Giuseppe D'Orta
29 settembre 2003 00:00
Le banche devono avvertire il correntista delle variazioni.
Quando si tratta di variazioni che investono la generalità della clientela possono effettuare l'avviso sulla Gazzetta Ufficiale e poi comunicarlo al cliente col successivo estratto conto.
Non a caso si assiste al fenomeno di variazioni proprio il primo giorno del trimestre. Esempio: variazione dal prossimo 1 ottobre, avviso in G.U. (che nessuno legge) ed invio con l'estratto conto al 31/12, che arriva al cliente a fine gennaio. Quattro mesi dopo, il cliente si accorge della variazione. In questo caso (presumo si tratti di Banca Intesa, che sta abolendo i conti a canone zero), la banca si è comportata in maniera rispettosa della clientela.
Il cliente ha 15 giorni per chiudere il conto ed usufruire delle condizioni precedenti, ma è ovvio che non è la stessa cosa che passare da un negozio all'altro.
Nel caso specifico, infatti, si è in presenza di un mutuo. Prima di tutto potrebbe verificare se il contratto di mutuo obblighi a tenere un conto corrente presso la banca, in seconda battuta può chiedere al direttore dell'agenzia un trattamento migliore (in filiale hanno un certo margine di autonomia). Altra soluzione è, se possibile, utilizzare, al posto del conto corrente, un libretto bancario, che in genere presenta costi inferiori.
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Giuseppe D'Orta, consulente Aduc per gli investimenti finanziari.