Assassino
09 agosto 2006 00:00
Grazie a mortadella io sono tornato in libertà e mi danno pure i soldi per "reinserirmi".... dopo di che andrò a finire quel lavoretto che mi è rimasto in sospeso.....
Bagnino disperato
10 agosto 2006 00:00
Una notte Prodi riesce a scappare dalle sue guardie del corpo per fare una passeggiata.
Vede un fantastico laghetto e decide di farsi un bagno.
Nuota, si tuffa, va da una sponda all'altra quando ad un certo punto non si sente bene.
Tre ragazzi in riva al lago notano che sta per affogare e si buttano in acqua riuscendo a portare l'uomo a riva.
Quando lo tirano fuori capiscono chi hanno salvato.
"Ma lei e' il presidente del consiglio!" esclamano all'unisono!
E lui: "Si', sono proprio io, e per ringraziarvi di avermi salvato voglio donarvi una cosa a testa che avete sempre desiderato".
Il primo chiede un nuovo pick-up, e viene esaudito.
Il secondo chiede un nuovo fucile, e viene esaudito.
Il terzo ha una richiesta un po' singolare: "Potrebbe farmi fare una lapide molto bella con scritto 'Qui giace un ragazzo di campagna che ha rischiato la vita per salvare il presidente del consiglio'".
Prodi incuriosito gli chiede il perche' di questa strana richiesta.
Il tizio risponde: "Appena mio padre scopre che non l'ho lasciata affogare, MI AMMAZZA".
Napoli
11 agosto 2006 00:00
IVA TROPPO AMARA PER IL POPOLO DELLA NUTELLA
La finanziaria raddoppia l'imposta dal 10 al 205. Caramelle e cacao considerati generi di lusso. L'ira dei cioccolatieri
Il popolo della praline è in rivolta. E anche quello delle merendine, delle caramelle e dei budini. Che la manovrina sarebbe stata amara si sapeva, ma non in senso così letterale. La sorpresa è arrivata mercoledì mattina, con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. Tutti i prodotti a base di zucchero non contenenti cacao (leggasi caramelle, gomme, pasticche, torroni e company) e per il cioccolato e altre preparazioni contenenti cacao (budini e yogurt compresi) l’Iva è stata portata dal 10 al 20%. Un risvolto della manovrina, come dire, dulcis in fundo. E ora l'industria dei peccati di gola, 10 miliardi di euro annui di cui 3 rappresentati dal cioccolato, protesta.
L’offensiva è partita da Perugia, dov'è in corso Eurochocolate. Per il presidente della manifestazione, Eugenio Garducci, si rischia di «vanificare tutti i risultati che in questi dieci anni il cioccolato italiano ha raggiunto in termini di consumi, da due a quattro chili pro capite all'anno». Nemmeno un'ora più tardi Roberto Bava, presidente della Compagnia del Cioccolato, gli dà manforte da Bologna: «Il comparto cioccolatiero, con un incremento del 3,8% in volume e del 3% in valore, ha contribuito molto al risultato positivo nel 2005 della produzione dolciaria. Ora l'incremento dell'Iva rischia di penalizzare i consumatori e tutto il settore». La faccenda si fa amara.
L'aumento è previsto solo per quei prodotti con confezioni non di pregio (le altre erano già al 20%). Cioccolato e caramelle da oggi sono considerati tutti prodotti di lusso. Ma i cioccolatieri rivendicano la «democraticità» della tavoletta, ormai entrata nella dieta alimentare degli italiani. «Se questo era un tentativo di semplificare le aliquote - fa sapere Mario Piccialuti, direttore dell'Associazione industrie dolciarie italiane di Confindustria - hanno mosso l'elefante per non far spostare la formica. I prodotti in confezioni di pregio rappresentano solo l'1% della produzione». L'Aidi è preoccupata per il mercato. L'Italia è solo al 12° posto in Europa per consumo di cioccolato (4,3 chili a persona contro gli 11,1 della Germania, i 10,1 dell'Austria e i 7,3 della Francia), ma ha livelli produttivi alti (4° posto).
Per le caramelle siamo al 13° posto per consumi e produzione. Il pericolo è di un'invasione straniera. In Germania l’aliquota è al 7%, in Svizzera il cioccolato è al 2,4%, la Francia ha ridotto al 5,5% per i bonbons de chocolat e la Repubblica Ceca dal 15 luglio applicherà il 5%. «Se l'obiettivo del decreto è quello del rilancio economico e sociale del Paese…» dice ancora Piccialuti.
Ma i problemi sono anche più immediati. «Penso a quei colleghi che hanno caramelle con lo zucchero e senza zucchero - dice Dario Mangini, produttore all'ingrosso -. Molti hanno espositori con prezzi fissi. Se il decreto colpisce solo i prodotti con lo zucchero, bisognerà rifare dispenser e confezioni». Preoccupata anche Pina Amarelli, titolare della storica industria di liquirizie calabresi: «Non si capisce quale percentuale di zucchero debba esserci nei prodotti. Noi vendiamo liquirizia pura, ma non solo».
I colossi come Ferrero e Perugina, per ora, stanno a guardare. L’Aidi ha chiesto un confronto col governo. I piccoli produttori tremano. Tutti vogliono scongiurare il mondo immaginato dall’esecutivo. Un mondo dove gli yogurt al cioccolato sono più cari degli altri, i bambini che spalmano Nutella sono più snob di quelli che usano il miele di callura e due scalatori possono incontrarsi in cima a una montagna dicendo: «Svizzero?». E l’altro: «Sì, costa meno»
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La Stampa, 7 luglio 2006