Commenti
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Camerata Jo 01 agosto 2006 00:00
"La legge li ha lasciati scappare"

mai frase più adatta
Alex 02 agosto 2006 00:00
Il fatto è che purtroppo non è un sogno, ma una realtà dura e cruda: chi delinque vince, perchè ha tanti amici in parlamento.
QUITTO 02 agosto 2006 00:00
Ma lucio musto una volta non aveva deciso di abbandonare il forum?
ZaZaan! 02 agosto 2006 00:00
"... ho visto il grassatore e l'ho lasciato andare.
In ossequio alla legge.

Se proprio gli serve, se l'inseguisse da solo,
magari in bicicletta!..."
Simona 02 agosto 2006 00:00
Vedi Berluska che sta sempre fuori e mai dentro !!
FABRIZIO 02 agosto 2006 00:00
Simona dice.

Vedi Berluska che sta sempre fuori e mai dentro !!

*****************************************

Simona, prova a domandare alla coppia di aziani contadini che nella mia provincia sono stati aggrediti in casa da una banda di rapinatori di villette che, dopo averli minacciati li hanno percossi a sangue per convincerli a dire loro dove stava la cassaforte.

Peccato che la cassaforte non c'era e la coppia anziana tenesse in casa solo poche centinaia di euro per le spese quotidiane.

Adesso abbiamo saputo che i 3 della banda, già condannati per plurireati di sangue, verranno scarcerati.

Simona, dicevo, prova a chiedere ai due anziani quanto frega loro se Berlusconi ha 3 televisioni (che loro guardano tutte le sere, viste le schifezze che propina la RAI), o se Berlusconi ha rubato qualche miliardo (ammesso che li abbia rubarti) e quanto frega a loro dei conti esteri di Silvio e dei suoi compagni.

Chiedi invece cosa pensano dei 3 che li hanno picchiati selvaggiamnete e mandati all'ospedale con ferite, contusioni e.... tanto, tanto spavento per cui da allora tutte le notti si risvegliano ad ogni stormir di fronde per paura di essere di nuovo aggrediti e picchiati e, magari, anche ammazzati da qualche imbecille drogato fuori di testa che sta cercando soldi per pagarsi una pera che tanti (imbecilli pure questi) dicono essere né più né meno come farsi un paio di wiscky o un pacchetto di Marlboro !!!


Secondo te, se dovessero decidere chi lasciare in galera tra i 3 delinquebti Berlusconi, cosa ti risponderebbero ?

PS:
La "microcrimilalità" si chiama così ma é tutt'altro che micro visto che rappresenta il 90% dei rati che, guarda caso, tocca non solo in tasca, ma spesso anche "sulla pelle" e "sulle ossa" la gente comune, la gente qualunque.

Anche e sopratutto quella che la sera non ha altro divertimento che guardarsi (a gratis) un film su rete4 !!!
Vogliamo togliergli anche questo misero svago ?


Mettiamo pure dentro Berlusconi (se ha fatto reati) ma lasciamoci anche tutti gli altri !!!
Lucio Musto 02 agosto 2006 00:00
Simona, mi deludi!

Eppure l'avevo scritto chiaro, il mio nome!

Io ne ho fatta una questione morale e psicologica, del povero poliziotto che vede il suo pericoloso lavoro vanificato da un (molto risolvibile) dettaglio edilizio, e tu ci fai su polemica politica?

Quello si chiede del valore della vita, della "sua" vita e tu tiri fuori il leader dell'opposizione (a proposito ne hai scritto male il nome, come nadia che non sa la grammatica)?

Ma dove hai scordato tutta la tua umana sensibilità, John Lennon e tutto il resto?

In una cabina elettorale di cartone?
Lucio Musto 02 agosto 2006 00:00
Verissimo, signor Quitto, ho detto di voler andar via.

Ma poi m'era sembrato che fosse scappato via prima lei, e m'è venuto lo scrupolo di lasciare soli soli questi amici del forum, orfani non solo della sua mente eccelsa, ma perfino della mia pochezza!

Così mi son fatto forza e sono tornato.

Le dò personalmente fastidio?
Simona 02 agosto 2006 00:00
Caro Fabrizio..
.. ti voglio raccontare invece di un episodio che è capitato a me veramente.

Sono nata e cresciuta in un quartiere dove è sempre stato considerato un bronx.
Conosco la gente anche se mai e poi mai l'ho frequentata come si frequentano degli amici.
Però inevitabilmente, vivendo in un quartiere del genere, vieni periodicamente a conoscenza dei loro drammi e della loro difficoltà ad inserirsi all'interno della società.

Ora..
che succedde quando alla gente manca il pane?
Diventa delinquente!!
E se la vogliamo mettere su un piano filosofico, potremmo dire che l'istinto di sopravvivenza entri in corso senza pensarci su troppo.
Quando ti vengono i crampi allo stomaco per la fame, è difficile far ragionare il proprio cervello e dirgli di interrompere quel brontolio con l'illusione sola dell'ordine nelle cose da fare.
Ovviamente la reazione istintiva è quella di provvedere al recupero del cibo per aquietare il disagio in corso.

Anche l'andare a lavorare è una forma istintiva per poter placare tutto ciò.
Ma per chi è fortunato e trova subito il lavoro, allora può ritenersi in condizioni di poter rilassarsi e incominciare a filosofare su quello che è giusto o sbagliato, sul senso morale ect ect ect.

A volte succede invece che alcuni non hanno questa fortuna, e hanno enorme difficoltà ad inserirsi all'interno di una società.
Quindi, questi per placare la loro fame, si arrogano il diritto di prendere cose non loro.. cioè rubano a chi è riuscito ad ottenere un lavoro e quindi fa cose illogiche e sconsiderate verso chi da tempo ha già placato la sua fame.

Il guaio è quello che quando uno incomincia ad agire in un modo considerato o sconsiderato, alla fine ci si abitua e quindi i ladri rimmaranno ladri e gli onesti anche.
Tutto questo almeno finchè all'onesto non manchi mai il suo pane e al disonesto manchi sempre da mangiare, altrimenti si invertirebbero inevitabilmente i ruoli.

Come rimediare a tutto ciò?

Diventare dei perfetti comunisti che dividono il pane tra di loro senza quest'assurdo modo di dire continuamente: "questo è mio, unicamente e solo mio"

-----------

La cosa che ti volevo raccontare all'inizio e che alla fine mi sono dilungata parecchio è quella che anch'io ho subito una rapina e ho visto che a mia madre gli puntarono una pistola in faccia.

Ti devo dire che la cosa è stata veramente terribile, ma non per questo io cambio idea sul mio modo di pensare.
FABRIZIO 02 agosto 2006 00:00
Simona, tu dici:

"Come rimediare a tutto ciò?
Diventare dei perfetti comunisti che dividono il pane tra di loro senza quest'assurdo modo di dire continuamente: "questo è mio, unicamente e solo mio"

**********************************

Ahi, Ahi, Ahi, andiamo sempre a cadere lì !

Non sto certo a raccontarti cosa é successo e cosa sta succendendo nel mondo nei paesi del "socialismo reale" (quello che tu chiami comunismo).

Io, da parte mia, il pane me lo creo, me lo faccio e lo divido con mia moglie, i miei figli (e i miei vecchi perché non hanno più la forza e la capacità di farselo, il pane).

Ma mi spieghi perché devo dinviderlo anche con il mio vicino di casa che non lavora semplicemente perché non riesce a conservarsi un posto fisso, si fa buttare fuori da tutte le aziende nelle quali va a lavorare, si sbriciola tutto il salario al bar e non portava a casa nulla ?

Al mondo non siamo tutti uguali, siamo diversi (per fortuna) e ognuno di noi cerca di creare qualcosa, di inventarsi una soluzione, di porsi degli obiettivi e di cercare di raggiungerli.

L'uomo é ambizioso per natura e se così non fosse oggi tu ed io non saremmo certo qui a parlarci con questa meraviglia della tecnica creata ed inventata dall'ingegno umano e resa disponibile a tutti a basso costo grazie dalla sua imprenditoria, non certo grazie al comunismo.

Tu dici (non lo dici ma é come se lo dicessi):

Dammi un pò del tuo pane che io non ne ho e tu ne hai troppo.

Premesso che non sono il buon samaritano, io un pò di pane posso anche dartelo ma solo per non farti morire di fame, ma poi mi devi dimostare che anche tu ti dai da fare e ti metti a coltivartelo (il pane).

Tu dici che non c'é lavoro.

Forse dovresti dire che non c'é un certo tipo di lavoro (quello che ci piacerebbe avere), non c'é il lavoro vicino a casa (ma magari lo trovo più lontano), non c'é il lavoro pulito, elegante e comodo (ma io non riesco più a trovare un imbianchino che abbia voglia di pittarmi il cortile e i muri della casa e neppure un fabbro che mi ripari il cancello tutto arrugginito).

Conoscevo un fabbro di 55 anni che aveva una bottega in un paesino e 2 mani d'oro.

Si é ammalato di cancro ed é morto lasciando la bottega al figlio di 25 anni, disoccupato, o meglio, occupato a vendere qualche enciclopedia o a cercare di procurare qualche cliente al gestore telefonico di turno.

Tu cosa avresti fatto ?

Avresti rilevato la bottega !

Lui invece l'ha venduta, si é sbriciolato in quattro e quattrotto la licenza comprandosi una serie "3" e poi..... si é rimesso ad alternare enciclopedie per strada ai Martini al bar.

Lavorare é faticoso !
Chiediamolo alle migliaia di extracomunitari che ogni giorno sbarcano nel nostro paese col miraggio di trovare un lavoro.

Loro si che rischiano la vita senza neppure sapere cosa troveranno qui.

Per sapere cosa c'é in fondo al tunnel, bisognerebbe percorrerlo tutto, fino in fondo, senza neppure sapere se ne usciremo.

Invece, spesso, ci limitiamo a restare fuori dicendo che "dentro é buio" !

Ma abbiamo provato prima a guardarci dentro ?
Lucio Musto 02 agosto 2006 00:00
Veramente l'intenzione di questo "thread" era quello di cercare di intuire lo stato d'animo di un poliziotto.

Che non sappiamo, ed è irrilevante sapere, se sia di destra o di sinistra.

Personalmente ringrazio tutti coloro che vorranno e sapranno rimanere in argomento.

Altre cose potranno essere discusse nelle sedi appropriate.

Grazie di nuovo
furbetto 02 agosto 2006 00:00
Ti devo dire che la cosa è stata veramente terribile, ma non per questo io cambio idea sul mio modo di pensare.

QUANDO L'OTTUSITA' NON HA LIMITI. SEI FORSE L'OTTUSANGOLO?
Lucio Musto 03 agosto 2006 00:00
Bentornato, Enrico

Questo forum è decisamente migliore, quando ci scrivi tu.
IO 03 agosto 2006 00:00
Sono d'accordo con Simona.

Dividiamo tutto,tu mi tai metà del tuo denaro,io ti dò metà delle mie cambiali.

Il discorso non fa una piega.
er metico 03 agosto 2006 00:00
Non avete cuore! Non avete sensibilità!
Loro (i nostri responsabili anfitrioni e governanti) una volta saliti sul predellino delle decisioni, da li hanno scorto la moltitudine dei loro simili che languivano in gattabuia (tra l'altro, il "fresco", d'estate, è il posto ideale: cos'hanno fatto di male costoro per subire 'stu dispiett?) ed hanno deciso di far giustizia: come poteva esser giusto che coloro stessero in guardina mentre Loro (i governanti) soggiornavano sul predellino?
E allora hanno decretato: "TUTTI FUORI!", tanto per sentirsi in compagnia e giustificando, così, la propria libertà.
Certo, a me, vine da pensare. Ma se la volevano fare proprio giusta, evitando il rischio dell'eventuale errore e parimenti rendere egual giustizia, avrebbero potuto anche dire : "TUTTI DENTRO" (anche Loro), così da poter godere ugualmnte della parentale amicizia!
Mah! Questione di preferenze…
Enrico Falcinelli 03 agosto 2006 00:00
Salute a tutti.
Una cosa mi sembra certa: possiamo esser liberi di sentirci presi per il naso!
I nostri Onorevoli decretano, mi pare, per favorire ideologie e crearsi consensi, non certo per presa di coscienza e senso di responsabilità di un popolo, quello stesso che dichiarano di amare a tal punto da volerne essere i condottieri.

Infatti, si da il caso che ancora una volta rientri in questo genere di decisioni la questione della dignità dell'uomo (se ne riempiono la bocca ma vorrei chiedergli: cos'è questa dignità?) e proprio tutti quei diritti dei quali si fanno portatori e di cui parlano fino alla nausea!
Personalmente, da cristiano, non posso esimermi dall'analizzare la questione a livello veramente umano, ponendomi cristianamente una mano sulla coscienza. Come potrei decidere dell'altrui vita, in questo caso di quella di un carcerato, senza preoccuparmi del dopo, di quanto accadrà di lui e della sua esistenza il momento in cui metterà piede fuori dal carcere? Cosà farà quest'uomo? Quale è la mia vera proposta a vantaggio della sua esistenza? Come posso veramente valorizzare il mio intento perché colui che ne usufruirà capisca che c'è soprattutto una vera posizione affettiva dietro al provvedimento?
Invece si è deciso di liberare migliaia di persone, così, senza pensare al loro futuro, con l'unica preoccupazione di controllarle per arginare i possibili effetti dovuti ad una condizione prodromicamente pericolosa…

QUESTA E' DEMAGOGIA PURA, AL DI LA' DI QUALSIASI POLEMICA DI PARTE E NON DEVE ESSERE TOLLERATA! CHI CI GOVERNA HA IL DOVERE DI OCCUPARSI DI ESSERI UMANI COME TALI E NON COME SE FOSSERO BESTIE, INVECE DI OCCUPARSI DI BESTIE COME SE FOSSERO ESSERI UMANI!
(vedi la politica Zapateriana, presa tanto di esempio da qualcuno!)
INVITO CALDAMENTE TUTTI A NON CADERE NEI TRANELLI IDEOLOGICI DI UNA LOBBY POLITICA CHE PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO!

Purtroppo saremo esposti a provvedimenti simili anche in futuro, teatrate (scusate il brutto termine) che si ripeteranno evidentemente per mascherare l'incapacità di affrontare seriamente i nostri problemi.
Non ha importanza il colore della bandiera politica, perché queste cose esulano palesemente da pensieri di partito, mentre confermano, specialmente all'occhio dell'esperto osservatore dei fenomeni sociali, quanto mediocre sia l'approccio al sociale che questi individui che si professano come "nostri politici" sono in grado di offrirci.
Auguro a tutti la migliore delle riflessioni.
Saluti sinceri
Enrico Falcinelli 03 agosto 2006 00:00
Salute a te, Lucio.
Ti ringrazio, ma ciò in cui mi compiaccio veramente è l'accorgermi di avere intorno gente che non si fa prendere in giro, capace di guardare la realtà ad occhi aperti: auguro questo per tutti!
Ciao!
Simona 03 agosto 2006 00:00
Carissimo Lucio..
.. ma che fai ?? .. Prima sgridi tutti noi perchè stiamo andando fuori il tema di discussione che tu hai creato perchè deviano il senso di frustazione del tuo poliziotto con i discorsi politici ... e poi che fai tu ?!! .. Appena si inserisce il tuo amico Enrico Falcinelli, lo lodi senza notare che il suo post è intrinseco di colpe politiche con il suo dire:

"I nostri Onorevoli decretano, mi pare, per favorire ideologie e crearsi consensi, non certo per presa di coscienza e senso di responsabilità di un popolo, quello stesso che dichiarano di amare a tal punto da volerne essere i condottieri."

e ancora:

"QUESTA E' DEMAGOGIA PURA, AL DI LA' DI QUALSIASI POLEMICA DI PARTE E NON DEVE ESSERE TOLLERATA! CHI CI GOVERNA HA IL DOVERE DI OCCUPARSI DI ESSERI UMANI COME TALI E NON COME SE FOSSERO BESTIE, INVECE DI OCCUPARSI DI BESTIE COME SE FOSSERO ESSERI UMANI!
(vedi la politica Zapateriana, presa tanto di esempio da qualcuno!)
INVITO CALDAMENTE TUTTI A NON CADERE NEI TRANELLI IDEOLOGICI DI UNA LOBBY POLITICA CHE PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO!"

Ovviamente, come sempre, il nostro Falcinelli aggiusta il suo tiro dicendo:

"Non ha importanza il colore della bandiera politica, perché queste cose esulano palesemente da pensieri di partito, mentre confermano, specialmente all'occhio dell'esperto osservatore dei fenomeni sociali, quanto mediocre sia l'approccio al sociale che questi individui che si professano come "nostri politici" sono in grado di offrirci."

Vorrei dire al nostro Enrico, che anche il Vaticano con la sua religione imposta a forza sulla morale di tutti noi individui, è una forma di politica che con i suoi ASSOLUTISMI insiste a voler dirigere a tutti i costi le masse verso di se.

Falcinelli ti invito io a riflettere con maggior obiettività e ti consiglio vivamente di fuoriuscire dai tuoi canoni cattolici e cristiani perchè al giorno d'oggi le storie raccontate dal Vaticano non incantano più nessuno!!

Prendi atto di tutto ciò !!
Simona 03 agosto 2006 00:00
Carissimo Fabrizio,
alla fine io la penso come te e quello che hai scritto lo condivido anch'io ma con una visione prospettica differente dalla tua.

Cioè mi spiego meglio..

Quando tu supponi che io possa dire:
"Dammi un pò del tuo pane che io non ne ho e tu ne hai troppo."
E' relamente quello che tra le righe io dico continuamente.
E' vero!! Lo penso veramente.

Questo è la mia prospettiva d'insieme ma non sorvolo su tutte le altre cose che hai affermato tu.

Il mio discorso è che per capire la nascita di un delinquente, bisognerebbe intercalarsi proprio in quel personaggio e cercare di capire perchè arrivi a comportarsi in modo sconsiderato verso il suo prossimo.

Il discorso del pane è un discorso semplice per comprendere antropologicamente il nostro modo di intercedere verso i suoi simili.
Se vuoi ti tiro fuori anche gli animale che uccidono per sopravvivenza ma andrei troppo fuori dal Topic di Lucio.

Io sinceramente ho la mia idea che per chi ha la capacità di usare la testa obiettivamente trova più facilmente le soluzioni a risolvere tutti i problemi possibili per evitare di fare danni inutili verso di se e soprattutto verso gli altri.

Ti ricordi (non so se tu l'hai mai letto) quel mio post in cui raccontavo una storiella ad Andrea 37 anni, su quell'uomo che cerca delle chiavi nel giardino di casa sua quando poi in realtà le ha perdute dentro la sua casa..
.. ebbene le tue ultime righe esprimo lo stesso concetto.
Quelle tue ultime tre righe che hai scritto in fondo al tuo post, le trovo stupende e rispondono in pieno su quello che è il mio pensiero basilare.
Ti riporto anch'io qui sotto al mio post quelle tue bellissime tre righe, perchè le considero vitali e primarie per tutti noi in grado veramente di far riflettere bene tutti noi compreso quel cattolico cristiano di Falcinelli che è solo la luce finta del Vaticano:

"Per sapere cosa c'é in fondo al tunnel, bisognerebbe percorrerlo tutto, fino in fondo, senza neppure sapere se ne usciremo.

Invece, spesso, ci limitiamo a restare fuori dicendo che "dentro é buio" !

Ma abbiamo provato prima a guardarci dentro ?"

Falcinelli rifletti bene su tutto ciò !!
Simona 03 agosto 2006 00:00
Perdonami Lucio se il mio post è scritto in un italiano terribile ma non ho fatto in tempo a rileggerlo per poi correggerlo adeguatamente con il lessico giusto
Lucio Musto 03 agosto 2006 00:00
“intriso”, Simona, “intriso”!... non “ intrinseco”!..

Qualche volta,vedo, ti capita ancora di confondere le parole, come quando scrivevi “alla macchia” sotto la sorveglianza impietosa del “senior” al tuo lavoro.

Ed insieme alle parole, a volte confondi i concetti.

Parlando e discutendo di problemi sociali, come facciamo qui e come fa Enrico, è inevitabile e giusto fare “politica”, scienza del governo, cioè dell’uomo come soggetto sociale.

Tutt’altra cosa invece è fare propaganda ideologica, che è quella che invece fai tu, fa nadia, fa camerata jo, ed io stesso quando mi batto per la mia contrada contro chiunque della mia contrada non è (a proposito, io sono del Drago).

Capito quindi perché quando vi invito a rimanere in argomento quando sottolineo che “non sappiamo” se il poliziotto è di destra o di sinistra?
Perché l’argomento vorrei fosse incentrato sull’uomo, non sul “socialista” o sul “liberale”, sul “bigotto” o sul “miscredente”. Questi argomenti, sicuramente anch’essi interessantissimi, in questo contesto sono fuorvianti.

Sbagliando la parolina quindi hai detto una cosa giusta. Perché dell’uomo “è proprio” (cioè intrinseco)l’aspetto sociale che Enrico mette in evidenza (senza sforzo: è il suo mestiere!), mentre gli altri interventi sono “intrisi” (cioè inzuppati) di passione partitica e dottrinale.

Sufficientemente chiaro?

Sempre quel famoso abbraccio!

Lucio Musto 3 agosto 2006 parole 204
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PS per farti contenta, mi sono messo anche "di là", ma non mi sono ancora presentato; posso farlo da te?
Enrico Falcinelli 03 agosto 2006 00:00
Carissima Simona,
non credo sia questo il caso in cui derivare verso sterili cincischiamenti mentali mescolando la purezza di un argomento così importante con sterilità ideologiche.
Purtroppo non è possibile, questa volta, passare ulteriormente sopra la delicatezza di un discorso come quello umano di chi è in carcere, profittando dell'occasione, per riproporre i soliti discorsi vetusti sul clero e Vaticano, che in questo caso non c'entrano davvero.
Si tratta di prendere sul serio gli uomini e prenderci sul serio vuol dire usare tutta la carica affettiva, nel senso della responsabilità reciproca di cui dobbiamo farci umanamente carico, per avere il coraggio di gridare NO ad ogni sopruso contro la vita e le persone.
Non credo che tu sia così estranea alla realtà da non capire cosa è buono e cosa non è buono per noi.
I carcerati mi stanno a cuore, per quanto sia giusto che paghino il fio per quanto compiuto. Sono persone e come tali hanno il diritto di valorizzare la propria vita come noi siamo responsabili della loro valorizzazione.
Questo è il senso della conquista di quella "civiltà" tanto agognata che le mire mitiche e demagogiche di troppi politicanti hanno sempre mancato.
Chi ha orecchi per intendere, intenda.
Saluti affettuosi.
curioso 03 agosto 2006 00:00
lucio musto ti sei fatto adescare da quella psicolabile di simona?
ma non vedi che è completamente pazza e scrive in maniera assurda?
Lucio Musto 04 agosto 2006 00:00
Simona, scusami ancora. Volevo ringraziare Duilio (forse dovrei dire prof. Duilio perché ha molto lo stile del docente) per la sua ineccepibile dimostrazione. Volevo anche giustificarmi con lui per il mio dire rozzo, ma di proposito ho cercato (senza peraltro riuscirvi) di non confondere qualche nostro lettore con espressioni un po’ tecniche come “luogo geometrico”, concetto forse non noto e senza inserire lettere o simboli.
Digli anche che avrei preferito fare uno schizzo ma qui, come sai, non è possibile.
Per farmi perdonare, vorrei fare omaggio al professore di un bozzetto autobiografico che inserii in un mio racconto, qualche anno fa, sperando di fare a lui (ed a te) cosa gradita.
Eccolo:

I I

Quella mattina la lavagna era quasi pulita. Scritti e disegnini, schemi, flow-charts calcoli e formule si vedevano ancora, ma sbiaditi ed evanescenti sotto il velo di polvere di gesso lasciato dal cassino sporco passato frettolosamente. Solo in un angolo, in alto a destra, una breve frase. Nitida, scritta di recente… Chissà perché il primo posto ad essere utilizzato è sempre l’angolino in alto a destra?… mi chiedo oziosamente.

Entra il dott. Morelli, il nostro capo e, come tutti, per prima cosa lancia uno sguardo distratto alla lavagna; e distrattamente ci saluta per subito spostare la sua attenzione al mucchietto di carte “corriere in arrivo” sulla scrivania. Ma è un attimo, e si blocca. Come raggelato.

Lentamente, molto lentamente volge di nuovo il capo a quell’unica, breve frase. La legge adagio,vibrando le palpebre, la soppesa, sembra far fatica ad assimilarla… poi sbotta in un urlo feroce:

«CHI HA SCRITTO QUELLA BESTIALITA’???… EHEH??!… CHI E’ STATO???…»

Bisogna dire che il dott. Morelli è un uomo equilibrato e di solito domina bene le sue emozioni. Di solito. Cioè sempre, purché non gli si tocchi la matematica. Per lui sfiorare con un dito men che purissimo la matematica è come insidiare la virtù di sua sorella. O forse peggio; assoluto tabù. Ed in questo senso la breve frase alla lavagna gli dovette sembrare addirittura blasfema.
Nell’ordinata grafia del programmatori dell’epoca, tutto in maiuscolo e con le “O” sbarrate (non gli zeri, come fu dal Cobol in poi) le tremende parole stigmatizzavano:

«PER TRE PUNTI NON ALLINEATI, PASSA UNA RETTA.»

L’affermazione, come sappiamo bene, è contraria ai dettami della geometria classica, quella che abbiamo imparato alle medie, ma il dott. Morelli la prese proprio in tragedia.
Ci guardava con sguardo infocato, desideroso di sbranare il reo confesso di tanta oscenità e chiunque di noi avesse sorriso o mostrato un minimo di comprensione o di pietà per l’infame:

«ALLORA, CHI E’ LA BESTIA IGNORANTE?… EH… CHI E’?… DOVE SI NASCONDE?…»

La sua ira va crescendo, mentre timidamente una mano si alza. La voce è esitante, incerta. Lo sguardo miope di Marcello sembra quasi spento:

«VERAMENTE…QUELLO… L’HO SCRITTO IO… MA NON MI SEMBRA UNA BESTIALITA’… E… E… IO…
SAPREI ANCHE DIMOSTRARLO… CIOE’ GRAFICAMENTE MOSTRARE…LA CONGRUITA’ DI QUANTO AFFERMO… CIOE’… IO…»

«MA SEI PAZZO!… O RIMBECILLITO!! - La voce maschia del dott. Morelli è alterata di più semitoni - VIENI QUI E FAI VEDERE A TUTTI COME SEI IMBECILLE ED IGNORANTE!!! VIENI!! VIENI!…»

Pacatamente Marcello si alza e solenne si avvicina alla lavagna. Qualcuno ha mai visto Marcello fare qualcosa se non pacatamente e maestosamente? Camminando trova il tempo per premettere:

«NATURALMENTE E’ NOTO A TUTTI CHE TRE PUNTI GIACCIONO “COMUNQUE”IN UN PIANO, CHE POTREBBE ESSERE QUELLO DELLA NOSTRA LAVAGNA, E…- con somma cura e calma sceglie un gessetto nuovo - QUESTI POTREBBERO ESSERE I NOSTRI TRE PUNTI NON ALLINEATI»

Marcello disegna tre puntini quasi invisibili disposti come i vertici di un triangolo ottusangolo scaleno molto allungato e stretto. Sorride soavemente volgendo lo sguardo verso di noi, tutti attentissimi dai nostri posti. Poi, ancor più dolcemente fissando il dott. Morelli ed indicando la lavagna:

«ED ORA ANDIAMO A COMPLETARE L’ASSUNTO CHE, COME LEGGO, RECITA: “PER TRE PUNTI NON ALLINEATI (PER ESEMPIO QUESTI),PASSA UNA RETTA”…»

Appoggia il gessetto nuovo per tutta la sua lunghezza sulla lavagna e traccia una larga fascia bianca polverosa che atrocemente stridendo spazza via le tre macchioline segnate prima.

«ECCO… PURCHE’ SIA SUFFICIENTEMENTE LARGA!…»

La nostra ilarità scoppia fragorosa e copre l’ultimo cigolio del gesso sulla pietra. Il dott. Morelli si dà una gran pacca sulla fronte per rammaricarsi dell’ingenuità commessa. Ma il suo disappunto dura solo un attimo. Senza rancore scoppia a ridere con noi:

« MARCÈ… E MI HAI FREGATO UN’ALTRA VOLTA!…»

Così sorridevamo a quei tempi. I tempi di quando il byte già esisteva, ma non sapeva ancora di chiamarsi così.

Lucio Musto 10 aprile 2004 parole
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E poi, Simona, un altro piccolo favore. Chiacchierando di queste cose, mi è venuto in mente un problema, che mi sembra facile, ma la mia mente ormai rugginosa non riesce ad inquadrare.

Date due circonferenze appartenenti ad uno stesso semipiano costruire (= dare la formula per costruire) le circonferenze reali tangenti ad entrambe ed aventi il centro sulla retta origine del semipiano stesso, se ne esistono in numero finito. Possibilmente senza servirsi della geometria proiettiva.

A mio avviso dovrebbero esistere ed essere solo due, ma purtroppo il mio “27” in analitica è vecchio di ormai 48 anni (o 49?) e pochissimo esercitato.

Riesci a trovare qualcuno (non oso chiedere al prof Duilio!) che mi levi la curiosità?

Grazie. Il solito languidissimo, accorato abbraccio.
Simona 04 agosto 2006 00:00
Enrico Falcinelli..
.. sono le parole più belle che ho letto di tuo.

Il tuo ultimo post, il tuo ultimo pensiero espresso qui, lo condivido nella sua totalità e la penso uguale a te.
Simona 04 agosto 2006 00:00
Si Lucio, se vuoi puoi presentarti lì da me nella mia sezione.

Ci sarebbe la sezione della Piazza per le presentazioni ma se ti è più facile presentarti da me va bene uguale.

Ti aspetto..
Ciao

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ps per quel gelosone di Alex che maschera il suo nome con il nickname "curioso" ...
La tua è solo pura e autentica gelosia !!!

AH!! AH!! AH!!
AH!! AH!! AH!!


AH!! AH!! AH!!
AH!! AH!! AH!!


AH!! AH!! AH!!
AH!! AH!! AH!!

Diablos di un Diablos
Lucio Musto 04 agosto 2006 00:00
X Curioso

Magari, amico mio, magari!
Farsi adescare, magari lanciarsi nel turbine di una esperienza nuova è sempre una cosa fascinosa! anche se giustamente, come sottendono le tue parole, può essere pericoloso.

No, purtroppo. Semplicemente, perché sono troppo vecchio per essere adescato.
Alex 04 agosto 2006 00:00
Simona, ma chi ti fuma, sei tu che sei più fastidiosa di un gatto attaccato alle palle.
Comunque su una cosa quel curioso ha ragione di sicuro.
Enrico Falcinelli 05 agosto 2006 00:00
Caro Lucio, eppure, nell'affermazione di Marcello c'è della verità, seppure consideriamo uno spessore relativo della retta. Se i tre punti fossero disposti in determinato modo non allineato in uno spazio sufficientemente ampio (lo Spazio) e se la retta fosse una entità fisica, nominalmente potrebbe essere soddisfatto questo "postulato" in quanto la retta potrebbe passare per i tre punti non allineati secondo quella retta a causa dell'effetto della distorsione gravitazionale sulla retta stessa. Questo accade normalmente con i fasci luminosi e le radiazioni fotoniche in genere.
Dico ciò perché non lo so se secondo la fisica reale possiamo davvero affermare che quella retta sia in effetti una curva o tale possiamo considerarla solo secondo la fisica a noi strettamente contingente (nel qual caso quella retta resterebbe una retta a tutti gli effetti!). Di più, aimé, non so dire!

Riguardo Simona: carissima, sono contento che ti sia piaciuto almeno il mio nome! E' già un bel risultato!

Saluti a tutti.
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