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ernest 25 luglio 2006 00:00
XIV LEGISLATURA CAMERA DEI DEPUTATi
N. 6108

PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa del deputato BUONTEMPO

Proprietà popolare della moneta e conto di cittadinanza

Presentata il 3 ottobre 2005



Onorevoli Colleghi! - Nel momento in cui si presenta questa proposta di legge la Banca d'Italia è al centro di forti critiche focalizzate sulla sua figura più importante e autorevole, ovvero il suo Governatore.

Tuttavia questa situazione contingente giunge alla fine di un lungo periodo in cui la Banca d'Italia, i suoi responsabili e la stessa natura e proprietà dell'ente sono stati sottoposti a forti e argomentate contestazioni; nessuno è riuscito a fugare le ombre che sono state gettate sulla proprietà della principale istituzione finanziaria del Paese, sulla regolarità delle funzioni di controllo sul sistema bancario e sui meccanismi che regolano le relazioni finanziarie tra lo Stato, la Banca d'Italia stessa, le istituzioni finanziarie private e il pubblico.

In particolare i meccanismi che regolano l'emissione della moneta sono stati oggetto di studi approfonditi, tra cui si segnalano quelli del professor Giacinto Auriti.

Tali studi hanno dato avvio a un movimento che con fondate argomentazioni denuncia l'esistenza di un iniquo appropriamento dei frutti del "signoraggio" e, in definitiva, l'arricchimento di privati nei meccanismi più profondi della finanza pubblica.

Si ricorda che il "signoraggio" consisteva in quello che lo Stato ricavava dando alle monete messe in circolazione un valore d'acquisto superiore al valore del metallo in esse contenuto.

Attualmente, poiché le principali monete non contengono metalli preziosi, né sono convertibili in essi, ma sono realizzate con carta e inchiostro, il "signoraggio" è rappresentato dalla differenza tra il valore facciale delle cartamoneta e il costo di carta e inchiostro per stampare i biglietti.

Per modificare tale situazione si propone con questa proposta di legge di introdurre, nei meccanismi relativi all'emissione di moneta e anche agli altri rapporti tra Banca d'Italia e sistema finanziario, un sistema di conti di cittadinanza gestiti senza profitto dalla Banca d'Italia, e in cui vanno a versarsi i frutti del signoraggio.

Senza interrompere i flussi di credito e di debito che si svolgono tra Stato e Banca d'Italia nelle operazioni di produzione della moneta, l'introduzione dei conti di cittadinanza permette di disinnescare la diatriba sul signoraggio, mettendolo nelle mani dei cittadini; inoltre l'esistenza dei conti di cittadinanza potrà permettere la creazione di altri strumenti, come il reddito di cittadinanza.

La gestione dei conti di cittadinanza grazie alle moderne tecnologie, e alla prescrizione che siano dei conti su cui non si effettuino operazioni quotidiane, è facilmente possibile, anche se riguardante diversi milioni di conti.

Nella proposta di legge si prescrive che il conto di cittadinanza sia attivato per il cittadino fin dalla nascita (o dall'acquisto della cittadinanza) ma che il conto non possa venire utilizzato dalla persona fino alla maggiore età, questo per dare garanzia al cittadino minorenne contro comportamenti scorretti e per garantire all'insieme dei conti di cittadinanza una base immobile che dia stabilità al sistema.

Al contempo la prescrizione che, raggiunta una certa consistenza del valore del conto di cittadinanza, il valore del deposito sia accreditato al cittadino adulto restituisce continuamente al popolo i frutti del signoraggio e dell'esercizio della Banca d'Italia, rifornendo al contempo il sistema bancario di capitali da gestire per conto del cittadino stesso.

Con questo meccanismo la Banca d'Italia e il sistema bancario privato svolgeranno la funzione pubblica della creazione di ricchezza legata all'emissione di denaro a favore degli italiani piuttosto che degli azionisti delle banche, a favore di tutti i cittadini e non soltanto di chi ha i fondi da investire in titoli di Stato.



PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1. (Princìpi).

1. La moneta appartiene al popolo, che la usa per perseguire gli scopi garantiti della Costituzione.



Art. 2. (Conto personale di cittadinanza).

1. Tutti i valori emessi dalla Banca d'Italia appartengono al popolo italiano.

2. Presso la Banca d'Italia è attivato un conto personale per ogni cittadino italiano, denominato "conto di cittadinanza".

3. L'accensione del conto di cittadinanza avviene automaticamente entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per tutti i cittadini italiani, ovvero entro tre mesi dalla nascita del cittadino, dall'acquisto della cittadinanza italiana, dalla naturalizzazione o comunque dal momento in cui il cittadino può legittimamente essere definito tale.

4. Il conto di cittadinanza non permette operazioni se non quelle previste dalla presente legge.

5. Per il proprio conto di cittadinanza il singolo cittadino maggiorenne, o il tutore legale del cittadino maggiorenne incapace, può indicare un singolo conto personale del cittadino stesso presso un'istituzione bancaria.



Art. 3. (Operazioni sul conto di cittadinanza).

1. Il valore totale delle emissioni di banconote e di altri valori da parte della Banca d'Italia viene accreditato in frazioni uguali su tutti i conti di cittadinanza esistenti al momento dell'emissione.

2. I costi di stampa e di emissione delle banconote e dei valori vengono rimborsati alla Banca d'Italia dallo Stato grazie ad un fondo apposito istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze alimentato dalla fiscalità generale.

3. Le operazioni della Banca d'Italia verso il sistema bancario e lo Stato avvengono attraverso i conti di cittadinanza, che vengono gestiti dalla Banca d'Italia senza costi e senza guadagni per la stessa.

4. Al raggiungimento di un valore stabilito dal regolamento di cui all'articolo 4, il valore del credito accumulato sul conto di cittadinanza viene accreditato automaticamente e senza costi per il cittadino sul conto personale di cui all'articolo 2, comma 5.



Art. 4.(Disposizioni di attuazione).

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'economia e delle finanze adotta, con proprio decreto, il regolamento di attuazione delle disposizioni della presente legge.

2. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Banca d'Italia accredita il valore di tutti i crediti in suo possesso in frazioni uguali sui conti di cittadinanza esistenti al momento.

3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge le operazioni della Banca d'Italia devono essere effettuate in osservanza della prescrizione della non riduzione del valore dei crediti e del patrimonio in possesso della Banca stessa.

Paolo 1 25 luglio 2006 00:00
Oggigiorno si usa molto la moneta virtuale ovvero elettronica, e comunque gia' in passato il circolante era una piccola frazione della ricchezza esistente, il messaggio iniziale quindi non regge. Il suo autore non e' molto aggiornato, e' rimasto ai tempi in cui coniavano monete d'oro, o al massimo qualche banconota.
Luca 25 luglio 2006 00:00
"se sapessero che la casa che hanno acquistato con tanti sacrifici la pagheranno almeno il doppio alla banca che gli ha “concesso” un mutuo a 10-20 o 30 anni (una vita intera) con un semplice click sul computer ovvero semplice aria fritta, e se non riuscissero a pagare le rate ecco che la banca si prende la loro casa, la loro vita … ah se lo sapessero"


ma dove cazzo vive questo ernest... pensa che tutti siano degli imbecilli?
furbo 25 luglio 2006 00:00
alternative per non accendere un mutuo:
1) pagare in contanti
2) continuare a stare in affitto

Il primo caso non lo commento nemmeno, nel secondo dopo una vita di affitto mi trovo ad aver comprato due volte la casa al proprietario che me l'ha affittata. Però non ho fatto guadagnare la banca, eh!

In più aggiungiamo che giustamente Luca ha fatto notare che non siano tutti degli sprovveduti.

Vorrei poi chiedere ad ernest se lui è disponibile a prestare i suoi soldi a zero interessi: penso che potrebbe essere una proposta seria per essere coerente con quanto va predicando.
Battona 25 luglio 2006 00:00
forse forse che questo ernest è ancora quel discolaccio di mio figlio cronista/joseph?
Battona 26 luglio 2006 00:00
Ernest,figlio mio,sei bellissimo.
ernest 26 luglio 2006 00:00

da: Luca
Data: 25 Luglio 2006

"se sapessero che la casa che hanno acquistato con tanti sacrifici la pagheranno almeno il doppio alla banca che gli ha “concesso” un mutuo a 10-20 o 30 anni (una vita intera) con un semplice click sul computer ovvero semplice aria fritta, e se non riuscissero a pagare le rate ecco che la banca si prende la loro casa, la loro vita … ah se lo sapessero"


ma dove cazzo vive questo ernest... pensa che tutti siano degli imbecilli?

E tu dove cazzo vivi ?

La Banca d'Italia ( che è un istituto privato fatto dà un'associazione di banche private con una piccola percentuale di azionisti sconosciuta ) Emette per "conto" della Repubblica D'Italia la moneta ovvero un istituto privato si incarica di batter moneta , ma la moneta non è del popolo ?

Perchè allora viene affidata a privati ?

Tutti gli stati sono in perdita , tutti in deficit , sti soldi chi li guadagna , perchè ci dovrà pur essere qualcuno che guadagna o no ?

"Se lo sapessero le famiglie dove prima lavorava solo il capofamiglia e manteneva quattro o più persone, mentre oggi solo per sopravvivere devono lavorare almeno in due ed a volte non basta…se sapessero che la casa che hanno acquistato con tanti sacrifici la pagheranno almeno il doppio alla banca che gli ha “concesso” un mutuo a 10-20 o 30 anni (una vita intera) con un semplice click sul computer ovvero semplice aria fritta, e se non riuscissero a pagare le rate ecco che la banca si prende la loro casa, la loro vita … ah se lo sapessero."

Che cosa c'è di sbagliato in questa frase ?

Si lavorà (chi lavora) il doppio e si prende la metà , le banche ti forniscono i soldi per la casa con un semplice click e stampano la carta che ti serve per pagare il mutuo e se non riesci ha pagare gli interessi , ti rubano la Vita avendo stampato solo della carta .

Vorrei poi chiedere ad ernest se lui è disponibile a prestare i suoi soldi a zero interessi: penso che potrebbe essere una proposta seria per essere coerente con quanto va predicando.

Io non potrei ma la Stato sì , invece di far stampare la carta dalle banche , la stampa lui così spende solo il costo della carta e il valore rimane intatto , non essendo ceduto alle banche private .
Ernest 26 luglio 2006 00:00

da: Paolo 1
Data: 25 Luglio 2006

Oggigiorno si usa molto la moneta virtuale ovvero elettronica, e comunque gia' in passato il circolante era una piccola frazione della ricchezza esistente, il messaggio iniziale quindi non regge. Il suo autore non e' molto aggiornato, e' rimasto ai tempi in cui coniavano monete d'oro, o al massimo qualche banconota.

La moneta virtuale ?
Ma lei usa pagare sempre e solo con carta di credito ?

Se permette le monete d'oro sono una merce molto apprezzata oggi visto il balzo che hanno fatto ultimamente , è informato su che prezzo abbia adesso l'oro ?

Perchè secondo lei l'oro ( e le materie prime in genere )si apprezza in momenti di "grande tensione" ?

Forse per dare un "senso" al numerino elettronico scritto sulla sua carta di credito ?
E quindi passare dai numeri virtuali ha qualcosa di reale oppure ha un'altra spiegazione ?
economista 26 luglio 2006 00:00
"Io non potrei ma la Stato sì , invece di far stampare la carta dalle banche , la stampa lui così spende solo il costo della carta"

mai sentito parlare di inflazione? ecco, stampando liberamente succede questo. Inoltre lo stato emette banconote ma anche debito; l'anomalia sta solo nella "proprietà" della banca d'italia.
Tra l'altro il famoso "signoraggio" che doveva essere un affare immenso si è ridotto a ben poca cosa nella famosa pronuncia del giudice di pace di lecce; tra l'altro la sentenza è stata pure cassata.

Non vedo perchè le banche dovrebbero prestare soldi gratis: se non li hai e ti vuoi indebitare per comprarla prentedi pure che qualcuno te li presti gratis? e se invece li hai vuoi guadagnare degli interessi altissimi e non ti accontenti nemmeno dei bot.
ernest 26 luglio 2006 00:00
PER ISTITUIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA



L’istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale, anche con l’acquisizione della Sovranità Monetaria, è resa impossibile dalla appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, che non tollererebbe l’emissione di Euro da parte dello Stato italiano.

Si potrebbe ottenere lo scopo seguendo la seguente strada.

1. Abolizione di tutte le imposizioni fiscali, previdenziali ed assistenziali, con conseguente forte riduzione dei prezzi di mercato.
2. Istituzione del Potere di Emissione Monetaria Diretta di Moneta Elettronica Nazionale, per uso interno ed abolizione del signoraggio della Banca d’Italia (da regolare con apposita legge).
3. Conversione della Massa Monetaria italiana, in Euro, in una nuova Moneta Elettronica Datata che potrebbe essere chiamata Eurolira. Tutta la precedente moneta in Euro verrebbe versata in un Conto in Euro, da utilizzare per gli acquisti all’estero e per interventi correttivi in casi di eccessivi aumenti di prodotti esteri, destabilizzanti per il mercato nazionale.
4. Istituzione di aliquote IVA per i prodotti di esportazione per portare i loro prezzi al precedente livello, per evitare di essere tacciati di dumping. Il ricavato di tale IVA andrà a cumularsi al Conto in Euro.
5. Istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale da versare mensilmente ai Cittadini, in Eurolire Elettroniche datate, nei Conti Correnti di Cittadinanza creati dall’Organo Centrale di Emissione, per ogni Cittadino, individuati dai vecchi Codici Fiscali.
6. Istituzione della Decurtazione del 6%, su base annua di tutte le Eurolire Elettroniche Datate, in contropartita delle emissioni per il Reddito di Cittadinanza Universale. Con ciò la Massa Monetaria in Eurolire tenderà a stabilizzarsi. Il ricavato delle Decurtazioni andrà registrato in un apposito conto ed avrà sempre valore nullo.
7. Alle Spese Statali si farà fronte con Emissioni Elettroniche di Eurolire, analogamente a quelle per il Reddito di Cittadinanza Universale.

* * *

Tutte queste decisioni rientrano nella Sovranità Nazionale e consentirebbero di restare nella Unione Europea, senza più la necessità di richiedere emissioni da signoraggio.

Del resto in svariati Paesi Europei si sta ricorrendo alla moneta locale senza opposizione da parte dell’Unione Europea.

Per attuare questa Riforma è necessario che vi sia una forza politica che la faccia propria.

Tale forza potrebbe coagularsi intorno al Progetto di Legge Buontempo, che sta nella giusta direzione avendo parlato di Reddito di Cittadinanza e di abolizione del signoraggio, sulla linea del prof.Giacinto Auriti.

È auspicabile che la filosofia solidaristica che sta a base dell’Antropocrazia si estenda ai Paesi sottosviluppati che, con il Reddito di Cittadinanza, con moneta locale, adeguato alle loro condizioni, non si troverebbero più nella necessità di esodi per fame, destabilizzanti per i Paesi sviluppati.

Questa è l’unica via per arrestare l’immigrazione di massa.



Nicolò Giuseppe Bellia

Tarquinia, 27 ottobre 2005


Per approfondimenti: http://www.antropocrazia.com/percorsi_antropocratici/news-NGB/

Luca 27 luglio 2006 00:00
Ernest ma ti rendi conto di quello che dici? RIPETO... ma dove cazzo vivi?
certo che so come funziona un mutuo... e giustamente se non paghi alla banca ti pignorano la casa... e ti parche che te la devono regalare? forse dimentichi che la banca non ha emesso solo il pezzo di carta ma ha pagato il costruttore o il precedente proprietario.
NON PUOI PERMETTERTI UNA CASA DI PROPRIETA'? semplice vai in affitto.

secondo la tua logica bacata allora se la moneta è del popolo perchè ognuno non se la stampa a casa sua?

forse dovresti chiarirti un po' di piu' le idee in campo economico...
Giustizia 27 luglio 2006 00:00
Al di là dei battibecchi sui mutui, la cosa fondamentale da capire è che le banche private proprietarie della Banca d'Italia DEVONO restituire ALLO STATO (e non ai singoli cittadini, come pensavano di fare quegli incapaci dell'ADUS... con la causa presso il GdP di Lecce) il reddito da signoraggio, al contempo uscendo di corsa dalla BdI che deve diventare STATALE ! Chi non comprende questo primo importante passo non ha capito e non capirà mai una cippa di questa storia del signoraggio che si è conclusa con la recente sentenza di cassazione! Ovvero ci si augura che dopo tale sentenza ci sia qualcuno capace di reindirizzare sui giusti binari la questione, in modo che lo stato possa riappropriarsi di quei 5 e passa miliardi di € che farebbero tanto bene alle sue casse, come anche la cancellazione di ogni possibile futuro debito da signoraggio verso le banche ladrone che posseggono la BdI.
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