pagare per quei lazzarroni che vogliono mangiare senza lavorare facci pure anzi li inviti a mangiare a casa sua...ma non pretendi di metterli a carico mio!!!!!!
non so lei ma io il pane me lo guadagno col sudore della fronte e ne ho le tasche piene di negri e comunisti che vogliono sbafare a sbafo.........

sempre la solita storia... IO COMPAGNO: TU LAVORI E IO MAGNO!!!


E NOI PAGHIAMO... E IO PAGO!!!

MA IO NON VOGLIO PIU&#39; PAGARE, PAGHI LEI AL POSTO MIO SIG.PRRRRRR... DAL NOME SCORREGGIONE!!!!






Prpro 07 agosto 2006 00:00
Per Adolfo
Innanzi tutto pronunci bene il mio nome e dopo le risponderò.
Le ricordo inoltre, che il mio nome non ha nulla a che vedere con processi chimici biologici, riguardanti la natura umana.
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