Pierino
13 agosto 2006 00:00
Atti osceni in luogo pubblico
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VIOLENZA SI, MA ASSOLTO -
SOLO LESIONI COLPOSE E ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO
Il drammatico episodio nel parco di Monteoliveto: lesioni dolose, non colpose.
PISTOIA — La distanza culturale, la diversa concezione della donna non gli hanno fatto percepire una notte di violenza come tale ed è per questo che Azize B., 27 anni, di Casablanca, all'epoca operaio in un vivaio, è stato assolto dall'accusa di violenza carnale e sequestro di persona nei confronti di una giovane donna pistoiese che aveva conosciuto la sera prima. E' stato invece condannato per atti osceni in luogo publico e per lesioni colpose, anzichè dolose, a sei mesi di reclusione. Nel trascinare la giovane l'aveva fatta scivolare procurandole la frattura del malleolo. Il pubblico ministero, sostituto procuratore della Repubblica Bianca Bellucci, aveva chiesto sette anni di carcere.
La vicenda era emersa all'indomani dell'udienza dibattimentale che si era svolta a porte aperte davanti ai giudici del collegio: Roberto Tredici (presidente), Alessio Scarcella e Alessandro Buzzegoli.
L'imputato era assistito dall'avvocato Pamela Bonaiuti, la parte civile era rappresentata dall'avvocato Massimo Pancani.
La donna, in base alla ricostruzione processuale, aveva conosciuto Azize B. la sera del 9 giugno del 2002. Era domenica e nel chiostro di San Benedetto si era svolta una festa interculturale organizzata dal parroco e a cui entrambi avevano partecipato. La sera dopo, verso la mezzanotte, si erano nuovamente incontrati davanti ad un bar di corso Amendola ed erano andati a bere una birra insieme in piazza San Francesco. Il giovane aveva poi spiegato alla donna che di lì a poco sarebbe andato a raggiungere un amico in San Benedetto per andare a dormire in una baracca vicino al vivaio dove lavorava. Si era creato un tranquillo clima colloquiale che ben presto invece sarebbe precipitato. Il marocchino e la donna avevano attraversato insieme il parco di Monteoliveto e lì il giovane aveva fatto le sue pesanti avances trasformatesi in un'odissea durata per tutta la notte.
La vittima, sulle prime non aveva sporto denuncia, poi riconobbe Azize la sera del 15 luglio 2002, durante il Blues e lo indicò ad un giovane finanziere in servizio che lo dichiarò in arresto. La custodia cautelare in carcere è durata quasi un anno. La sentenza di assoluzione venne pronunciata dal collegio il 28 luglio scorso dopo una camera di consiglio durata quasi quattro ore e le motivazioni sono state depositate in questi giorni.
In questo procedimento l'avvocato Pamela Bonaiuti è stata affiancata dal dottor Luca Innocenti. Insieme ci spiegano i tratti peculiari delle motivazioni della sentenza.
«Il nostro assistito — spiega l'avvocato Bonaiuti — è stato assolto per la mancanza dell'elemento soggettivo dall'imputazione di violenza carnale e sequestro di persona, mentre le lesioni dolose sono state derubricate in colpose. Lui non era consapevole di aver commesso violenza carnale. Ha creduto la giovane donna consenziente. Durante il dibattimento — spiega ancora Pamela Bonaiuti — ho insistito nella lontananza culturale che non gli ha consentito di rendersi conto di quello che stava facendo». Insomma quattro chiacchere e una birra gli erano bastati per pretendere di "fare l'amore". «In sede di convalida di arresto aveva dichiarato — spiega Bonaiuti — che non capiva di cosa lo si accusasse e la stessa vittima, a cui va tutta la mia solidarietà, al presidente aveva dichiarato di non essersi sentita minacciata». «Il tribunale di Pistoia — aggiunge il dottor Innocenti — ha integrato molto l'extracomunitario, riconoscendo un aspetto fondamentale della sua cultura a discapito della persona offesa».
( Lucia Agati – La Nazione)
A me, sembrano cose da matti.
Come si può riconoscere un "aspetto fondamentale" della cultura altrui a danno della persona offesa? Sembra non crederci neanche il difensore dell'imputato.
Si può, nel nostro ordinamento, in nome di una cultura dichiarare non punibile la violenza?
Ma allora, se dobbiamo rispettare quella cultura [della violenza] qui, in deroga alle norme penali in vigore, come possiamo protestare perché ogni tanto, altri popoli, in base alle norme appartenenti alla loro cultura, eseguono delle condanne per lapidazione?
Anche quello della lapidazione è un aspetto fondamentale della cultura di quei popoli.
Io sono assolutamente tollerante nei confronti di tutti i popoli e di tutte le culture, ma chi sta in un paese, deve sottostare come tutti alle leggi in vigore e, in base a quelle, essere giudicato. Ciò a maggior ragione, quando si tratta - come in questo caso - di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni volontarie.
Lo ripeto, a me sembrano cose da matti.
mjguel
13 agosto 2006 00:00
x nadia
Ed allora? se in Italia abbiamo le "bestie di satana" ora bisogna accogliere anche le "bestie di maometto"?
Ognuno ha le bestie che si merita,noi ci teniamo le nostre e i musulmani che si tengano le loro.
Camerata
13 agosto 2006 00:00
Pierino ma è un fatto veramente accaduto o una favola?
Se è reale mi piacerebbe fare due cose:
1)- prendere un caffè al bar con l'avvocato diffensore del marocchino Pamela Bonaiuti e poi (se brutta chiudendo gli occhi) portarla nel bagno ed incularla per un paio d'ore (vediamo se poi la pensa allo stesso modo);
2)- fare la stessa cosa con un famigliare donna dei giudici che hanno emesso la sentenza.
Questi fatti,purtroppo ormai non isolati, stanno trasformando l'Italia e l'Europa in generale in eurarabia.
x nadia
Se prendi un caffè con uno dei tuoi amici extracomunitari tieniti a distanza adeguata perchè potrebbe accaderti la stessa cosa.
Questi fatti accadono anche perchè persone come te li diffendono.
Italiano
13 agosto 2006 00:00
pochi delinquenti su tantissimi italiani
tantissimi delinquenti su pochi immigrati
poi se nadia si affianca ai soliti colpevolisti che vogliono farci flagellare è un altro discorso
far finta di non vedere i problemi di integrazione e degrado non equivale a risolverli. mettersi il paraocchi non fa vedere ma non risolve.